Da "Rinascita. Quotidiano di liberazione nazionale" del 26 marzo 2003
Lacchè USA: Mi vergogno di Rutilio Sermonti
Invio a Voi questo sfogo fuori dai denti, perché "Rinascita" è l'unico giornale in grado di pubblicarlo, e se me lo tengo dentro scoppio. Quando s'imbocca la china della servilità e della prostituzione morale, si giunge davvero a un precipizio senza fondo.
Come della droga, se ne diviene schiavi fino alla rinunzia ad ogni dignità, ad ogni scrupolo, ad ogni pudore. Trascrivo testualmente un breve trafiletto di prima pagina, illustrato da una stars and stripes a colori apparso sul quotidiano "Libero" del 19 corrente: "La bandiera americana con Libero: domani con solo 1,60 euro in più, potrete chiedere, insieme al giornale, anche la bandiera a stelle e strisce. Un gesto concreto di sostegno agli Stati Uniti d'America impegnati nell'offensiva militare che porterà alla fine del regime dispotico di Saddam e alla liberazione dell'Iraq". Il titolone sopra, a tutta pagina, è Il bullo di Bagdad trema. Dichiaro che mi vergogno di vivere in un paese in cui chi scrive infamie idiote del genere non è sommerso in un mare di sputi. Mi vergogno di condividere la cittadinanza con gente che, pur di ingraziarsi i potenti, esorta addirittura a sostenere concretamente la vile e sporca rapina progettata dalla superpotenza militare mondiale contro un piccolo popolo che non ci ha mai fatto niente, stremato da un decennio di strangolamento e previa accurata verifica che non si possa difendere. Mi vergogno di parlare la stessa lingua di chi definisce i gangsters vigliacchi e assassini come "impegnati in una azione militare", gratificandoli del nobile scopo di liberazione (la parola ci suscita reminiscenze!) degli Iracheni (sopravvissuti al massacro, s'intende). E ancor più mi vergognerei di appartenere a un popolo del quale una parte anche minima spendesse quegli euro 1,6 per sventolare il proprio entusiasmo di galline per i barbari ladroni, massacratori di inermi. Qualcuno disse che, per iniziare la risalita, avremmo dovuto bere l'amaro calice fino alla feccia.
E ne abbiamo ingozzata di feccia, a sazietà! Ma questa di Libero, mi dispiace, è un liquame che fa vomitare solo all'odore.
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