Auto.
Riduce ai limiti di legge le emissioni degli scarichi dei veicoli della vecchia generazione

Arriva il dispositivo “salva-carrette”
Imprenditore nuorese omologa un apparato rivoluzionario


Lo si potrebbe definire un dispositivo “salva-carrette”, più semplicemente rappresenta l’ancora di salvataggio per milioni di auto destinate al pensionamento precoce dalle severe norme antinquinamento. Un’invenzione semplice quanto efficace, brevettata da uno dei più noti imprenditori nuoresi, Antonio Sanna, titolare della Nugorauto di Pratosardo, e messa a punto da un ingegnere bulgaro, Hristo Batchvarov Atanassov, all’Università di Sofia. Si chiama, in linguaggio tecnico, “catalizzatore elettronico ad alta frequenza” ed è un apparato che se montato sui veicoli della vecchia generazione (quelli, per intendersi, a benzina rossa), riporta le emissioni di gas nocivi a livelli pari o inferiori a quelle dei veicoli catalizzati di produzione più recente. In questo modo questi mezzi possono essere considerati idonei alla revisione e quindi circolare liberamente.
Poco tempo fa Antonio Sanna ha avuto il via libera al montaggio della sua invenzione dal Ministero dei Trasporti, centro superiore ricerche, prove autoveicoli e dispositivi. La produzione e la commercializzazione partiranno a breve scadenza e, visto il basso costo previsto (intorno ai 200 euro montaggio compreso) il successo sembra assicurato.
«Era un’idea che mi frullava in testa fin da quando correvo in moto Ñ racconta Antonio Sanna Ñ e mi ero reso conto che se alimentavo l’accensione dei motori direttamente dalla batteria, eliminando il generatore, la resa era superiore. Questo perché la corrente arrivava alla candela in maniera più omogenea e i gas bruciavano meglio». L’apparato omologato dall’imprenditore nuorese (analoga omologazione è stata concessa in Bulgaria) si basa sullo stesso principio: in collegamento con la bobina e lo spinterogeno invia alle candele un’energia che consente di avere una scintilla molto più potente e di più lunga durata. Così i gas all’interno della camera di scoppio vengono bruciati completamente e le emissioni sono perciò ridotte al minimo. Secondo le prove effettuate negli ultimi due anni, il catalizzatore elettronico consente di aumentare la potenza e di ridurre i consumi di una percentuale fra l’otto e il quattordici per cento, a seconda delle condizioni generali del motore. Inoltre triplica la vita medie delle candele di accensione.
«L’applicazione più interessante Ñ dice ancora Antonio Sanna Ñ è quella per veicoli molto costosi, come ad esempio le ambulanze o altri mezzi addetti alla protezione civile, dotati di motore della vecchia generazione, che rischiano il blocco per le norme antinquinamento ma che ora, con questo accorgimento, possono tranquillamente essere messi in circolazione. Proprio per questo sono stato già contattato dai dirigenti del Comune di Pavia, che hanno questo tipo di problema col loro parco macchine».
Notoriamente schivo, Antonio Sanna preferisce non fare previsioni sul futuro dell’invenzione appena omologata dal Ministero dei Trasporti: «È una grandissima soddisfazione vedere che funziona e che ha una sicura applicazione operativa. Se poi riusciremo, come speriamo, a garantire una diffusione su vasta scala dell’apparato, allora potremo dire che la città, la mia azienda e io abbiamo raggiunto un traguardo importante».


Angelo Altea