La cultura Liberal e liberale Americana, ha permesso all'Europa un discreto benessere nel dopoguerra fino ad oggi.
L'esercito angloamericano, con lo sbarco in Normandia, diede ufficialmente inizio ad una sostanziale guerra di liberazione dal nazifascismo europeo.
Tale liberazione fù portata a termine.
In Italia la Repubblica nacque all'indomani di una guerra civile denominata Resistenza.
La storia è andata come tutti sappiamo, e parafrasando un principio filosofico: se il passato è come è, allora vul dire che è come doveva essere.

Per questo, io, mi sono isolato dai cori numerosi e cospicui antiamericani che si sono levati in questi giorni, da più parti della nostra società civile.
A dire il vero, ho provato una leggera nausea, a sentire parlare molti intellettuali della sinistra riformista, cresciuti e vezzagiati dall'America.Tale figli irroconoscenti in Italia sono molto numerosi.

Tale sentimento diffuso antiamericano, segna una sconfitta politica della sinistra progressista, se si pensa che il sottoscritto, progressita convinto, si è letteralmente nutrito dei principi liberal e radical provenienti dalla cultura metropolitana, del greenvich village, quartiere della grande mela, in cui è nata, si può dire, la cultura Liberal.

Come può, mi chiedo, un europeo medio, cresciuto, coccolato, amato e vezzagiato dagli USA, essere tanto irroconoscente nei confronti degli Stati Uniti.

Per questo, come intellettuale indipendende e liberal, mi sento di schierarmi con coloro, che in silenzio, hanno sempre rispettato gli USA.
Perchè nonostante tutto, gli Stati Uniti, restano una nazione in cui ognuno può, se lo vuole, costruire il proprio futuro credendo nei propri sogni.
sacher.tonino