Sempre di uova è fatta:
Dal 1992 in poi si è verificato in Italia un vero e proprio 'golpe giudiziario' per distruggere la classe politica moderata e dare il potere agli ex comunisti. Partendo da una situazione oggettiva di finanziamento illecito dei partiti, un nucleo di PM precedentemente accentrato nella Procura di Milano, ha operato attraverso la 'obbligatorietà dell'azione penale' (che lascia discrezionalità di scelta alle inchieste da avviare ai magistrati), si è operata una selezione politica degli imputati perseguendo quelli del PSI, PRI, PSDI e DC, trascurando l'attenzione agli ex comunisti ed alla sinistra democristiana (salvo piccole frange ineludibili e usate per gettare fumo negli occhi. Il tutto con un inaudito fiancheggiamento multimediale mirato al linciaggio morale di certi leader, ignorandone altri, che ha creato le condizioni di appoggio nella opinione pubblica.
L'operazione ha però avuto una variabile imprevista: nonostante i governi 'progressisti' seguiti allo sfascio dei precedenti partiti che gestivano l'amministrazione del paese, l'elettorato premiò l'outsider Silvio Berlusconi eleggendolo premier nel 1994. L'opera giudiziaria di demolizione, così, ricominciò da capo verso la nuova classe politica. Una altro (più sordido) 'golpe istituzionale' pilotato dal Quirinale sceso in campo a fiancheggiare il Pool di Milano, portò al ribaltamento della maggioranza, agevolando la vittoria nel 1996 di Romano Prodi e della sua coalizione in cui la sinistra democristiana prevale sugli ex comunisti, al contrario del 1994.
Nasce subito una considerazione di legalità giudirica a margine di codesti due nomi. Silvio Berlusconi proviene dalla imprenditoria privata, Romano Prodi dal management pubblico dell'IRI. Non c'è italiano svezzato da latte che non sappia cosa significhi questo nel rapporto economico delle 'dazioni' ai partiti: il privato se ne serve per 'oliare' il potere al buon fine aziendale; il pubblico serve il potere -ne è una specie di tesoreria- anche a danno aziendale. Nonostante questa realtà incontrovertibile le inchieste del Pool di Milano - dopo il 1994- subissano di attenzioni e perquisizioni le aziende di Berlusconi, ignorando completamente quelle dell'IRI. Una anomalia continuata per otto lunghi anni che parte sempre dall'epicentro della Procura di Milano. Quando nel 2001 la sinistra perde le elezione e Silvio Berlusconi entra nuovamente a Palazzo Chigi, la sua prima fase di governo -a mio avviso- avrebbe dovuto essere la rimozione di codesto ganglo di magistratura assurta a contropotere della politica, col varo di una omogenea riforma della giustizia che riportasse la normalità operativa nella Procura di Milano. non solo, ma impedisse che una minoranza ristretta di magistrati platealmente schierati verso la sinistra si traducesse in maggioranza egemonica con la conquista del CSM. Berlusconi non lo ha fatto. Circondato da avvocati, più legulei che politici, ha preferito leggi e leggine particolari di tutela alle sue inchieste. Adesso ne paga le conseguenze. Come dice con grande garbo e celia Vittorio Feltri su Libero di oggi.


Rispondi Citando
