In queste ore si moltiplicano le "informazioni" da parte dei contendenti, che mettono in risalto i propri strepitosi successi, come qui sotto:

11,55
- Il ministro dell'Informazione iracheno Mohammad Saed al-Sahaf afferma che l'aeroporto di Bagdad è ora sotto "il completo controllo della Guardia repubblicana". E aggiunge: "Abbiamo usato cannoni, missili e i mezzi nuovi annunciati ieri"

13,00
- Un alto ufficiale americano dice che nei combattimenti di oggi a Bagdad sono stati uccisi mille soldati iracheni

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di fronte a tale contraddittorietà, si ha un senso di disorientamento. E' cosa utile quindi concentrarsi sull'analisi delle tendenze generali in atto, alla luce della strategia terrorista degli USA e della conformazione interna del potere capitalistico americano, i cui vertici politici si intrecciano strettamente con quelli aziendali (l'intero complesso imprenditorial-finanziario e militar-industriale) e con settori di intelligence. Il tutto organizzato con lobbies (in pratica mafie legalizzate) il cui intento è a mio parere duplice:

1. cercare di risolvere la crisi da sovraproduzione tramite distruzione/ricostruzione di capitali (ad es. capitale iracheno che in questo modo viene rapinato a iracheni, russi, europei, giapponesi, cinesi etc.);

2. cercare di avanzare nelle zone nevralgiche dell'Eurasia per sottomettere in modo più netto l'area europea (dell'euro) e rendere difficile un riallineamento strategico russo-europeo.

Il dopo-guerra sarà probabilmente contraddistinto da caos, poteri mafiosi (controllati da CIA, Pentagono, sionisti) e - credo - anche da un rafforzamento della resistenza popolare antiamericana.
Quest'ultimo dato è quello più importante, al quale saremo obbligati a fare riferimento: in fondo, il manifesto
'Peoples smash America', da noi sottoscritto e riproposto, insiste proprio sull'importanza di un nuovo 'internazionalismo nazionalitario', cioè di un'alleanza di popoli contro l'imperialismo e contro gli Stati imperialisti. Di questa lotta, che caratterizzerà il fronte anticapitalista, antimperialista, socialista e comunitario nel prossimo decennio, noi dovremo essere parte attiva, evitando ogni estremismo ma al tempo stesso ogni concessione a meschine "Realpolitik", cercando di costruire una collaborazione efficace e realistica con i settori più intelligenti della resistenza alla barbarie capitalista.