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Discussione: Senza pudore

  1. #11
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    Caro Johnny, io alle voci antitetiche che si contrapporrebbero EFFICACEMENTE ai poteri vigenti credo poco. Non solo l'America non ha formazioni politiche SOSTANZIALMENTE contrapposte, ma oggi sembrano essere caduti perfino quei confini strategici che avevano accompagnato per decenni le interpretazioni storiche e politiche. Certo, l'America è un paese eterogeneo, dove domina una grande pluralità di culture, religioni, stili di vita, ma proprio la sua forte eterogeneità soffoca le virtualità di restituire la POLIS a radici definite, pena la guerra civile. Vero che l'America ha la virtù di essere un paese federalista, anche se non potrebbe essere altrimenti data la sua enorme estensione: senza ordinamento federale saremmo davanti a un'autocrazia. Il vero problema, culturalmente parlando, è nemmeno a dirlo l'individualismo sfrenato che se da un lato è mitigato dal puritanesimo o dal senso d'appartenenza alla propria comunità individuata, specialmente in realtà "vetero-americane", dall'altro si esplica pienamente a livello d'iniziativa economica, determinando una corsa che non solo snatura culturalmente la società condannandola a un circolo frenetico di saperi "impuri" (per usare un'espressione classica), corrotti e corruttori (ad esempio il marketing, ma anche talune scuole comportamentali, taluni spiritualismi spuri volti all'autoaffermazione individuale) o a stili di vita inumani, ma che rappresenta l'ascesa al POTERE. Il potere politico è oggi potere economico. Quest'ultimo è una piovra che per espandersi necessità di un braccio in grado di legiferare a vantaggio delle proprie iniziative, di spogliare la democrazia di significati autentici, di moltiplicare la propria crescita, ossia di garantire la propria esistenza, attraverso la manipolazione della verità, dell'informazione, della dimensione pubblica. L'arma dei poteri economici è naturalmente il denaro: più grande sarà la concentrazione di capitale più alta sarà la quota di potere disponibile. Nessuna forza sociale può resistere alla forza del capitale: attraverso tutti gli enormi strumenti che la contemporaneità mette a disposizione il denaro costruisce, come un normale edificio abusivo, l'opinione pubblica, le gerarchie, gli assetti di potere. Nessuno sfugge a questa legge: chi non ha denaro, non ha potere, è ininfluente, marginale e risibile. E noi sappiamo che se l'Europa è oggi vassalla degli U.S.A è perchè questa legge è ormai radicata anche nel vecchio continente, dove tuttavia disponiamo di un qualche, seppur minimo, spazio d'agibilità antagonista. E, sia chiaro, se i termini in gioco come al solito sono tre, ossia antagonismo rivoluzionario, sistema capitalista-borghese, antagonismo controrivoluzionario, la crescita di un qualsivoglia antagonismo risveglia le coscienze dell'antagonismo opposto, fino a soffocare (ma solo in presenza di condizioni favorevoli, ossia in presenza di una forte crisi economica che mini le fondamenta del potere in atto tanto da richiedere alternative politiche e sociali) il sistema vigente. Ma negli U.S.A no: l'antagonismo è li emarginato completamente ed ha la propria valvola di sfogo nei ghetti, nelle periferie, ridotto a caricatura e perfino sfruttato dall'industria che continuamente ne fa pacifico oggetto di consumo trasformando stili di vita ribelli in innocui "entertaiment businness"; l'antagonista in America è il paria della società e, a meno che non sia funzionale a qualche potere economico, viene condannato all'ignoranza, all'autodistruzione, alla morte; oppure, se vogliamo considerare l'antagonismo di stampo "tradizionale", silenzioso e radicato in abitudini di vita per loro natura antitetiche al regime in atto, dobbiamo spingerci fino alle riserve-oasi di qualche lontano centro del sud, antagonismo per altro autoreferenziale e strutturalmente anti-politico secondo i vasti significati che questo termine ha assunto in un contesto globale. Negli Stati Uniti, del resto, l'individualismo potrà ridimensionare la propria mole ma mai essere travolto poichè, se l'Europa ha radici comunitarie pur seppellite dal pensiero rivoluzionario e massonico, oltreoceano le radici sono eminentemente rivoluzionarie. E' per questo che all'interno dello stesso Occidente si possono e devono contrapporre due modelli irriducibili: il modello comunitario e il modello libertario, entrambi autonomi e irrelati l'uno all'altro.

  2. #12
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    Originally posted by larth
    caro zena lo sai perche' l' europa manca di ' contraerea' ? .. perche' quella e' stata adeguatamente 'bombardata' per tempo ..

    l'imperialismo americano ha ripreso coerentemente le soluzioni imperiali romane che nessun impero dell' europa moderna ( dalla spagna alla GB alla Russia ) applico' mai copiando cosi' in profondita' il pensiero politico romano.
    Il problema imperiale che gli usa si posero fin dai tempi che cominciarono a gettare gli occhi fuori di casa propria ( 1820) era lo stesso che si posero i romani quando cominciarono a sconfiggere i propri vicini latini ed etruschi .. Che fare degli sconfitti ? La dottrina imperiale classica prevede l' assoggettamento diretto politico economico e militare che in genere genera tali risentimenti contro lo ' straniero' da rendere l' impero un intollerabile costo . I romani invece inventarono una brillante soluzione trasformando gli sconfitti in ' alleati' . La dirigenza della citta' sconfitta veniva con criterio parzialmente liquidata e da essa veniva selezionata una nuova dirigenza ' collaborazionista' premiata con il potere e parte dei beni confiscati ai ' ribelli' . Si aveva cura di selezionare questa nuova classe tra i mediocri , gli ambiziosi i cinici e gli avidi . I beni privati non venivano toccati e nemmeno quelli pubblici salvo esigenze di ' sicurezza' . I romani infatti dedussero solo colonie militari in luoghi strategici che generalmente non avevano rilevanza economica .
    Alla citta' sconfitta venne ' integrato' il proprio superiore sistema politico-legale cosa che si traduceva in genere in un vantaggio per la classe medioalta ( ma solo per quella ..) . L' economia venne interamente integrata in un ruolo di supporto ( incremento dell' interscambio e controllo finanziario e del commercio estero ) . Nella sostanza la citta' e i suoi cittadini rimanevano quindi ' liberi' e con una propria classe dirigente autoctona derivata , in armonia col sistema politico legale romano e secondo le proprie consuetudini, ma sotto l' occhiuto controllo romano .

    Veniva solo persa totalmente l' autonomia di politica estera ed economica , con l' indennizzo pero 'dell' accesso paritetico ad un sistema economico piu' grande . Alla citta' cosi' federata ' veniva solo imposto l' obbligo del sostegno in guerra con forze proprie ' enbedded' in quelle romane nonche' l'obbligo del sostegno economico alle politiche decise da roma .
    L' azione di queste regole ' leggere' si tradusse nei secoli nella progressiva decadenza economica e demografica delle citta' federate' latine ed etrusche ma la dirigenza e la classe media ne derivarono ' ad personam' il diritto alla piena cittadinanza romana . Pero' nel medio periodo i ' federati' si tradussero in una gigantesca risorsa imperiale mobilitabile a piacimento dal sistema politico romano senza costo di ' tenuta' .

    adesso dimmi ,potevano le citta' latine ed etrusche ' federate' con roma federarsi direttamente tra loro per riprendersi una politica propria comune ? Avrebbero avuto le dirigenze cosi' ' romanizzate' avere questo ardire e questa apertura mentale ? E soprattutto poteva roma tollerare tutto questo ? ...
    La metafora è indubbiamente calzante. Il fatto è che, come dicevo prima, i potentati economici mirano a creare le migliori condizioni politiche per prosperare e crescere. Il capitalista si fa politico e studia scientificamente le condizioni politiche attraverso cui i propri capitali possano moltiplicarsi. Queste migliori condizioni si creano naturalmente salvando l'apparenza, della libertà, della pace e della giustizia, ossia attraverso la "corruzione" di un ceto autoctono che si faccia vassallo dell'occupante e mantenga superficialmente le condizioni di vita sociale consuetudinarie per smorzare la percezione di una libertà perdurta. In realtà dietro la "liberazione" si nasconde la perdita di sovranità, della libera disponibilità delle proprie risorse, condizione di ogni autentico sviluppo, e si aprono varchi a una più ampia e totale integrazione, destinata far progressivamente decadere la civiltà originaria. Lo scopo è quindi eminentemente distruttivo, poichè il liberismo lo è per sua natura (deve distruggere l'ambiente; deve distruggere ogni "filtro", materiale, morale e culturale, fra la produzione e il consumo; deve emarginare l'uomo non funzionale al sistema) ,e l'obiettivo è quello di far del mondo un ambiguo sogno artificiale pronto, per chi ne ambisca a una dimensione più autentica o per chi la maggioranza del globo condannata all'emarginazione (gli eserciti di riserva, i nuovi schiavi, gli abitanti delle "pattumiere" globali, gli elementi di disturbo allo sfruttamento delle risorse), a trasformarsi in un grande incubo.

  3. #13
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    Predefinito TESI

    Originally posted by ZENA
    Caro Johnny, io alle voci antitetiche che si contrapporrebbero EFFICACEMENTE ai poteri vigenti credo poco. Non solo l'America non ha formazioni politiche SOSTANZIALMENTE contrapposte, ma oggi sembrano essere caduti perfino quei confini strategici che avevano accompagnato per decenni le interpretazioni storiche e politiche. ...
    Wow, sembra quasi parte di una tesi di laurea!
    A proposito, se non sono troppo ficcanaso, che argomento hai scelto per la tua tesi?

    Cmq, per mancanza di tempo, aggiungo solo un breve commento a quanto sopra. Molte tue affermazioni corrispondono alla realtà, ma non tutte.

    Non bisogna farsi ingannare dalla propaganda cinematografica o lobbistica. Negli USA ci sono fior di studiosi, docenti, filosofi, scienziati, gente colta non allineata o succube degli attuali poteri forti. Certo, sembrano ininfluenti. Per ora. Non giungono ai vertici governativi, e in ciò hai ragione, soprattutto per insufficienza cardiaca. Non del cuore, ma del portafogli.

    Cmq non c’è nulla di perenne a ‘sto mondo.
    Nell’attesa di trovare un momento per ulteriori commenti, formulo un’ipotesi di fantapolitica. Hai letto la storia dettagliata della loro guerra di secessione? Ebbene, sostengo che ce ne potrà essere una seconda. Diversa dalla prima, ma vittoriosa!

    J.B.
    Hans Von Buleghinen

  4. #14
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    Predefinito Imperi duraturi o morituri?

    Originally posted by larth


    ... l'imperialismo americano ha ripreso coerentemente le soluzioni imperiali romane che nessun impero dell' europa moderna ( dalla spagna alla GB alla Russia ) applico' mai copiando cosi' in profondita' il pensiero politico romano...

    ... adesso dimmi ,potevano le citta' latine ed etrusche ' federate' con roma federarsi direttamente tra loro per riprendersi una politica propria comune ? Avrebbero avuto le dirigenze cosi' ' romanizzate' avere questo ardire e questa apertura mentale ? E soprattutto poteva roma tollerare tutto questo ? ...
    Anche tu ricordi certe importanti verità storiche, ma io vorrei chiederti:

    Secondo te, quali furono le tre principali cause dell’indebolimento prima e della definitiva dissoluzione poi dell’impero romano?

    J.B.
    Hans Von Buleghinen

  5. #15
    Ridendo castigo mores
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    voglio fare i miei piu sentiti complimenti a zena per una analisi che sembra troppo chiara per essere buttata di getto come noi poveracci ..


    l' unico cosa che manca alla analisi di zena e' il domandarsi perche' dirigenze gia' tanto potenti e ' illuminate' perseguano lo scopo cosi' meschino di trasformarci in servi mentre dicono di volerci redimere...

    ma sono sicuro che la risposta la sa ma si trattiene giustamente dal dirlo per evitare il fastidio di certa ' inquisizione'...

    e adesso rispondiama a J B

    Originally posted by Johnny Buleghin
    :

    Secondo te, quali furono le tre principali cause dell’indebolimento prima e della definitiva dissoluzione poi dell’impero romano?

    J.B.
    e' un classico . Una societa' cresce nella guida di una potente classe dirigente espressa da un popolo ugualmente potente perche' libero di controllarla e selezionarla .. Ma quando non ci sono piu' nemici all' orizzonte la classe dirigente non ha piu bisogno del popolo perche' bastano i servi ai suoi interessi personali e di casta con l' aggiunta del dolce frutto dell' arbitrio che ci fa sentire semidei (cioe' sempre piu lontani da dio e piu vicini al diavolo ..) E sopraggiunge quindi la giusta punizione .... se non divina , etologica ..

    la punizione riguardera' anche il popolo perche' nessun popolo e' innocente delle cazzate fatte da quelli da cui si lascia guidare . ..
    E ' chi ha orecchi per intendere, intenda' ....

 

 
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