Pagina 16 di 16 PrimaPrima ... 61516
Risultati da 151 a 160 di 160

Discussione: I perche' della guerra

  1. #151
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine Postato da Ago


    Questo perche' non conosci l'inglese. Sia Bush che Blair hanno parlato MOLTISSIME VOLTE di "DIRECT AND IMMEDIATE THREAT".

    Analizziamo:

    DIRECT: diretta, la minaccia NON e' indiretta ma diretta agli USA e UK. Ovvero si prevede un attacco INTERNO.

    IMMEDIATE: immediata, non tra qualche anno, ma presto, prestissimo, l'Iraq attacchera' gli USA E UK NEL LORO TERRITORIO. Cio' implica che gli l'Iraq ha gia' a disposizioni armi micidiali per mettere in ginocchio USA e UK...

    THREAT: minaccia. Ma di quale minaccia stiamo parlando? La strategia militare ci insegna che uno stato non puo' semplicemente usare un'arma di distruzione di massa su uno stato in grado di fare retaliation senza esser certo di distruggerlo totalmente ed immediatamente onde evitare tale retaliation.... Certamente gli USA e l'UK sono piu' che capaci di rispondere per le rime ad un qualsiasi attacco con armi di didstruzione di massa nel loro territorio da parte di un altro stato. Ergo la strategia militare vuole che...

    Ora siccome tutti sanno che a meno di usare le mongolfiere l'Iraq non ha alcun modo di raggiungere l'UK e tanto meno gli USA, ti hanno anche spiegato come fanno a portare queste terribili armi negli USA. Le vendono ai terroristi! Semplice no?

    Peccato che non ci hanno spiegato perche' mai Saddam dovrebbe vendere le armi ai terroristi visto che da un punto di vista strategico e' palesemente una stronzata.

    [/b]
    Tu vivi su un altro pianeta. Capisco bene che si tratta di CAZZATE talmente palesi che persino a te risultano indigeste...

    Spiace informarti che questo e' esattamente quello che e' stato detto ed e' esattamente la giustificazione balorda di una guerra balorda.

    [/b]
    Appunto non si capisce dove stia questa "direct and immediate threat"

    [/b]
    In compenso le armi atomiche le ha Israele, l'Iran, la non-democrazia "amica" pakistana, la Korea... Tutti paesi raccomandabili... Per quanto riguarda l'Iraq invece, il 75% di tali armi fu distrutto dagli ispettori. L'insussistenza della potenza militare irachena era gia' evidente quando gli stessi avevano il 100% delle loro armi. Oggi, se va bene, hanno il 25%. Blix ha confermato di recente che CERTAMENTE hanno armamenti MOLTO, MOLTO INFERIORI al 91. Capite bene quale sia questa terribile minaccia....

    [/b]
    Infatti NESSUNO e' riuscito a provare questa tua asserzione. Invece sappiamo per certo che Saddam e' uno dei bersagli del fondamentalismo islamico...

    [/b]
    Questo non mi meraviglia affatto...

    [/b]
    Anche se continuassero il pattugliamento PER SECOLI, tale pattugliamento sarebbe MOLTO, MOLTO, MOLTO meno costoso di una guerra di 2 mesi... E non cruento... Non si capisce perche' non possano continuare.

    [/b]
    Controllando il petrolio. Certamente! E proprio questo il punto!

    [/b]
    E come li attacca? I suoi vicini sono l'Iran,l'Arabia Saudita, la Turchia ed il Kuwait! Tutti hanno una potenza militare DECINE DI VOLTE SUPERIORE a quella dell'Iraq. Resta il kuwait a cui pensano gli americani...

    [/b]
    Al momento i curdi sono MOLTO piu' a rischio per un probabile attacco TURCO!!!

    [/b]
    Giusto

    [/b]
    Ovviamente arbitro della strategia del controllo globale delle risorse sono gli USA... Allora diciamo che vogliono l'Iraq per controllare le loro risorse e risparmiamoci tutte queste ipocrisie.

    [/b]
    Come avevo detto SIA l'Iraq che l'Arabia Saudita da SOLI possono fare il bello e cattivo tempo sul mercato petrolifero. Non ho dubbi che gli USA vogliano controllare non solo l'Iraq ma anche l'Arabia Saudita, che certamente sara' il prossimo bersaglio, una volta che gli USA si sono parati il culo con la copertura del petrolio iracheno e quella caucasica/caspia (tramite l'Afghanistan)....


    Strano io da cio' ho dedotto esattamente il contrario. Questa e' una guerra per il petrolio! [/B]

    I giuochini di parole sulla "minaccia diretta" (trasformata miracolosamente dagli anglofoni radicals in attacco militare diretto...) sono stati tradotti in italiano sui siti no-global di tutto il mondo, sono conosciuti fino alla nausea, se vuoi ti regalo qualche link divertente in varie lingue.... ci sono persino barzellette di Vauro su "Il Manifesto" (una buffa con un Bush superarmato...ma sicuramente la conosci) .... lasciamo perdere.

    Per il resto il tuo riduzionismo economicistico è veramente ....disarmante. Ne deduco pure che la tua auto va a pipì e che ti riscaldi con i pannelli solari.

    Shalom!

  2. #152
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    07 Apr 2009
    Messaggi
    9,779
     Likes dati
    1
     Like avuti
    0
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine Postato da Pieffebi
    I giuochini di parole sulla "minaccia diretta"

    Caro mio non sono giochi di parole, io qui a Londra mi becco Blair quattro volte al giorno in TV che mi spiega come l'inghilterra e' a rischio IMMEDIATO di un attacco NEL TERRITORIO INGLESE da parte di Saddam che sta per venderre terribili armi ai terroristi....

    Lui non vuole commettere l'errore di quanti hanno lasciato solo Hitler, lui vuole difendere l'Inghilterra dall'attacco di Saddam!!!

    Parole sue, traduzione fedelissima (non come Emilio)! Leggiti un po' i giornali inglesi e vedi se non e' quello che si dice da queste parti...

    sono conosciuti fino alla nausea, se vuoi ti regalo qualche link divertente in varie lingue....
    Fallo pure poi io ti sommergo con le interviste di Blair...

  3. #153
    Hanno assassinato Calipari
    Data Registrazione
    09 Mar 2002
    Località
    "Il programma YURI il programma"
    Messaggi
    69,193
     Likes dati
    0
     Like avuti
    4
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Apprendo in questo momento da PFB che scherzavano... come per l'art 18.

    Usssssssssignurrrrrrrrrrrrrr

  4. #154
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    http://www.emporion-online.it/25-200...afico/jean.htm



    " Quadrante.
    L’importanza dell’Irak nella strategia di Washington
    di Carlo Jean

    Se il prossimo conflitto contro Saddam Hussein è motivato dal timore del pericolo rappresentato dalla proliferazione delle armi di distruzione di massa, gli assetti del post-Saddam saranno definiti sulla base di considerazioni geopolitiche. E non mancheranno neanche considerazioni sui costi e sugli impatti economico-finanziari del conflitto, sui quali le opinioni espresse sono estremamente diverse, forse per l’influenza esercitata dal sostegno o dall’opposizione all’impiego della forza contro Saddam. L’Irak è l’unico Stato il cui controllo consente agli Usa una completa libertà di azione e flessibilità nei confronti dell’Arabia Saudita, fornendogli – dopo i tre-cinque anni necessari per il potenziamento delle capacità estrattive irachene – le riserve di petrolio per far fronte ad un prolungato periodo di instabilità nella penisola arabica. Rijad si sente sempre più minacciata dagli intendimenti di Washington, soprattutto dopo che il Defence Policy Board, presieduto da Richard Perle, e la Rand Corporation, hanno reso noti taluni possibili orientamenti per il dopo-Saddam.

    Le proposte fin qui ventilate propendono per organizzare l’Irak su base federale – con una soluzione più o meno simile a quella scelta a Dayton per la Bosnia-Erzegovina – sotto l’alto patronato e la garanzia di sicurezza degli Usa. Tale soluzione sarebbe accettabile per Teheran e gli Usa potrebbero così trovare un’opportunità per cooperare con l’Iran di Khatami. Irak e Iran (oltre che i palestinesi) rappresenterebbero – secondo tali tesi - gli Stati fondamentalmente più secolari e meno antioccidentali di tutto il mondo islamico. Indubbiamente tutti e tre sono avversari del radicalismo wahhabita, anche perché dispongono di una consistente classe borghese europeizzata. Una loro evoluzione in senso moderato potrebbe costituire lo Schwerpunkt della vittoria contro il fondamentalismo. Però, un Irak federale provocherebbe l’implosione dell’Arabia Saudita. Infatti, la popolazione sciita che abita nella parte orientale del regno saudita – quella che si affaccia sul Golfo Persico – proprio nelle zone più ricche di petrolio, pretenderebbe sicuramente l’autonomia dal regime centralizzante di Rijad, dominato dalla famiglia reale e dagli esponenti delle tribù wahhabite. Ciò rimescolerebbe completamente le carte. L’Opec perderebbe gran parte del suo potere, rendendo più facile per gli Usa conseguire la full spectrum dominance. Inoltre, faciliterebbe anche la soluzione del problema israelo-palestinese da un lato e la liberalizzazione/democratizzazione dei paesi islamici e soprattutto di quelli arabi dall’altro, con il rovesciamento degli attuali regimi autoritari e la presa di potere degli islamisti moderati . Questo progetto è stato illustrato esplicitamente da Perle (ma lo sostengono anche responsabili americani del peso di Rumsfeld, Wolfowitz e altri).

    L’aumento delle capacità di produzione irachene – come di quelle russe, canadesi, messicane e venezuelane – non può essere immediato. Secondo gli esperti, richiederebbe da 3 a 5 anni di tempo. Trascorso tale periodo, tuttavia, gli Usa sarebbero in grado di affrontare una contrapposizione globale con l’Arabia Saudita – a meno che, naturalmente, quest’ultima non collabori veramente alla distruzione dei centri del terrorismo internazionale di matrice islamica e dia ragionevoli garanzie di non avvalersi del ricatto petrolifero. Come afferma il presidente Bush, gli Stati Uniti sono pazienti quanto determinati. Non possono permettersi di perdere questa “guerra”. Stati come la Cina, l’Iran e la stessa Arabia Saudita lo hanno ben compreso. Geopolitica del petrolio e guerra al terrorismo e alla proliferazione della armi di distruzione di massa vanno letti contestualmente in un quadro globale .
    12 marzo 2003
    "

  5. #155
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    07 Apr 2009
    Messaggi
    9,779
     Likes dati
    1
     Like avuti
    0
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine Postato da Pieffebi
    L’Irak è l’unico Stato il cui controllo consente agli Usa una completa libertà di azione e flessibilità nei confronti dell’Arabia Saudita, fornendogli – dopo i tre-cinque anni necessari per il potenziamento delle capacità estrattive irachene – le riserve di petrolio per far fronte ad un prolungato periodo di instabilità nella penisola arabica.

    Appunto esattamente quello che vado dicendo...

    Irak e Iran (oltre che i palestinesi) rappresenterebbero – secondo tali tesi - gli Stati fondamentalmente più secolari e meno antioccidentali di tutto il mondo islamico. Indubbiamente tutti e tre sono avversari del radicalismo wahhabita, anche perché dispongono di una consistente classe borghese europeizzata.

    Un modo carino per dire che l'Iraq e' distante dalle posizioni di Al Quaeda. Cosa che sto dicendo da secoli...

    L’Opec perderebbe gran parte del suo potere, rendendo più facile per gli Usa conseguire la full spectrum dominance.

    Bravi! Ammazzaimo qualche decina di migliaia di persone per la full spectrum dominance, sono d'accordo!

    Trascorso tale periodo, tuttavia, gli Usa sarebbero in grado di affrontare una contrapposizione globale con l’Arabia Saudita

    Caro mio come vedi diciamo esattamente le stesse cose, tu chiami "geo-politica" quello che io chiamo, senza usare eufemismi,:

    GUERRA PER IL PETROLIO

    Come vedi in questo bel sermone del disarmo non se ne parla neanche, mentre viene dedicata una bella paginetta che ci dice chiaro e tondo quanto sia importante il controllo dell'Iraq (e sopratutto delle sue risorse) per ottenere la "full spectrum dominance" americana, grazie anche alla capitolazione dell'Arabia Saudita (prossimo bersaglio)... Caro mio sono d'accordo.

    Aggiungo, dopo tale solfa, senza alcun collegamento logico, l'autore afferma che disarmo e controllo delle risorse sono collegati. Certo! Il disarmo e' LA SCUSA per ottenere il controllo delle risorse...

  6. #156
    God, Gold & Guns
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    La democrazia è due lupi e un agnello che votano su cosa mangiare a colazione. La libertà è un agnello ben armato che contesta il voto. (Benjamin Franlink)
    Messaggi
    14,798
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Resta il fatto che senza l'11 Settembre non ci sarebbe stato l'attacco all'Iraq. Anzi, ci sarebbe stato un progressivo disimpegno da tutto il Medio Oriente, Arabia inclusa. Il progetto di Bush era raggiungere l'indipendenza energetica del continente americano (nord e sud).

    La guerra viene fatta in funzione anti-terroristica (dove terrorismo e' inteso in senso lato, non solo Al Qaeda). Poi il petrolio e' OVVIO che sara' gestito dai vincitori. Il primo beneficiario di tutto questo sara' lo stesso popolo irakeno.

  7. #157
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    07 Apr 2009
    Messaggi
    9,779
     Likes dati
    1
     Like avuti
    0
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Allora cari i miei polletti, vi avevo detto che la probabilita' di instaurare un regime democratico a Bagdad era prossima allo zero assoluto. Ora arrivano le prime voci sul report dello State Dept. Cosa dice? Udite udite, vi dice che la probabilita' di instaurare un regime democratico a Bagadad e' prossima allo zero assoluto...

    Democracy in Iraq doubtful, State Dept. report says
    Social, economic obstacles work against transformation
    Greg Miller, Los Angeles Times Friday, March 14, 2003

    Washington -- A classified State Department report expresses deep skepticism that installing a new regime in Iraq will foster the spread of democracy in the Middle East, a claim President Bush has made in trying to build support for a war, according to intelligence officials familiar with the document.
    The report exposes significant divisions within the Bush administration over the so-called democratic domino theory, one of the arguments that underpins the case for invading Iraq.
    The report, which has been distributed to a small group of top government officials but not publicly disclosed, says that daunting economic and social problems are likely to undermine basic stability in the region for years, let alone prospects for democratic reform.
    Even if some version of democracy took root -- an event the report casts as unlikely -- anti-American sentiment is so pervasive that elections in the short term could lead to the rise of Islamic-controlled governments hostile to the United States.
    "Liberal democracy would be difficult to achieve," says one passage of the report, according to an intelligence official who agreed to read portions of it to the Los Angeles Times. "Electoral democracy, were it to emerge, could well be subject to exploitation by anti-American elements."
    The thrust of the document, the source said, "is that this idea that you're going to transform the Middle East and fundamentally alter its trajectory is not credible."
    Even the document's title appears to dismiss the administration argument. The report is labeled "Iraq, the Middle East and Change: No Dominoes."
    The report was produced by the State Department's Bureau of Intelligence and Research, the in-house analytical arm.
    It is dated Feb. 26, officials said, the same day Bush endorsed the domino theory in a speech to the conservative American Enterprise Institute in Washington.
    "A new regime in Iraq would serve as a dramatic and inspiring example of freedom for other nations in the region," Bush said.
    Other top administration officials, including Vice President Dick Cheney, have made similar remarks in recent months.
    But the argument has been pushed hardest by a group of officials and advisers who have been the leading proponents of going to war with Iraq. Prominent among them are Paul Wolfowitz, the deputy defense secretary, and Richard Perle, chairman of the Defense Policy Board, an influential Pentagon advisory panel.
    Wolfowitz has said that Iraq could be the first Arab democracy and that even modest democratic progress in Iraq would "cast a very large shadow, starting with Syria and Iran but across the whole Arab world."
    Similarly, Perle has said that a reformed Iraq "has the potential to transform the thinking of people around the world about the potential for democracy, even in Arab countries where people have been disparaging of their potential."
    White House officials hold out the promise of a friendly and functional government in Baghdad to contrast with administration portrayals of President Saddam Hussein's regime as brutal and bent on building his stock of biological and chemical weapons.
    The domino theory also is used by the administration as a counterargument to critics in Congress and elsewhere who have expressed concern that invading Iraq will inflame the Muslim world and fuel terrorist activity against the United States.
    But the theory is disputed by many experts and is viewed with skepticism by analysts at the CIA and the State Department, intelligence officials said.
    Critics say even establishing a democratic government in Iraq will be extremely difficult. Iraq is made up of ethnic groups deeply hostile to one another. Ever since its inception in 1932, the country has known little but bloody coups and brutal dictators.
    Even so, it is seen by some as holding more democratic potential -- because of its wealth and educated population -- than many of its neighbors.
    By some estimates, 65 million adults in the Mideast can't read or write, and 14 million are unemployed, with an exploding, poorly educated youth population.
    Given such trends, "We'll be lucky to have strong central governments (in the Middle East), let alone democracy," said one intelligence official.
    The official stressed that no one in intelligence or diplomatic circles opposes the idea of trying to install a democratic government in Iraq.
    "It couldn't hurt," the official said. "But to sell (the war) on the basis that this is going to cause 1,000 flowers to bloom is naive."
    The obstacles to reform outlined in the report are daunting.
    "Middle East societies are riven" by political, economic and social problems that are likely to undermine stability "regardless of the nature of any externally influenced or spontaneous, indigenous change," the report said, according to the source.
    The report cites "high levels of corruption, serious infrastructure degradation, overpopulation" and other forces causing widespread disenfranchisement.
    The report concludes that "political changes conducive to broader and enduring stability throughout the region will be difficult to achieve for a very long time."
    Middle East experts said there are other factors working against democratic reform, including a culture that values community and to some extent conformity over individual rights.
    Bush has responded to such assessments by assailing the "soft bigotry of low expectations."

  8. #158
    Hanno assassinato Calipari
    Data Registrazione
    09 Mar 2002
    Località
    "Il programma YURI il programma"
    Messaggi
    69,193
     Likes dati
    0
     Like avuti
    4
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ago, a PFB, Adc, mustang, Condor e Pollame vari, non importa nulla.

    Loro hanno FEDE, credono a qualsiasi falsità. E' come parlare con gli indottrinati di Scientology (a Padova è un'anno che un gruppo di ragazzi loro sta nel marciapiede a fermare la gente e fare domande, per invitarti ad aderire).

    --- elenco della associazione a delinquere

    Sono oltre venti i Paesi che hanno offerto appoggio logistico -
    dall'utilizzo dello spazio aereo alla concessione di truppe - per un
    attacco contro l'Iraq dato per imminente. Tale impegno è stato assunto
    nonostate Usa, Gran Bretagna e Spagna non siano riusciti ad avere
    l'appoggio delle Nazioni Unite a una guerra avversata dall'opinione
    pubblica in molti Paesi. Di seguito l'impegno Paese per Paese.

    - Albania: ha offerto un contingente simbolico.

    - Arabia Saudita: caccia anglo-americani utilizzano la base aerea Principe
    Sultan per il pattugliamento delle zone di interdizione ai voli nel nord e
    nel sud dell'Iraq.

    - Australia: invierà nel Golfo Persico 2.000 effettivi dei Sas (i corpi
    scelti), caccia e navi da guerra.

    - Bahrein: ospiterà il quartier generale della V Flotta degli Stati Uniti.

    - Bulgaria: ha concesso lo spazio aereo, le basi e i rifornimenti per gli
    aerei statunitensi da guerra, un contingente specializzato nella
    decontaminazione in caso di attacco chimico o batteriologico.

    - Croazia: ha aperto lo spazio aereo e gli aeroporti agli aerei da
    trasporto civili della coalizione.

    - Danimarca: ha messo a disposizione un sommergibile, una corvetta e un
    reparto medico.

    - Emirati Arabi Uniti: ospita aerei radar e cisterna statunitensi e circa
    tremila militari occidentali.

    - Germania: nonostante l'opposizione alla guerra, ha in Kuwait specialisti
    nella decontaminazione da guerra chimica.

    - Giordania: ha aperto il proprio spazio aereo ai velivoli della
    coalizione, ospita sul proprio territorio le truppe impegnate in operazioni
    di ricerca e soccorso nell'Iraq occidentale e gestisce un sistema di difesa
    Patriot anti-missile.

    - Gran Bretagna: principale alleato di Washington nell'iniziativa bellica
    ha impegnato 45mila uomini, oltre ad aerei e navi da guerra.

    - Italia: nella fase pre-bellica ha offerto appoggio logistico e l'utilizzo
    di basi militari, porti e infrastrutture in virtù degli obblighi derivanti
    dall'appartenenza alla Nato. Il Parlamento si esprimerà sulla conferma
    degli impegni anche in vista della guerra.

    - Lettonia: il governo ha deciso di chiedere al Parlamento l'autorizzazione
    per l'invio di un contingente limitato.

    - Kuwait: ospita il grosso delle truppe anglo-americane pronte
    all'invasione nel sud dell'Iraq.

    - Oman: è la base degli aerei americani impegnati nella campagna in
    Afghanistan, ma non intende avere alcun ruolo nella guerra contro l'Iraq. -
    Polonia: invierà oltre 200 uomini nella regione del Golfo, che saranno
    impiegati non in missioni di combattimento ma di supporto all'offensiva.

    - Polonia: invierà oltre 200 uomini nella regione del Golfo, che saranno
    impiegati non in missioni di combattimento ma di supporto all'offensiva.

    - Portogallo: ha messo a disposizione le basi aeree Nato e una base aerea
    sulle Azzorre, nel mezzo dell'Atlantico.

    - Qatar: ospita il quartier generale mobile del Comando centrale
    statunitense; ha autorizzato il Pentagono ad ampliare un aeroporto per
    potere accogliere più aerei da guerra.

    - Rep. Ceca: su richiesta di Washington ha inviato unità non combattenti
    specializzate nella decontaminazione da guerra chimica.

    - Romania: ha aperto il proprio spazio aereo e una base agli aerei da
    guerra statunitensi; su richiesta americana ha inviato specialisti nella
    decontaminazione, medici, genieri e polizia militare.

    - Slovacchia: su richiesta Usa ha messo a disposizione unità non
    combattenti specializzate nella decontaminazione.

    - Spagna: affermatasi come strenue alleata nell'iniziativa militare
    anglo-americana ha impegnato le proprie basi Nato per l'offensiva in Iraq e
    disposto l'invio della nave-ospedale 'Galicià, su cui sono imbarcati anche
    esperti di decontaminazione e sminatori per il centro di coordinamento
    delle emergenze, scortata da una fregata su cui sono imbarcati 900 effettivi.

    - Turchia: ospita gli aerei anglo-americani di pattuglia sulla zona di
    interdizione ai voli nel nord dell'Iraq. Il Parlamento, che ha già respinto
    una proposta per la concessione dello spazio aereo e del territorio turco
    alle truppe terrestri per l'offensiva sull'Iraq da nord, dovrebbe
    pronunciarsi di nuovo domani su una richiesta messa a punto dal governo.

    - Ucraina: su richiesta Usa ha messo a disposizione esperti nella
    decontaminazione chimica e nucleare.

    - Ungheria: ospita una base statunitense in cui esiliati iracheni sono
    formati a un'eventuale funzione amministrativa nel dopo-Saddam

    ---

    nota: la Turchia invaderà il Kurdistan, l'Onu non dirà nulla perchè gli Usa metterebbero il veto.

    E poi ci parlano dei curdi gasati Sono dei criminali.

  9. #159
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    07 Apr 2009
    Messaggi
    9,779
     Likes dati
    1
     Like avuti
    0
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ed ora ci dicono che anche se Saddam va in esilio loro occupano lo stesso, pero' occupano senza sparare... Ma va? Devono "ricostruire l'Iraq" con Saddam o meno... Un bell'eufemismo...

    Intanto cominciano a venire fuori i primi nomi per il dopo Saddam, gente raccomandabile, come l'ex-generale iracheno che ha gassato i curdi... Gran bel progresso...

    E la democrazia? Bella domanda....

  10. #160
    Hanno assassinato Calipari
    Data Registrazione
    09 Mar 2002
    Località
    "Il programma YURI il programma"
    Messaggi
    69,193
     Likes dati
    0
     Like avuti
    4
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ago, si sono allenati per 30 anni in Palestina, a controllare milioni di persone con carriarmati, finanziamento del terrorismo, un giorno la pace e l'altro no, abbattimento di case, etc etc.

    Gli iracheni sanno già di fare la fine dei Palestinesi se si ribellano.

    Ovviamente, cacciato Saddam, tutti quelli sotto, a parte qualcuno da "sacrificare" e usare come caproi espiatorio, resteranno, a controllare la popolazione per il nuovo padrone, in stile afghano.

 

 
Pagina 16 di 16 PrimaPrima ... 61516

Discussioni Simili

  1. Risposte: 21
    Ultimo Messaggio: 10-08-12, 20:42
  2. IL PERCHE' DELLA GUERRA ALLA GERMANIA
    Di Ringhio nel forum Storia
    Risposte: 96
    Ultimo Messaggio: 02-02-12, 12:02
  3. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 12-01-11, 00:52
  4. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 04-12-08, 14:23
  5. il perchè della guerra all'islam!
    Di carbonass nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 13-01-03, 19:29

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito