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Risultati da 1 a 10 di 16
  1. #1
    Affus
    Ospite

    Predefinito E' un abbaglio , non è petrolio

    E' un abbaglio, non è petrolio

    E' più economico comprare il petrolio che impadronirsene con una guerra.
    Non è l’oro nero l’obiettivo Usa: una mano di conti sfata un mito
    largamente diffuso

    Tanti lo dicono, tanti lo pensano. Dalla massaia che non legge i giornali
    al caudillo dell’ultrasinistra Gino Strada, dal militante pacifista che
    sfila col cartello dove c’è un bambino con una pompa di benzina puntata
    alla tempia, al premio Nobel per la pace Nelson Mandela: quella che sta per
    scoppiare in Irak è una guerra per mettere le mani sul petrolio di quel
    paese, è una guerra per aumentare i profitti delle compagnie petrolifere e
    delle altre multinazionali statunitensi. Se le ragioni per dire no alla
    guerra sono queste, stiamo freschi. Non c’è niente di peggio, per gli
    interessi di una causa giusta, che addurre ragioni indifendibili a suo
    sostegno. E le fanfaronate che circolano a proposito del petrolio irakeno
    sono precisamente questo: argomentazioni sbagliate.

    Quanto costa la guerra, quanto vale il petrolio
    Ha spiegato Martin Wolf sul Financial Times che darsi per obiettivo la
    rapina del petrolio iracheno è un modo altamente inefficiente di “spillare
    rendita” dal medesimo. «Supponiamo - scrive - che l’Irak del dopoguerra
    produca 3 milioni di barili di greggio al giorno (b/g) ad un prezzo medio
    di 25 dollari. Ciò genererebbe 27 miliardi di dollari di ricavi all’anno.
    Supponiamo che i costi di produzione siano, come minimo, 5 miliardi di
    dollari. Restano a disposizione 22 miliardi di dollari di rendita. Per
    quanto sfruttatrici fossero le potenze occupanti, non potrebbero portarli
    tutti via da un Irak impoverito. Supponiamo che gli occupanti decidano di
    accaparrarsi la metà della cifra, 11 miliardi: è una cifra pari allo 0,1%
    della somma dei Pil di Usa e Regno Unito. Dal momento che la guerra e la
    successiva occupazione costeranno, secono le stime più plausibili, 100
    miliardi di dollari, quella della razzia del greggio iracheno è una ragione
    folle per fare una guerra». Le stime di Wolf rischiano di risultare
    ottimistiche. Secondo William Nordhaus della Yale University i costi che
    gli Usa dovranno sostenere per un intervento in Irak oscillano fra i 100 ed
    i 600 miliardi di dollari, a seconda della durata dell’occupazione
    post-bellica, con le sue spese per peacekeeping, assistenza umanitaria e
    ricostruzione. Se la guerra dovesse protrarsi o l’area del conflitto
    allargarsi, gli Usa patirebbero conseguenze anche in termini di mancata
    crescita del Pil: i costi potrebbero allora salire fino a 1.900 miliardi di
    lire in un decennio. Alcuni fanno notare che le riserve di petrolio irakene
    sono particolarmente succulente: 112,5 miliardi di barili di petrolio, per
    un valore stimato di 3.400 miliardi di dollari. John Tatom della DePaul
    University di Chicago sostiene però che, portate sul mercato, queste
    riserve in realtà realizzerebbero profitti per appena 140 miliardi di
    dollari, a causa del fatto che per ragioni tecniche l’Irak può espandere la
    sua produzione al massimo dai 2,6 milioni di b/g di oggi a 3 milioni. Ciò
    impone dei costi di capitale e di produzione che limitano di molto i
    profitti. Al che va aggiunto che l’Irak è schiacciato da un debito estero
    non ufficialmente quantificato, ma che potrebbe essere superiore ai 100
    miliardi di dollari: parte della rendita del petrolio se ne andrebbe nel
    servizio del debito.

    Tagliare le gambe all’Opec? Un’idiozia
    Ma la guerra, sostengono alcuni, potrebbe comunque essere lo strumento di
    altre malevole strategie: potrebbe essere un modo per affrancare gli Usa
    dalle forniture di petrolio e dal ruolo strategico dell’Arabia Saudita,
    oppure per mandare in frantumi l’Opec con una politica post-bellica di
    grande aumento della produzione irachena (che, come si è detto, in realtà è
    molto difficile da ottenere). Ma perché gli Stati Uniti dovrebbero darsi
    l’obiettivo di destabilizzare l’Arabia Saudita, paese detentore del 25%
    delle riserve planetarie di petrolio e ottavo paese del mondo per spesa
    militare? Non sembra il modo migliore per sradicare i terroristi islamici e
    i loro fiancheggiatori, attivi nelle basse e nelle alte sfere saudite. E
    anche un assalto frontale all’Opec per arrivare ad un prezzo del greggio
    stabilmente molto basso appare poco saggio. Scrive Wolf: «Un crollo dei
    prezzi manderebbe in rovina i profitti delle compagnie petrolifere,
    danneggerebbe gli incentivi per nuove esplorazioni, destabilizzerebbe i
    paesi produttori, inclusa la Russia, e renderebbe vani gli sforzi per le
    energie alternative. Ma soprattutto, prezzi molto bassi sono sempre stati
    la premessa a rialzi superiori ai precedenti prezzi massimi. è
    nell’interesse degli importatori che il prezzo del petrolio resti stabile
    attorno ai 20-25 dollari al barile. E dal momento che l’Arabia Saudita sta
    perseguendo proprio questa politica, una guerra fatta per distruggere
    l’Opec non avrebbe senso». Insomma, come scrive John Tatom, «Di solito è
    più economico comprare il petrolio da un altro paese, piuttosto che cercare
    di portarglielo via con la forza. è vero oggi per quanto riguarda gli Usa
    di fronte all’Irak come lo era ieri per quanto riguardava l’Irak di fronte
    al Kuwait». Il petrolio, alla fine, sarebbe semmai una buona ragione per
    giustificare l’iniziativa militare americana: «La dipendenza dal petrolio
    non è solo americana - dice Martin Wolf -, l’import petrolifero europeo è
    identico a quello Usa... le economie emergenti dell’Asia consumano il 19%
    della produzione mondiale, la Cina da sola il 7%. Poiché il mercato
    petrolifero è globale, ogni perturbazione colpisce tutti i consumatori.
    Assicurando l’approvvigionamento di petrolio, gli Usa garantirebbero un
    bene pubblico globale». Sarebbe il caso che il presidente Massimo Moratti
    lo spiegasse al suo amico Gino Strada.

    di Casadei Rodolfo

    da Tempi

  2. #2
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    affus, ma quanti messaggi posti? non potresti posterne più di due o tre. altrimenti fai richiesta a pol per un tuo forum.

  3. #3
    Affus
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by shambler
    affus, ma quanti messaggi posti? non potresti posterne più di due o tre. altrimenti fai richiesta a pol per un tuo forum.
    ma c'è sta regola ?
    Non lo sapevo .
    lascia che siano i responsabili a dirmelo .
    Che forum dovrei fare ?
    Un 'altro della destra radicale epurato ben benino ?
    volentieri ma per adesso non ho nessuna intenzione , sto bene dove sto .

  4. #4
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    Predefinito

    un forum atlantista sionista ,per esempio.

  5. #5
    Affus
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by shambler
    un forum atlantista sionista ,per esempio.


    non rispecchia le mie doti e il mio pensiero .
    mi dispiace .

  6. #6
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    non rispecchia le mie doti e il mio pensiero .
    sicuro e i baraccati mangiano caviale.

    fatti un bel forum dove puoi esprimere liberamente tutto il tuo tremendo odio per i gentili : tanto dubito che qualcuno ti censuri.

    che brutta fine che ha fatto la cultura ebraica europea.

  7. #7
    Affus
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by shambler
    sicuro e i baraccati mangiano caviale.

    fatti un bel forum dove puoi esprimere liberamente tutto il tuo tremendo odio per i gentili : tanto dubito che qualcuno ti censuri.

    che brutta fine che ha fatto la cultura ebraica europea.
    come potrei odiare i gentili se sono un gentile anch'io ?
    sai che ti dico ?
    Vorrei proprorre a Pedro di fondare un partito della vera destra mondiale che questi fascisti e nazisti in realta sono tutti comunisti . Hanno tradito !
    Un partito che non cerca i voti perchè antidemocratico ,che cerca di proporre a livello mondiale i principi di cui sono sostenitore .
    All'inzio dovrebbe cercare il consenso dalla perte del ceto miltare, e non appena si creano le condizioni , marciare coi carri armati su roma . Dopo un po di emergenza , di pulizia morale e di leggi speciali, si ritornerebbe subito alla normalita .
    Se cade l'italia poi verranno tutti gli altri dietro !
    Tu cosa ne dici ?
    viva l'italia !

  8. #8
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    Predefinito

    Originally posted by Affus
    come potrei odiare i gentili se sono un gentile anch'io ?
    sai che ti dico ?
    Vorrei proprorre a Pedro di fondare un partito della vera destra mondiale che questi fascisti e nazisti in realta sono tutti comunisti . Hanno tradito !
    Un partito che non cerca i voti perchè antidemocratico ,che cerca di proporre a livello mondiale i principi di cui sono sostenitore .
    All'inzio dovrebbe cercare il consenso dalla perte del ceto miltare, e non appena si creano le condizioni , marciare coi carri armati su roma . Dopo un po di emergenza , di pulizia morale e di leggi speciali, si ritornerebbe subito alla normalita .
    Se cade l'italia poi verranno tutti gli altri dietro !
    Tu cosa ne dici ?
    viva l'italia !
    Non c'è bisogno di spremersi così tanto le meningi, il partito di cui parli esiste già ed è il Likud... persegue fedelmente i tuoi nobili propositi.

    Di fronte a tante menzogne sulla guerra in Iraq, sostenute anche su questo forum dagli infiltrati filo-sionisti, consiglio ai camerati di dare una occhiate al sito www.gioventunazionale.org dove è presente un file in formato PowerPoint, tratto da una lezione al Politecnico di Milano, che spiega semplicemente i motivi di questa guerra. Pur essendo un documento universitario, è scritto in un linguaggio molto semplice, accesibile a tutti (purchè si abbia realmente intenzione di capire, ovviamente)

  9. #9
    Affus
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by netdepa88
    Non c'è bisogno di spremersi così tanto le meningi, il partito di cui parli esiste già ed è il Likud... persegue fedelmente i tuoi nobili propositi.

    Di fronte a tante menzogne sulla guerra in Iraq, sostenute anche su questo forum dagli infiltrati filo-sionisti, consiglio ai camerati di dare una occhiate al sito www.gioventunazionale.org dove è presente un file in formato PowerPoint, tratto da una lezione al Politecnico di Milano, che spiega semplicemente i motivi di questa guerra. Pur essendo un documento universitario, è scritto in un linguaggio molto semplice, accesibile a tutti (purchè si abbia realmente intenzione di capire, ovviamente)

    Ho letto , non sapevo che quelli del politecnico fossero cosi precisi . Va bene .
    Mi hanno convinto le tesi degli universitari , solo che le considerazioni finali non finivano mai e ignoravano del tutto il legame di arafat con i wahhabiti dell'Arabia Saudita .
    I milardi di petrodolari usati da questi per la causa palestinese e quindi contro gli ebrei e i loro alleati che sono gli usa e quindi il loro interesse a far trionfare l'islam in tutto il mondo contro l'occidente e i suoi stati armati che ora sono gli americani e ed ebrei . Chi finanzia le moschee in Albania o in bosnia e a ROma ?
    Quindi mi hanno convinto perchè Bush vuole solo il petrolio , ed è vero .
    Percio io sono contro Busch che vuole solo il petrolio , quindi diamoci da fare per eliminare non solo L'iraq ma l'avanzata dell'islam mondiale nel mondo ed in europa . Auspichiamo una guerra tra oriente ed occidente dove una delle due parti , non deve essere sottomessa , ma sparire per sempre .

    saluti camerateschi !

  10. #10
    Ospite

    Predefinito

    Shambler non gli dare queste idee

 

 
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