Chi difende il welfare in Italia.Di sicuro non la Destra Berlusconiana.E il centrosinistra?
Con il governo Prodi il centrosinistra diede inizio, di fatto, alla privatizzazione di molte aziende pubbliche.
Ma possiamo dire che la privatizzazione, fu un opera bipartisan, che vide centrodestra e centrosinistra sostanzialmente sotto braccio.
Eppure, ancora oggi, possiamo affermare, che la concezione dello stato sociale rimane culturalmente presente nella sinistra e nel pensiero di sinistra, io dico, fortunatamente per tutti.
L'attacco che il Governo Berlusconi ha portato al welfare affonda le sue radici prima nell'approvazione di una devoluzione non organicam e più sbilanciata verso l'egemonia della lega, per finire poi con la legge sul lavoro, che scardina quei residui concetti minimi di stabilità, a dire il vero non salvaguardati bene neanche dai governi di centrosinistra.
Da ricordare che l'euro ha inciso negativamente, specialmente sulla fascia dei nuovi poveri, ovvero impiegati e famiglie monoreddito.
Assistiamo quindi ad un sistematico smantellamento del welfarestate, portato avanti scelleratamente sia dal centrodestra che, a volte, anche dal centrosinistra.
La deindustrializzazione e la dismissione del capitale forte è evidente e palese, a favore di una economia fluttuante, instabile, che risente anche della recessione mondiale complessiva.
Nel Governo è del tutto assente una politica a favore delle masse disoccupazionali del sud, ma questo è logico, pensando alla presenza non poco leggera del Senatur Bossi, nella coalizione di governo.
Se si pensa poi che AN ha dismesso ogni tipo di politica sociale, divenendo di fatto un partito liberale, ne più e ne meno come l'udc o forza italia, allora il quadro è completo.
Ecco perchè il riammagliamento, su una piattaforma unitaria, che veda riformisti e massimalisti, movimenti, società civile e forze moderate, insieme , a ridiscutere e riformulare strategie per il rilancio del centrosinistra, è il fenomeno POLITICAMENTE più rilevante, in uno squallido scenario nazionale, che vede la Casa delle Libertà sempre più Casa di Berlusconi, con Bossi che fà la voce alta, più per semplice copione che per una critica sostanziale al Cavaliere di Arcore.
Ecco perchè, nonostante tutti i limiti dell'attuale centrosinistra, esso,il centrosinistra, rimane ancora quel luogo politico che può arginare come proposta intellettuale e strategica,una sventurata deriva iperliberista del Governo, deriva che stà mostrando il suo volto nello smantellamento sistematico dello stato sociale e dello stato di diritto.
In questa prospettiva, su argomenti e riflessioni articolate, pregnanti ed incisive sulle questioni dello scacchiere politico economico del paese, si gioca la partita che vede di fronte la cultura del centrosinistra e la coalizione azienda di centrodestra.
sacher.tonino


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