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Discussione: Ripeto la domanda...

  1. #1
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    Predefinito Ripeto la domanda...

    ...tante altre volte da me posta, persino al premier francese tramite antonio.

    Oggi, a carte scoperte e senza se e senza ma, come si poteva scacciare il despota Saddam senza l'intervento angloamericano?

    saluti

  2. #2
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    Predefinito

    Ti allego un post di Aeroplanino che, anche se fai finta di niente, avrai sicuramente letto. Rileggitelo, ti farà bene:

    Originally posted by Aeroplanino
    - evitando si sostenere Saddam dal momento della sua salita al potere fino al momento in cui, per convenienza, fece scelte diverse da quelle prospettate da Washington.

    -evitando di armare Saddam durante la guerra all'Iran

    -evitando di armare l'Iran in segreto con lo scopo di prolungare il conflitto e costringere l'URSS a maggiori spese...

    -evitando di lasciare Saddam al potere dopo la sua invasione del Kuwait e la successiva cacciata

    -proteggendo ad inizio anni 90 l'opposizione, che era maggioritari nel paese

    -evitando la restaurazione dei ditatori in Kuwait, nazione dove le più basilari libertà sono negate, ma che essendo buona amica degli USA...

    -evitando di promuovere un embargo che non sapesse distinguere tra un'aspirina e un kalashnikov

    -evitando di sostenere il regime durante l'embargo permettendogli di continuare le persecuzioni verso gli oppositori

    -evitando di sostenere il regime stipulando contratti di sfruttamento (come hanno fatto Francia e Russia) o comprando il petrolio sottobanco al di fuori del patto "oil for food" come hanno fatto gli USA ed in particolare esponenti di questa amministrazione

    -evitando un aggressione al di fuori di tutte le regole internazionali ma anzi in pieno contrasto con queste

    Infine, evitando una politica espansionistica ed imperialistica di sfruttamento che fa apparire gli USA (giustamente) e noi europei (permettimi abbastanza ingiustamente) come i grandi nemici dei popoli arabi e del terzo mondo in generale.

    Dopo aver evitato tutto questo?

    Bastava non appoggiare economicamente Saddam, con un serio embargo internazionale supportato da una seria azione di intelligence...

    Ma in questo modo si sarebbe agito se si avesse avuto a cuore la sorte del popolo iracheno, non del sottosuolo iracheno...

  3. #3
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    Predefinito Aeroplanino ha dimenticato...

    ...il più semplice: far abortire sua madre.

    Suvvia...siate seri!

  4. #4
    Le fondamenta di POL
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    Predefinito Re: Ripeto la domanda...

    Originally posted by mustang
    ...tante altre volte da me posta, persino al premier francese tramite antonio.

    Oggi, a carte scoperte e senza se e senza ma, come si poteva scacciare il despota Saddam senza l'intervento angloamericano?

    saluti
    Con il dialogo..... la comprensione..... la dolcezza......


  5. #5
    Le fondamenta di POL
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    Predefinito DALL’ASCESA DI SADDAM ALLA CADUTA DI BAGDAD

    Nell'estate del 1979 il generale Saddam Hussein venne nominato alla presidenza della Repubblica irachena accentuando i tratti personalistici del proprio regime. Nello stesso anno si assistette all'accrescersi della tensione con il vicino regime iraniano, aggravata dal persistere dell'appoggio fornito da Teheran agli indipendentisti curdi con i quali l’Iraq era in conflitto. Nel settembre del 1980 l'Iraq dichiarò nullo un precedente accordo stipulato nel 1975 con l'Iran e reclamò il controllo sull'intero estuario dello Shatt al-Arab, determinando con ciò l'inizio della guerra.
    Dopo alcuni successi iniziali, il conflitto si trasformò in un'estenuante guerra di posizione, cui si accompagnò una durissima lotta sulle rotte del golfo Persico. Pur dichiarando la propria neutralità, nel 1984 il governo degli Stati Uniti annunciò il ripristino delle relazioni diplomatiche con il regime di Saddam, garantendo altresì aiuti economici e militari a riconoscimento dell'azione di contenimento operata sul regime fondamentalista di Teheran. Le ragioni dell’appoggio degli Stati Uniti non era certo volto a riconoscere e legittimare la dittatura di Saddam, ma ad evitare il compimento di scenari preoccupanti con l’Iran dominatore dell’intero golfo e con mire espansionistiche.
    Negoziato un cessate il fuoco nell'agosto 1988, il governo iracheno si concentrò sulla repressione della guerriglia curda e avviò un programma di ricostruzione dell'apparato militare, grazie soprattutto alla collaborazione fornitagli dai paesi dell'Europa occidentale e dagli Stati Uniti.

    Esaurito lo scontro con l’Iran, l’Iraq riaprì l'annosa disputa territoriale con il Kuwait (alleato nella lunga guerra con l'Iran); il 2 agosto 1990 l'esercito di Saddam Hussein invade il Kuwait. L'azione è inattesa da tutti, nonostante il dittatore iracheno accusasse da tempo il piccolo paese confinante di rubargli il petrolio. Il 6 agosto 1991 il Consiglio di sicurezza dell'Onu approva la risoluzione 661. Embargo durissimo per l'Iraq. Il 16 gennaio 1991, dopo mesi di estenuanti trattative andate a vuoto, cominciano i raid aerei delle forze Nato contro l'Iraq. Parte l'operazione "Desert storm" (Tempesta nel deserto), sotto la guida del generale americano Norman Schwarzkopf. Le incursioni aeree della Coalizione partono dall'Arabia Saudita, dalla Turchia e dalle portaerei nel Golfo Persico. Sette aviatori alleati vengono catturati dalla contraerea irachena e mostrati dalla tv di Stato. Tra di loro ci sono anche gli italiani Cocciolone e Bellini. Il 24 febbraio 1991 comincia la seconda, brevissima fase della "Guerra del Golfo": l'attacco di terra. Le forze alleate sfondano le linee irachene, in due giorni sono a Kuwait city. Le forze irachene sono costrette ad evacuare rapidamente il Kuwait.

    Il 28 febbraio 1991 segna la fine della guerra. Saddam accetta le 12 risoluzioni Onu. La resa sarà firmata il 3 aprile. Terminate le operazioni di guerra senza che il loro esito disastroso intaccasse la stabilità del regime, Saddam utilizzò le residue forze militari per tentare di schiacciare definitivamente l'opposizione interna dei fondamentalisti sciiti, nel sud del paese, e dei curdi a nord, provocando la fuga in Iran e Turchia di centinaia di migliaia di profughi per i quali le truppe statunitensi, inglesi e francesi organizzarono campi di raccolta.
    Dal 1992 l'Iraq fu oggetto di una forte pressione internazionale affinché eliminasse i propri armamenti; il paese venne di fatto isolato da un rigido embargo economico (giustificato anche dalla repressione nei confronti del popolo curdo) i cui effetti si rivelarono devastanti soprattutto per la popolazione civile. L'economia nazionale irachena, già pesantemente segnata dai due ultimi conflitti, giunse quasi al collasso. Il 25 novembre 1996, sotto le pressioni di alcuni paesi europei, in particolare della Francia, l'embargo nei confronti dell'Iraq viene alleggerito. Saddam accetta la risoluzione Onu "petrolio in cambio di cibo" che consente all'Iraq di riprendere, pur sotto controllo, le esportazioni di greggio. Il 30% del ricavato va al Kuwait per la riparazione dei danni di guerra.
    Nel 1997 riprende lo scontro tra Saddam e l'amministrazione statunitense, causato dagli ostacoli frapposti dalle autorità irachene ai controlli dell'UNSCOM. L'Iraq contestò sia la composizione della commissione, caratterizzata dalla presenza di statunitensi, sia la sua richiesta di accedere a determinati siti (cosiddetti “presidenziali”), dove l'UNSCOM riteneva potessero essere celati piani di armamento. Gli ispettori americani vengono espulsi. Verso la fine dell'anno il contrasto fu appianato grazie alla mediazione del ministro degli esteri russo Evgenij Primakov, in seguito alla quale Saddam accettò senza condizioni la ripresa dei controlli. Il 31 ottobre 1998 Saddam blocca totalmente l'attività degli ispettori accusandoli di trasmettere informazioni ai servizi segreti di Israele e Usa. Il 16 novembre 1998 gli ispettori lasciano l'Iraq. Usa e Gran Bretagna danno il via a una serie di raid aerei. L’intervento del segretario generale dell’Onu, Kofi Annan, consentì il raggiungimento di un accordo volto a permettere la ripresa dei controlli in cambio di una revisione sostanziale del programma sanzionatario contro l’Iraq.
    Nonostante quest'ultimo accordo, la questione rimase irrisolta. Agli inizi del 1999 gli aerei statunitensi e britannici riprendono le incursioni sul territorio iracheno. Dopo il fallimento della missione UNSCOM, i rapporti tra le autorità irachene e l'ONU, mai interrotti, non pervennero a risultati apprezzabili. La nuova missione istituita dall'ONU (UNMOVIC, Commissione per il monitoraggio, la verifica e l'ispezione degli armamenti iracheni) non ottenne infatti l'autorizzazione del governo iracheno, che chiese prioritariamente la rimozione degli ostacoli frapposti dalle autorità statunitensi e britanniche al funzionamento dell'accordo “petrolio in cambio di cibo”. Il 16 settembre 2000 Saddam torna ad accusare il Kuwait di rubare il petrolio all'Iraq. Nel febbraio 2001 la tensione nel paese tornò improvvisamente a salire in seguito all'attacco compiuto da una flotta composta da 24 bombardieri statunitensi e britannici contro alcune postazioni radar alla periferia di Baghdad. L'attacco sollevò le proteste della maggioranza dei paesi arabi e fu criticato anche da numerosi esponenti dei governi europei, in particolare in Francia e in Germania.
    Dopo l'attacco terroristico subito dagli Stati Uniti l'11 settembre 2001 e la successiva campagna militare Enduring Freedom che abbatte il regime afghano dei talebani, l'Iraq torna nel mirino degli Stati Uniti; il governo di Washington accusa infatti il regime iracheno di violare le risoluzioni dell'ONU e di produrre armi di distruzione di massa. Il 30 gennaio 2002 il governo dei Talebani in Afghanistan è ormai rovesciato, ma le operazioni militari continuano. Bush, annuncia che la guerra al terrorismo sarà lunga e indica i paesi che costituiscono l'"asse del male" costituito, secondo il presidente americano, da Corea del Nord, Iran e Iraq.
    Il 5 luglio 2002 fallisce il tentativo di accordo fra Iraq e Nazioni Unite per il ritorno degli ispettori. Il 1 ottobre 2002 l'accordo per il ritorno degli ispettori Onu in Iraq è finalmente raggiunto. In un primo momento la partenza degli ispettori è prevista per la metà di ottobre, ma gli Stati Uniti non vogliono la ripresa delle verifiche sugli arsenali iracheni senza che passi prima una nuova risoluzione Onu che dia più poteri agli ispettori. L’8 novembre 2002, dopo estenuanti trattative e diverse bozze bocciate, la nuova risoluzione Onu viene approvata all'unanimità. E’ la risoluzione 1441 e viene accettata dall’Iraq il 13 novembre 2002. Il 27 novembre 2002 riprendono le ispezioni in Iraq. A comandarle è Hans Blix. La consegna del rapporto avverrà tre mesi dopo. Nonostante le numerose difficoltà incontrate, il capo degli ispettori chiederà un prolungamento necessario per portare a compimento il lavoro di controllo. Ma Bush e Blair la pazienza l’avevano persa già da tempo. E’ l’inizio delle operazioni d’attacco. L’Onu richiama in tutta fretta gli ispettori, il Consiglio di Sicurezza è dilaniato dallo scontro tra USA e Gran Bretagna, da una parte, e Francia e Germania, dall’altra, ma l’alleanza anglo-americana è ormai decisa all’intervento armato anche senza l’avallo di una nuova risoluzione dell’Onu. Alle 3,35 del 20 marzo parte l’attacco veemente con raid aerei sulle città di Bassora e Baghdad in particolare. L’avanzata rapida delle prime ore, che aveva illuso su un conflitto rapido, subisce un brusco stop nel sud del paese vista la resistenza strenua delle forze irachene e la mancata insurrezione degli sciiti contro il regime. Ma occorrono solo due settimane perché le forze alleate riuscissero ad assediare la capitale Baghdad.
    Il 9 aprile i carri armati statunitensi occupano la capitale irachena senza incontrare quasi resistenza. Sufficienti due giorni di assedio per spingere Saddam e i suoi più fidati collaboratori a fuggire verso misteriose destinazioni. La guerra è vinta, il regime è crollato, Saddam forse morto o fuggiasco. Ha inizio l’ancor più lunga guerra di consolidamento con il ripristino dell’ordine e della legalità in una città in preda a saccheggi ed anarchia.

    http://www.legnostorto.com/node.php?id=3426

  6. #6
    Affus
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    Predefinito Re: Re: Ripeto la domanda...

    [QUOTE]Originally posted by Österreicher
    Con il dialogo..... la comprensione..... la dolcezza......

    [/QUOTE


    offrendo l'altra guancia,
    oppure andando lì con il discorso della montagna

  7. #7
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito Re: Ripeto la domanda...

    Originally posted by mustang
    ...tante altre volte da me posta, persino al premier francese tramite antonio.

    Oggi, a carte scoperte e senza se e senza ma, come si poteva scacciare il despota Saddam senza l'intervento angloamericano?

    saluti
    La domanda e': cosa possiamo fare per migliorare la vita degli altri popoli del mondo?

    Nella tua domanda c'e' implicita una risposta.

    Gli Usa e l'occidente vassallo potrebbero ORA, smetterla di finanziare tanti regimi e tanti Saddam del futuro.

    Ma tu questa domanda non la farai mai.

  8. #8
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito

    Il metodo che avete usato e' stato un fallimento. Ora c'e' piu' sofferenza, piu' morte, meno futuro. Agli iracheni sono stati rubati i fondi all'estero di loro proprieta' e requisiti i pozzi petroliferi. Le universita' per tutti non riapriranno piu', ci sono migliaia di morti che giacciono per strada o negli ospedali.

    Questa e' la vostra "soluzione"? A me sembra molto "finale" come soluzione...

  9. #9
    Affus
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    Predefinito Re: Re: Ripeto la domanda...

    Originally posted by yurj
    La domanda e': cosa possiamo fare per migliorare la vita degli altri popoli del mondo?

    Nella tua domanda c'e' implicita una risposta.

    Gli Usa e l'occidente vassallo potrebbero ORA, smetterla di finanziare tanti regimi e tanti Saddam del futuro.

    Ma tu questa domanda non la farai mai.
    stabilendo nuove normative mondiali

  10. #10
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito Re: Re: Re: Ripeto la domanda...

    Originally posted by Affus
    stabilendo nuove normative mondiali
    sarebbe anche utile che chi parla di democrazia, rispetti le ATTUALI ragole. Oppure dica che valgono per gli altri.

 

 
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