L'11 settembre 2001 viene scatenata una guerra di religione: gli aerei dirottati dai kamikaze di Bin Laden aprono un conflitto che sembra fuori del tempo, per chi si è disinteressato del proprio tempo. "Contro il Grande Satana, contro la nuova crociata di Bush" è il grido del principe nero della Jihad. Davvero? Davvero. Forse a molti sfugge la dimensione religiosa che governa la superpotenza americana: fittissimi i rimandi alchemici, templari e massonici che ispirano i centri del potere statunitense. Un'ovvia interpretazione simbolica è stata subito rilevata a proposito dell'attacco suicida alle Twin Towers: erano il simbolo del potere economico e politico Usa. Solo quello? No. Da sempre gli analisti più avvertiti hanno sottolineato l'importanza allegorica di costruzioni come il Pentagono (perché è a forma di pentagono e non di rombo?), il Palazzo di Vetro (perché si chiama proprio così?), della Casa Bianca (perché è bianca e non rossa?) e anche delle Torri Gemelle (cosa significano due colonne alla porta orientale degli States?). E, come sempre, al culmine della tragedia emergono, anche in forma di beffa, le quartine di Nostradamus. È la tesi del grande politologo italiano Giorgio Galli: la dimensione esoterica sembra scomparire nella storia della democrazia e invece si è solo resa più occulta, più difficilmente decifrabile. Resta il fatto che i presidenti Usa, proprio come i grandi re di un tempo, si circondano di astrologi e vari medium, da Reagan a Bush. Con quali armi simboliche si sta combattendo questa nuova guerra santa? Sveliamo quello che sta sotto gli occhi di tutti e pochi sanno vedere: l'America occulta si mostra potente, dalle finestre di ogni telegiornale e di ogni reportage fotografico che si rispetti...




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