Dal 14 marzo in libreria i ''Il giro di boa''
Scrittori, il 'Montalbano' di Camilleri in crisi per i fatti del G8
Nel nuovo romanzo dello scrittore siciliano il celebre commissario di Vigata pensa di dimettersi da polizia
Roma, 12 mar. (Adnkronos) - Salvo Montalbano e' in crisi, e' sul punto di dimettersi dalla polizia: il colpo di scena appare nelle pagine iniziali di ''Il giro di boa'' (269 pagine, 10 euro), il nuovo romanzo di Andrea Camilleri, che la casa editrice Sellerio manda in libreria venerdi' prossimo, 14 marzo.
Dopo i precedenti temi sociali toccati dalla serie che ha per protagonista il popolare commissario di Vigata creato dalla penna della scrittore siciliano - solo in Italia i suoi libri hanno venduto complessivamente 5 milioni di copie - questa volta Montalbano si trova alle prese con lo sfaccettato e drammatico problema della immigrazione: il traffico internazionale degli extracomunitari, gli sbarchi clandestini sulle nostre cose, il commercio dei bambini per alimentare il racket. Ma prima di toccare questo tema, che ovviamente nel romanzo assume i connotati del giallo, Andrea Camilleri fa vivere a Salvo Montalbano, ormai cinquantatreenne, un problema di coscienza non da poco: sul commissario pesa ancora il ricordo degli incidenti al vertice del G8 a Genova del luglio 2001, ''l'irruzione della polizia alla scuola Diaz''.
Ricordi che sono strettamente legati alla sua volonta' di rassegnare le dimissioni da poliziotto. Un personaggio che fa parte della polizia, dopo quello che e' successo a Genova, ''che fa, puo' far finta di niente?'' E' questo l'interrogativo su cui ha meditato Camilleri e che trova sfogo letterario nelle prime pagine di ''Il giro di boa''.
Cosi' Salvo Montalbano annuncia a Livia, eterna fidanzata, di aver preso ''una decisione seria''. Quale? ''Mi dimetto. Domani vado dal questore e gli presento le dimissioni''. Il motivo? Cio' che e' accaduto in seguito alle manifestazioni di piazza al G8 hanno scioccato il commissario di Vigata: ''Io non mi sento tradito. Io sono stato tradito''.
Ma e' proprio in questo momento di crisi, complicato da un preoccupante dolore fisico, che Salvo Montalbano si imbatte nel caso misterioso che si dipana lungo la trama di ''Il giro di boa''. Dopo una gran brutta nottata, dovuta a una crisi personale, il commissario di Camilleri, all'alba, decide di dedicarsi a una nuotata ristoratrice. E fa un incontro inatteso col cadavere di un annegato. Salvo Montalbano riesce fortunosamente a trascinarlo a riva, convinto che si tratti di uno dei tanti, troppi, cadaveri d'immigrati che tentano di raggiungere clandestinamente le coste siciliane. Ma le cose non stanno cosi' come sembrano: quell'uomo, che non e' un immigrato clandestino, e' stato crudelmente assassinato.
Fin dalle prime battute l'indagine si profila assai difficile, sembra quasi impossibile riuscire e identificare il morto. Mentre l'inchiesta si muove tra difficolta', incertezze e false piste, Montalbano si trova ad assistere casualmente all'arrivo di un folto gruppo di clandestini intercettati in mare. Nella confusione un bambino extracomunitario, atterrito, sfugge alla madre e corre a nascondersi sulla banchina del porto. Il commissario lo rincorre, lo convince a uscire fuori dal nascondiglio, lo riconsegna alla madre. Non sa che quel gesto, che gli costera' uno straziante rimorso, sara' all'origine di una nuova complessa inchiesta che lentamente, passo dopo passo, confluira' nella prima indagine.
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Genova-G8, vergogna per la democrazia in Italia.




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