_______________________Originally posted by aussiebloke
Ho sentito ascoltatori di RPL dire (nella famigerata diiretta del 25 aprile)
che i nostri popoli stavano meglio sotto il mascellone perche'
"nei paesi parlavamo ancora tutti in dialetto, non come adesso".
Un altro addirittura rimpiageva i tempi di mussolini
perche' c'era la "legge sull'inurbamento", "poi sono arrivati i partigiani
e l'hanno eliminata, cosi' hanno rovinato le nostre belle citta' di una volta"
(commento del conduttore: "non posso che condividere").
Per chi non lo ricorda, la legge sull'inurbamento
vietava ai lavoratori di cambiare residenza (e quindi lavoro)
senza l'autorizzazione del prefetto. (In sostanza era fatta
per vietare ai contadini di immigrare in citta').
Ma ve lo immaginate un presunto leghista rimpiangere al giorno
d'oggi una legge del genere...rimpiangere il fatto che ci volesse l'autorizzazione
del prefetto romano per cambiare residenza? Magari in triplice carta bollata, ecc.
Bravo Aussie per aver ricordato quella famigerata legge che per cambiare residenza bisognava chiedere l'autorizzazione al prefetto.
Io non ho letto nulla sul 25 aprile 1945, ma l'ho vissuto come lo poteva vivere un bambino di 10 anni.
Erano le tre del pomeriggio di una bellissima giornata quando sentimmo improvvisamente suonare le campane a festa come non mai: subito si sparse la voce che la guerra era finita e le grida di giubilo si sentivano attraverso la campagna. I miei genitori erano felici perchè speravano che ora mio fratello, prigioniero dei tedeschi e internato in Germania, potesse finalmente ritornare a casa: purtroppo non fu così, e circa due mesi più tardi ricevemmo la notizia (da parte di un suo commilitone di Udine, scampato alla morte per miracolo) che mio fratello era morto proprio il 25 aprile 1945 a Dresden, ammazzato da una pattuglia di russi che l'avevano preso per un tedesco. Il suo amico l'aveva sepolto nei giardini dell'ospedale e ci aveva portato gli effetti personali tramite il prete del paese.
Ma la storia della guerra è lunga e potrei scrivere un libro io stesso. Quelli che oggi vengono chiamati partigiani, in quel tempo si chiamavano ribelli e quella che viene oggi definita come resistenza non era altro che la ribellione: era infatti una guerra civile. Ma non solo una guerra del "bene" contro il "male", come si vuole talvolta far credere; imperversavano numerosissime bande di delinquenti che si spacciavano per "ribelli", così di giorno venivano i fascisti a fare le razzie "legali" e di notte arrivavano i "ribelli" mascherati con i passamontagna. Una volta sono venuti a casa mia durante l'inverno 1944-45, alle dieci di sera, erano in 15 armati di parabellum per rapinare alcune pelli di cuoio e due valigie piene di rocchetti di filo da cucire (in quel tempo a casa mia si costriuvano scarpe e zoccoli). Molti di questi "ribelli" alla fine della guerra erano diventati ricchi. Non nego che, tra tante bande di delinquenti, ci fossero stati anche numerosi combattenti veri: noi stessi davamo ospitalità ad un ragazzo rimasto orfano che, nella primavera del '45, volle andare con i ribelli. Si chiamava Gino e morì a colpi di calcio di fucile in testa inferti dalle SS: era stato pizzicato mentre tagliava i platani sulla provinciale per ostacolare la ritirata dei tedeschi.
Naturalmente, al taglio dei platani seguì la rappresaglia delle SS inviperite: presero una cinquantina di civili a caso (tra cui un mio cugino di 17 anni), li portarono dinanzi ad un terrapieno (non lontano da Cittadella) e li fucilarono tutti.
Tra l'altro, Roma si ricorda solo delle fosse ardeatine, mai che si ricordi dei ben più numerosi altri morti innocenti!
Dunque, quando si parla di partigiani, la mia coscienza e la mia conoscenza mi dicono di andare molto cauto: ho già visto vie e piazze intitolate ad emeriti ladri e solo perchè hanno avuto dei padrini politici che ne hanno fatto degli eroi.
Tornando al 25 aprile, non posso certo riconoscermi nelle improprie e stupide celebrazioni fatte dallo stato itagliota.
Personalmente, ancora oggi mi colpisce assai più il commovente ricordo di mio fratello, morto in Germania a 24 anni di età, che non la fine della seppur sofferta e bruttissima guerra.
Eppoi (su con la vita!) è il giorno di San Marco, il santo della Serenissima e di tutti i veneti, ed è anche l'onomastico di mio figlio.




Rispondi Citando
) Super-G si puo' criticare ma va preso cosi' perche' cosi' e' il veneto medio.