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  1. #11
    Lurido
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    Predefinito L' arte astratta

    Guardate che i vostri Botticelli e Da Vinci non sono di certo miglori di Lucio Fontana o Piero Dorazio o Pino Jelo! Vogliono combattere la tradizionalità e il conformismo facendo arte seria, non copiando qua e là da un modello, ma creando col proprio ingegno situazioni particolari che solo il pittore ,che ha in mente l' opera, può capire.
    Capendo quest' arte si può vedere l' abilità del pittore e soprattutto la sua bellezza.

  2. #12
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    Predefinito

    Rispondere a Skorpion in un vecchio thread dedicato a Picasso che mi aveva chiesto di Lucio Fontana... vuole creare un nuovo linguaggio, espressionista e spazialista degli anni '40; l'informale degli anni '50 fino alle nuove esperienze degli anni '60.dal 1949, la realizzazione dei primi Buchi (chiamati anch’essi Concetti spaziali), perforazioni della tela alla ricerca di una ulteriorità spaziale, segni fisici che aprono a una dimensione infinita (e cosmica) di spazio. Ai primi Buchi su schermi bianchi seguono elaborazioni cromatiche con vetri colorati, impasti di sabbia, porporina ed altro. Seguono i Tagli, tele tagliate e bucate, dal 1959. Lungo tutti gli anni '50 Fontana inventa nuove forme, le Pietre ricche di sgocciolature, i Barocchi pieni di impronte e di ditate, i Gessi, gli Inchiostri all'anilina, spesso su collage, dal 1959, la realizzazione di grandi masse sferoidali in grès, le Nature, caratterizzate da una primordiale semplificazione delle forme e ancora i cicli dei Quanta, dei Teatrini, delle Ellissi, gli Olî , le Nature in bronzo e i Metalli. Lo “Spazialismo” è il movimento che Fontana aveva indicato perché l’arte potesse essere realmente moderna, cioè spaziale ("basata sull'unità di tempo e spazio"). Io non amo di certo l' "arte" di Lucio Fontana, come quella di Piero Dorazio, giovanissimo espone col gruppo romano Arte Sociale, interessandosi contemporaneamente al Futurismo ed al Divisionismo.Conosce, a Parigi i maestri moderni come Matisse, Lèger, Picasso, Braque, Picabia, Arp, Vantongerloo, Pevsner, Delaunay, Kupka, Le Corbusier, Brancusi, Wols.Opponendo al realismo contenutistico le ragioni della forma, svolge un linguaggio originale, anche con esperienze tridimensionali, che con coerenza svilupperà sino ad oggi.
    Questa, l'arte astrattiva, non si può definire "bella" proprio perchè non ha significato per qualcuno estraneo al pittore, per una persona che non ha nulla a che fare con l' arte astrattiva per lui sono solo bozze senza senso, mentre nei quadri di stile classico chiunque può capire cosa sta vedendo senza andare sul complesso, ma questo non significa che questa sia arte per i sempliciotti, semmai per chi apprezza le cose concrete, come vedere una Madonna con in braccio un bambino, queste sono cose "belle"

  3. #13
    Yoruk
    Ospite

    Talking

    Ma... a me sembravano solo dei tagli!

  4. #14
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    Predefinito

    Secondo te, Lurido,questa sarebbe arte? E noi saremmo invidiosi, di questo? Certo, Picasso può non essere apprezzato dagli altri forumisti anche dopo la mia attenta analisi su sue due opere. Certo, l' arte come qualsiasi altra cosa va a gusti, ma la sua bellezza è un fatto oggettivo, e con il passare degli anni si sta perdendo il gusto delle cose belle...

  5. #15
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    Predefinito

    Caro Lurido e caro Tullio,

    non credo si possa dire che Fontana o D’Orazio siano meglio del Botticelli e di Leonardo e viceversa, in quanto quel “meglio” implica un termine di comparazione che visti i presupposti, secondo me, non può essere applicato, perché riguarda il confronto di due diversi tipi di concezione dell’espressività artistica.

    Il discorso, dal mio punto di vista, va ripreso principalmente sul tema già da me impostato e che ripropongo brevemente:

    “A questo punto ritengo che per continuare a discutere bisognerebbe tentare di individuare argomenti quali:

    cosa si intende per "Arte";

    una volta individuata la risposta, capire qual'è o che significato e motivazione si intende dare alla stessa;

    quali influenze è bene che l'arte eserciti sulle coscienze delle masse”


    Questo, secondo la mia valutazione, sono i presupposti, sul quale costruire una discussione che abbia un significato.

    Io ritengo che Leonardo, Botticelli, Fontana, D’Orazio, Picasso, siano tutti ugualmente “grandi” prendendo come riferimento il dato oggettivo della loro affermazione professionale in campo artistico, in quanto riconosciuti tali dal contesto in cui hanno operato anche se in epoche diverse e lontane fra loro.
    Pertanto il dato oggettivo del loro successo professionale, è stato sancito “storicamente” ed il fatto che siano argomento di discussione, è a riprova del fattore imprescindibile della loro importanza.

    L’aspetto topico della discussione va incentrato invece sul significato dell’arte nel contesto dell’esistenza umana. A cosa deve servire l’arte ?.

    Di attinenza al tema proposto,
    riporto quanto scritto da Tullio:

    “Questa, l'arte astrattiva, non si può definire "bella" proprio perchè non ha significato per qualcuno estraneo al pittore, per una persona che non ha nulla a che fare con l' arte astrattiva per lui sono solo bozze senza senso, mentre nei quadri di stile classico chiunque può capire cosa sta vedendo senza andare sul complesso, ma questo non significa che questa sia arte per i sempliciotti, semmai per chi apprezza le cose concrete, come vedere una Madonna con in braccio un bambino, queste sono cose "belle".

    Considerazioni che trovano convergenza in quanto espresso da Lurido con la frase:

    “particolari che solo il pittore,che ha in mente l' opera, può capire.
    Capendo quest' arte si può vedere l' abilità del pittore e soprattutto la sua bellezza”.
    (non comprendo francamente il motivo per il quale ha aggiunto la faccina incazzata)


    Ora, entrambe i i miei interlocutori, fanno emergere degli elementi comuni che evidenziano in maniera chiara ed inconfutabile, la loro preferenza per quella concezione dell’arte che presuppone:

    - definizione della stessa non definibile bella perché non ha significato per qualcuno estraneo al pittore (Tullio)

    - particolari che solo il pittore ha in mente e che solo lo stesso può capire.(Lurido)


    Queste considerazioni hanno in comune un aspetto rilevante in quanto evidenziano l’esaltazione della soggettività espressiva dell’artista, unico estimatore della propria arte in quanto comprensibile solo a lui ed esclusione totale di coloro che non posseggono la chiave interpretativa della stessa.
    Significa quindi l’esclusione della maggior parte delle persone all’accesso interpretativo di questo genere di arte.

    Ma se questa arte è così difficilmente comprensibile, come si spiega che la stessa sul mercato trova collocazione a quotazioni proibitive ? – La risposta è semplice. L’interpretazione del valore mercantile, viene stabilita dalla critica, dalle lobbies di potere in campo artistico, dai galleristi e dalle riviste di settore che contano, che con opera di convincimento ed appropriate farciture critiche convincono gli inesperti più ricchi che quell’opera vale molto e va quindi acquistata per farsene vanto con gli amici dei salotti buoni e come investimento per il futuro, nel mentre il fatto che loro non la comprendono nel suo valore intrinseco, ha ben poca importanza.

    Si ripropone quindi spontanea, a questo punto e sulla base di queste considerazioni, una domanda:

    Quale è la funzione prioritaria dell’arte:

    Quella di non essere compresa in quanto il fatto è prerogativa dell’artista e
    di rappresentare una valida motivazione di investimento in un contesto condizionato dal giudizio critico dei soli addetti ai lavori

    oppure

    un metodo espressivo democraticamente rivolto a tutto il popolo e la cui motivazione principale è quella di farsi comprendere e di stabilire un contatto con lo stesso, manifestandone l’intenzione attraverso messaggi comprensibili anche se espressi in chiave soggettiva?


    Io personalmente propendo per la seconda ipotesi, voi, cari Lurido e Tullio, per la prima.


    Io voto per l’arte che definisco “democratica”, desiderosa di comunicare direttamente con la gente, in quanto accessibile e comprensibile a tutti senza bisogno di filtri interpretativi ed alchimie dialettiche, voi per l’arte radical-chic dei salotti buoni ed alla cui base motivazionale, si trova principalmente, la volontà di profitto degli addetti ai lavori e dei furboni di turno.

    A Fontana per un suo taglio sono bastati 30 secondi per sfornare un’ opera, a Botticelli suppongo, non meno di un mese per coprire nella sua chiave artistica interpretativa, una tela di egual grandezza.
    Quale, secondo voi, conviene di più in termini di rapporto tempo/denaro ?

  6. #16
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    Lurido, quello che dici, comunque è in parte esatto. La gente normale come Michelangelo, Botticelli o Raffaello dipingeva sotto ordine dei re e non per piacere personale o per creare cose belle o per passatempo. Che tutti, soprattutto nel Rinascimento, dipingevano per piacere e creavano l' arte classica non si può dire, una volta non si pensava di "combattere il conformismo e la tradizionalità", ma pensavano solo a riprodurre oggetti che avessero un senso. E' questo pensiero che alberga ancora in tutti gli estimatori dell' arte classica, mentre il pensiero di coloro che preferiscono l' arte astrattiva è di sicuro ribelle, il volere "uscire dagli schemi" a tutti i costi.
    Caro skorpion l' arte "democratica", cioè quella "desiderosa di comunicare direttamente con la gente, in quanto accessibile e comprensibile a tutti senza bisogno di filtri interpretativi ed alchimie dialettiche, voi per l’arte radical-chic dei salotti buoni ed alla cui base motivazionale, si trova principalmente, la volontà di profitto degli addetti ai lavori e dei furboni di turno" è la stessa che accennavo io in quanto classica: io forse non ho detto che deve "dire" qualcosa l' arte? E soprattutto con il popolo, cioè, come accennavo le persone che di arte sono estranee? Forse non mi hai capito: io non parlo del singolo pittore ma dell' arte in sè...

  7. #17
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    arte: complesso dei mezzi con cui l'uomo produce una opera, sia per assicurare la conservazione ed il benessere proprio, sia per procacciare qualche godimento intellettuale e morale.
    Le arti si distinguono in utili o meccaniche quando sfruttano la natura o ne trasformano i prodotti, e liberali quando per mezzo della vista e dell'udito commuovono lo spirito.
    Che ne dici di questa risposta macchiavellica?

  8. #18
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    Lightbulb mettiamo le carte in tavola

    In secondo caso, direi che è vero che i pittori dipingevano su commissione dei re ma è anche vero che proprio i re volevano i quadri... l' esigenza dell' arte c'era lo stesso nel Rinascimento, non negli artisti ma nei re che commissionavano i quadri. Quindi uno spirito artistico esisteva, e continuo a dire che una volta piacevano le cose "belle" mentre ora con il passare del tempo si sta perdendo il gusto di queste. E' questo tipo di arte che apprezzo, ma non è detto che non rispetti anche le altre. Quest' arte è "democratica", è lo stile classico e tradizionale la quale vuole comunque "dire" qualcosa, comunica ciò che vuole esprimere l' autore oppure come dice Lurido : "copiare qua e là da un modello", in qualsiasi modo "parla" con il popolo che se ne intenda o meno di arte, mentre l' arte astrattiva non comunica nulla, se non all' autore del quadro "che ha in mente l' opera" (Lurido), questa è l' arte anticonformista e quindi non compatibile con tutto il popolo!

  9. #19
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    Predefinito

    Originally posted by Tullio
    arte: complesso dei mezzi con cui l'uomo produce una opera, sia per assicurare la conservazione ed il benessere proprio, sia per procacciare qualche godimento intellettuale e morale.
    Le arti si distinguono in utili o meccaniche quando sfruttano la natura o ne trasformano i prodotti, e liberali quando per mezzo della vista e dell'udito commuovono lo spirito.
    Che ne dici di questa risposta macchiavellica?

    La risposta machiavellica mi è piaciuta in quanto sintetica e di sostanza, ma proprio da questa mi viene spontaneo il pensare che il tendenziale dell'arte moderna propenda più per assicurare la conservazione ed il benessere proprio dell'artista, che il godimento intellettuale e morale degli altri.
    Per quanto concerne la tua classificazione finale delle varie forme artistico-espressive, personalmente propendo per l'arte liberale, in quanto esalta sensazioni di tipo spirituale, il chè non è poco in un mondo già di per sè votato al materialismo assoluto.
    Un saluto.

  10. #20
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    Come avrai capito anch' io propendo per quelle liberali.

 

 
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