LA FINE DELL’ AMERICA
Può apparire paradossale che nel momento del massimo dispiego della forza militare e propagandistica americana si possa parlare di fine degli Stati Uniti. Ma è proprio in questo momento che il fallimento della politica USA nei confronti del medio oriente e dell’Europa emerge drammaticamente.
AMERICA E MONDO ARABO
Il dato che a molti sfugge è che gli USA hanno fomentato per decenni il fondamentalismo islamico a contro l’Europa e lo stesso mondo arabo.
Infatti quando nel dopo guerra il Medio Oriente uscì dall’orbita anglosassone con uomini, regimi e partiti laico-nazionali, come Nasser in Egitto, come Mossadeq in Iran, come il Partito Baath nello stesso Iraq (che aveva dato e che dà una legittimità ideologica al socialismo nazionale arabo) gli americani non trovarono di meglio che spingere questi stati arabi anticomunisti, filo-Europei e rispettosi delle realtà cristiane locali, verso l’orbita Sovietica. Non solo, ma essendo divenuto il mondo arabo centro d’attenzione vitale per via della questione petrolifera, iniziò un’opera di favoreggiamento e finanziamento delle organizzazione musulmane fondamentaliste che in nome della purezza dell’Islam iniziarono a costituire l’elemento destabilizzante e l’arma di ricatto dei governi arabi nazionali.
Ad Hamas viene addirittura permesso di aprire basi e strutture sul suolo americano e più di un occhio viene chiuso
Per favorire il sorgere di questa organizzazione che si oppone di fatto all’Autorità palestinese, altra struttura legata alla tradizione socialnazionale araba.
Con tecnica ancora più spregiudicata se non terrorista le organizzazioni fondamentaliste verranno poi utilizzate contro l’Europa nel Kossovo, in Bosnia e con la creazione di stati artificiali musulmani costiutuenti tra l’altro vere e proprie teste di ponte immigratorie nel nostro continente.
Non è difficile quindi riconoscere una continuità di un progetto politico imperialista di vecchia data: la guerra americana contro l’Iraq ha come radice questa strategia di destabilizzazione iniziata negli anni sessanta e che ha visto la CIA creare per poi utilizzare personaggi come Bin Laden contro l’Iraq e gli altri stati nazionali arabi.
AMERICA ED EUROPA
Ma è nei confronti dell’Europa che la crisi si acuisce ed esplode.
La politica estera di Chirac che ricalca apertamente di fatto la linea di Le Pen, alla quale si associa la Germania, e soprattutto l’avvicinamento della potenza russa segnano la fine del Patto Atlantico e dell’egemonia americana.
Bush è l’uomo che andando contro la storia cerca di rigenerare l’egemonia americana su una base nuova: la teoria di Huntingdon. Questa teoria che passa attraverso il patto scellerato fra sionismo messianico e protestantesimo massonico fa in realtà acqua da tutte le parti e non considera il ritorno del cattolicesimo romano (non certo il cattocomunismo pacifista) al centro della politica e le posizioni sempre più tradizionalmente cristiane ed europee di Putin.
Ecco che quindi abbiamo visto nelle ultime settimane il riemergere di problemi legati a questioni irrisolte che duravano da anni ma non trovavano uno sbocco. Ecco che l’ antiamericanismo italiano che trova terreno fertile nelle tre tradizioni politiche egemoniche del secolo passato, e cioè il Comunismo, il Cattolicesimo ed il Fascismo ritorna prepotentemente alla ribalta.
Ecco che la posizione di Berlusconi e Fini non hanno quindi seguito popolare e rischiano di naufragare, ecco che la sinistra si trova su un fronte non suo, quello di un’ appoggio ad un regime naturalmente anticomunista come quello iracheno.
Ecco infine come la posizione di Forza Nuova, l’unica nel Paese seriamente anti-islamista , ma filo-palestinese e filo-irachena e a favore di un’ Europa ancora libera grande, armata, abbia il valore di una grande proposta politica.
(da www.forzanuova.org 16 febbraio 2003)




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