Pagina 4 di 4 PrimaPrima ... 34
Risultati da 31 a 32 di 32
  1. #31
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    [mid]http://www.irevan.com/nap/La_bella_Gigugin.mid[/mid]

    Ventennio Piacevano al regime il suo patriottismo, la vocazione pedagogica e lo spirito solidaristico
    «Camerata Mazzini, presente!»
    Gentile, Balbo, Rocco, Bottai: tutti i fascisti tentarono di arruolarlo

    È probabile che in nessun altro periodo della storia d' Italia ci si sia tanto richiamati a Mazzini come durante il Ventennio fascista, quando il fondatore della Giovine Italia (morto cinquant' anni esatti prima della marcia su Roma) divenne oggetto di innumerevoli citazioni in libri, articoli, discorsi, fino al punto d' essere considerato una sorta di precursore del regime di Mussolini. A ricordare una vicenda del genere, nota soltanto o quasi agli storici di professione, è ora un bel saggio di Paolo Benedetti sugli Annali della Fondazione Ugo La Malfa, intitolato Mazzini in «camicia nera». Un titolo all' apparenza curioso, ma in realtà per nulla privo di fondamento. Originariamente, come ricorda Benedetti, il primo fascismo era nato grazie all' apporto di ampie frange repubblicane, soprattutto nelle aree dove maggiore era la presenza del Pri, cioè in Romagna e nelle Marche. Se nel 1919 l' allora repubblicano Pietro Nenni, dopo essere stato tra i fondatori del Fascio di combattimento di Bologna, se ne distaccò rapidamente, non così accadde in molti altri casi. Ma mazziniani erano anche quei fascisti che provenivano dal sindacalismo rivoluzionario, i quali ritenevano di trovare in Mazzini una forma di conciliazione tra patriottismo e socialismo analoga alla loro. Studiamo Mazzini: così si intitolava l' articolo che uno di costoro, Sergio Panunzio, aveva pubblicato nel 1917 sul Popolo d' Italia, il quotidiano fondato da Mussolini dopo la svolta interventista, che riprendeva non a caso una vecchia testata mazziniana. Mazziniani erano poi, in un modo o nell' altro, esponenti di spicco del regime come Giuseppe Bottai, Dino Grandi o Italo Balbo, il quale ultimo si era laureato con una tesi su Il pensiero economico e sociale di Mazzini. Alla metà degli anni Venti Delio Cantimori, futuro storico marxista e allora giovane intellettuale fascista, si era iscritto al Pnf - come confesserà poi - «immaginando che questo avrebbe fatto la rivoluzione repubblicana, sindacale, nazionale di Corridoni (il sindacalista rivoluzionario morto sul Carso nel 1915) e di Mazzini». Se un po' tutto il fascismo di sinistra era mazziniano, è anche vero che un esponente del versante più chiaramente autoritario del regime come il guardasigilli Alfredo Rocco non mancava di collocare anche lui Mazzini tra i precursori dell' Italia mussoliniana. Quanto alla interpretazione che del fascismo diede Giovanni Gentile, certamente il più autorevole teorico del regime, in essa il riferimento a Mazzini svolgeva un ruolo fondamentale, come si può verificare già dall' indice dei nomi dei due volumi che raccolgono i suoi scritti e discorsi politici del Ventennio: il nome che vi ricorre più di frequente, dopo Mussolini, è quello di Mazzini. Riguardo allo stesso Duce, non fu casuale che per vent' anni citasse il fondatore della Giovine Italia con molta frequenza: se aveva scoperto Mazzini tardi, durante la prima guerra mondiale, è anche vero che da socialista, come ha osservato Pierre Milza, era «egli stesso il prodotto di una cultura politica che mescolava la tradizione mazziniana e libertaria, fortemente radicata in Romagna, con i principi di un socialismo intransigente». Certo, nelle citazioni di parte fascista venivano espunti aspetti non secondari del pensiero mazziniano, a cominciare dalla sua impronta umanitaria e, almeno in senso lato, liberale; tuttavia, se si trattava di una lettura unilaterale, non può dirsi che si trattasse anche di una lettura del tutto arbitraria. Attraverso il richiamo a Mazzini il fascismo intendeva affermare l' importanza che l' idea di nazione e di patria aveva effettivamente avuto nella nascita del movimento delle camicie nere; o la centralità di una concezione della politica che molto puntava sull' educazione e sulla pedagogia di massa come strumenti per creare un «uomo nuovo». Era sempre attraverso i richiami a Mazzini che il fascismo sosteneva di aver risolto un problema che datava dal Risorgimento, l' estraneità delle masse popolari rispetto allo Stato, un' estraneità - si affermava - cui finalmente Mussolini aveva posto fine. Lo stesso corporativismo, esaltato come originale soluzione ai problemi sociali del mondo contemporaneo, pareva ai fascisti che si collegasse strettamente alla particolare concezione solidaristica di Mazzini, il quale, contro Marx, aveva difeso con decisione la collaborazione tra le classi. Non fu un caso, insomma, se il fascismo nel 1925 dichiarò la casa di Mazzini monumento nazionale o se nella grande esposizione di Roma dell' E42, che la guerra impedì di realizzare, era prevista una sala dedicata a Mazzini. A rendere ancora più presente quest' ultimo nell' Italia tra le due guerre stava poi il fatto che una parte dell' antifascismo, soprattutto quello che faceva capo a Carlo Rosselli e a Giustizia e Libertà, si richiamasse al rivoluzionario genovese. Appunto Rosselli, come ricorda Benedetti, scrisse nel 1931 a uno studioso inglese: «Agiamo nello spirito di Mazzini, e sentiamo profondamente la continuità ideale fra la lotta dei nostri antenati per la libertà e quella di oggi». Nel 1944-45, la situazione si fece in un certo senso ancora più ingarbugliata. Il fascismo repubblicano di Salò intensificò naturalmente i richiami a Mazzini: ad esempio la data del giuramento della Guardia nazionale repubblicana venne fissata il 9 febbraio, giorno della proclamazione, quasi un secolo prima, della Repubblica romana che aveva avuto alla sua testa il «triumviro» Mazzini. Ma ci si richiamò con maggior frequenza a Mazzini anche da parte antifascista, ora che la nuova strategia politica di Togliatti tendeva ad accreditare il Pci - attraverso i continui riferimenti, appunto, a Mazzini, Garibaldi o Mameli - come un partito strettamente legato alla tradizione nazionale. Cosicché, nella fase finale del conflitto, il nome di Mazzini si trovò ad essere richiamato con frequenza su entrambi i fronti della guerra civile italiana. Un esito non poco paradossale per chi era stato il più strenuo propugnatore dell' unità del Paese.

    Belardelli Giovanni

    Pagina 41 - (11 luglio 2008) - Corriere della Sera
    tratto da http://archiviostorico.corriere.it/2...80711153.shtml

  2. #32
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Il camerata Mazzini

    Roberto Balzani

    L’afa di luglio, e l’esigenza di riempire le molte pagine dei giornali, induce redattori annoiati a creare scoop anche là dove non ve ne sono. E’ questo il caso di un articolo di terza pagina, dedicato alla strumentalizzazione di Mazzini effettuata dal regime fascista, introdotto da un titolo francamente eccessivo, anche rispetto alla ragionevolezza del testo. Se a pubblicare lo scoop di Mazzini “fascista” fosse stato qualche giornale di partito, poco male; ma trovarlo gridato sul “Corriere della Sera” (“Camerata Mazzini, presente!”, 11 luglio 2008, p. 41), francamente, mi è parso un po’ troppo.
    Come reagire? E con chi prendersela? Non con Gianni Belardelli, autore materiale della recensione, che ha detto cose tutto sommate assai note (che, cioè, gl’intellettuali fascisti, così come avevano arruolato Colombo, Dante e Giulio Cesare, non avevano esitato a porre Mazzini – e Garibaldi – fra i “padri della patria”: capirai la novità!). Né con la “politica culturale” del “Corriere”, che pure presenta fra i suoi collaboratori più illustri firme come quelle di Giuseppe Galasso e Arturo Colombo. E allora? Forse con chi ha pensato il titolo, se ne conoscessi il nome. Ma a che pro’, in fondo? Per alimentare un polemicuzza sulle pagine dei commenti e delle lettere (ché oltre non ci farebbero andare: non esageriamo con la par condicio)?
    Francamente, a questo gioco credo sia bene non prestarsi. L’Ami è piccola cosa, ma ha una sua dignità. E dobbiamo imparare, tutti (io per primo), che alle carognate gratuite, compiute per noia o semplicemente per ingraziarsi il politico di turno, non si risponde; meglio ignorarle, tanto passano presto. Certo, resta poi un compito: che è quello di neutralizzare una comunicazione sbagliata, sottolineando la bella differenza che passa fra la citazione occasionale di Mazzini in un discorso imperialista del capo del governo o di qualche ministro del regime e la meditazione profonda compiuta in carcere, sui testi dell’Apostolo, da uomini come Ernesto Rossi. Da una parte la retorica, dall’altro la ricerca di una guida spirituale nell’ora più buia. Dobbiamo dirle, queste cose, per non far passare l’assurdo principio che le parole abbiano ugual peso, indipendentemente dai contesti in cui sono pronunciate. E dobbiamo dirlo noi, in primo luogo, educati da sempre a cercare nell’azione coerente il segno evidente di un pensiero onesto.

    tratto da http://win.webandcad.it/AMI/comunicati/2008/11.htm

 

 
Pagina 4 di 4 PrimaPrima ... 34

Discussioni Simili

  1. Divagazioni antropologiche...
    Di José Frasquelo nel forum Destra Radicale
    Risposte: 203
    Ultimo Messaggio: 13-07-10, 09:32
  2. Divagazioni [Spost by Mod]
    Di Enrico1987 nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 17
    Ultimo Messaggio: 14-06-06, 16:05
  3. Divagazioni
    Di pensiero nel forum Fondoscala
    Risposte: 28
    Ultimo Messaggio: 23-09-05, 09:34
  4. Divagazioni
    Di Vichingo70 nel forum Destra Radicale
    Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 04-02-05, 22:59
  5. Divagazioni su Cristo e...
    Di mustang nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 18-07-04, 18:44

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito