The Core", da domani nei nostri cinema, è un classico kolossal
catastrofista di Hollywood, in cui la Terra ha i giorni contati
Roma e i suoi monumenti rasi al suolo in un film
In una sequenza vediamo il Colosseo ridursi in polvere,
il crollo dell'Altare della Patria, la sparizione di via Condotti
di CLAUDIA MORGOGLIONE
ROMA - Il film si chiama The Core, ed è un classico kolossal catastrofista di stampo hollywoodiano: stile Deep Impact o Armageddon, per intenderci, con tanto di slogan "la Terra ha i giorni contati". La novità, per gli spettatori italiani, è che stavolta la metropoli "vittima" dell'imminente Apocalisse è Roma. Come dimostra una drammatica, spettacolare sequenza di alcuni minuti (per vedere le immagini clicca qui), in cui vediamo una serie di campi elettromagnetici impazziti abbattersi, dal cielo, sulla Città eterna: avvistati prima dai turisti in piazza di Spagna, questi fulmini potentissimi travolgono via Condotti, polverizzano il Colosseo, sbriciolano l'Altare della patria. Riducendo il celebre paesaggio della nostra capitale in un cumulo di macerie fumanti.
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Una sequenza cult. Preceduta da una scena in cui stormi di piccioni impazziti provocano danni gravissimi alla Trafalgar Square di Londra, e seguita da un'altra in cui si spezza in due il Golden Gate, il ponte simbolo di San Francisco. Ma nessuna di queste città riceve il trattamento catastrofico di Roma: è lei la prima, e l'unica, a essere completamente distrutta. Scelta dai realizzatori del film, probabilmente, perché i suoi monumenti sono famosi, e riconoscibili, praticamente in tutto il mondo.
Certo, al di là di questo aspetto, The Core - diretto da Jon Amiel, da domani sugli schermi italiani - parla anche d'altro. La storia comincia con una serie di fenomeni strani che avvengono in diversi luoghi del mondo, e tutti legati in qualche modo alle onde elettromagnetiche. Tocca a un professore di fisica (Aaron Eckart) scoprire la causa: una parte del nucleo, la zona più interna al centro della Terra, ha misteriosamente smesso di girare. E poiché il suo movimento incessante è quello che garantisce la presenza, attorno alla Terra, di quel campo elettromagnetico che la protegge dalle tempeste in arrivo dallo Spazio, ora questo "scudo" sta per disfarsi. Conseguenza: l'umanità ha i mesi contati.
Spetta allora allo scenziato, insieme a una giovane astronauta (Hilary Swank, già premio Oscar per Boys don't cry), organizzare una missione stile Jules Verne: un viaggio al centro della Terra, appunto, per tentare di far ripartire il movimento del nucleo. Facendo esplodere, in loco, alcuni potenti ordigni nucleari. Una missione quasi impossibile, da cui pochi usciranno vivi. Ma che, come da copione, riuscirà a salvare il mondo.
E una missione quasi altrettanto impossibile è rendere credibile una vicenda come questa, in cui si mescolano nozioni scientifiche (vere) con un elemento difficile da credere. E cioè la possibilità che degli esseri umani raggiungano il nocciolo del Pianeta adattando, in poche settimane, una navicella creata da uno scienziato eccentrico (Delroy Lindo). Ma non bisogna sottilizzare troppo: il film in fondo è un classico popcorn movie, che si segnala per due elementi forti. Il primo lo spiega il produttore, David Foster: "Abbiamo visto avventure in mare e odissee nello spazio, ma nessuno ha viaggiato al centro della Terra, che rimane ancora un luogo ampiamente inesplorato". Il secondo è nella spettacolarità delle sequenze iniziali, quelle in cui vediamo i primi effetti della futura Apocalisse. A cominciare, appunto, dalla distruzione di una città "eterna" per definizione.
(16 aprile 2003)
http://www.repubblica.it/gallerie/on...one/index.html
Un film assolutamente da non perdere![]()
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