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Discussione: I perche' della guerra

  1. #91
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    In Origine Postato da Il Condor
    Ehi, Ago.... contro quella sistemazione della cartina del 1947 che hai postato GLI ARABI hanno scatenato una GUERRA.
    Ed Israele ha occupato il 50% dei torritori in piu', riducendo la popolazione araba da 800,000 a 150,000.

    Se non ti piace la cartina sopra puoi sempre andarti a vedere la cartina della RISOLUZIONE ONU 242, SUCEESSIVA ALLA GUERRA, che e' stata violata da TRENTACINQUE ANNI.

  2. #92
    God, Gold & Guns
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    In Origine Postato da Ago

    Caro mio che gli USA debbano importare il 92% delle risorse di petrolio e' un FATTO.

    Che gli USA al momento stiano estraendo petrolio a ritmi SETTE VOLTE superiori ai paesi Arabi e' un FATTO.

    Che i paesi da cui oggi importano petrolio stiano estraendo a ritmi MOLTO superiori ai paesi Arabi e' un FATTO.

    Che gli USA e TUTTI I LORO FORNITORI, a questi ritmi, si ritroveranno senza una goccia di petrolio con decenni di anticipo rispetto agli arabi e' un FATTO.

    Che gli USA dovranno dipendere per la quasi totalita' delle loro importazioni della risorsa PRINCIPALE per la loro economia dai paesi arabi, i piu' importanti dei quali (principalemente Saudi Arabia e Iraq) sono oggi ostili, e' un FATTO.

    Che gli usa vogliano controllare le risorse e' invece un'IPOTESI. Ipotesi non campata per aria, ma motivata dai FATTI esposti sopra. La tua ipotesi e' che invece gli USA vogliano "liberare" gli arabi per il bene delle popolazioni e per la democrazia. Lascio giudicare a te quale delle due ipotesi e' piu' verosimile.

    [/b]
    Anche il fatto che gli USA hanno creato e finanziato parecchie guerre e situazioni destabilizzanti, INCLUSO IL REGIME DI SADDAM, e' un FATTO.

    [/b]
    Ben detto, rifletti sulle tue parole. Gli USA lo DEVONO comprare al prezzo che vogliono gli arabi (non gli USA, gli arabi) e gli arabi si ritrovano con qualche centinaiao di miliardi di dollari in piu' OGNI anno... [/B]

    Le IPOTESI sono che il Medio Oriente avra' il monopolio (o quasi) del petrolio. Non tieni conto di tutte le altre regioni potenzialmente ricchissime e ancora inesplorate (Siberia, Amazzonia, Grande Nord canadese, gran parte dei mari, ecc) che col petrolio ha 50 dollari/barile diventano economicamente redditizie. Non tieni conto delle nuove fonti di energia e delle possibili scoperte che potrebbero rendere il petrolio addirittura superato.

    I regimi di Saddam, dei talebani, ecc sono stati, giustamente, finanziati per combattere contro regimi ancora peggiori di loro (ayatollah iraniani e comunisti sovietici). E' una scelta che non condanno e che rifarei.

    "La tua ipotesi e' che invece gli USA vogliano "liberare" gli arabi per il bene delle popolazioni e per la democrazia. Lascio giudicare a te quale delle due ipotesi e' piu' verosimile."

    No, la mia ipotesi e' che la guerra serve per ristabilire la sicurezza americana. Per raggiungere questo obiettivo bisogna integrare gli islamici nella Civilta' Occidentale. E per convincerli bisogna metterli di fronte al bivio: o integrazione o sterminio.

  3. #93
    God, Gold & Guns
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    In Origine Postato da Ago
    Ed Israele ha occupato il 50% dei torritori in piu', riducendo la popolazione araba da 800,000 a 150,000.

    Se non ti piace la cartina sopra puoi sempre andarti a vedere la cartina della RISOLUZIONE ONU 242, SUCEESSIVA ALLA GUERRA, che e' stata violata da TRENTACINQUE ANNI.

    E' ovvio che chi vince una guerra conquista del territorio.

    Anche la sistemazione successiva e' stata rifiutata dagli arabi che hanno scatenata un'altra (o altre due, non ricordo bene) guerra.

    Tutt'oggi molti stati arabi sono in guerra con Israele, quindi non vedo perche' Israele dovrebbe ritirarsi dai territori essendo ancora in stato di guerra

    Quando gli arabi hanno accettato la pace, come il caso dell'Egitto, Israele ha ceduto il territorio (troppo territorio, dico io). Ma perche' mai dovrebbe cedere territorio ai suoi nemici mentre e' in corso una guerra che sta peraltro vincendo ???!!!

  4. #94
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    In Origine Postato da Il Condor
    Le IPOTESI sono che il Medio Oriente avra' il monopolio (o quasi) del petrolio.


    Caro mio questi SONO I FATTI DI OGGI

    Non tieni conto di tutte le altre regioni potenzialmente ricchissime e ancora inesplorate (Siberia, Amazzonia, Grande Nord canadese, gran parte dei mari, ecc)

    Secondo te tali regioni sono inesplorate perche' faceva troppo freddo?

    Sai qual'e' oggi uno dei paesi piu' inesplorati AL MONDO?

    L'IRAQ!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Purtroppo per te praticamente tutto il mondo e' stato GIA' esplorato e 8 barili su 10 possono essere prodotti SOLO dai paesi arabi. Anche se ci fossero nuove scoperte nulla lascia penasare che tale rapporto verrebbe modificato, con nuovi giagimenti scoperti ANCHE E SOPRATUTTO nei paesi arabi, dove sono stati trovati la stragrande maggioranza dei giacimenti scoperti in QUESTO DECENNIO... La probabilita' che ci siano INGENTI giacimenti in paesi NON-arabi, tali da mettere le risorse arabe in "minoranza" (ovvero giacimenti NON-arabi superiori a 1,000,000,000+ di barili) e' prossima allo zero assoluto (-273).

    Non tieni conto delle nuove fonti di energia e delle possibili scoperte che potrebbero rendere il petrolio addirittura superato.

    Certamente ma ci vogliono ancora DECENNI e per quando cio' sara' possibile il petrolio USA sara' esaurito da un bel pezzo....

    Inoltre il consumo energetico USA e' previsto IN FORTE AUMENTO, DA SUBITO, controlla pure...

    I regimi di Saddam, dei talebani, ecc sono stati, giustamente, finanziati per combattere contro regimi ancora peggiori di loro (ayatollah iraniani e comunisti sovietici). E' una scelta che non condanno e che rifarei.

    O forse solo per destabilizzare l'area, assicurarsi che gli introiti del petrolio venissero spesi per acquistare armi USA, e per esercitare un ovvio controllo delle risorse...

    No, la mia ipotesi e' che la guerra serve per ristabilire la sicurezza americana. Per raggiungere questo obiettivo bisogna integrare gli islamici nella Civilta' Occidentale. E per convincerli bisogna metterli di fronte al bivio: o integrazione o sterminio.
    Bravo il mio razzistello. Finalmente dici quello che pensi. VAI A CAGARE RAZZISTA! Lo sterminio e' gia' avvenuto, ma riguardava i tuoi neuroni!

  5. #95
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    In Origine Postato da Il Condor
    E' ovvio che chi vince una guerra conquista del territorio.

    Caro mio la stronzata di Israele buona che per difendersi dai cattivi e' "costretta" ad occupare il 100% dei territori, ce la puoi anche risparmiare.

    Rileggiti la lista delle risoluzioni ONU ad inizio pagina, che sono state infrante, senza nessuna eccezione. Chi mi trova anche un solo paese AL MONDO che ha infranto piu' risoluzioni ONU vince un premio...

    N.B. quella lista e' del tutto incompleta, se si considera la valanga di veti da parte degli USA. Ora cosi' pronti a fare una guerra per un'infrazione del tutto parziale di 1 risoluzione.

    Chi mi riesce a spiegare come sia possibile che gli USA mettano un veto persino su una risoluzione che condanna l'assassinio di ispettori ONU vince un premio...

  6. #96
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    Cause della guerra:PETROLIO(95%),Lotta al terrorismo(3%),altri ed eventuali(2%)

  7. #97
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    Predefinito E' un abbaglio, non è petrolio

    E' più economico comprare il petrolio che impadronirsene con una guerra. Non è l’oro nero l’obiettivo Usa: una mano di conti sfata un mito largamente diffuso

    Tanti lo dicono, tanti lo pensano. Dalla massaia che non legge i giornali al caudillo dell’ultrasinistra Gino Strada, dal militante pacifista che sfila col cartello dove c’è un bambino con una pompa di benzina puntata alla tempia, al premio Nobel per la pace Nelson Mandela: quella che sta per scoppiare in Irak è una guerra per mettere le mani sul petrolio di quel paese, è una guerra per aumentare i profitti delle compagnie petrolifere e delle altre multinazionali statunitensi. Se le ragioni per dire no alla guerra sono queste, stiamo freschi. Non c’è niente di peggio, per gli interessi di una causa giusta, che addurre ragioni indifendibili a suo sostegno. E le fanfaronate che circolano a proposito del petrolio irakeno sono precisamente questo: argomentazioni sbagliate.

    Quanto costa la guerra, quanto vale il petrolio
    Ha spiegato Martin Wolf sul Financial Times che darsi per obiettivo la rapina del petrolio iracheno è un modo altamente inefficiente di “spillare rendita” dal medesimo. «Supponiamo - scrive - che l’Irak del dopoguerra produca 3 milioni di barili di greggio al giorno (b/g) ad un prezzo medio di 25 dollari. Ciò genererebbe 27 miliardi di dollari di ricavi all’anno. Supponiamo che i costi di produzione siano, come minimo, 5 miliardi di dollari. Restano a disposizione 22 miliardi di dollari di rendita. Per quanto sfruttatrici fossero le potenze occupanti, non potrebbero portarli tutti via da un Irak impoverito. Supponiamo che gli occupanti decidano di accaparrarsi la metà della cifra, 11 miliardi: è una cifra pari allo 0,1% della somma dei Pil di Usa e Regno Unito. Dal momento che la guerra e la successiva occupazione costeranno, secono le stime più plausibili, 100 miliardi di dollari, quella della razzia del greggio iracheno è una ragione folle per fare una guerra». Le stime di Wolf rischiano di risultare ottimistiche. Secondo William Nordhaus della Yale University i costi che gli Usa dovranno sostenere per un intervento in Irak oscillano fra i 100 ed i 600 miliardi di dollari, a seconda della durata dell’occupazione post-bellica, con le sue spese per peacekeeping, assistenza umanitaria e ricostruzione. Se la guerra dovesse protrarsi o l’area del conflitto allargarsi, gli Usa patirebbero conseguenze anche in termini di mancata crescita del Pil: i costi potrebbero allora salire fino a 1.900 miliardi di lire in un decennio. Alcuni fanno notare che le riserve di petrolio irakene sono particolarmente succulente: 112,5 miliardi di barili di petrolio, per un valore stimato di 3.400 miliardi di dollari. John Tatom della DePaul University di Chicago sostiene però che, portate sul mercato, queste riserve in realtà realizzerebbero profitti per appena 140 miliardi di dollari, a causa del fatto che per ragioni tecniche l’Irak può espandere la sua produzione al massimo dai 2,6 milioni di b/g di oggi a 3 milioni. Ciò impone dei costi di capitale e di produzione che limitano di molto i profitti. Al che va aggiunto che l’Irak è schiacciato da un debito estero non ufficialmente quantificato, ma che potrebbe essere superiore ai 100 miliardi di dollari: parte della rendita del petrolio se ne andrebbe nel servizio del debito.

    Tagliare le gambe all’Opec? Un’idiozia
    Ma la guerra, sostengono alcuni, potrebbe comunque essere lo strumento di altre malevole strategie: potrebbe essere un modo per affrancare gli Usa dalle forniture di petrolio e dal ruolo strategico dell’Arabia Saudita, oppure per mandare in frantumi l’Opec con una politica post-bellica di grande aumento della produzione irachena (che, come si è detto, in realtà è molto difficile da ottenere). Ma perché gli Stati Uniti dovrebbero darsi l’obiettivo di destabilizzare l’Arabia Saudita, paese detentore del 25% delle riserve planetarie di petrolio e ottavo paese del mondo per spesa militare? Non sembra il modo migliore per sradicare i terroristi islamici e i loro fiancheggiatori, attivi nelle basse e nelle alte sfere saudite. E anche un assalto frontale all’Opec per arrivare ad un prezzo del greggio stabilmente molto basso appare poco saggio. Scrive Wolf: «Un crollo dei prezzi manderebbe in rovina i profitti delle compagnie petrolifere, danneggerebbe gli incentivi per nuove esplorazioni, destabilizzerebbe i paesi produttori, inclusa la Russia, e renderebbe vani gli sforzi per le energie alternative. Ma soprattutto, prezzi molto bassi sono sempre stati la premessa a rialzi superiori ai precedenti prezzi massimi. è nell’interesse degli importatori che il prezzo del petrolio resti stabile attorno ai 20-25 dollari al barile. E dal momento che l’Arabia Saudita sta perseguendo proprio questa politica, una guerra fatta per distruggere l’Opec non avrebbe senso». Insomma, come scrive John Tatom, «Di solito è più economico comprare il petrolio da un altro paese, piuttosto che cercare di portarglielo via con la forza. è vero oggi per quanto riguarda gli Usa di fronte all’Irak come lo era ieri per quanto riguardava l’Irak di fronte al Kuwait». Il petrolio, alla fine, sarebbe semmai una buona ragione per giustificare l’iniziativa militare americana: «La dipendenza dal petrolio non è solo americana - dice Martin Wolf -, l’import petrolifero europeo è identico a quello Usa... le economie emergenti dell’Asia consumano il 19% della produzione mondiale, la Cina da sola il 7%. Poiché il mercato petrolifero è globale, ogni perturbazione colpisce tutti i consumatori. Assicurando l’approvvigionamento di petrolio, gli Usa garantirebbero un bene pubblico globale». Sarebbe il caso che il presidente Massimo Moratti lo spiegasse al suo amico Gino Strada.


    di Casadei Rodolfo

    --------------------------------------------------------------------------------

    (c) 2003 - Editoriale Tempi duri s.r.l.

    Cordiali Saluti
    E voi tutti, o Celesti, ah! concedete,
    Che di me degno un dì questo mio figlio
    Sia spendor della patria, e de Troiani
    Forte e possente regnator. Deh! fate
    Che il veggendo tornar dalla battaglia
    Dell'armi onusto de' nemici uccisi,
    Dica talun: NON FU SI' FORTE IL PADRE:
    E il cor materno nell'udirlo esulti.

  8. #98
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    Predefinito

    In Origine Postato da Ago

    Caro mio la stronzata di Israele buona che per difendersi dai cattivi e' "costretta" ad occupare il 100% dei territori, ce la puoi anche risparmiare.

    Rileggiti la lista delle risoluzioni ONU ad inizio pagina, che sono state infrante, senza nessuna eccezione. Chi mi trova anche un solo paese AL MONDO che ha infranto piu' risoluzioni ONU vince un premio...

    N.B. quella lista e' del tutto incompleta, se si considera la valanga di veti da parte degli USA. Ora cosi' pronti a fare una guerra per un'infrazione del tutto parziale di 1 risoluzione.

    Chi mi riesce a spiegare come sia possibile che gli USA mettano un veto persino su una risoluzione che condanna l'assassinio di ispettori ONU vince un premio... [/B]
    Gli USA mettono tutti i veti che vogliono. Figurarsi se il Popolo piu' ricco, piu' potente, piu' colto, piu' morale, piu' illuminato, piu' giusto, piu' onesto, insomma PIU' TUTTO, si fa comandare da Siria, Libia, Iran, Guinea, Angola, Francia, Germania, Russia, ecc, ecc,

    A chi non gli stanno bene le decisioni dell'onu, faccia come facciamo noi: SE NE FREGHI.

    E tiri avanti per la sua strada (leggi: invada Israele per far rispettare la "giustizia") come noi tiriamo avanti per la nostra (leggi: REGIME CHANGE in Iraq, Iran, Siria, Libia, ecc).


  9. #99
    qui Giorgino, a te Vomito
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    In Origine Postato da Il Condor
    Gli USA mettono tutti i veti che vogliono. Figurarsi se il Popolo piu' ricco, piu' potente, piu' colto, piu' morale, piu' illuminato, piu' giusto, piu' onesto, insomma PIU' TUTTO, si fa comandare da Siria, Libia, Iran, Guinea, Angola, ecc, ecc,

    A chi non gli stanno bene le decisioni dell'onu, faccia come facciamo noi: SE NE FREGHI.

    E tiri avanti per la sua strada (leggi: invada Israele per far rispettare la "giustizia") come noi tiriamo avanti per la nostra (leggi: REGIME CHANGE in Iraq, Iran, Siria, Libia, ecc).




    Giusto

  10. #100
    God, Gold & Guns
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    [QUOTE]In Origine Postato da Ago


    "Caro mio questi SONO I FATTI DI OGGI"
    I FATII oggi sono che c'e' sovrabbondanza di petrolio.
    Te non sai neppure distinguere fra PREVISIONI fondate su IPOTESI e FATTI REALI

    "Secondo te tali regioni sono inesplorate perche' faceva troppo freddo? "
    Anche. Sono inesplorate perche' costa troppo esplorarle. Ma se e quando il petrolio comincera' a scarseggiare non saranno piu' troppo costose

    "Sai qual'e' oggi uno dei paesi piu' inesplorati AL MONDO?
    L'IRAQ!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!"
    Ancora per poco


    "Bravo il mio razzistello. Finalmente dici quello che pensi. VAI A CAGARE RAZZISTA! Lo sterminio e' gia' avvenuto, ma riguardava i tuoi neuroni!"
    Io ho SEMPRE detto quello che pensavo

 

 
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