"Case infestate" e metodi qualitativi"
Una metodologia dai connotati scientifici è stata impiegata per studiare manifestazioni "anomale" segnalate in un edificio di New York. Alcune interessanti risultanze, che vedono ancora una volta in primo piano le prestazioni di alcuni sensitivi, indicano che si tratta di un indirizzo da seguire
di Giulio Caratelli
I disturbi che generalmente vengono testimoniati e indagati in quelle che la letteratura parapsicologica designa come "case infestate", possono essere divisi in due gruppi: fenomeni di poltergeist e fenomeni di infestazione. I primi sono caratterizzati da modalità solamente o prevalentemente cinetiche e di breve durata nonché collegati ad un soggetto umano generalmente di giovane età; i secondi sono molto ricchi di componenti "visive" (apparizioni, forme fantasmatiche più o meno distinte, a volte trasparenti) e uditive (passi cadenzati, voci e gemiti, rumori di vario genere, i classici frastuoni come di catene e arnesi metallici), sono legati al luogo e indipendenti dalle persone che lo abitano e sono di lunga durata.
Vari accreditato studiosi hanno giustamente considerato, e considerano tuttora, abbastanza provvisoria e convenzionale tale classificazione, a motivo dellaf requenza di elementi comuni, anche se con differente intensità, rilevati e collocati in entrambe le classificazioni. Ad esempio nel corso di un poltergeist che per definizione si estrinseca soltanto con modalità fisiche e cinetiche (cadute e rotture, spostamenti di vasellame, utensili e mobili, piogge di sassi, anomalie all'impianto elettrico, apporti e scomparsa di oggetti, etc.) possono percepirsi occasionali apparizioni o essere uditi suoni e voci. Inoltre, nell'ambito di una infrestazione caratterizzata da varie forme "spettrali" e rumori senza causa oggettiva, può essere testimoniato anche un effettivo movimento di oggetti, scomparsa e ricomparsa di altri, e così via.
Sono eccezioni che tuttavia non hanno minimanete opstacolato l'indagine parapsicologica e il conseguimento di risultati significativi o perlomeno degni di ulteriore considerazione (concordanza delle testimonianze indipendenti in alcuni casi di infestazione; determinati "profili psicologici", ottenuti mediante procedimenti psiconanalitici, colloqui clinici e test proiettivi inerenti ai "soggetti focali" protagonisti dei casi di poltergeist; "campo psi" di W. G. Roll e particolari decorsi delle attenuazioni dell'energia ipotizzata responsabile dei fenomeni). Ma la scienza ufficiale, da parte sua, si è sempre limitata a spiegare questa grande gamma di conturbanti manifestazioni, con la frode, singola e collettiva, le suggestioni e le allucinanzioni, le turbe psicologiche, la costruzione artificiosa di leggende per attirare sprovveduti turisti. Rigida posizione alla quale i parapsicologi hanno cercato con grande impegno di rispondere adeguatamente sofrozandosi di ottenere una domentenzione in qualche modo "oggettiva" dei fenomeni. In quest'ottica vanno intesi ad esempio alcuni tentativi di Hans Bender, con dispositivi sperimentali sia pure elementari, registrazioni su nastro e filmati.
Il castello di Scotney, nel Kent. Nel fossato che lo circonda vi sarebbero segni di infestazione - Immagine tratta dal sito http://upload.wikimedia.org/
La possibilità di indagare rigorosamente i casi più intricati, caratterizzati da una estrema eterogeneità degli effetti e dai confini sfumati tra poltergeist e infestazione, sono però oggi maggiori roispetto a qualche decennio fa e comunque più di quel che si possa reputare pregiudizialmente. Alcuni anni or sono, stavolta non siamo nel solito isolato castello o nella canonica di campagna, vennero segnalati numerosi e inspiegabili incidenti addirittura in un edificio residenziale di Ney York: funzionamento irregolare in diverse occasioni di un elevatore, movimento, caduta, rottura e scomparsa di oggetti, strani passi uditi la notte, numerose attestazioni concernenti apparizioni di figure spettrali una porta chiusa dall'interno, ecc. I residenti e i custodi collegarono questi eventi all'apparizione del "fantasma" di una precedente proprietaria della casa. Una ricca vedova, dimorante nell'attico nel quale era vissuta invalida e morta alcuni anni prima la vechia padrona, pensò nel 1989 di dare finalmente una spiegazione coerente a tutti quei disturbi e con rara avvedutezza (siamo ben lontani da altri nefasti [i]cliché /i] culturali che conducono a inappropriate e/o dannose modalità investigative) pensò che ciò fosse conseguibile solamente per mezzo di una seria ricognizione parapsicologica. Una équipe della vecchia e gloriosa American Society for Psychical Research, sulla base di una proposta metodologica originariamente messa a punto da Gertrude Schmeidler in relazione alle ricerche da effettuarsi "sul campo", ha subito predisposto una complessa indagine che possiamo senz'altro riassumere in una forma semplificata e comprensibile a tutti i lettori. Gli investigatori dell'A.S.P.R. hanno utilizzato numerosi metodi, distinti in "primari" e "secondari":
1) Il coinvolgimento di due gruppi di soggetti: quattro cosiddetti "sensitivi", tre dei quali avevano partecipato a precedenti indagini parapsicologiche, i quali si dichiaravano in grado di percepire eventuali "presenze" estranee nelle abitazioni e quattro cosiddetti "scettici". Forniti della copia di una particolareggiata mappa dell'intero edificio, eseguita da un architetto professionista, erano invitati a percorrere tutti i piani e contrassegnare i siti nei quali credevano di avvertire, o dedurre, la presenza di uno "spirito" o di qualsiasi entità incorporea. Inoltre dovevano rispondere a una lista contenente 54 descrizioni: 18 costituivano vere descrizioni, delle quali era stata valutata positivamente l'attendibilità, e 36 erano false esposizioni di ciò che i testimoni avevano riportato in precedenza. Ovviamente, in seguito sono state eseguite dai ricercatori delle comparazioni statistiche tra le "posizioni" e le descrizioni dei predetti testimoni concernenti la supposta "attività degli spiriti" e i responsi dei soggetti partecipanti. E, naturalmente, sono state altresì considerate accuratamente e rigorosamente, negli intrinseci risvolti, tutte le possibili e alternative spiegazioni "normali" degli inconsueti disturbi.
2) tra i vari metodi secondari va menzionato principalmente l'impiego di un "Generatore di numeri casuali" (RNG = Random Number Generator) allo scopo di evidenziare eventuali fonti psicocinetiche. Di tale generatore i ricercatori hanno fornito, nella loro relazione, tutte le caratteristiche tecniche essenziali. Si ricorda brevemente che l'uso di sistemi fisici casuali in parapsicologia (verifica sperimentale della psicocinesi: un soggetto cerca di influenzare la casualità del sistema in una direzione prestabilita) basati ad esempio sul decadimento di alcuni radioattivi, oppure sul rumore elettronico dei semiconduttori, permette di stabilire, sia teoricamente sia empiricamente, dei comportamenti statistici che costituiscono in definitiva un preciso quadro di riferimento, nei confronti dei quale si possono evidenziare e valutare eventuali e auspicate deviazioni significative.
Ancora, era presente e disponibile per le finalità dell'indagine una camera per fotografie infrarosse e si è fatto inoltre uso di test proiettivi per rilevare eventuali profili diagnostici riconosciuti tipici delle persone "focali" scatentanti il poltergeist, come prove psicometriche, etc.
Sebbene i risultati finali nel loro insieme non abbiano mostrato in questa occasione indicazioni di altissimo interesse, è risutata indubbiamente una precisa e positiva corrispondenza tra alcune segnalazioni dei "sensitivi" e le dichiarazioni di vari testimoni.
L'intera metodologia, in definitiva, è suscettibile naturalmente di modifiche e migliorie, rivolta a conglobare ulteriori prassi qualitative e quantitative e tutte le nuove strumentazioni che gli studiosi stanno mettendo a punto. Essa rimane quindi a disposizione degli studiosi di tutto il mondo, utilizzabile - a nostro parere - con grande profitto nell'occorrenza di un prossimo complesso di manifestazioni analoghe, quelle che a ragione fecero esclamare ottanta anni fa al grande Camille Flammarion, scienziato, astronomo, scrittore prolifico e "ricercatore psichico" francese (Le case infestate, Armenia 1978, p. 218): "Quante svariate osservazioni dobbiamo esaminare. Lo studio delle case infestate è un immenso mosaico".
Da Il Giornale dei Misteri n. 324 (ottobre 1998)