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  1. #1
    Affus
    Ospite

    Predefinito Quanti Miliardi, Povero Saddam

    QUANTI MILIARDI, POVERO SADDAM

    L’Iraq muore di fame ma il dittatore è al terzo posto nella classifica dei capi di Stato più ricchi al mondo. Con Arafat e Fidel Castro.

    Milano- Saddam, Arafat e Fidel accumulano miliardi di dollari mentre i loro popoli muoiono di fame. Non lo dice la propaganda filo-americana, ma la prestigiosa rivista Forbes. Che oggi pubblica l’elenco dei primi otto capi di Stato, quelli col conto in banca più cospicuo. Tra la regina d’Inghilterra e quella d’Olanda compaiono loro Saddam, Arafat e Fidel, i tre dittatori che piangono miseria da una vita. il prima ha accumulato negli anni una vera fortuna: due miliardi di dollari. In parte investiti in palazzi sontuosi, in parte trasferiti all’estero, mentre Bagdad continua a lanciare all’America l’accusa di affamare un milione e settecentomila bambini. Arafat si pizza invee al sesto posto, con 300 milioni di dollari, con buona pace dei profughi palestinesi. Ultimo Fidel, che è riuscito a raggranellare "solo" 110 milioni di dollari. […] Il rais è al terzo posto a pari merito con il Principe del Liechtenstein, Hans Adam II. A furia di vendere barili di petrolio sottobanco, Saddam ha racimolato 2 miliardi di dollari. Dal 91 a oggi con quei soldi s’è fatto costruire 48 palazzi. Uno l’ha voluto tirare su per il suo compleanno, facendolo sorgere tra la polvere e i cespugli secchi. Ogni "abitazione del rais p costellata di ameni laghetti e cascatelle, mentre la gente non ha l’acqua potabile. Nell’aprile del 1999 gli iracheni inaugrarono il Saddamiat al Tharthar, 136 km ad ovest di Bagdad. Un cumulo di parchi, case, stadi, ospedali tutt’intorno alle rive di un lago artificiale, destinato agli ufficiali dell’esercito.

    Intanto negli ultimi nove anni, tramite il programma Oil for food, le Nazioni Unite hanno dato all’Iraq 63 miliardi di dollari per curare le ferite della sua popolazione. Molto è stato fatto. Ma molto, è certo, è finito sui conti privati del rais. Le stime dell’Onu parlano di 10 miliardi di dollari. Da sommari ai 3 miliardi che Saddam rastrella contrabbandando petrolio fuori dal contgrollo Onu.

    Con gli spiccioli, 200 mila euro appena, lo scorso novembre s’è comprato tre rarissimi orologi in platino della Parmigiani di Fleurier. Poi ha ricominciato la solfa dei bambini che muoiono: "Un milione e settecentomila, di cui 700mila sotto i cinque anni, da quando è iniziato l’embargo." Dal 91 al 96 per gli iracheni la mortalità dei bambini sarebbe scresciuta del 50 percento. Invece l’Onu dice che i piccoli malnutriti, da quando c’è il programma Oil For Food, sono scesi dal 23 al 10 percento. E ogni iracheno può contare ogni giorno su 2472 calorie. Stanno ancora male, d’accordo, ma intanto Saddam si diverte tra i pesci dei suoi acquari a Tikrit, Al Hillah, AL Azimiyah, e Alwafa. I suoi ufficiali girano in Mercedes, e hanno stipendi in migliaia di dollari. Uno "statale" guadagna in media 3 dollari e mezzo.

    Ma Saddam è un generoso. Parte del suo tesoro lo ha speso per l’Autorità Palestinese, 500 mila dollari, per esempio la scorsa estate sono andati ai parenti dei kamikaze che si sono fatti saltare in aria sterminando decine di israeliani. 25 mila dollari a famiglia.

    Un poveraccio Arafat, rispetto a Saddam: infatti si posiziona "solo" al sesto posto, appena dietro a lui la regina Beatrice d’Olanda, che però ha un popolo ben pasciuto.

    Saddam non è l’unico a foraggiare Arafat, anche l’Occidente .. L’Unione europea ad esempio dal 91 ad oggi gli ha donato 1,4 miliardi di euro. Da giugno del 2001 finanzia il bilancio dell’ANP in forma diretta per 10 milioni di euro al mese. Copre insomma il 10 per cento del bilancio di Arafat. [..]

    Lui, Arafat, mette da parte. Non spende per sé: da vent’anni indossa sempre la stesa mimetica cachi e abita in quel palazzo ridotto a colabrodo da Isarele. Ma i suoi soldi li conserva all’estero: sono investiti per bene in azioni e immobili distribuiti in Europa, Canada, Australia. […]

    Ha un terzo dei suoi soldi Fidel, e anche lui non li spende certo per l’Avana. Del suo tesoro si parla ormai dal 1976, quell’anno venne valutato in 1,200 milioni di dollari. Fidel Castro il comunista a un passo dall’America che dovrebbe condividere tutto con i compagni, ha preferito investire i suoi denari comprando anche lui case in giro per il mondo. Ne ha collezionate di magnifiche in Inghilterra, Costa Azzurra, Svizzera, Finlandia, Madrid, Tanzania, Egitto e perfino a Roma. E intanto davanti alla Fao, nel 96 urlava "La fame, inseparabile compagna dei poveri, è figlia della disguale distribuzione delle ricchezze e della ingiustizie di questo mondo. I ricchi non conoscono la fame!"

    Parole sante.

    © Libero, 5 marzo 2003

  2. #2
    Affus
    Ospite

    Predefinito Re: Quanti Miliardi, Povero Saddam

    Originally posted by Affus
    Roberto Albano




    Io non sono ebreo o israeliano e amo i palestinesi, ma non è sostenendo una bugia dietro l'altra che si aiutano due popoli che stanno vivendo una tragedia di proporzioni inaudite a cambiare la loro situazione. Studiate attentamente la storia della giudea, o palestina come è stata chiamata in seguito. Rendete noto che Gerusalemme ha sempre avuto una maggioranza relativa di ebrei, rendete noto che all'indomani della risoluzione dell'ONU del 48 che sanciva di fatto la rinascita d'israele, un'esercito formato da irakeni, kuwaitian, egiziani, siriani, e chi più ne ha più ne metta attaccò la neonata democrazia al grido di "uccidiamoli tutti" e "ributtiamoli a mare". Non c'è spazio per Israele nella mente di troppi arabi.
    Al centro della lotta politica degli arabi palestinesi contro Israele si ripete l'affermazione che gli arabi della Cisgiordania e di Gaza resistono all' "occupazione".
    Gli arabi sono riusciti ad imporre il termine "territori occupati" oltre che alla maggior parte dei mass-media, anche all'ONU.
    Questo termine e' apparso anche nella bozza della dichiarazione della conferenza contro il razzismo di Durban.
    L'ambasciatore libico all' ONU in nome di tutto il blocco dei paesi arabi ha reiterato, che la resistenza contro un'occupazione non puo' essere classificata come terrorismo.
    Questo uso ripetuto del termine "territori occupati" serve a 3 scopi precisi :
    1) gli arabi cercano di creare un contesto politico in cui l'adozione da parte loro di violenza e terrorismo sia giustificata
    2) la richiesta perentoria degli arabi che Israele deve terminare l'occupazione, non lascia nessuno spazio per un compromesso territoriale su Giudea e Samaria (cisgiordania) e sulla striscia di Gaza come espresso chiaramente nella risoluzione del consiglio di sicurezza dell'ONU 242
    3) l'uso del termine "territori occupati" nega qualsiasi diritto di Israele su queste terre.
    Fosse stato usato il termine di territori contesi gli arabi e gli israeliani si sarebbero trovati con dei pari diritti in questo contenzioso.
    Inoltre presentando Israele come una forza esterna occupante delegittima i diritti storici di Israele a favore degli arabi.
    Questo e' diventato il punto focale nella diplomazia del ANP da quando sono fallite le trattative di Camp David nel 2000 e ancor di piu' dopo la conferenza di Durban del 2001.
    Infatti a Durban e' stato usato il termine "territori occupati" per invocare la memoria dell'occupazione nazista dell'Europa durante la seconda guerra mondiale.

    La terminologia in altre dispute territoriali
    Il termine "territori occupati" cosi' caricato di significato politico viene applicato solo ad Israele e non e' mai usato in altre dispute territoriali, specialmente da soggetti non coinvolti in prima persona.
    Per esempio il dipartimento di stato americano si riferisce al Kashmir come ad un territorio conteso, così come nel caso del Nagorno-karabakh in cui i separatisti armeni chiedono il loro diritto nei confronti dell'Azerbajan.
    Nonostante la decisione della corte internazionale di giustizia che il Sahara occidentale non era mai sotto la sovranita' del Marocco, il termine occupazione militare ( quello che ha fatto il Marocco all'excolonia spagnola) non viene applicato.
    In un caso ancora piu' recente dell'isola di Zubarah, pretesa sia dal Qatar sia dal Bahrein, la corte internazionale di giustizia l'ha definita territorio conteso, prima di assegnarla al Qatar.
    Ogni situazione ha la sua unicita' storica, ma in una miriade di altre contese su territori, da Cipro alle isole Kurilii, a Abu Mussa nel golfo persico, che sono sfociati in conflitti militari il termine "territori occupati" non viene applicato, cosi' come non e' stato applicato per l'Istria o per il Sud tirolo.
    Il caso della Cisgiordania e di Gaza sembra del tutto eccezionale nella storia recente.
    Dalla fine della seconda guerra mondiale il termine "territori occupati" non e' stato applicato a un territorio che ha cambiato mano in seguito ad un conflitto armato.

    Nessuna sovranita' riconosciuta su questi territori prima del 1967
    Israele e' entrata nella Cisgiordania e in Gaza durante la guerra del 1967, vari esperti di diritto internazionale si oppongono al tentativo di definire la Cisgiordanai e Gaza come "territori occupati" o come territori che ricadono sotto i trattati internazionali che riguardano i territori occupati.
    I' ex-presidente della Corte Suprema israeliana , Meir Shamgar ha scritto nel 1970 che non si può de jure applicare la quarta convenzione di Ginevra del 1949 riguardo a territori occupati in Cisgiordania e Gaza, perche' questa presuppone che nei territori occupati ci fosse stato uno stato sovrano legittimo a cui questi territori sono stati sottratti. Infatti, prima del 1967, la Giordania aveva occupato la Cisgiordania, e l'Egitto aveva occupato la striscia di Gaza; la loro presenza in questi territori era dovuta ad un'invasione illegale effettuata nel 1948, in spregio al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Nel 1950 la Giordania ha decretato l'annessione della Cisgiordania e di Gerusalemme Est. Questa annessione è stata riconosciuta solo dalla Gran Bretagna (esclusa quella di Gerusalemme) e dal Pakistan, ma e' stata rifiutata da tutti gli altri stati del mondo, compresi quelli arabi.
    Per l'insistenza della Giordania, la linea di demarcazione che costituiva la frontiera tra Israele e la Giordania non e' mai stata riconosciuta come una vera frontiera fra due stati, ma solo come una linea d'armistizio. L'accordo di cessate il fuoco tra Israele e la Giordania diceva a chiare lettere :"Nessuna parte di questo accordo puo' pregiudicare i diritti, le pretese o le posizioni di una delle parti per la ricomposizione pacifica della questione Palestina, le norme di questo accordo sono determinate esclusivamente da considerazioni militari (articolo II, comma 2)."
    Come gia' sottolineato, in molti altri conflitti armati recenti in cui uno stato sovrano, internazionalmente riconosciuto perse dei territori, il termine occupati non venne applicato. Invece nel caso della Cisgiordania e Gaza dove in precedenza non c'era nessuno stato sovrano riconosciuto lo stigma d'occupante viene applicato ad Israele.

    Aggressione contro autodifesa
    I giuristi internazionali distinguono tra una conquista che deriva da un'aggressione e una disputa territoriale che deriva da una guerra di difesa. L'ex consigliere legale del dipartimento di stato americano Stephen Schwebel, che mentre presiedeva la corte di Giustizia Internazionale dell'Aja scriveva nel 1970 riguardo ad Israele: "Quando il detentore precedente occupava i territori in modo illegale, lo stato che li ha ripresi esercitando il diritto di autodifesa ha le carte in regola per mantenere questi territori nei confronti del precedente."
    Di qua la sequenza degli eventi storici del giugno 1967 e' critica, perche' Israele e' entrato nella Cisgiordania solo dopo ripetute violazioni giordane della linea d'armistizio con movimenti di truppe e bombardamenti d'artiglieria da parte dei giordani, che hanno dato inizio alla guerra. L'attacco giordano inizio' il 5 giugno 1967 alle ore 10:00 am; un ammonimento israeliano fu trasmesso alla Giordania tramite l'ONU alle ore 11. L'attacco giordano ando' avanti. Israele reagi' a partire dalle 12:45. In piu', forze armate irachene stavano attraversando la Giordania per attaccare Israele. Sotto queste circostanze la linea d'armistizio del 1949 perse la sua validita' dal momento che le forze giordane attaccarono Israele. La conquista della cisgiordania da parte d'Israele è il risultato di una guerra in cui Israele ha esercitato il suo diritto d'autodifesa.
    L'uso ripetuto del termine occupazione ha permesso ai palestinesi di offuscare la storia. Reiterando il termine occupazione gli arabi riescono a rovesciare la causalita' del conflitto specialmente di fronte al pubblico occidentale. Cosi' che la disputa territoriale agli occhi dell'occidente viene imputata ad Israele per la sua decisione di "occupare" i territori mentre questa situazione deriva da una guerra imposta ad Israele da una coalizione di stati arabi.

  3. #3
    Affus
    Ospite

    Predefinito Dr Claudia Collina

    Originally posted by Affus
    Sono laureata all' ateneo piu' antico d'Europa, non ebrea, ne' antisemita.
    Sono da poco tornata da Israele, una visita breve , molto piu' calma dopo altre insanguinate dal terrorismo.
    Sono testimone oculare della falsita' delle accuse da voi pubblicate in quel manifesto unilaterale, su CARTA, cosi impregnato di pregiudizi.


    Rivolgo alcune domande a Voi docenti dell'ateneo più vecchio d'europa che avete firmato quel manifesto apparentemente pieno di buone intenzioni, ma ferocemente di parte.
    Visto che nel manifesto propaganda sostenete di esserci stati e di aver visto con i vostri occhi quello che succede abbiate la correttezza intellettuale di rispondermi:
    1) vista l'accusa agli ebrei di ammazzare i bambini, che ricorda tanto quello che hanno riscoperto i giornali arabi,cioe' che gli ebrei fanno il pane azzimo con il sangue dei bambini, come mai non vi siete chiesti perchè i bambini palestinesi, al contrario di quelli israeliani, si trovano sempre in mezzo a dove si spara, e non protetti nelle loro case, dalle loro famiglie?
    Voi, che ci siete stati, dovete ben sapere che i posti di blocco come Karmi, Netzarim, Erez e molti altri sono fuori dalle città palestinesi, ben lontani da case e scuole, o perlomeno lo erano al momento dello scatenarsi della seconda intifada nel settembre 2000, tantè che rappresentavano quelli che sarebbero dovuti diventare i valichi di confine negli accordi precedenti.
    Come mai non vi siete chiesti chi li portava in quei luoghi di battaglia così lontano da scuola?
    Non a caso Arafat decretò la chiusura delle scuole per 15 giorni all'inizio dell'intifada.
    Come mai non vi scandalizzate per quello che è un palese abuso dell'infanzia palestinese perpretrato cinicamente dall'autorità palestinese?
    Come mai non valorizzate le denuncie di quelle famiglie palestinesi che consegnano i loro figli agli israeliani pur di non far loro lavare il cervello dai fanatici?
    Un genitore arrivò perfino a sparare ad una gamba al figlio per non farlo diventare un "martire".
    2)Come mai non vi chiedete perchè gli obiettori di coscienza, una cosa normale nel mondo occidentale, vengono giudicati secondo la legge in Israele, ma invece vengono appesi in piazza dopo essere stati massacrati come collaborazionisti sotto l'autorità palestinese?

    3)Come mai non vi chiedete perche' i cristiani sotto l'autorità palestinese sono diventati l'11% a Betlemme, quando sotto gli israeliani erano il 63%, e come mai non vi scandalizzate quando chi si converte al cristianesimo viene imprigionato e ucciso?
    E' di poche settimane fa il caso in cui un ragazzo è riuscito a scappare in Israele grazie ad una organizzazione francese, sua sorella è in prigione, degli altri familiari non si sa la fine.
    4)Come mai voi che ci siete stati non avete visto ad esempio la villa da 3 milioni di dollari di Abu Ala a Ramallah, o la villa stile casa bianca di Jibril Rajub con un garage che contiene 5 Bmw e 1 mercedes 600?
    Come mai non avete sentito parlare della grave corruzione dell'autorità palestinese che deruba il suo popolo(sono stati pubblicati degli articoli persino sulla stampa araba, che denunciavano il furto degli aiuti umanitari da parte della banda di Arafat)?
    5)Come mai nessuno di voi protesta per l'estrema crudeltà dell'autorità palestinese con i suoi oppositori?( nessuno parla dei desaparecidos palestinesi, ma ci sono )
    6)Come mai non vi chiedete perchè i palestinesi devono andare a curarsi in Israele, quando l'Eu da 500 milioni di euro all'anno all'autorità palestinese e L'Unwra ha un budget annuale che nel 2000 era di 310 milioni di dollari,senza contare il fiume di soldi che arriva dai paesi arabi?
    Possibile che con tutti questi soldi non si sia potuto costruire un ospedale o almeno un reparto di ostetricia ?
    7)Come mai censurate il fatto che le cure oncologiche dei bambini palestinesi sono prese in carico da Israele senza che nessuno glielo abbia chiesto, e non vi "accorgete" che i bambini talassemici inviati in Italia da Israele sono tutti palestinesi?
    8)Come mai non vi meravigliate che ancora oggi nella costituzione palestinese leggibile sul sito :
    http://www.fateh.net/e_public/constitution.htm
    gli articoli 12 GOALS e 19 METHODS prevedono la distruzione di Israele tramite guerra, visto che voi siete i pacifisti?

    9)Come mai non vi siete scandalizzati quando Arafat ha rifiutato la proposta di Barak, che prevedeva la restituzione del 97% dei territori, più una compensazione del 3% a Gaza, lo smantellamento delle colonie e la divisione di Gerusalemme, e come risposta ha scatenato l'intifada che solo un totale ingenuo può credere spontanea?

    Sono tante altre le cose che si potrebbero dire per contestare la veridicità e credibilità di quel manifesto, ma la domanda che sorge spontanea è:
    Possibile che così tanti docenti dell'ateneo più vecchio d'europa dimostrino una tale carenza di senso di critica e di giudizio, possibile che bevano tutto quello che gli viene detto o mostrato senza farsi domande?
    Dobbiamo preoccuparci per i nostri figli che verranno istruiti da tali docenti?
    Sicuramente alcuni di loro sono in buona fede e semplicemente per fede religiospolitica tengono per una parte più che per un'altra, sicuramente alcuni di loro hanno firmato per amicizia con qualche altro firmatario, senza leggere bene il manifesto e rendersi conto della fine propaganda antisemita e delle subdole minacce che contiene.
    Spero che dopo questa mia ci riflettano su.
    Ma sappiamo benissimo che tra i firmatari c'è chi regolarmente fa propaganda spudorata, velenosa antisionista=antisemita, che mente sulle prove che mostra, su come se le procura (lo abbiamo visto all'opera)e sul quale noi ci domandiamo dove trovi i soldi per fare tutto ciò.
    Dr Claudia Collina
    *********** END FORWARDED MESSAGE ***********

  4. #4
    qui Giorgino, a te Vomito
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    Questo articolo dice tutto.
    Si vergogni chi difende questa gente come "paladini" del loro popolo!!!!!!

  5. #5
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    ..ma per fortuna del popolo eletto c'è il gladiatore affus che li difende.

  6. #6
    Affus
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    Originally posted by shambler
    ..ma per fortuna del popolo eletto c'è il gladiatore affus che li difende.

    Non li difendo per motivi razziali stai ben certo .

  7. #7
    Affus
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    Originally posted by shambler
    ..ma per fortuna del popolo eletto c'è il gladiatore affus che li difende.
    A proposito venerdi alle 21,00(stasera ) su canale cinque si fa il Gladiatore .
    La mia vita è un po come la sua . Io combatto perchè sono da me stesso anche se sono stato tradito dall'impero . Me lo vedro per la terza volta .

  8. #8
    Affus
    Ospite

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    Originally posted by Affus



    versione cortetta

    A proposito venerdi alle 21,00(stasera ) su canale cinque si fa il Gladiatore .
    La mia vita è un po come la sua . Io combatto solo per me stesso perchè sono stato tradito dall'impero . Me lo vedro per la terza volta .



  9. #9
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    E intanto Huday....

    Figlio di Saddam "assedia" italiana:

    Barbara Di Palma a Baghdad per sfilare
    Tutto cominciò ad aprile dell'anno scorso, quando Barbara Di Palma, napoletana, seconda a Miss Italia 2000, partì per l'Iraq con uno stilista per presentare le sue collezioni. Arrivata a Baghdad, conobbe Huday Hussein che decise di farla entrare nel suo harem. Il primogenito del raìs la costrinse a sottoporsi ad esami ginecologici e la incalzò con pesanti avance che la modella ha raccontato in un'intervista a Panorama.

    Doveva essere un semplice viaggio di lavoro. Qualcosa di nuovo, diverso dal solito, in una terra che Barbara ancora non conosceva. Invece quell'esperienza si trasformò presto in un incubo. "Huday era vestito in maniera oscena. Giacca e pantaloni bianchi, con disegni vistosi e un gilet di pelliccia tipo yeti, lungo fino ai piedi" racconta la donna che parla dell'erede del dittatore da come di un uomo viscido e senza eleganza.

    Violento ed imprevedibile e, secondo quanto si dice, uno che maltratta le donne, poco dopo averla vista Huday la avvicinò e con insistenza tentò di corteggiarla. "A un certo punto, durante una cena, sono arrivate le donne del suo harem", racconta, "di tutte le età, anche bambine. Dimostravano nove o dieci anni, con dei vestitini miseri. Gonna e top di maglina, tacconi altissimi, ma c'erano anche donne sui sessant'anni".

    La giovane miss, spaventata all'idea di essere introdotta a forza nel circolo dello sceicco, ripartì da Baghdad pochi giorni dopo il suo arrivo. E con tutta probabilità, non vi rimetterà piede almeno fino a quando non cambierà il regime.

    da tgcom.it

  10. #10
    Affus
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    Originally posted by Legionario Orientale
    E intanto Huday....

    Figlio di Saddam "assedia" italiana:

    Barbara Di Palma a Baghdad per sfilare
    Tutto cominciò ad aprile dell'anno scorso, quando Barbara Di Palma, napoletana, seconda a Miss Italia 2000, partì per l'Iraq con uno stilista per presentare le sue collezioni. Arrivata a Baghdad, conobbe Huday Hussein che decise di farla entrare nel suo harem. Il primogenito del raìs la costrinse a sottoporsi ad esami ginecologici e la incalzò con pesanti avance che la modella ha raccontato in un'intervista a Panorama.

    Doveva essere un semplice viaggio di lavoro. Qualcosa di nuovo, diverso dal solito, in una terra che Barbara ancora non conosceva. Invece quell'esperienza si trasformò presto in un incubo. "Huday era vestito in maniera oscena. Giacca e pantaloni bianchi, con disegni vistosi e un gilet di pelliccia tipo yeti, lungo fino ai piedi" racconta la donna che parla dell'erede del dittatore da come di un uomo viscido e senza eleganza.

    Violento ed imprevedibile e, secondo quanto si dice, uno che maltratta le donne, poco dopo averla vista Huday la avvicinò e con insistenza tentò di corteggiarla. "A un certo punto, durante una cena, sono arrivate le donne del suo harem", racconta, "di tutte le età, anche bambine. Dimostravano nove o dieci anni, con dei vestitini miseri. Gonna e top di maglina, tacconi altissimi, ma c'erano anche donne sui sessant'anni".

    La giovane miss, spaventata all'idea di essere introdotta a forza nel circolo dello sceicco, ripartì da Baghdad pochi giorni dopo il suo arrivo. E con tutta probabilità, non vi rimetterà piede almeno fino a quando non cambierà il regime.

    da tgcom.it

    Huday è tutto suo padre !

 

 
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