Ho trovato su un quotidiano questo articolo sulla nuova creazione di Airbus. Un pò lunghino ma interessante....
Se «grande è bello», l'A380 di Airbus, il futuro gigante dell'aria che è il 30% più grande del jumbo originale, è destinato ad essere semplicemente smagliante. Ma quando questo mostro entrerà in servizio commerciale, marzo 2006, se i programmi verranno rispettati, le sue dimensioni dovranno fare i conti con tutti gli aeroporti di maggior traffico, a meno che non vengano posti in essere tutti quei correttivi che la gestione di questo super-aereo richiederà. Uno degli enti preposti alle valutazioni di carattere economico statunitensi, il Gao, General Accounting Office, è convinto che per consentire ai propri 14 maggiori aeroporti di ricevere l'A380, con tutto quanto connesso alla ricezione, sarà necessario spendere qualcosa come 2,1 miliardi di dollari. Questa cifra contrasta nettamente con le previsioni di Airbus, le cui valutazioni limitano la spesa a «soli» 520 milioni di dollari, un quarto delle stime d'oltre oceano. Ma quali sono i parametri che entrano in gioco? Potrebbe venire spontaneo pensare che, date le dimensioni della macchina, tutto possa limitarsi alla lunghezza della pista per i decolli/atterraggi. Più è grande e più pista serve. Nulla di più inesatto. Dove attualmente opera un B747, può tranquillamente operare l'A380.È invece determinante tutto quanto connesso al così detto «handling», ovvero a tutte quelle operazioni manuali legate all'attività attorno all'aeromobile quando questo è a terra. Imbarco e sbarco, dai due ponti, dei 600 ed oltre passeggeri che il gigante dell'aria potrà trasportare; imbarco/sbarco,trasporto, ritiro/consegna dei loro bagagli; dimensionamento delle piazzole di parcheggio, con particolare riguardo sia al peso che dovranno supportare sia alle operazioni di rifornimento carburante. Ultima, ma la più importante, è la sicurezza per i passeggeri.Un aeromobile deve poter essere sgomberato in emergenza nel minor tempo e nel miglior modo possibili. Se questo è relativamente facile in presenza di spazi, quali quelli attorno all'aereo in caso di fermata su una via di rullaggio piuttosto che sulla pista di decollo, le complicazioni ed i pericoli sorgono quando l'emergenza si verifica al parcheggio, con attorno altri aerei,attrezzature,personale,carburante. A380 si muove per terra, si deve pensare ad una «scatola» quadrata di 80 metri di lato - si pensi a qualcosa come un campo di calcio - che si sposta: è infatti lungo 73 metri, con un'apertura alare di 79.8 metri, valore della massima apertura commerciale operativa. L'apertura alare è uno dei parametri determinanti: distanze tra runway e taxiway, piste di decollo e rullaggio,raccordi tra le stesse e dimensionamento delle piazzole di parcheggio. Se i tecnici di Airbus si sono dovuti occupare del dimensionamento del gigantesco carrello (sopporterà 650 ton. di peso al decollo), i progettisti dell'aeroporto devono tenere conto che il suo pavimento dovrà sostenere questa imponente macchina. Va rammentato, a tale proposito, che i moderni aeroporti hanno eliminato l'uso delle autobotti per il rifornimento degli aerei: il carburante transita attraverso tubature interrate, con bocchettoni di innesto - si usano appositi carrelli di raccordo - in corrispondenza di precisi punti di parcheggio. La sicurezza. L'allontanamento rapido di 600-650 persone richiede ricerche che sono state affidate ad istituti universitari. La Cranfield University, in Gran Bretagna, che già aveva condotto esperimenti per conto di Boeing, ha costruito un simulacro di cabina con i portelloni a 5 e ad 8 metri da terra, corrispondenti ai due ponti dell'A380. Sono state impiegate squadre di 200 persone che si sono gettate sugli scivoli - l'A380 ne ha ben sette, quattro inferiori e tre superiori, oltre a quello in corrispondenza del bordo alare, per le uscite dai finestrini sulle ali - al fine di definire dimensioni ed angolazioni degli stessi. Abbiamo cercato di vedere solo alcuni dei temi che coinvolgono la gestione del prossimo gigante dei cieli - il 2006 non è poi così lontano - in quanto un'analisi più approfondita richiederebbe spazi ben differenti. Quali aeroporti sono pronti o si stanno preparando a ricevere, sul piano operativo, l'A380? In un recente ed autorevole studio si afferma che nel 2006 solamente 12 saranno pronti ad operare il nuovo aeromobile: Dubai, Doha, Londra Heathrow e Gatwick, Los Angeles, Miami, New York JFK,
Parigi CDG, San Francisco, Singapore, Sidney e Tokyo Narita. Si tratta degli aeroporti corrispondenti ai terminali di rotta delle compagnie che hanno acquistato per prime la nuova macchina. Nello stesso studio si prevedono altri 12 aeroporti pronti ad essere operativi nel biennio 2007/09 ed altri 18 nel triennio successivo. In questi elenchi non figurano né Milano
Malpensa né Roma Fiumicino




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