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Discussione: Gran Torino

  1. #1
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    Predefinito Gran Torino

    Walt Kowalski ha perso la moglie e la presenza dei figli con le relative famiglie, al funerale non gli è di alcun conforto. Così come non gli è gradita l'insistenza con cui il giovane parroco cerca di convincerlo a confessarsi. Walt è un veterano della guerra in Corea e non sopporta di avere, nell'abitazione a fianco, una famiglia di asiatici di etnia Hmong. Le uniche sue passioni, oltre alla birra, sono il suo cane e un'auto modello Gran Torino che viene sottoposta a continua manutenzione. La sua vita cambia il giorno in cui il giovane vicino Thao, spinto dalla gang capeggiata dal cugino Spider, si introduce nel suo garage avendo come mira l'auto. Walt lo fa fuggire ma di lì a poco tempo assisterà a una violenta irruzione dei membri della gang con inatteso sconfinamento nella sua proprietà. In quell'occasione sottrarrà Thao alla violenza del branco ottenendo la riconoscenza della sua famiglia.
    Clint Eastwood non smette mai di stupirci. Dopo averci narrato di Iwo Jima vista dai due fronti e di un'altra intrusione dello Stato nella vita degli individui (Changeling) ci immerge ora nel privato di un uomo che ha fatto dell'astio nei confronti dei diversi da sé (siano essi asiatici, neri o più semplicemente giovani) la sua ragione di vita. Si è murato vivo nella sua casa e la prima pietra dell'edificio è stata collocata a metà del secolo scorso quando ha conosciuto la violenza e la morte in Corea. Il suo personaggio si chiama (e lo ribadisce al fine di evitare appellativi troppo confidenziali) Kowalski.
    Eastwood ha una cultura cinematografica così vasta da non poter aver scelto a caso questo cognome. Stanley Kowalski era il brutale protagonista di Un tram che si chiama desiderio da Tennessee Williams interpretato da un Marlon Brando al suo top. Anche Walt è brutale, in maniera così rozza che nessuno fa quasi più caso alle sue offese di stampo razzista. È come se, ormai anziano, il mondo attorno a lui gli facesse percepire la sua inutilità anche da quel punto di vista. Il suo andare sopra le righe ad ogni minima occasione lo apparenta con l'altrettanto anziana vicina di casa asiatica che sa solo inveire e lamentarsi sul portico di casa.
    Saranno però i giovani 'diversi' (Thao e sua sorella Sue) ad aprire una breccia nelle sue difese. Hanno l'età dei detestati nipoti ma, a differenza di loro, hanno saputo conservare dei valori che l'Occidente non si è limitato a dimenticare ma ha addirittura rovesciato. Una parte della critica americana ha deriso il 'buonismo' di questo film e chi non lo ha attaccato si è spesso trincerato dietro la fredda analisi che vorrebbe trovare in Kowalski una sintesi dei personaggi interpretati nella sua lunga carriera dall'attore. Può anche essere ma Eastwood non è un regista che assembla ruoli per cinefilia compiaciuta o per autoesaltazione.
    Walt è un personaggio sicuramente nella linea di quelli da lui già portati sullo schermo ma è molto più complesso di quanto non possa apparire a prima vista. Il suo rapporto con l'auto e con le armi (straordinario e determinante il segno di pollice e indice a indicare la pistola come nei giochi dei bambini) ma anche quello con l'unico essere umano che si potrebbe definire suo amico (il barbiere) sono solo alcuni degli elementi che, insieme all'insorgere della malattia, costituiscono il mosaico della personalità di un protagonista non facile da dimenticare.



    fonte: http://www.mymovies.it/dizionario/re...e.asp?id=57476

  2. #2
    SMF
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    Predefinito Riferimento: Gran Torino

    Io sono andato a vederlo e, stando alle recensioni, avevo pensato che fosse c'entrato sul cambiamento del protagonista, Kowalsky, da razzista accanito ad anti-razzista che aiuta gli allogeni.
    Invece il senso del film è molto più profondo: in sostanza si tratta di una critica alla società multirazziale americana, soffermandosi soprattutto sulla decadenza della razza bianca di origine europea.
    Walt è un americano bianco di origine polacca, reduce della guerra in Corea, di famiglia cattolica, pur non essendo lui molto credente.
    E' ancorato ancora a valori forti e saldi: l'onore, lo spirito di sacrificio, la compostezza, l'educazione, il rispetto della proprietà, la disciplina e l'amor di patria.
    La sua America non è l'America multirazziale, ma è l'America composta da persone con origini europee.

    Si troverà ad andare d'accordo con i suoi vicini coreani non perchè 'anti-razzista' (infatti inviterà Sue ad andare solo 'con ragazzi della sua stirpe', citazione testuale), come potrebbe apparire ad una visione superficiale del film, ma perchè nei suoi vicini coreani vede un attaccamento alla tradizione e all'identità del proprio paese d'origine che non vede nei suoi familiari e tanto meno nei suoi connazionali di origine europea.
    Emblematica è la scena in cui, invitato ad una festa a cui presenziava tutto il parentado coreano, si rende conto che ha molto più a che fare con chi - tutto sommato - rispetta le proprie tradizioni ed ha ancora la famiglia come punto di riferimento piuttosto che con chi - la sua famiglia e gli americani bianchi - hanno abbandonato questi valori, tradendo la propria stirpe.

    Tutto sommato, a mio avviso, è un film 'identitario', non anti-razzista: nella scena finale, in cui Eastwood si sacrifica per far arrestare i responsabili dello stupro di Sue (una gang asiatica che spadroneggia nel quartiere), il protagonista rinfaccia ai teppisti coreani di aver stuprato 'una del loro stesso sangue'.

    Bellissimo quando Eastwood insulta il ragazzino bianco di origine irlandese vestito con lo stile da 'ghetto', rinfacciandogli il fatto che chiama 'fratelli' quelli che non lo considerano tale (i negri).

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Gran Torino

    Alcuni pareri:

    http://video.ilfoglio.it/ilfogliocatodico


    (...) Non solo il film è stupendo, all'altezza dei capolavori che Eastwood realizza da quando siamo entrati nel XXI secolo (...); ma è una summa del Clint-pensiero, una riflessione sulla violenza nell'America devastata dal liberismo sfrenato dell'era Reagan-Bush, una rilettura a 40 anni di distanza del mito del giustiziere solitario. (...)
    Autore: Alberto Crespi - Testata: l'Unità

    (...) A commuovere è che Eastwood non sia mai stato un pacifista: i suoi personaggi hanno sempre ucciso con la stessa disinvoltura con la quale - come diceva mia nonna - sputavano per terra. In Eastwood non c’è piagnisteo, c’è la constatazione malinconica che il mondo è così. Non c’è quindi l’illusione di redimere, ma c’è il dovere di rendere omaggio al valore (e al dolore) dei nemici, col rispetto che i valorosi hanno per i valorosi.(...)
    Autore: Maurizio Cabona - Testata: il Giornale

    Clint Eastwood, 78 anni, interpreta e dirige il suo primo film sulla vecchiaia, bellissimo e desolato: il titolo 'Gran Torino' è il nome d'un modello di auto conservato, dopo cinquant'anni di lavoro in fabbrica, nel garage della sua casa alla periferia di Detroit. È un vecchio scostante, soprattutto dopo la morte della moglie. Non riesce a sopportare il mondo che lo circonda né i suoi abitanti. I vicini di casa asiatici li chiama "musi gialli", come faceva durante la guerra di Corea dove ha combattuto ed è stato decorato. Gli fa orrore la nipote adolescente con la pancia nuda e i piercing, neanche gli piacciono i suoi figli corpulenti e pigri. Non desidera parlare con nessuno. Non vuole vedere nessuno. Chiude la porta in faccia al parroco cattolico che vuole convincerlo alla confessione. Disprezza le case del vicinato, degradate, scrostate, trascurate: al confronto, la sua casa è tenuta come una reggia. Sta solo, con la cagna bianca Daisy. È malato, sputa sangue. Mangia male. Fa senza amore i lavori domestici: è abituato alla fatica manuale, ma non gli va. Parla come se abbaiasse sempre all'interlocutore. Non ha nostalgie né rimpianti: ma gli grava sul cuore il rimorso di un'infamia compiuta in guerra. Il suo stato d'animo, l'umore, cambiano quando si lega a un sedicenne asiatico perseguitato da una banda giovanile asiatica guidata da un cugino, alla sorella adolescente di lui violentata dalla stessa banda. Le gang (ce ne sono di nere, di messicane) sono emblemi del mondo presente. L'amicizia con i due ragazzi asiatici è una ragione per vivere, ma anche per morire. Eastwood è magnifico nel personaggio: la sua sicurezza evoca il tempo dell'ispettore Callaghan, il resto del film evoca il suo atteggiamento contemporaneo, i due elementi mescolati creano una figura composita toccante, un impasto di rimorso e violenza. La faccia rugosa, il corpo esile, il modo atletico di muoversi esprimono al meglio la fine d'un uomo forte di integrità e di coraggio.

    Autore: Lietta Tornabuoni - Testata: L'espresso

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Gran Torino

    film stupendo....clint spettacolare

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: Gran Torino

    In realtÀ di importante vi È il sacrificio della vita per poter neutralizzare i malvagi.

    Altrimenti vi È solo disgusto (sacrosanto e vero) per lo squallore morale dei moderni occidentali evoluti e inutil

    la disfatta della banda di abbietti È l’unico elemento vivente.

    Il resto È amaro,pesante e tetro.

    Rimane positivo (e rarissimo) il fatto che il protagonista sa ancora concepire il bene.

  6. #6
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    Predefinito Riferimento: Gran Torino

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Io sono andato a vederlo e, stando alle recensioni, avevo pensato che fosse c'entrato sul cambiamento del protagonista, Kowalsky, da razzista accanito ad anti-razzista che aiuta gli allogeni.
    Invece il senso del film è molto più profondo: in sostanza si tratta di una critica alla società multirazziale americana, soffermandosi soprattutto sulla decadenza della razza bianca di origine europea.
    Walt è un americano bianco di origine polacca, reduce della guerra in Corea, di famiglia cattolica, pur non essendo lui molto credente.
    E' ancorato ancora a valori forti e saldi: l'onore, lo spirito di sacrificio, la compostezza, l'educazione, il rispetto della proprietà, la disciplina e l'amor di patria.
    La sua America non è l'America multirazziale, ma è l'America composta da persone con origini europee.

    Si troverà ad andare d'accordo con i suoi vicini coreani non perchè 'anti-razzista' (infatti inviterà Sue ad andare solo 'con ragazzi della sua stirpe', citazione testuale), come potrebbe apparire ad una visione superficiale del film, ma perchè nei suoi vicini coreani vede un attaccamento alla tradizione e all'identità del proprio paese d'origine che non vede nei suoi familiari e tanto meno nei suoi connazionali di origine europea.
    Emblematica è la scena in cui, invitato ad una festa a cui presenziava tutto il parentado coreano, si rende conto che ha molto più a che fare con chi - tutto sommato - rispetta le proprie tradizioni ed ha ancora la famiglia come punto di riferimento piuttosto che con chi - la sua famiglia e gli americani bianchi - hanno abbandonato questi valori, tradendo la propria stirpe.

    Tutto sommato, a mio avviso, è un film 'identitario', non anti-razzista: nella scena finale, in cui Eastwood si sacrifica per far arrestare i responsabili dello stupro di Sue (una gang asiatica che spadroneggia nel quartiere), il protagonista rinfaccia ai teppisti coreani di aver stuprato 'una del loro stesso sangue'.

    Bellissimo quando Eastwood insulta il ragazzino bianco di origine irlandese vestito con lo stile da 'ghetto', rinfacciandogli il fatto che chiama 'fratelli' quelli che non lo considerano tale (i negri).
    clint assomiglia a quel mio zio che diceva "non andare contro natura..."
    :446:
    un film che ho visto con estremo piacere, e concordo con le tue considerazioni!!!

  7. #7
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    Thumbs up Riferimento: Gran Torino

    Grande Clint Eastwood , una persona che soltanto a guardarla appare - con quello sguardo di ghiaccio e quel volto da uomo duro ed impassibile - come il prototipo eroico del pioniere angloamericano!
    Vedrò "Gran Torino" quando mi sarà possibile , del resto ne ho già sentito parlare bene sia su Stormfront che su Destra radicale ed altrove , mi è venuta la curiosità ; so già che mi piacerà comunque , si tratta di un validissimo ed espressivo attore a me caro.
    Da parte mia non vado al cinema da un sacco di anni , perché mi danno fastidio le masse la cui semplice presenza non mi fa concentrare adeguatamente sul film , aspetto quindi sempre che esca il film in dvd per vedermelo con calma da solo.
    Quei pochi film nuovi li vedo dopo un po' di tempo , anche perché di solito non mi interessano granché.

    Di "Gran Torino" SE ne parla anche qui su Stormfront sia nella sezione italiana che internazionale :

    Gran Torino - Stormfront
    http://www.stormfront.org/forum/showthread.php?t=580662
    http://www.stormfront.org/forum/showthread.php?t=551630
    http://www.stormfront.org/forum/showthread.php?t=546493


    In effetti ho letto giudizi discordanti , c'è chi accusa il film di essere troppo razzista e chi invece si lamenta perché é troppo poco razzista
    Ho letto un po' di tutto...Quesa é un'anteprima :

    "Eastwood, razzista dal cuore d'oro"
    http://video.tiscali.it/categorie/Sp...olo/28312.html

    Ho letto pure invasati di estrema sinistra italiani che bollano Eastwood come un "nazifascista xenofobo misogino reazionario" e balle varie.
    Poi addirittura in questo forum di negri , suppongo che siano tali a giudicare dagli avatar e dal fatto che si tratta di un "African and Caribbean Social network" a meno che non siano whiggers!! , si sostiene criticandolo che "Gran Torino" é un film che potrebbe essere stato fatto da un membro di Stormfront

    http://www.bnvillage.co.uk/film-vill...an-torino.html
    "Well basically if you want to see a movie that looks like it was made by a Stormfront member, this is the one for you."

    Se hanno ragione , allora deve essere proprio un gran bel film
    Certamente Clint Eastwood é uno dei miei attori preferiti , da "Gunny" (straordinaria tutta la parte iniziale , come quando il tipo a cui aveva urinato sulla macchina gli dice che ai militari sconti non ne fa e lui gli risponde "Peccato , tua moglie invece li fa!" , ah,ah) ai vari film Western come "Il buono , il brutto , il cattivo" , "Il Texano dagli occhi di ghiaccio" e "Gli Spietati" ha fatto grandi film!
    Un saluto.
    14 Words! - Holuxar

  8. #8
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    Io ci andrei coi piedi di piombo ad esaltare il "pioniere angloamericano"... un distillato di messianismo biblico e calvinismo puritano.

  9. #9
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    Predefinito Riferimento: Gran Torino

    Citazione Originariamente Scritto da Iperboreus Visualizza Messaggio
    Io ci andrei coi piedi di piombo ad esaltare il "pioniere angloamericano"... un distillato di messianismo biblico e calvinismo puritano.
    "Lo spirito di avventura, l'amore per il rischio e per l'ignoto, il puro
    piacere del dominio e della preda, il desiderio della grandi distanze furono
    più di qualsiasi forma razionale, mercantile e utilitaria, ai primordi
    dell'espansione bianca, legandosi indicibilmente a precise doti di
    carattere: ad una volontà più pura, a freddezza, a tenacia, a disprezzo per
    la vita e per la morte, ad un inconcusso sentimento di superiorità".


    Julius Evola

  10. #10
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    Thumbs up Riferimento: Gran Torino

    I pionieri angloamericani erano degli eroi bianchi di origine europea così come i boeri sudafricani ; uomini liberi che si sono ribellati al dispotismo governativo e contadini armati pronti a difendersi e ad attaccare se necessario , emigranti giunti in terre lontane quasi disabitate e che da soli hanno fatto sviluppare provando che quando c'è la qualità razziale e la forza di volontà quasi nulla é impossibile.
    Chi ha coltivato quelle terre e le ha fatte fruttare se non loro?
    Il Nord America é stato creato dai bianchi , il Sudafrica pure é stato creato da bianchi.
    Solo i pagliacci che credono alla propaganda ebraica di Hollywood che colpevolizza la razza bianca possono credere che quelle terre i pionieri angloamericani le hanno rubate ai pellerossa , dato che queste variegate tribù - pur rispettabili per ragioni spirituali e per il senso dell'onore che possedevano - erano in ogni caso nomadi o seminomadi che vivevano di razzie fra di loro in primis , non praticavano l'agricoltura e non riconoscevano la proprietà privata. Se uno non conosce la proprietà privata chissà come fa ad accusare di furto gli altri , ipocrisia comunista e basta.
    Inoltre varie terre le comprarono ed inizialmente i rapporti non erano mica tanto conflittuali , come provato da svariate ricerche storiche.
    I morti ammazzati ci furono da entrambe le parti , non ci fu nessuno sterminio premeditato di alcun tipo. Revisionismo storico a 360 gradi é quello che ci vuole.
    Riguardo a messianismo biblico e al calvinismo puritano , mica tutti erano imbevuti di tali principi dato che c'erano differenze interne da zona a zona sia di cultura che di credo , ma soprattutto la razza viene prima della religione e quindi solidarietà ed onore comunque a bianchi fieri di esserlo che al di là delle differenze hanno lottato tutti per la causa razziale bianca.

    Tornando a Gran Torino riporto questa breve recensione di una persona che l'ha visto e altrove mi ha mandato via MP un suo giudizio consigliandomi di vederlo :

    "Io credo che sia uno di quei film che possono essere messi in mezzo al mucchio di tutti gli altri film che predicano sotto sotto al mondialismo e fanno una morale anti razzista finale...
    Però secondo me non è solo questo...in realtà secondo me ci sarebbe un altro messaggio subbliminale,o un altra interpretazione...ovvero del fatto che i bianchi non devono temere gli stranieri,e che se vogliono possono reagire anche violentemente se serve per difendere loro stessi e il loro stile di vita sulla loro terra dalle masse di altre razze....invece che essere degli inermi e impauriti uomini bianchi di fronte a queste altre razze,come spesso capita di vedere..."

    Quando lo vedrò sarò in grado di confermare...

    P.S. Vi riporto infine alcune mie recensioni di vecchi film da vedere e che reputo importanti anche culturalmente. Riporto da questo 3d :
    Videoteca wp
    http://www.stormfront.org/forum/showthread.php?t=579876

    Film che si dovrebbero vedere , ovviamente non pro-WP ma comunque interessanti per chi é tale , o almeno i miei preferiti :

    "Conan il barbaro" , "Il 13°guerriero" , "Braveheart" , "Il signore degli anelli"
    "AFRICA ADDIO"
    "Via col Vento" , "La Nascita di una Nazione" , "Ritorno a Cold Mountain"
    "Brotherhood of murder" , "Talk Radio"
    "American History X" , "The Believer"
    "Essi Vivono" di John Carpenter , "Equilibrium" , "Matrix"
    "Taxi Driver" , "Un giorno di ordinaria follia"
    "Full metal jacket" , "Gunny"
    "Scarface" con Al Pacino
    "Fight club"
    "Gli Spietati" , "Per un pugno di dollari" , "Per Qualche dollaro in più", "Il Buono , il Brutto , il Cattivo" , Tanti WESTERN , ecc.
    Poi alcuni film comici che mi piacciono un sacco , ma non c'entrano niente...

    Su "Africa Addio" ,che trovate interamente al link sotto indicato , il mio 3d :

    Africa Addio , grande film/documentario - Giovani.it - Forum
    http://forum.giovani.it/cinema/52975...umentario.html
    [VIDEO] Africa Addio - Page 2 - Stormfront
    http://www.stormfront.org/forum/showthread.php?t=461105
    Africa Addio (Farewell Africa) Documentary Italian 1966 Directors: Gualtiero Jacopetti, Franco Prosperi
    http://video.google.it/videoplay?doc...arch&plindex=1

    Su "Brotherhood of murder" , "Talk Radio" che parlano di "The Order" cioé della milizia rivoluzionaria PRO-WP ed anti-ZOG fondata da Bob Mathews , il mio 3d :

    Film sugli Eroi della Milizia Anti-Zog The Order - Giovani.it - Forum
    http://forum.giovani.it/cinema/10386...the-order.html

    Alcune mie recensioni sui vari film…

    Il film "300" é a tratti davvero esaltante e soprattutto il finale , una storia di onore ed eroismo ispirata alle gesta degli Spartani dell’Ellade antica. A livello simbolico é notevole il fatto che lo scontro fra le polis della Grecia e l’Impero persiano venga rappresentato come una sorta di guerra razziale fra bianchi spartani che difendono la propria patria ed un ammasso di invasori di colore nonché degenerati e dalle sembianze mostruose.
    Insomma gli eroi appaiono come bianchi etnicamente omogenei nonché uomini liberi mentre gli invasori come masse di colore comandate da un transessuale degenerato ed un despota megalomane che tratta tutti come sudditi.
    Non si sa quanto sia voluto , ma è interessante. Anche David Duke ha interpretato questo film come propaganda neocon ebraica per legittimare la guerra Usa contro l’Iran islamico , in un articolo interessante con valide considerazioni effettivamente conformi a verità , ma a mio giudizio questa interpretazione non regge fino in fondo. Sicuramente certi discorsi degli Spartani del film sulla libertà contro il dispotismo teocratico , sulla ragione contro la superstizione fanatica e via dicendo paiono confermare che ci sia un attacco anti-islamico ed anti-iraniano – in base ad una subdolo paragone fra antica Persia ed Iran odierno e fra Grecia antica e Occidente attuale – ma a dire il vero l’impero e l’esercito multirazziale invasore assomigliano più agli Usa odierni che all’Iran islamico…L’antica Grecia e l’antica Sparta erano bianche , mentre gli Usa di oggi sono una società multirazziale , quindi come può reggere il paragone?! Insomma , è una sorta di boomerang tale presunta propaganda ebraica , a meno che non fosse mirata unicamente a denigrare i Persiani/Iraniani…
    Ovviamente , essendo tratto da un fumetto , non rispecchia la realtà storica ed è anzi offensivo che i Persiani vengano rappresentati in quel modo orribile dato che anch’essi erano bianchi : i Persiani formavano una aristocrazia nordica che dominava su vaste popolazioni sia bianche dinariche e mediterranee che orientalidi , levantine e in parte negroidi - e quindi il loro era certamente un enorme Impero multirazziale con una notevole eterogeneità di popoli che si estendeva dalla Tracia all’Anatolia e dall’Egitto a Babilonia fino alla valle dell’Indo - ma a livello qualitativo la nobiltà persiana non avevano nulla da invidiare alla nobiltà greca.
    I veri Persiani erano tanto bianchi e nordici quanto i veri Elleni/Spartani , se non di più.
    A livello culturale e di costumi ovviamente avevano finito per subire un indubbio influsso non-persiano e non-ariano che ne aveva causato un parziale snaturamento , stesso discorso del resto valido anche per i Greci e non solo per loro , ma il nucleo essenziale di quella schiatta nobile a livello biologico era ancora quasi incontaminato.
    L’Impero persiano perse e crollò proprio a causa di questa sua eterogeneità estrema , cioè della sua essenza multirazziale. Va anche precisato che la presunta antitesi fra libertà e dispotismo non rispecchia la realtà , dato che l’impero persiano era tollerante e pluralista entro certi limiti nei confronti dei dominati anche se ovviamente per tenere a bada masse allogene doveva assumere caratteristiche dispotiche e questo è il problema di tutti gli imperi che uniscono genti troppe diverse. Ecco perché apparivano così diversi Persiani e Greci : i primi si trovavano al loro interno masse allogene numericamente preponderanti con le quali non avevano quasi nulla in comune , mentre i secondi avendo una certa omogeneità etnica fra i cittadini a pieno diritto formavano comunità di liberi ed eguali.
    A livello storico la vittoria degli Spartani e dei Greci è stata la vittoria dell’identità etnica contro la società multirazziale eterogenea e perciò interiormente disunita e priva di vere radici.
    La storia dei 300 è stata quella di una eroica resistenza etnica contro una specie di mondialismo ante-litteram , sia pure qualitativamente ben diverso e di gran lunga meno soffocante e livellatore di quello odierno di matrice giudaica , ottenuta da parte di un nucleo di guerrieri liberi ed eguali irriducibili. Onore agli Eroi!

    Ho visto “La Caduta” ma mi stavo addormentando un po’ , un film abbastanza noioso sulla fine del Terzo Reich NS ; non vi ho visto nulla di eccezionale e non é minimamente fra i miei preferiti. I vari film sul neonazismo , sulle teste rasate e cose affini non mi hanno mai interessato ; non li ho visti a parte “Il saluto del serpente” ed immagino siano cretinate pazzesche , tranne “American History X” e “The Believer” che invece ho gradito molto perché sono più intelligenti di quanto possa sembrare.
    Onestamente “A.H.X.” non me lo aspettavo così ben fatto. Pensavo alla solita idiota paccottaglia su 'nazi-americani', 'white power' e loro epigoni italiani , ecc. Simile ai vari "Teste rasate" , "Skinheads" , "Romper Stomper" (che però non ho visto). Boiate che fanno passare i 'razzisti' solo come sottosviluppati mentali ignoranti e violenti (e vari si presterebbero anche bene a queste descrizioni...molti skins/ultrà da stadio infatti sono effettivamente così , ma in loro l'ideologia 'neonazi' é un ipocrita pretesto )...perché il sistema in europa cerca di estendere la criminalizzazione del 'razzismo' , facendolo apparire come odio, ignoranza e violenza irrazionale...al contrario di quel che é DAVVERO. Insomma temevo fin troppo una prevedibile e volgare propaganda ideologica antirazzista. Invece , sorpresa...non é proprio così , ma va visto con attenzione per capirlo bene. Io ne ho rivisto varie parti più volte. Alla fine si capisce che ci possono essere varie interpretazioni...non necessariamente (anzi , per nulla) 'buoniste' come si poteva immaginare. Ripeto , giudicate anche in base al finale tragico , andate fino in fondo e mi darete ragione. Tenendo conto di tutto in modo globale , Direi che si tratta di un film nudo e crudo ma pure profondo. Un autentico pugno allo stomaco con un grande Edward Norton come protagonista nei panni di Derak : un tipo impavido , deciso , scontroso , rabbioso , superbo...certo era un violento prima del 'pentimento'...ma pure un vero uomo d'onore!! Pensate ad es. alla partita di Basket...Non così 'cattivo' come sembrerebbe a prima vista , anche se poi - esasperato dalla latrocinante cricca 'rappista' parassitaria negroide - ha in effetti assai esagerato nella reazione!! Ma oltre a quella scena assai brutale c’è ben altro. Poi anche quando si 'converte' continua a piacermi lo stesso!!
    American History X insomma a me è piaciuto parecchio ... certo , ci sono le soliti pecche di contorno : 'camerati' buoni a nulla e dalle vuote 'teste rasate' , i cretini discorsi buonisti del professore negroide , certi proclami filosbirreschi a favore del sistema di Derek , ecc. Ma quando lo intervistano dopo l'omicidio del padre e poi litiga a tavola col professore giudeo che insidia la madre é uno spasso!!
    A parte gli eccessi verbali troppo beceri , in sostanza ha ragione!! Quella parte l’ho ascoltata un sacco di volte!!
    Senza contare il finale che è ottimo. Si , il finale mi sembra eloquente : il fratello più piccolo si pente ma poi fa una brutta fine...ecco a cosa porta l'antirazzismo , a farsi uccidere da veri odiatori razziali di razza negra!! Si vede che anche vari negri sono violenti e senza onore come durante la partita di basket : la perdono , ma non rispettano i patti. Anche il discorso che fanno il fratello di Derek e Derek stesso sul degrado della società multirazziale che produce solo odio reciproco è giusto. In effetti il film non rispecchia il preconcetto stereotipato di base del tipo : negri buoni vs. bianchi cattivi!! E non é poco!! Si vede violenza da entrambe le parti , il che fa capire che è la stessa innaturale ed utopica società multirazziale a scatenere i conflitti razziali. Potrebbe quasi sembrare , probabilmente malgrado le intenzioni degli autori , un manifesto a favore della separazione razziale…
    Concludo : film Assolutamente da vedere. W Derek/Norton , grande dall'inizio alla fine!!
    "Brotherhood of Murder" l'ho già citato io , ho messo anche il link del mio 3d su giovani ove ne parlo in dettaglio...

    Riguardo a “Addio zio Tom” di Jacopetti , mi piace anch’esso ma é a tratti troppo crudo e disgustoso per varie scene (è una ricostruzione storica più o meno attendibile , e pure cinica , della schiavitù in Nord America e nel vecchio Sud , ma non è un documentario) ; “Africa addio” è molto meglio anche perché è un documentario girato in prima persona con scene reali che mostra il risultato disastroso di una frettolosa decolonizzazione. “Africa addio” profetizza quello che sarebbe accaduto e puntualmente si è verificato.

    “Pathfinder” : un film pieno di falsità storiche che insulta e denigra i Vichinghi.
    Pathfinder (“Pathfinder - La leggenda del guerriero vichingo”) é un film che ho guardato alcuni giorni fa in dvd ed é la (fanta)storia di un discendente dei Vichinghi ancora bambino ed abbandonato da suo padre , un fiero e brutale capo vichingo , e dalla sua stirpe per essersi rifiutato di uccidere un nemico , venendo poi adottato da tale tribù di pellerossa ai tempi dell’invasione vichinga medievale (intorno all'anno 1000 d.c.) del Nord America…
    Questo è un fatto storico , i Vichinghi come ben si sa fondarono Vinland ed anzi si spinsero anche fino al Sud America ; addirittura , come ha documentato Jacques de Mahieu , gli Inca erano una casta dominante aristocratica di origine vichinga e le stesse civiltà dell’America precolombiana furono create da questi discendenti dei popoli del nord (forse addirittura pre-vichinghi e derivanti da antiche popolazioni cromagnoidi!) come lascerebbe intendere anche il mito degli Dei bianchi e di Virachoca/Quetzalcoatl che nella iconografia messicana è raffigurato in tunica bianca, con i capelli biondo-rossicci e gli occhi azzurri…
    Il punto è che il film prende spunto da un fatto storico per distorcere completamente la storia in maniera fantastica… Si vede questo ragazzino che cresce e , quando altri Vichinghi tornano sul luogo circa 15 anni dopo per annientare i pellerossa, a capo della difesa della tribù locale c’è appunto il giovane vichingo rinnegato , chiamato dalla sua nuova tribù Ghost (Fantasma) per via della sua pelle bianchissima ed ormai divenuto un valoroso guerriero, che dovrà scontrarsi con le sue origini per difendere coloro che l’hanno adottato.
    Chiaramente riesce a sconfiggere i Vichinghi invasori quasi da solo in modo eroico e a salvare i Pellerossa trovando il suo cammino e la sua vera identità personale…
    Pur essendomi piaciuto a livello estetico e di spettacolo visivo , scene di battaglia e bei paesaggi nonché valori di onore ed eroismo , va detto che la trama é di una idiozia colossale , c’è dietro una spudorata propaganda contro i Vichinghi : si tratta di un film che denigra ed offende palesemente i Vichinghi e la loro cultura.
    I Vichinghi appaiono in questo film-farsa come dei nazisti ante-litteram da caricatura e dei beceri razzisti , esseri esclusivamente brutali e distruttivi il cui unico scopo nella vita é massacrare e sterminare dal primo all’ultimo tutti i pellerossa che trovano sul loro cammino…
    Ovviamente i pellerossa vengono rappresentati come tribù completamente pacifiche che vivono in armonia , il famoso falso mito del buon selvaggio riciclato per l’occasione e portato all’eccesso , perseguitate dai cattivi vichinghi dall’inizio alla fine…Basta conoscere un po’ di storia per sapere che i pellerossa del Nord America , pur rispettabili per la loro spiritualità , si scannavano abbastanza in conflitti tribali fra di loro e non erano perciò tanto più pacifici dei Vichinghi medievali né tanto meno dei coloni inglesi del Far West.
    Per non parlare poi degli Indios del Sud America che praticavano tali brutalità e sacrifici umani da far scandalizzare i Conquistadores castigliani , come si vede nel film “Apocalypto” , quello si un film serio che non sa caso ha suscitato scandalo ed ha subito critiche.
    Solo degli ignoranti totali che non conoscono la storia possono credere che “Pathfinder” sia realistico ed attendibile a livello storico…C’è una malafede clamorosa , questo film è un insulto alla verità storica oltre che ai Vichinghi.
    I Vichinghi NON erano per nulla degli esseri puramente selvaggi e distruttori , anzi avevano una cultura elaborata ed una civiltà materiale sviluppata come hanno dimostrato le più recenti ricerche storiche : erano si conquistatori fieri e a volte spietati che vivevano di rapina commettendo diverse violenze ma al tempo stesso avevano un indubbio senso dell’onore e alle loro conquiste seguiva un’opera di creazione.
    Insomma la loro violenza e forza distruttiva non era fine a se stessa ma temporanea ; oltre ad essere grandi guerrieri e conquistatori erano pure abili navigatori , agricoltori e costruttori.
    Decisamente meglio il grande film “Il tredicesimo guerriero” ove i Vichinghi , in lotta contro le creature mostruose/semi-umane del buio e della notte che adorano la grande madre terra , sono rappresentati come portatori di una visione del mondo uranica e solare!

    14 Words! - Holuxar

 

 
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