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Discussione: Mithra

  1. #11
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    Predefinito Mithras

    Io sostengo la non continuità cosi' palese tra il Mithra orientale ed il Mithraismo romano.

    Ed in particolare, mentre il Mithraismo lo vedo come un rivestimento esotico e apparentemente 'orientale' di misteri propriamente occidentali, la cui spina dorsale è assolutamente tradizionale, il cristianesimo lo vedo come un qualcosa di visceralmente orientale/abramitico vestito apparentemente all'occidentale.

    Perdonate il piccolo intervento al volo...

    Saluti,

    D.S.I.O.M.

    FRVMENTARIVS
    Frumentarius
    "Punctim et Caesim ferire"

  2. #12
    Mjollnir
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    11.2. II Miles mitriaco e la cresima cristiana

    La possibile influenza del mitraismo romano sul cristianesimo si rivela, però, soprattutto sul piano della liturgia, dell'organizzazione gerarchjca dei fedeli e di alcuni elementi di etica.
    Nel campo dei rituali comunitari, colpisce l'affinità fra i rituali di consacrazione mitriaca ed i sacramenti cristiani del battesimo, della cresima (o confermazione) e dell'eucaristia.
    La letteratura teologica cristiana esplicita l'unità fondamentale dei tre sacramenti del battesimo, della confermazione e dell'eucaristia, sottolineando come, solo a partire dall' XI secolo, vi sia una completa autonomizzazione della confermazione rispetto al battesimo. (7) Ciò che qui interessa è la motivazione religiosa della confermazione, quale si evince dalle fonti cristiane più antiche.
    Nei primi 8 secoli del cristianesimo, è difficile trovare un rito distinto per la celebrazione della cresima e, tuttavia, si riscontrano alcuni elementi che, col tempo, avrebbero consentito il processo di diversificazione rituale. Nel cristianesimo delle origini esisteva un'unica celebrazione battesimale in cui il rito più importante era l'immersione seguita generalmente da altri riti, quali le unzioni, l'imposizione delle mani, il suggello col segno della croce. Il termine "suggello" sarà poi decisivo per la successiva specificazione del rito della cresima. Nel III secolo d.C. ne parlano espressamente Origene e Ippolito Romano. La testimonianza di quest'ultimo, nella sua Traditio Apostolica, è particolarmente interessante, sia per il contenuto del rito che riferisce, sia per il momento storico - siamo nella prima metà del III secolo - in cui si colloca questo complesso rituale. (8)
    Il rito di introduzione al cristianesimo ed alla comunità ecclesiale inizia con la scelta dei candidati tenendo conto della loro condizione familiare e sociale, onde evitare di ammettere al catecumenato candidati coinvolti in situazioni contrarie alla vita cristiana. I candidati scelti sono presentati alla comunità e affidati al "dottore".
    Nella seconda tappa del rito, i candidati vengono esaminati nelle loro disposizioni interiori, li si ammette all'ascolto del vangelo e si prega per loro. L'ultimo incontro per la preparazione immediata al battesimo viene svolto il sabato santo.
    La terza tappa inizia con il canto del gallo, ora nella quale viene benedetta l'acqua battesimale; il rituale prevede la preparazione dell'olio dell'esorcismo e dell' "olio dell'azione di grazie" nonché la rinuncia a Satana. Il battesimo consiste in una triplice immersione, ciascuna dopo l'affermazione della fede nella Trinità. Dopo il bagno battesimale, il neofita viene unto da un presbitero con l'olio dell'azione di grazie; successivamente il vescovo impone la mano ed invoca lo Spirito Santo; infine è lo stesso vescovo a versare sul capo del neofita l'"olio dell'azione di grazie" e conclude segnando con la croce la fronte del battezzato al quale dona poi il bacio della pace.
    Gli elementi di valutazione sono numerosi. Si nota, anzitutto, il concetto di "scelta" del candidato, poiché evidentemente non tutti possono essere ammessi al battesimo. L’introduzione al rito si articola in varie tappe improntate ad un criterio di gradualità, di avvicinamento progressivo alla vita cristiana nonché di esame ponderato circa le disposizioni interiori del candidato.
    Al battesimo d'immersione - che è un triplice bagno collegato alla fede nella Trinità - segue poi l'unzione con l'olio consacrato, l'imposizione delle mani, il segno della croce sulla fronte. Colpisce l'affinità con alcuni elementi della liturgia mitriaca quale si evince dai dipinti parietali del mitreo di Capua e dalla testimonianza di Tertulliano sul rito di consacrazione del Miles, così come la testimonianza di Porfirio sull'uso rituale del miele nei misteri Leontici richiama il rito paleocristiano dell'eucaristia, durante il quale - secondo Ippolito - si preparano tre calici: il primo col vino, il secondo con latte e miele consacrato, il terzo con acqua. Ciò che più interessa è però la motivazione della cresima quale sacramento differenziato, nella testimonianza di Fausto di Riez:
    "Dopo il mistero del battesimo a che mai può servirmi il mistero di chi mi conferma ?... A quanto pare nel battesimo non abbiamo ricevuto tutto se abbiamo bisogno di un nuovo dono. Ma non è così, miei cari, ascoltatemi. Il regolamento militare esige che quando un comandante riceve una nuova recluta, non basta che egli metta un marchio sul soldato. Ma è necessario che lo equipaggi con armi adatte perché possa combattere. Così, nel caso del battezzato, la confermazione è come consegnargli le armi... Nel battesimo siamo rigenerati a nuova vita, dopo il battesimo siamo irrobustiti". (9)
    Pur con espressioni culturali del suo tempo, il concetto è interessante: con la cresima si ricevono, per così dire, le armi per combattere in nome di Cristo. Il battezzato diviene dunque un soldato di Cristo, come del resto è precisato, molto più tardi, da Tommaso d'Aquino:
    [i]"Infatti nel battesimo l'uomo riceve il potere di compiere quelle azioni che riguardano la propria salvezza, intesa in senso personale; ma nella confermazione riceve la capacità di compiere quelle azioni che riguardano la lotta contro i nemici della fede". (10)
    Il sacramento della cresima trasmette, dunque, il dono della idoneità spirituale alla "lotta contro i nemici della fede. (11)
    Non può non vedersi in questa elaborazione una precisa affinità col significato del grado mitriaco del Miles; dopo il noviziato del Corvo e la fase preparatoria del nymphos, segue la consacrazione al grado di soldato, cioè colui che combatte per Mithra, per la Luce ordinatrice e salvatrice del mondo e si impegna a "sacrificare il toro". Che sulla confermazione possa esservi stata una precisa influenza mitriaca - ammessa, peraltro, da autorevoli storici delle religioni (12) - lo si evince dalla lettura cordinata di Tommaso con la Traditio apostolica di Ippolito, dove la cresima, pur non essendo ancora distinta, è già delineata nei suoi tratti essenziali, peraltro in un momento storico – il III secolo d.C. - in cui la forza di attrazione e di espansione del mitraismo è considerevole, come abbiamo già dimostrato.
    Colpisce peraltro l'affinità di strutturazione gerarchica delle rispettive comunità religiose – l’una incentrata sul pater e l'altra sul vescovo che conferisce la cresima - la comune concezione di un iter spirituale articolato in varie tappe, l’importanza dei gradi sacerdotali superiori, l'idea stessa di una selezione dei candidati comune ad entrambe le religioni.
    Risulta significativo che nel comune linguaggio religioso cristiano, si chiami tuttora il parroco col nome di "padre", così come il Papa viene ufficialmente qualificato come "Santo padre"; il vocabolario religioso tramanda – spesso all’insaputa di coloro stessi che lo adoperano - le tracce di significati più profondi, come quello della paternità spirituale che il mitraismo aveva posto al vertice della sua gerarchia sacerdotale.
    Se le fonti cristiane più antiche hanno visto in ciò una contraffazione diabolica del cristianesimo, si può pacatamente osservare_che il mitraismo romano aveva, storicamente, un’ origine di gran lunga più antica, risalendo alla spiritualità ario-iranica ed era quindi dotato, anche nella sua rielaborazione romanizzata ed innovativa rispetto al sostrato originario, di un assetto mitologico, dottrinario, rituale ed iconografico antico e ben definito, mentre il cristianesimo impiega secoli per puntualizzare la sua liturgia e la sua dottrina, come testimonia sia la storia del sacramento della cresima sia quella delle numerose sette cristiane eretiche contro cui la chiesa cristiana dovette impegnarsi. Certo, il cristianesimo affonda le sue radici nell'Antico Testamento il cui studio è importante per la comprensione del fondamento di un sacramento come la cresima (13), ma le motivazioni di tale sacramento, come quelle citate, presentano un carattere di specificità, rispetto al sostrato ebraico del cristianesimo, che induce legittimamente a pensare ad una influenza mitriaca sulla definizione dei rituali cristiani.
    Altro aspetto di possibile influenza mitriaca sul cristianesimo riguarda l’etica. La concezione della vita come lotta del soldato di Mithra in favore della Luce si ripresenta nella concezione cristiana della vita come militia, come lotta contro i nemici della fede, come impegno e testimonianza attiva dei valori espressi da Dio. Insistiamo nel sottolineare che, alla luce delle risultanze epigrafiche e storico-artistiche, il mithraismo romano, anche nei suoi tratti etici, era già ben definito nel II secolo d.C., mentre il processo di assestamento del cristianesimo storico è molto più lungo e complesso.
    Ciò non esclude, tuttavia, che entrambe le religioni abbiano risentito dell'influenza di una comune area culturale di tipo ellenistico e che, pertanto, certe affinità possano spiegarsi anche alla luce di tale comune sostrato. L'apostolo Paolo era un ebreo, cittadino romano, imbevuto di cultura greca; egli era insomma il tipico esponente di quell'immenso crogiuolo sincretistico che fu l'ellenismo, anche sul piano religioso.
    Diverso sarebbe trarre da queste considerazioni la conclusione - che sarebbe inesatta ed avventata - di concepire Cristo come l'erede di Mithra, la chiesa cristiana come la continuità di quella mitriaca, la dottrina soteriologica del mitraismo come premessa della soteriologia cristiana.
    La grande differenza fra le due religioni permane nonostante alcune influenze che il mitraismo ha potuto esercitare sul cristianesimo.
    Essa risiede sia nei diversi tratti delle due divinità - l'una invitta, l'altra che conosce una vicenda di morte e resurrezione - sia nel carattere misterico, élitario ed esoterico del mitraismo romano mentre il cristianesimo, sebbene con alcune accentuazioni dell'impostazione selettiva nella sua prima fase storica, si propone essenzialmente come religione rivolta a tutti, adatta alla possibilità di comprensione di un più vasto pubblico, ben lontano dalle speculazioni mistiche dei neoplatonici o dal fervore mistico di un Giuliano. In questa diversità risiede la grande levatura spirituale e, al tempo stesso, la debolezza del mitraismo; in questa diversità sta anche la connotazione più «popolare» e la capacità di diffusione e di affermazione del cristianesimo.
    Rudolf Steiner ha posto in luce che i Misteri del mondo classico avevano esaurito la loro funzione epocale (14), perché la loro altezza spirituale era tale da non essere più adatta ad un'epoca di decadenza; ormai quasi più nessuno era in grado di comprenderli e la vicenda di Giuliano ad Antiochia - dove tenta di restaurare il tempio di Apollo a Dafne ma viene deriso dai suoi sudditi e osteggiato dagli stessi "pagani" - è molto indicativa del clima religioso e culturale del tempo.
    Qui il problema si sposta dal piano storico al quello metastorico, concernente il rapporto fra il karma dei popoli e delle civiltà e lo svolgersi degli avvenimenti. Se il karma dell'Occidente è stato quello dell'avvento del cristianesimo come religione dominante, vuol dire che erano state poste le cause perché maturassero quei frutti; il karma è appunto la legge di causa-effetto, anche e soprattutto sul piano spirituale, una legge che opera sui tempi lunghi, perché esprime l'azione di forze profonde, che operano sulle radici stesse dell'assetto di una civiltà. (15)
    Questo tramonto del mondo antico che coinvolge anche il mitraismo nella sua capacità di diffusione apre una questione di grande interesse storico-religioso; essa riguarda la continuità o meno del mitraismo in Occidente e in Oriente, le sue possibilità di sopravvivere non solo alla legislazione tardo-imperiale di segno cristiano ma alla devastazione dei mitrei attestata sia dalle fonti antiche (16) che dalle risultanze archeologiche. (17)


    NOTE

    7. V. M. QUALIZZA, Iniziazione cristiana. Battesimo, Confermazione, Eucaristia, Milano, 1996 pp. 127-129 e bibl. ivi, pp. 203-204.; S. ESPOSITO. Il dono dello spirito, Milano, 1997, pp. 22-43 e, in particolare, p. 31 e bibl. ivi, p. 127.

    8. IPPOLITO, Traditio Apostolica, 21, pp. 87-91. (L'edizione consultata è: Sources chretiennes. Hyppolite de Rome. La Tradition Apostolique d'après les anciennes versions, Paris, 1984, intr. e tr. di B.Botte). Cfr. anche La Teologia dei padri, cit., pp. 145-146 (II rito battesimale alla fine del II secolo: Ordinamento ecclesiastico d'Ippolito, 40, 42-46, 8).

    9. FAUSTO DI RIEZ, cit., in RUFFINI, Il battesimo nello spinto, Torino, 1975, pp. 377-378.

    10. S. TOMMASO, Summa Theologica, III, 72, 5.

    11. Si noti il tema, comune alle due religioni, della lotta contro i nemici della divinità e quello della vita religiosa come battaglia mistica a testimonianza del dio. Il tema della lotta mistica è di chiara ascendenza zoroastriana, su cui v. retro, cap. 1.3.; 1.4. La letteratura storico-religiosa, nell'affrontare il tema del rapporto fra mitraismo romano e cristianesimo, si è distinta, in linea di massima, in due grandi tendenze. La prima, più disponibile ad ammettere una influenza del primo sul secondo, ha avuto illustri esponenti fra i quali ricordiamo: A. LOISY, Les Mystèeres paiens et le Mystère chrètien, 2° ed.,Paris, 1930; E. RENAN, Marc'Aurèl et la fin du monde antique, Paris, 1881, p. 579; G. BECAITI, I misteri, cit., p. 139; A. SCHUTZE, Mithras Mysterien und Urchristentum, Stuttgart, 1960, che coglie numerose somiglianze fra i due culti.
    Di orientamento nettamente diverso, volto a sottolineare l'autonomia del cristianesimo dal mitraismo, sono: G. MESSINA, Mitra e la sua religione solare e guerriera, in Civiltà Cattolica, 92, 1941, pp. 249- 263; 341-357; K. PRÙMM, Le culte de Mithra et ses mystères, in Dictionnaire de la Bible, 6, 1960, pp. 2-225; S. LAEUCHLI, Mistery religion and Christianity in ancient port of Rome, Evanston, 1967, pp. 85-106 che nota le somiglianze simboliche fra i due culti sulla base di un confronto fra i reperti archeologici relativi alle due religioni e ammette un possibile influsso fra l'una e l'altra, lasciando aperto il problema; A. DEMAN, Mithras and Christ: some iconographical similarities, in MS, II, Manchester, 1975, pp. 507-517, confronta i due modelli divini e soteriologici nonché i modelli di vita religiosa ma identifica soltanto una somiglianza iconografica; M. SIMON, Mithra rival du Crist ?, in E.M., Leiden, 1978, pp. 457-478, ridimensiona il ruolo del mitraismo sia come capacità di influsso che come consistenza numerica; P. TESTINI, Arte mitriaca ed arte cristiana, in M.M., pp. 429-454, pone l'accento sull'originalità di ispirazione dell'arte cristiana rispetto a quella mitriaca. Diversa era stata, alla fine dell'800, la posizione di E CUMONT, Textes, cit., I, p. 338; 345; ID., Les mystères, cit., pp. 331-340, ove affronta il tema dei rapporti fra le due religioni, riconoscendo una comunanza di riti - quali appunto la cresima cristiana e la consacrazione del miles mitriaco - ma sostiene che la questione di quanto permanga del mitriasmo nel cristianesimo è una questione insolubile (p. 340), poiché non è possibile stabilire se e come una delle due religioni prenda ispirazione dall'altra. Peculiare è l'orientamento di R. TURCAN, Mithras Platonicus, cit., che distingue fra i Misteri di Mithra e la loro rilettura in chiave neoplatonica. Per una critica di A. SCHUTZE, op. cit., v. R. TURCAN, Le culte de Mithra et ses mystères, in DB, 6, 1960, pp. 2-225.

    12. V. R. MERKELBACH, op. cit., p. 116 ss., in particolare per quanto riguarda l'impressione, mista a rabbia, che la cerimonia di consacrazione del Miles suscita in TERTULLIANO, De corona militis, 15; E. ZOLLA, Il signore delle grotte, cit., p. 64; A. VON PRONAY, Mitra, cit., p. 76, ove l'A. evidenzia che Paolo di Tarso paragonava Gesù alla corona della vittoria in una lettera ai Tessalonicesi, 2, 19. Si ricordi che Tarso, la città di provenienza di S. Paolo, era una città della Cilicia dalla quale i pirati avevano portato a Roma il culto mitriaco. Per un confronto complessivo fra le due religioni v. ID., op. cit., pp. 133-142.

    13. V. M. QUALIZZA, op. cit., pp. 115-117; R. ESPOSITO, op. cit., pp. 14-16.

    14. R. STEINER, Il mistero solare, cit., pp. 129-145.

    15. ID., Considerazioni esoteriche sui nessi karmici, cit., I, p. 9 ss.

    16. Cfr. R. MERKELBACH, op. cit., p. 295.

    17. ID., op. cit.,pp. 294-295.

  3. #13
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    Dove posso trovare sul web l'inno mitraico?
    (Se non lo trovo sul sito uff.)
    Potrei avere la risposta in pvt?
    -Grazie -

  4. #14
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    Penso che la 'non continuita'' tra il Mitra persiano e il Mitra Romano sia ormai data per assodata (in particolare dopo il lavoro di Richard Gordon negli ultimi 30 anni...).

    Aggiungerei anche che pochi oggi si trovano d'accordo con Jean Bidez nell'affermare che il mitraismo avrebbe trionfato come religione imperiale se l'Impero non fosse diventato crisitiano. Questo semplicemente perche' il mitraismo era una via iniziatica, misterica, e ristretta a soli uomini, non un culto pubblico. Quindi come sarebbe potuta diventare la religione di tutto l'Impero? E poi non esistono testimonianze per il sostegno imperiale del culto mitraico, se non nel caso della dedica di uno speleo sotto i tetrarchi (un solo caso, quindi).

    Sull'altra questione, cioe' sul trionfo del cristianesimo, e' impossibile fornire spiegazioni precise. A me ne viene in mente una, la piu' importante: il cristianesimo ha trionfato perche' la Sovversione doveva trionfare (viviamo nell'Eta' del Lupo, no?).

    In termini storici, riassumerei le possibili ragioni in tre punti principali:

    1) il sostegno imperiale (essenziale per ogni culto in un sistema piu' o meno autocratico) coniugato allo spirito intollerante proprio di quella religione (molto efficace nell'annientamento del diverso)

    2) la capacita' del cristianesimo di fornire al popolo cio' che cercava, in conformita' ad una forte tendenza della tarda antichita' verso la formulazione di universalismi religiosi (quindi: dogmi, sicurezza)

    3) la capacita' del cristianesimo di assorbire gli aspetti piu' caratteristici del periodo, a partire dalla concezione pantocratica del potere imperiale.

  5. #15
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    dimenticavo : mitra visse 33 anni.

  6. #16
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    Predefinito Deus Sol Invictus Omnipotens Mithras

    Citazione Originariamente Scritto da dime can
    dimenticavo : mitra visse 33 anni.
    Non è affatto vero.
    Per la verità non è affatto detto neanche che i Mitraisti 'credessero' in una vita storica di Mithra.

    Queste sono informazioni da riporto pescate da internet chissà dove..

    Ti consiglio di leggere quanto segue al riguardo :

    . Il Signore delle Grotte di Merkelbauek
    . I Misteri del Sole di Stefano Arcella

    Vale Optime.. "Dime Can"..

    FRVMENTARIVS
    Frumentarius
    "Punctim et Caesim ferire"

  7. #17
    LONGINO
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    Citazione Originariamente Scritto da dime can
    dimenticavo : mitra visse 33 anni.
    MITHRA rappresenta il sole intelliggibile,il principio igneo,la luce che tutti eravamo principio,non ha importanza l esistenza temporale come noi la intendiamo.suvvia..

  8. #18
    megaelleno
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    Al seguente indirizzo è possibile reperire un interessante scritto (in italiano) su Mithra petrogenito:

    http://lam.mithra.free.fr/doc/mithra_petrogenito.pdf


    A cura de 'Gli Amici di Mithra':

    http://lam.mithra.free.fr

 

 
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