«In viale Trento hanno dimezzato il menu, e a maggio ci costringeranno a lasciare il dormitorio di via Weggenstein»
Clochard in rivolta: «Ci tolgono cibo e letto»
Hanno raccolto 57 firme che consegneranno a Saurer e Battisti
di Mirco Marchiodi
BOLZANO. Tra i barboni del dormitorio di via Weggenstein monta la protesta. «Il 31 aprile la struttura chiuderà e noi saremo costretti a dormire fuori», denunciano. Ma non basta: «Ci hanno tagliato il secondo, ora riceviamo solo un piatto di pasta e della verdura». I clochard hanno iniziato una raccolta firme: «Ne abbiamo già 57, le porteremo a Saurer e alla Battisti».
«Non siamo degli animali, anche noi meritiamo rispetto». Sono una decina i barboni che bivaccano al parco della stazione. Sono seduti sulle panchine e sulle sedie attorno al piccolo tavolo in metallo. C'è del vino in scatola, ci sono le carte con le quali passare il tempo. Ci sono alcuni gruppetti, chi sta vicino allo stagno, chi preferisce starsene seduto al sole sulla panchina. Sul tavolino ci sono alcuni fogli, sui fogli dei nomi: «Sono già 57», dice uno dei clochard prendendoli in mano. Li fa vedere orgoglioso. La raccolta firme è appena iniziata, ma le adesioni sono già numerose, tutte tra i barboni della città.
Nei prossimi giorni una piccola delegazione andrà dall'assessore provinciale Otto Saurer e da quello comunale, Mimma Battisti. «Porteremo con noi tutte queste firme e allora dovranno ascoltarci».
Gli obiettivi sono precisi: un tetto per il periodo estivo e un pasto completo. «Gli orari del dormitorio di via Weggenstein sono impossibili», sbotta uno dei clochard. «Sveglia alle sette, poi dobbiamo subito uscire. La sera abbiamo solo il tempo di farci una doccia e alle 21.30 si chiudono le porte. Ma quel che è peggio è che a fine aprile chiuderanno il dormitorio. E a noi chi ci pensa? Vabbé che farà un po' più caldo, ma saremo costretti a dormire per strada». La richiesta è chiara: il dormitorio deve rimanere aperto anche durante il periodo estivo.
Sul cibo, i barboni denunciano un taglio al menu. «Passi - dicono in coro - che dobbiamo spostarci in viale Trento. Passi anche l'orario, che spesso cambia senza nessun preavviso. Però non è giusto che fino a poco tempo fa ci davano un pasto completo e ora il menu sia stato dimezzato. In passato c'erano un primo e un secondo da mangiare: ora il primo lo riceviamo a pranzo, un semplice piatto di pasta con della verdura, mentre il secondo, senza primo, ce lo danno la sera».
(da ALTO ADIGE 13 marzo 2003)
Ma dove siamo arrivati![]()
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