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Discussione: I perche' della guerra

  1. #141
    SENATORE di POL
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    In Origine Postato da Ago
    Caro Yurj, PFB, non potendo argomentare sul ruolo del petrolio in questa guerra sta cercando di sviare la discussione sul Marxismo, come fanno tutti i pollisti doc quando sono a corto di argomenti, lascialo perdere...

    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=45669

    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=46057

  2. #142
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    Caro mio eccoti la mia ben piu' breve disquisizione geopolitica:

    Oggi il petrolio e' a tutti gli effetti un'arma ed anche con soli 3 milioni di barili, interrompendo la produzione l'Iraq creerebbe il caos (anche se gli altri paesi potrebbero coprire tale buco il prezzo andrebbe alle stelle), se poi l'iraq espande la sua quota a quanto DOVUTO, con 9 milioni di barili al giorno puo' mettere gli USA (ed il resto del mondo) in ginocchio quando gli pare. La questione petrolifera non e' solo economica (sfruttamento diretto delle risorse irachene a vantaggio delle societa' americane) ma e' considerata dai vertici americani, per loro stessa ammissione, una priorita' di "National Security". Poiche' si ritrovano una delle principali leve economiche fuori dal loro controllo. E tale situazione e' DESTINATA a peggiorare in maniera rapida, nella misura in cui aumentera' (come e' certo che aumentera') la dipendenza dai paesi arabi.

    Alla luce di quanto detto sopra, la lotta al terrorismo, la storietta del disarmo, e di quanto vogliono bene agli iracheni sono un'ammasso di stronzate... Il problema di sicurezza nazionale e' indubbio ma non si riferisce ad un attacco armato da parte dell'Iraq agli USA (ipotesi chiaramente ridicola), ma piuttosto a possibili ritorsioni economiche difficilmente controllabili (e sopratutto NON sanzionabili con operazioni militari secondo le normative internazionali)...

  3. #143
    I amar prestar aen
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    In Origine Postato da Ago
    Caro mio eccoti la mia ben piu' breve disquisizione geopolitica:

    Oggi il petrolio e' a tutti gli effetti un'arma ed anche con soli 3 milioni di barili, interrompendo la produzione l'Iraq creerebbe il caos (anche se gli altri paesi potrebbero coprire tale buco il prezzo andrebbe alle stelle), se poi l'iraq espande la sua quota a quanto DOVUTO, con 9 milioni di barili al giorno puo' mettere gli USA (ed il resto del mondo) in ginocchio quando gli pare. La questione petrolifera non e' solo economica (sfruttamento diretto delle risorse irachene a vantaggio delle societa' americane) ma e' considerata dai vertici americani, per loro stessa ammissione, una priorita' di "National Security". Poiche' si ritrovano una delle principali leve economiche fuori dal loro controllo. E tale situazione e' DESTINATA a peggiorare in maniera rapida, nella misura in cui aumentera' (come e' certo che aumentera') la dipendenza dai paesi arabi.

    Alla luce di quanto detto sopra, la lotta al terrorismo, la storietta del disarmo, e di quanto vogliono bene agli iracheni sono un'ammasso di stronzate... Il problema di sicurezza nazionale e' indubbio ma non si riferisce ad un attacco armato da parte dell'Iraq agli USA (ipotesi chiaramente ridicola), ma piuttosto a possibili ritorsioni economiche difficilmente controllabili (e sopratutto NON sanzionabili con operazioni militari secondo le normative internazionali)...
    Beccato non vale riciclare le risposte date ad altri.


    Cordiali Saluti
    E voi tutti, o Celesti, ah! concedete,
    Che di me degno un dì questo mio figlio
    Sia spendor della patria, e de Troiani
    Forte e possente regnator. Deh! fate
    Che il veggendo tornar dalla battaglia
    Dell'armi onusto de' nemici uccisi,
    Dica talun: NON FU SI' FORTE IL PADRE:
    E il cor materno nell'udirlo esulti.

  4. #144
    SENATORE di POL
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    In Origine Postato da Ago
    Caro mio eccoti la mia ben piu' breve disquisizione geopolitica:

    Oggi il petrolio e' a tutti gli effetti un'arma ed anche con soli 3 milioni di barili, interrompendo la produzione l'Iraq creerebbe il caos (anche se gli altri paesi potrebbero coprire tale buco il prezzo andrebbe alle stelle), se poi l'iraq espande la sua quota a quanto DOVUTO, con 9 milioni di barili al giorno puo' mettere gli USA (ed il resto del mondo) in ginocchio quando gli pare. La questione petrolifera non e' solo economica (sfruttamento diretto delle risorse irachene a vantaggio delle societa' americane) ma e' considerata dai vertici americani, per loro stessa ammissione, una priorita' di "National Security". Poiche' si ritrovano una delle principali leve economiche fuori dal loro controllo. E tale situazione e' DESTINATA a peggiorare in maniera rapida, nella misura in cui aumentera' (come e' certo che aumentera') la dipendenza dai paesi arabi.

    Alla luce di quanto detto sopra, la lotta al terrorismo, la storietta del disarmo, e di quanto vogliono bene agli iracheni sono un'ammasso di stronzate... Il problema di sicurezza nazionale e' indubbio ma non si riferisce ad un attacco armato da parte dell'Iraq agli USA (ipotesi chiaramente ridicola), ma piuttosto a possibili ritorsioni economiche difficilmente controllabili (e sopratutto NON sanzionabili con operazioni militari secondo le normative internazionali)...
    Nessuno, ne' negli Stati Uniti ne' altrove ha mai parlato di possibile attacco armato diretto dell'Iraq agli Stati Uniti. Nessuno, ne' negli Stati Uniti ne' altrove ha mai parlato della pericolosità del regime di Saddam altrimenti che per i seguenti fattori:
    1) l'Iraq è una piccola potenza mediorientale con vocazioni espansionistiche, come ha dimostrato tanto verso l'Iran che verso il kuwati;
    2) l'Iraq è sicuramente in possesso di mezzi di distruzione di massa che ha già utilizzato dal 1982 al 1989 con certezza, probabilmente non è in possesso di armi nucleari esclusivamente grazie ad un'azione di guerra preventiva fortunatamente posta in atto da Israele a suo tempo...
    3) l'Iraq è in rapporto con organizzazioni terroristiche internazionali e palestinesi, ed è da ANNI nell'elenco degli "Stati Canaglia" stilato dagli organi di sicurezza degli Stati Uniti d'America;
    4) il contenimento dell'Iraq (che gli sprovveduti scambiano per sua inoffensività) avviene da 10 anni attraverso operazioni continue di "polizia internazionale" (controllo aereo con bobardamenti ciclici a installazioni militari sviluppate in violazione delle intimazioni della comunità internazionale) ad opera degli Stati Uniti e del Regno Unito, che non possono continuare per secoli a svolgere questo ruolo, che ha costi di ogni tipo, senza risolvere il problema;
    5) l'Iraq può determinare effetti dirompenti per gli equilibri internazionali, per l'economia mondiale, per la pace globale, anche solo se attacca un suo qualsiasi vicino, o anche solo se riprende ad attaccare i curdi della regiona autonoma in modo scatenare effetti a catena nella regione;
    6) il petrolio può essere un'arma (impropria) molto potente contro la sicurezza dell'occidente (mai negato, anzi questa è esattamente la giusta visione che biosogna avere sull'argomento, infatti in post precedenti ho parlato delle " armi economiche" come strumento di guerra o continuazione della guerra militare con altri mezzi);
    7) la stabilizzazione della zona, anche in ragione delle ricchezze naturali fondamentali detenute, è un interesse centrale della strategia di controllo globale;
    8) importante è anche la questione dell'Arabia Saudita e della sua sempre più evidente ambiguità....o ambivalenza.....
    9) eccetera....

    Da ciò se ne deduce che la guerra possibile NON è una guerra per il petrolio, non è una guerra di rapina imperialistica di tipo neo-colonialista, ma è sicuramente una guerra preventiva in cui il petrolio costituisce un elemento che, rientrando nel concetto di "sicurezza globale", riveste una importanza non trascurabile.
    Per il resto bisogna rifarsi alla concezione americana di un controllo talassocratico del mondo hobbesiano, che non rappresenta un concetto bizzarro, ma una rappesentazione fedele e realistica del punto di vista degli Stati Uniti rispetto alla propria missione e alla valutazione dei propri interessi in relazione agli interessi globali. Su questa concezione influiscono fattori culturali, religiosi, ideologici, ideali, storico-sociali che non sono riconducibili immediatamente al calcolo economico (il determinismo economico e il riduzionismo economico sono fallimentari) anche se, come ovvio, interagiscono con la struttura economico-sociale (per usare un linguaggio marxiano) in un processo storico-naturale che nessuna scienza umana può cogliere con la precisione delle scienze naturali (per statuto epistemologico e altro...), al contrario di quel che pensava Carletto.


    Saluti liberali

  5. #145
    Paul Atreides
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    Per il resto bisogna rifarsi alla concezione americana di un controllo talassocratico del mondo hobbesiano, che non rappresenta un concetto bizzarro, ma una rappesentazione fedele e realistica del punto di vista degli Stati Uniti rispetto alla propria missione e alla valutazione dei propri interessi in relazione agli interessi globali.


    Saluti liberali [/B][/QUOTE]

    A me pare, invece, estremamente bizzarra la pretesa di rivestire di panni ''globali'' il punto di vista degli USA

    In breve, gl'interessi Usa vengono contrabbandati come perfettamente coincidenti con quelli dell'umanità tutta


    ''More solito'', verrebbe d'aggiungere

    Saluti

  6. #146
    SENATORE di POL
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    Gli interessi degli USA non coincidono con quelli dell'intera umanità, ma gli USA sono gli unici in grado (per dato di fatto, oggettivo) di.... poter garantire la sicurezza globale necessaria all'OCCIDENTE e all'economia mondiale. Putroppo l'Europa non ha e non avrà ancora per molto tempo alcuna possibilità di affiancarsi agli USA, ne' di contrastarli seriamente. Ovviamente se si contesta in blocco il sistema di globalizzazione capitalistica in atto e lo si considera come distruttivo e negativo, allora gli USA sono il nemico globale .... Se poi si vuole parlare della vecchia ideologia americana WASP...

    Saluti liberali

  7. #147
    Paul Atreides
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    In Origine Postato da Pieffebi
    Gli interessi degli USA non coincidono con quelli dell'intera umanità, ma gli USA sono gli unici in grado (per dato di fatto, oggettivo) di.... poter garantire la sicurezza globale necessaria all'OCCIDENTE e all'economia mondiale. Putroppo l'Europa non ha e non avrà ancora per molto tempo alcuna possibilità di affiancarsi agli USA, ne' di contrastarli seriamente. Ovviamente se si contesta in blocco il sistema di globalizzazione capitalistica in atto e lo si considera come distruttivo e negativo, allora gli USA sono il nemico globale .... Se poi si vuole parlare della vecchia ideologia americana WASP...

    Saluti liberali
    Gli USA sono gli unici attualmente, e questo è vero, a poter perseguire, su scala planetaria, i...propri interessi.

    La sicurezza globale mi pare, innanzitutto, la sicurezza degli USA, e la cosa assume, messa così, una luce diversa

    In quanto all'Europa, io mi chiedo una semplice cosa: perché gli USA non si disimpegnano, smantellando le basi e uscendo dalla Nato? Non è che, per caso, agli USA faccia piacere svolgere il suo ruolo di ''gendarme'' anche dopo la caduta del muro, per mantenere apposta l'Europa nell'attuale condizione d'inferiorità?

    In quanto all'ideologia Wasp, mai come oggi il suo destino è...manifesto

    Saluti

  8. #148
    Giu' la maschera!
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    In bocca al lupo! Quando io ho sostenuto l'esame di econometria c'era un profressore (tuttora in carica) che era davvero bravo. Ti potevi studiare gli esami degli ultimi venti anni e stare certo che avrebbe trovato una domanda nuova ed originale, la mitica domanda numero 2, quando la gente sbatteva per mezz'ora la penna sul foglio... Spero che i tuoi quesiti siano abbordabili. Tra l'altro l'esame di econometria e' stato uno dei piu' utili per il mio lavoro. Ti diro' di piu', ancora oggi, ho il Green (ormai distrutto) sulla scrivania...
    APPENA FINITO...PHEEEEW CHE STRESS MORTALE, E HO FATTO ALMENO DUE ERRORI DA VERO STRONZO...SPERIAMO BENE.

    SAREI MOLTO CURIOSO DI SAPERE COME MAI ECONOMETRIA FU COSI' PREVALENTE ? LAVORAVI IN STATISTICA ALL'ONU, O DICI IN TERMINI DI RICERCA GENERALE?


    INOLTRE, QUALE CAMPO TI INTERESSA DI PIU'? A ME "GROWTH" E "TRADE" INTERNAZIONALE


    In parte si ed in parte no. E' infatti verissimo che il giappone e' forse uno dei pochissimi casi di democrazia "imposta" con successo (per contro i casi in cui tale "imposizione" non ha funzionato sono una valanga), pero' non bisogna dimenticare che vi erano parecchie condizioni interne favorevoli che oggi non sono riscontrabili in Iraq. Tra queste:

    1) Il sistema scolastico era gia' molto avanzato prima della guerra e ad oggi ha conservato il suo carattere verticistico e duramente selettivo, infatti originariamente serviva per preparare le gerarchie militari.

    2) C'era gia' stato un tentativo di creare una costizione liberale a fine 800 con varie rivolte, ancor prima che fosse varata la costituzione Meiji (anzi e' probabile che la prima costituzione fu varata per tenere sotto controllo il malessere popolare), ad opera della corrente Jiyuto (partito liberale), rimasta viva nel secolo successivo. Inoltre gia' prima della fine della guerre erano anche presenti embrioni di organizzazioni sindacali.

    3) Nel giappone imperiale il fallimento dell'imperatore significava necessariamente anche il fallimento della struttura di potere vigente, mentre per Saddam un suo fallimento verrebbe visto come un fallimento personale e nulla lascia pensare che l'attuale struttura di potere (a mio giudizio tanto pericolosa quanto l'uomo che ne e' al comando) verrebbe messa in discussione.

    4) In Giappone dopo la guerra ci fu un risentimento diffuso contro il militarismo e la politica espansionistica che aveva permeato i due decenni precedenti. Tale sentimento di rigetto era per molti aspetti simile al rigetto del comunismo da parte delle popolazioni del blocco sovietico dopo la caduta del muro. In Iraq (purtroppo) non e' un'impostazione politico/ideologica ad essere in discussione ma un uomo solo....

    5) Comunque ci vollero 7 anni di occupazione. Oggi un periodo talmente lungo sarebbe del tutto improponibile e causerebbe parecchi risentimenti in tutta l'area.

    COMINCI A FARMI VENIRE DUBBI MALEDETTO
    COMUNQUE GRAZIE PER L'INCORAGGIAMENTO...E APPROPOSITO, IL FRATELLO PICCOLO DI UN AMICO STA' FACENDO APPLICAZIONE PER LA bocconi..potrebbe contattarti per consigli?
    Grazie,
    Mr. Hyde!~

  9. #149
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    In Origine Postato da Pieffebi
    Nessuno, ne' negli Stati Uniti ne' altrove ha mai parlato di possibile attacco armato diretto dell'Iraq agli Stati Uniti.


    Questo perche' non conosci l'inglese. Sia Bush che Blair hanno parlato MOLTISSIME VOLTE di "DIRECT AND IMMEDIATE THREAT".

    Analizziamo:

    DIRECT: diretta, la minaccia NON e' indiretta ma diretta agli USA e UK. Ovvero si prevede un attacco INTERNO.

    IMMEDIATE: immediata, non tra qualche anno, ma presto, prestissimo, l'Iraq attacchera' gli USA E UK NEL LORO TERRITORIO. Cio' implica che gli l'Iraq ha gia' a disposizioni armi micidiali per mettere in ginocchio USA e UK...

    THREAT: minaccia. Ma di quale minaccia stiamo parlando? La strategia militare ci insegna che uno stato non puo' semplicemente usare un'arma di distruzione di massa su uno stato in grado di fare retaliation senza esser certo di distruggerlo totalmente ed immediatamente onde evitare tale retaliation.... Certamente gli USA e l'UK sono piu' che capaci di rispondere per le rime ad un qualsiasi attacco con armi di didstruzione di massa nel loro territorio da parte di un altro stato. Ergo la strategia militare vuole che...

    Ora siccome tutti sanno che a meno di usare le mongolfiere l'Iraq non ha alcun modo di raggiungere l'UK e tanto meno gli USA, ti hanno anche spiegato come fanno a portare queste terribili armi negli USA. Le vendono ai terroristi! Semplice no?

    Peccato che non ci hanno spiegato perche' mai Saddam dovrebbe vendere le armi ai terroristi visto che da un punto di vista strategico e' palesemente una stronzata.

    Nessuno, ne' negli Stati Uniti ne' altrove ha mai parlato della pericolosità del regime di Saddam

    Tu vivi su un altro pianeta. Capisco bene che si tratta di CAZZATE talmente palesi che persino a te risultano indigeste...

    Spiace informarti che questo e' esattamente quello che e' stato detto ed e' esattamente la giustificazione balorda di una guerra balorda.

    1) l'Iraq è una piccola potenza mediorientale con vocazioni espansionistiche, come ha dimostrato tanto verso l'Iran che verso il kuwati;

    Appunto non si capisce dove stia questa "direct and immediate threat"

    2) l'Iraq è sicuramente in possesso di mezzi di distruzione di massa che ha già utilizzato dal 1982 al 1989 con certezza, probabilmente non è in possesso di armi nucleari esclusivamente grazie ad un'azione di guerra preventiva fortunatamente posta in atto da Israele a suo tempo...

    In compenso le armi atomiche le ha Israele, l'Iran, la non-democrazia "amica" pakistana, la Korea... Tutti paesi raccomandabili... Per quanto riguarda l'Iraq invece, il 75% di tali armi fu distrutto dagli ispettori. L'insussistenza della potenza militare irachena era gia' evidente quando gli stessi avevano il 100% delle loro armi. Oggi, se va bene, hanno il 25%. Blix ha confermato di recente che CERTAMENTE hanno armamenti MOLTO, MOLTO INFERIORI al 91. Capite bene quale sia questa terribile minaccia....

    3) l'Iraq è in rapporto con organizzazioni terroristiche internazionali e palestinesi

    Infatti NESSUNO e' riuscito a provare questa tua asserzione. Invece sappiamo per certo che Saddam e' uno dei bersagli del fondamentalismo islamico...

    ed è da ANNI nell'elenco degli "Stati Canaglia" stilato dagli organi di sicurezza degli Stati Uniti d'America;

    Questo non mi meraviglia affatto...

    4) il contenimento dell'Iraq (che gli sprovveduti scambiano per sua inoffensività) avviene da 10 anni attraverso operazioni continue di "polizia internazionale" (controllo aereo con bobardamenti ciclici a installazioni militari sviluppate in violazione delle intimazioni della comunità internazionale) ad opera degli Stati Uniti e del Regno Unito, che non possono continuare per secoli a svolgere questo ruolo, che ha costi di ogni tipo, senza risolvere il problema;

    Anche se continuassero il pattugliamento PER SECOLI, tale pattugliamento sarebbe MOLTO, MOLTO, MOLTO meno costoso di una guerra di 2 mesi... E non cruento... Non si capisce perche' non possano continuare.

    5) l'Iraq può determinare effetti dirompenti per gli equilibri internazionali, per l'economia mondiale

    Controllando il petrolio. Certamente! E proprio questo il punto!

    per la pace globale, anche solo se attacca un suo qualsiasi vicino

    E come li attacca? I suoi vicini sono l'Iran,l'Arabia Saudita, la Turchia ed il Kuwait! Tutti hanno una potenza militare DECINE DI VOLTE SUPERIORE a quella dell'Iraq. Resta il kuwait a cui pensano gli americani...

    o anche solo se riprende ad attaccare i curdi della regiona autonoma in modo scatenare effetti a catena nella regione;

    Al momento i curdi sono MOLTO piu' a rischio per un probabile attacco TURCO!!!

    6) il petrolio può essere un'arma (impropria) molto potente contro la sicurezza dell'occidente

    Giusto

    7) la stabilizzazione della zona, anche in ragione delle ricchezze naturali fondamentali detenute, è un interesse centrale della strategia di controllo globale;

    Ovviamente arbitro della strategia del controllo globale delle risorse sono gli USA... Allora diciamo che vogliono l'Iraq per controllare le loro risorse e risparmiamoci tutte queste ipocrisie.

    8) importante è anche la questione dell'Arabia Saudita e della sua sempre più evidente ambiguità....o ambivalenza.....

    Come avevo detto SIA l'Iraq che l'Arabia Saudita da SOLI possono fare il bello e cattivo tempo sul mercato petrolifero. Non ho dubbi che gli USA vogliano controllare non solo l'Iraq ma anche l'Arabia Saudita, che certamente sara' il prossimo bersaglio, una volta che gli USA si sono parati il culo con la copertura del petrolio iracheno e quella caucasica/caspia (tramite l'Afghanistan)....

    Da ciò se ne deduce che la guerra possibile NON è una guerra per il petrolio
    Strano io da cio' ho dedotto esattamente il contrario. Questa e' una guerra per il petrolio!

  10. #150
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    In Origine Postato da Mr. Hyde
    SAREI MOLTO CURIOSO DI SAPERE COME MAI ECONOMETRIA FU COSI' PREVALENTE ? LAVORAVI IN STATISTICA ALL'ONU, O DICI IN TERMINI DI RICERCA GENERALE?

    L'econometria non mi e' servita affatto quando ero all'ONU, ma dopo sono andato in finanza... Ovviamente ci sono moltissimi studi puramente economici che richiedono analisi econometriche, e' solo che gli studi di cui mi sono occupato io non le richiedevano.

    INOLTRE, QUALE CAMPO TI INTERESSA DI PIU'? A ME "GROWTH" E "TRADE" INTERNAZIONALE

    Vedi sopra

    E APPROPOSITO, IL FRATELLO PICCOLO DI UN AMICO STA' FACENDO APPLICAZIONE PER LA bocconi..potrebbe contattarti per consigli?
    Certo digli di contattarmi in pvt. Comunque nota che io manco dalla boccani ormai da qualche annetto e le cose potrebbero essere cambiate.

 

 
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