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Discussione: Il 25 aprile...

  1. #31
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    Originally posted by aussiebloke
    Ho sentito ascoltatori di RPL dire (nella famigerata diiretta del 25 aprile)
    che i nostri popoli stavano meglio sotto il mascellone perche'
    "nei paesi parlavamo ancora tutti in dialetto, non come adesso".

    Un altro addirittura rimpiageva i tempi di mussolini
    perche' c'era la "legge sull'inurbamento", "poi sono arrivati i partigiani
    e l'hanno eliminata, cosi' hanno rovinato le nostre belle citta' di una volta"
    (commento del conduttore: "non posso che condividere").
    Per chi non lo ricorda, la legge sull'inurbamento
    vietava ai lavoratori di cambiare residenza (e quindi lavoro)
    senza l'autorizzazione del prefetto. (In sostanza era fatta
    per vietare ai contadini di immigrare in citta').

    Ma ve lo immaginate un presunto leghista rimpiangere al giorno
    d'oggi una legge del genere...rimpiangere il fatto che ci volesse l'autorizzazione
    del prefetto romano per cambiare residenza? Magari in triplice carta bollata, ecc.
    _______________________
    Bravo Aussie per aver ricordato quella famigerata legge che per cambiare residenza bisognava chiedere l'autorizzazione al prefetto.
    Io non ho letto nulla sul 25 aprile 1945, ma l'ho vissuto come lo poteva vivere un bambino di 10 anni.
    Erano le tre del pomeriggio di una bellissima giornata quando sentimmo improvvisamente suonare le campane a festa come non mai: subito si sparse la voce che la guerra era finita e le grida di giubilo si sentivano attraverso la campagna. I miei genitori erano felici perchè speravano che ora mio fratello, prigioniero dei tedeschi e internato in Germania, potesse finalmente ritornare a casa: purtroppo non fu così, e circa due mesi più tardi ricevemmo la notizia (da parte di un suo commilitone di Udine, scampato alla morte per miracolo) che mio fratello era morto proprio il 25 aprile 1945 a Dresden, ammazzato da una pattuglia di russi che l'avevano preso per un tedesco. Il suo amico l'aveva sepolto nei giardini dell'ospedale e ci aveva portato gli effetti personali tramite il prete del paese.
    Ma la storia della guerra è lunga e potrei scrivere un libro io stesso. Quelli che oggi vengono chiamati partigiani, in quel tempo si chiamavano ribelli e quella che viene oggi definita come resistenza non era altro che la ribellione: era infatti una guerra civile. Ma non solo una guerra del "bene" contro il "male", come si vuole talvolta far credere; imperversavano numerosissime bande di delinquenti che si spacciavano per "ribelli", così di giorno venivano i fascisti a fare le razzie "legali" e di notte arrivavano i "ribelli" mascherati con i passamontagna. Una volta sono venuti a casa mia durante l'inverno 1944-45, alle dieci di sera, erano in 15 armati di parabellum per rapinare alcune pelli di cuoio e due valigie piene di rocchetti di filo da cucire (in quel tempo a casa mia si costriuvano scarpe e zoccoli). Molti di questi "ribelli" alla fine della guerra erano diventati ricchi. Non nego che, tra tante bande di delinquenti, ci fossero stati anche numerosi combattenti veri: noi stessi davamo ospitalità ad un ragazzo rimasto orfano che, nella primavera del '45, volle andare con i ribelli. Si chiamava Gino e morì a colpi di calcio di fucile in testa inferti dalle SS: era stato pizzicato mentre tagliava i platani sulla provinciale per ostacolare la ritirata dei tedeschi.
    Naturalmente, al taglio dei platani seguì la rappresaglia delle SS inviperite: presero una cinquantina di civili a caso (tra cui un mio cugino di 17 anni), li portarono dinanzi ad un terrapieno (non lontano da Cittadella) e li fucilarono tutti.
    Tra l'altro, Roma si ricorda solo delle fosse ardeatine, mai che si ricordi dei ben più numerosi altri morti innocenti!
    Dunque, quando si parla di partigiani, la mia coscienza e la mia conoscenza mi dicono di andare molto cauto: ho già visto vie e piazze intitolate ad emeriti ladri e solo perchè hanno avuto dei padrini politici che ne hanno fatto degli eroi.
    Tornando al 25 aprile, non posso certo riconoscermi nelle improprie e stupide celebrazioni fatte dallo stato itagliota.
    Personalmente, ancora oggi mi colpisce assai più il commovente ricordo di mio fratello, morto in Germania a 24 anni di età, che non la fine della seppur sofferta e bruttissima guerra.
    Eppoi (su con la vita!) è il giorno di San Marco, il santo della Serenissima e di tutti i veneti, ed è anche l'onomastico di mio figlio.

  2. #32
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    Ogni anno, quando aprile volge alla fine e il vento di primavera impolvera le strade, la rumorosa celebrazione del 25 Aprile ci strappa dagli abituali pensieri per richiamare alla nostra coscienza la tragica fine della guerra. Il crollo politico e spirituale dell’Italia e dell’Europa. In verità nessuna occasione è più propizia per consentirci di valutare adeguatamente l’entità morale della catastrofe: le bandiere alle finestre per celebrare una sconfitta militare, il giubilo concorde del partito russo e di quello americano che, alla distanza di tanti anni, continuano a rappresentare gli interessi dei loro padroni contro l’interesse nazionale europeo, l’apologia e la celebrazione del 25 Aprile ci strappano dagli abituali pensieri e ci portano a quelli del massacro e dell’odio civile. Ma, al di là dell’agiografia commemorativa, rimane la drammatica importanza dell’anniversario. Poiché la guerra la cui fine si celebra non fu solo guerra civile e mondiale ma la tragedia storica che ha portato alla detronizzazione dell’Europa e ha trasferito le insegne del comando del territorio del nostro continente alla Russia e all’America. Con questa tragedia il tramonto dell’Occidente, profetizzato da Spengler nel 1917, diviene una schiacciante, evidente realtà.
    Vi sono epoche nella storia, spesso concluse nel breve giro di mesi o di anni, che ardono da lontano di inestinguibile chiarore, come isolate da un cerchio di luce sull’opaca scena della storia del mondo. Recinti da questa magica cintura di fuoco uomini ed avvenimenti riappaiono con irreale lentezza e ricchezza di particolari come l’estremo profilarsi di costruzioni inghiottite da un incendio che divampa all’orizzonte in una notte serena. Sono le epoche cruciali, quelle in cui l’angelo della storia batte con le sue grandi ali a sollievo o a terrore dei popoli e in cui, nel volgere di pochi, turbinosi eventi, si decidono i destini delle civiltà.
    A queste epoche appartiene la seconda guerra mondiale, che segna la lotta estrema dell’Europa contro la morte politica e si conclude con la sua lunga, disperata agonia. In essa ogni breve episodio si cristallizza nella memoria dei secoli, ogni figura subisce una stilizzazione eroica, ogni battaglia diventa epopea e mito.


    Adriano Romualdi


    Brano tratto da Le ultime ore dell'Europa, Edizioni Ciarrapico, Roma 1976.

  3. #33
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    Originally posted by Orso Brrrrr
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    Bravo Aussie per aver ricordato quella famigerata legge che per cambiare residenza bisognava chiedere l'autorizzazione al prefetto.
    Io non ho letto nulla sul 25 aprile 1945, ma l'ho vissuto come lo poteva vivere un bambino di 10 anni.
    Erano le tre del pomeriggio di una bellissima giornata quando sentimmo improvvisamente suonare le campane a festa come non mai: subito si sparse la voce che la guerra era finita e le grida di giubilo si sentivano attraverso la campagna. I miei genitori erano felici perchè speravano che ora mio fratello, prigioniero dei tedeschi e internato in Germania, potesse finalmente ritornare a casa: purtroppo non fu così, e circa due mesi più tardi ricevemmo la notizia (da parte di un suo commilitone di Udine, scampato alla morte per miracolo) che mio fratello era morto proprio il 25 aprile 1945 a Dresden, ammazzato da una pattuglia di russi che l'avevano preso per un tedesco. Il suo amico l'aveva sepolto nei giardini dell'ospedale e ci aveva portato gli effetti personali tramite il prete del paese.
    Ma la storia della guerra è lunga e potrei scrivere un libro io stesso. Quelli che oggi vengono chiamati partigiani, in quel tempo si chiamavano ribelli e quella che viene oggi definita come resistenza non era altro che la ribellione: era infatti una guerra civile. Ma non solo una guerra del "bene" contro il "male", come si vuole talvolta far credere; imperversavano numerosissime bande di delinquenti che si spacciavano per "ribelli", così di giorno venivano i fascisti a fare le razzie "legali" e di notte arrivavano i "ribelli" mascherati con i passamontagna. Una volta sono venuti a casa mia durante l'inverno 1944-45, alle dieci di sera, erano in 15 armati di parabellum per rapinare alcune pelli di cuoio e due valigie piene di rocchetti di filo da cucire (in quel tempo a casa mia si costriuvano scarpe e zoccoli). Molti di questi "ribelli" alla fine della guerra erano diventati ricchi. Non nego che, tra tante bande di delinquenti, ci fossero stati anche numerosi combattenti veri: noi stessi davamo ospitalità ad un ragazzo rimasto orfano che, nella primavera del '45, volle andare con i ribelli. Si chiamava Gino e morì a colpi di calcio di fucile in testa inferti dalle SS: era stato pizzicato mentre tagliava i platani sulla provinciale per ostacolare la ritirata dei tedeschi.
    Naturalmente, al taglio dei platani seguì la rappresaglia delle SS inviperite: presero una cinquantina di civili a caso (tra cui un mio cugino di 17 anni), li portarono dinanzi ad un terrapieno (non lontano da Cittadella) e li fucilarono tutti.
    Tra l'altro, Roma si ricorda solo delle fosse ardeatine, mai che si ricordi dei ben più numerosi altri morti innocenti!
    Dunque, quando si parla di partigiani, la mia coscienza e la mia conoscenza mi dicono di andare molto cauto: ho già visto vie e piazze intitolate ad emeriti ladri e solo perchè hanno avuto dei padrini politici che ne hanno fatto degli eroi.
    Tornando al 25 aprile, non posso certo riconoscermi nelle improprie e stupide celebrazioni fatte dallo stato itagliota.
    Personalmente, ancora oggi mi colpisce assai più il commovente ricordo di mio fratello, morto in Germania a 24 anni di età, che non la fine della seppur sofferta e bruttissima guerra.
    Eppoi (su con la vita!) è il giorno di San Marco, il santo della Serenissima e di tutti i veneti, ed è anche l'onomastico di mio figlio.
    Non voglio assolutamente strumentalizzare la tua testimonianza.
    Dico solo che prima verrà fatta luce sul falso mito della resistenza, meglio sarà.

  4. #34
    Ridendo castigo mores
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    due premesse:
    1) la resistenza non e' il dogma della immacolata concezione
    2) gentilini e' un destro veneto guarito dal mito del centralismo , che ha la straordinaria capacita' di sentire quello che REALMENTE passa nella testa dei suoi corregionarii .(Persone cosi' sono ' una risorsa sia nel commercio che nella politica ...) Super-G si puo' criticare ma va preso cosi' perche' cosi' e' il veneto medio.

    Detto questo la resistenza e' stato un mix di bello di brutto .. Di brutto nei suoi aspetti di sordida lotta civile spesso a copertura di sordidi interessi e vendette personali , e di bello nel suo aspetto di lotta ideale tra giovani che DA ENTRAMBI I LATI credevano di lottare per l' onore e il bene della propria terra .

    Ma siccome oggi la democrazia e' un bene ideale condiviso da tutti ( venga fuori che non la pensa cosi'..) un ringraziamento particolare deve andare a chi lotto' non solo per l' onore ma anche per la liberta' ...
    ....Ma quanti di loro ? .Non furono forse di piu' quelli che lottarono con metodi sordidi per una nuova dittatura di inverso colore ? ..Chiunque ha diritto di porre questa domanda alla storia .. anche chi allora stava dall' altra parte (.. quella del torto che spetta sempre a chi perde...)

  5. #35
    allevatore
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    Per chiudere qui la faccenda, quando parlate della "resistenza" specificate che lo fate a vostro nome, e non di tutti i Padani; in particolare, quando parlate dei "nonni partigiani", che sia ben chiaro che si tratta solo dei vostri. Sono intervenuto soltanto per questo motivo, non certo per entrare in una polemica che avrei evitato volentieri.

    grazie e ciao.

  6. #36
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    Mi permetto di dire quello che penso sulla resistenza....
    Prima cosa sono dell'idea che a liberarci siano stati gli anglo-americnai e non i partigiani. Questi erano troppo pochi(il maggior numero di partigani c'è stato dal 26 aprile in su),troppo male armati e soprattutto troppo divisi tra di loro.
    Tra i partigiani ci sono stati uomini eccezionali,come Emile Chanoux,tanto per fare un nome....nessuno nega che ci siano stati uomini e anche donne che hanno lottato fino all'ultimo per la libertà,per liberare la nostra terra dai nazi-fascisti. Purtroppo questi autonomisti erano troppo pochi,mal rappresentati,non hanno avuto poi voci in capitolo....la famosa Carta di Chivasso....io ne sono venuto a conoscenza pochi anni fa,tramite la Padania,nonostante abito a pochi km da Chivasso.Non ne avevo mai sentito parlare prima di allora e a me la storia è sempre piaciuta,libri sulla II WW sulla resistenza ne ho letti a decine,ma mai un accenno su questi partigiani.
    Secondo il mio modesto parere l'essere stati "liberati" dagli anglo-americani è stato un bene,altrimenti ci sarebbero stati anni di lotte tra partigiani "bianchi" e rossi" o peggio ancora saremmo finiti sotto il dominio dei partigiani comunisti,che stando a quanto ho letto/sentito erano la maggior parte o meglio organizzati.
    La resistenza per me è /è stata in parte propaganda,sia politica dalle varie formazioni partigiane(socialiste,cattoliche e comuniste) per attirare voti,un modo per far sentire gli italiani un popolo,unito per contrastare il nemico comune.
    Direi che un 50% minimo è propaganda.Poi ripeto,non nego che moltissimi uomini siano morti per la libertà vera e non per solo per sostituire una dittautra con un'altra.
    Saluti Padani

  7. #37
    PADANIA LIBERA!
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    Originally posted by Frà Dolcino
    il fatto che Tu non la conoscessi indica solo che non te ne sei mai interessato...

    forse perchè prima della lega tu di autonomismo difficilmente ne masticavi..

    Mi ripeto,a me la storia(dal 1900 in sù,parlando della nostra Padania) mi ha sempre intreressato,specie la seconda guerra mondiale....ho cominciato a leggere,anzi a divorare libri su questo periodo alle medie,quando mia nonna di Cuneo mi ha detto di avere un fratello alpino disperso in Russia.
    Dall'argomento Russia sono poi passato alla resistenza,leggendo libri sia di partigiani che di "storici",più o meno di parte,insomma non sono sicuramente uno studioso,un esperto,ma qualcosetta sò.
    Poi ho sempre chiesto,parlando con gli anziani del mio paese,informazioni sulla guerra,sui partigiani,sulle azioni svolte da questi nel territorio,sui partigiani del mio paese....e purtroppo di questi partigiani autonomisti,della carta di Chivasso non ho mai letto/sentito niente,ma perchè si trova poco in giro,non perchè non mi sono mai interessato.Magari l'avessi saputo prima,quando alle superiori i professori e qualche compagno di classe komu esaltavano la resistenza e le formazioni Garibaldi e Matteotti,le uniche a fronteggiare il nemico fascista e discorsi simili....li avrei zittiti con questo argomento!
    Saluti Padani

  8. #38
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    Originally posted by Wyatt Earp
    Mi ripeto,a me la storia(dal 1900 in sù,parlando della nostra Padania) mi ha sempre intreressato,specie la seconda guerra mondiale....ho cominciato a leggere,anzi a divorare libri su questo periodo alle medie,quando mia nonna di Cuneo mi ha detto di avere un fratello alpino disperso in Russia.
    Dall'argomento Russia sono poi passato alla resistenza,leggendo libri sia di partigiani che di "storici",più o meno di parte,insomma non sono sicuramente uno studioso,un esperto,ma qualcosetta sò.
    Poi ho sempre chiesto,parlando con gli anziani del mio paese,informazioni sulla guerra,sui partigiani,sulle azioni svolte da questi nel territorio,sui partigiani del mio paese....e purtroppo di questi partigiani autonomisti,della carta di Chivasso non ho mai letto/sentito niente,ma perchè si trova poco in giro,non perchè non mi sono mai interessato.Magari l'avessi saputo prima,quando alle superiori i professori e qualche compagno di classe komu esaltavano la resistenza e le formazioni Garibaldi e Matteotti,le uniche a fronteggiare il nemico fascista e discorsi simili....li avrei zittiti con questo argomento!
    Saluti Padani
    sono stati volutamente nascosti..logico che nei libri di scuola non se ne parli....dei partigiani autonomisti per la sinistra accentratrice e anti-federalista, sono una autentica bestemmia.
    appunto quello che cercavo di dire nei precedenti post, cioè che il 25 aprile è diventata una festa ad uso e consumo di una parte politica,un pò come il 1° maggio....e che io in piazza con quelle bandiere non ci andrei mai.

  9. #39
    PADANIA LIBERA!
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    Originally posted by Orso Brrrrr
    Quelli che oggi vengono chiamati partigiani, in quel tempo si chiamavano ribelli e quella che viene oggi definita come resistenza non era altro che la ribellione: era infatti una guerra civile. Ma non solo una guerra del "bene" contro il "male", come si vuole talvolta far credere; imperversavano numerosissime bande di delinquenti che si spacciavano per "ribelli", così di giorno venivano i fascisti a fare le razzie "legali" e di notte arrivavano i "ribelli" mascherati con i passamontagna. Una volta sono venuti a casa mia durante l'inverno 1944-45, alle dieci di sera, erano in 15 armati di parabellum per rapinare alcune pelli di cuoio e due valigie piene di rocchetti di filo da cucire (in quel tempo a casa mia si costriuvano scarpe e zoccoli). Molti di questi "ribelli" alla fine della guerra erano diventati ricchi. Non nego che, tra tante bande di delinquenti, ci fossero stati anche numerosi combattenti veri:

    Ho sentito parlare di questi criminali....c'era una donna che viveva nel mio paese,originaria del Cuneese,che per lei parlare di partigiani era come parlare del demonio(ed era un democristiana questa,non una fascista).Ricorda solo furti commessi dai partigiani,anzi,dai presunti tali,moltissime volte di notte arrivavano questi "ribelli" a fare razzie di farina,galline,conigli,insultando e malmenando il padre che faceva notare a questi partigiani che se portavano via sempre roba le sue figlie non avrebbero avuto di che mangiare.
    In un paese vicino al mio c'era un "partigiano" che per anni dopo la guerra ha girato armato per paura che i suoi paesani gli chiedessero il conto di tutti i furti che lui e i suoi amici fecero durante la "resistenza" .
    Conosco anche un altro caso,questa volta di partigiani "veri"....il ricordo più brutto di un uomo allora bamabino,quello dei partigiani che di notte sono entrati nella sua "cascina" portando via l'unico vitello che avevano ancora,picchiando la madre(vedova di guerra) che tra le lacrime diceva di non portargli via l'unica ricchezza che avevano ancora.
    mia nonna(della prov.di Cuneo)parlava sempre poco di quel paeriodo della guerra,tra le poche cose che mi raccontava diceva di essersi salvata per poco da una accusa di collaborazionismo con i fasci e solo perchè faceva le pulizie nella villa di un medico "accusato" di aver curato un fascista,non si ricordava se di un soldato o di un "gerarca"....
    Insomma,che tra questi partigiani molti hanno combattuto con onore,per la libertà,nessuno lo nega....ma secondo me quello della resistenza è minimo 50% di mito,creato soprattutto dalle grandi formazioni politiche partigiane(socialiste,comuniste e Dc)....creato soprattutto nascondendo le tante porcherie commesse sia contro i civili che contro i soldati,Padani o italiani che per una ragione o l'altra si schierarono con la repubblica di Salò.Un caso su tanti è stato la strage commessa da formazioni partigiane(comusnite se ben ricordo) in un ospedale militare nel Genovese,dove vennero uccisi tutti i feriti trovati nei letti e quelli che cercarono di scappare.
    E se accusare tutti quelli che difendono i partigiani di essere komunisti,ecc è anche sbagliato accusare di essere fascistodio quelli che non credono ciecamente alla propaganda italiana sulla resistenza....
    Saluti Padani

 

 
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