Ora li spendo io due minuti per spiegarti una cosa. In politica ci sono due tipi di violenza: la violenza in un certo senso produttiva, quella che secondo un fine utilitaristico porta nelle consegenze ad un bilancio positivo ed al raggiungimento di un fine pratico, e quella dei due coglioni che spaccano vetrine alle manifestazioni, che è solo, soltanto ed esclusivamente lo sfogo ormonale di qualche fallito disadattato che approfitta della situazione per scaricare il testosterone e per giocare al piccolo rivoluzionario.Originally posted by nefertari
Assistere imperturbabili agli affanni dei mortali è prerogativa degli dei, ma nel seguire gli interventi che si sono susseguiti ai miei mi è sembrato di appartenere alla loro famiglia, tale era la freddezza con cui ho analizzato le varie intemperanze ed i vari discorsi sconclusionati. Devo dire che un gruppetto di immaturi, cresciuti alla scuola dell'egoismo, si è ritenuto autorizzato ad esprimere critiche su una questione della quale non aveva capito niente. E che non avessero capito niente lo dimostra il fatto che dal discorso primigenio sono passati a parlare della violenza negli stadi.
Allora spenderò ancora due parole, per farvi capire quanto miope e limitata sia la vostra visione delle cose del mondo. Di fronte ad avvenimenti tragici, violenze su popoli e nazioni, genocidi, prepotenze dei più forti sui più deboli non si possono chiudere gli occhi pensando che è una fortuna che non sia capitato a noi e continuare nelle nostre attività come se niente fosse accaduto. Se durante una manifestazione per una giusta causa avviene che le reazioni della gente siano più forti di quelle che noi vorremmo per conservare la nostra tranquillità, non possiamo dolercene più di tanto né stigmatizzare "il vandalismo" o "la violenza", perché i sentimenti di ribellione possono portare a qualsiasi conseguenza.
Questo vale sia per i dimostranti che per chi continua a sorseggiare indisturbato il suo cappuccino. E' un rischio che si corre ed è funzione del grado di indignazione che ci pervade. Coloro che soffrono della distruzione di una vetrina o del veder danneggiare un'autovettura dovrebbero ringraziare che l'ira della folla non gli ha fatto subire danni maggiori. Né ritengo sia un rimedio sparare, come qualcuno ha auspicato, sulla folla. L'ira crescerebbe e la vendetta sarebbe terribile.
Diverso è il caso della violenza negli stadi. Questa violenza è figlia del VOSTRO consumismo, del VOSTRO benessere, del VOSTRO egoismo. Essa è completamente gratuita, fine a sé stessa, divertimento sadico e masochistico nello steso tempo. In essa si specchia, VOSTRO MAGRADO la civiltà che vi siete costruiti, gli attori sono le controfigure della vostra esistenza. Con essa continuerete a convivere VOSTRO MALGRADO ed essa aumenterà col passare del tempo, se prima una guerra distruttiva non avrà riequilibrato le sorti del mondo.
Quindi i tuoi discorsi sull'utilità di rompere vetrine mentre io mi bevo il cappuccino te li puoi anche rimettere da dove sono usciti.




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