Mandato da Francesco Martin
Una delle principali e fondamentali fonti del Diritto sono gli usi e costumi dei popoli, i quali dispiegano le proprie specificità caratteristiche sotto forma di norme stabilite, nelle democrazie, da accordi e patti tra le parti sociali, autonomamente sancite da leggi conseguenti la discussione parlamentare. Tuttavia, la Natura evolve, il mondo cambia, e tutto si trasforma, con l'accelerazione gravitazionale del progresso scientifico, tecnico e industriale il quale inventa oggi una nuova e diversa società. Esperiamo, dunque, da una parte, l'abnorme massa di strutture legali cristallizzate dall'uso e dall'abuso secolare, e, dalla parte opposta, la richiesta possente di cambiamento di una società che vuole essere diversa, migliore, autonoma, libera, e che per quel fine superiore di una differente scommessa sul futuro, che può essere vinta già in partenza in presenza delle adatte condizioni, necessita, per l'agire pratico, della trasformazione del vetusto strumento legale teorico in struttura flessibile e adattabile, momento per momento, al sistema di azione e reazione industriale, divenendo non un freno impeditivo per esso, ma un enzima accelerativo della riforma dell'intero costrutto sociale, alzando finalmente, e per sempre, quella nota sbarra di confine che impedisce la transizione tra il vecchio e il nuovo mondo. Chi avrebbe mai oggi il coraggio di affermare che gli usi e costumi di mezzo secolo fa, derivato culturalmente direttamente dal secolo IXI - appena ieri - sono i medesimi della realtà attuale in continua e rapidissima trasformazione? Eppure. in Italia, un numero enorme di leggi promulgate in quel trapassato periodo storico sono ancora in vigore, condizionando la nostra vita di oggi, ed agiscono giudizialmente "al di là del bene e del male", oltre il Buon Senso, contro le nostre Volontà di generazioni successive che hanno il Diritto Naturale di Emergere e parlare con voce propria. Leggi obsolete che sfuggono al nostro doveroso controllo, e giacciono immobili come dinosauri purtroppo non ancora pietrificati, messi al mondo da genarazioni ormai passate e scomparse dal teatro della storia che hanno conosciuto in modo diverso dall'hic et nunc, e che nessun genere di influenza remota dovrebbero poter avere sulla società di adesso, completamente diversa dalla società di allora. Società del Presente che è nostro Dovere, oltre che Diritto, e nostro Compito storico sviluppare e migliorare attraverso lo strumento adattabile di Nuove e Diverse Leggi, le quali possono esistere ed avere possibilità di discriminare e stabilire nuove scale di valori, di diritti e di doveri SOLO SE TUTTE LE ANTICHE LEGGI CONTRAPPOSTE VENGONO ELIMINATE, ossia LEGALMENTE ESTINTE. Oltre 30.000 sono, ancora oggi, le occasioni legali di errore, lasciate come vere e proprie "Mine AntiLibertà Umana" nella giungla sociale che tale è proprio per la permanenza della foresta carnivora primigenia, alla quale è necessario imporre Trasparenza e Riforme - Potatura, Innesto, Risemina, Trasformazione Genetica e anche Napalm, se non si riesce a fare altrimenti. Riforme e Trasparenza: esattamente ciò che viene richiesto ai regimi dittatoriali, i quali connotano certi tratti di alcune Pubbliche Amministrazioni di cosiddetti "Paesi Liberi", in molti dei quali i poteri delegati dal cittadino ad altri cittadini e dal contribuente pagati per essere equamente amministrato si trasformano, nel tempo, per assenza di controllo reciproco, in "POTERI FORTI ED AUTONOMI", i quali crescono fino al punto di esistere più per vessare il cittadino che per aiutarlo, tentando sempre di trasformarlo da loro padre putativo in proprio suddito passivo. Quale ragione hanno ora di esistere e permanere le vecchie leggi e strutture inutili e dannose per i lacci con cui immobilizzano la libera economia, con le catene con cui imprigionano il mercato, e con tutti i generi di impedimenti burocratici frustranti le libere attività dei cittadini? Nessuna Ragione, se non l'esistenza fine a se stessa e per qualificare e quantificare il mantenimento, costosissimo per i contribuenti, delle strutture burocratiche che sull'obsolescenza mentale e sul radicamento degli antichi poteri medievali gettati sulle spalle dei cittadini dei quali dovrebbero essere al servizio, traggono linfa vitale di sopravvivenza. Quando da tali poteri un'accusa può anche essere politicamente creata ad arte, e da essa il cittadino, di qualunque ceto sociale sia, essere annichilito, quale è il danno derivato, in primis quantificabile per il contribuente, e indirettamente per l'intera società? Da quale Grande Numero Matematico potrebbe essere descritta tale Ingiustizia della Giustizia? Ecco perchè la Politica deve essere prevalente sulla forza delle Istituzioni che essa deve guidare, modificare, adattare ai tempi, ponendo la massima attenzione ad evitare che appaia quel "Governo dei Giudici", che si sostituiscono alla politica e all'economia quando esse sono deboli, costruendo subito dopo Stati di polizia e dittature di vario colore che, finora, hanno solo prodotto su questo pianeta orrendi regimi illiberali. Quale bussola potremmo usare, sperduti nel labirinto intricato di tale giungla primordiale che pare senza uscita? Tracciare, come pionieri, l'inizio di un nuovo sentiero: votare una Prima Legge che, applicata opportunamente, faccia in modo che le Leggi Non Nuocciano in alcun modo al Cittadino e alla Libertà, ma che promuovano l'uno ed aumentino, compatibilmente, l'altra. Una Legge che stabilisca il Primario Diritto alla Felicità, all'Indipendenza, all' Autonomia, caratteri in dotazione necessaria e sufficiente per tutti gli uomini della Terra, che siano finalmente GARANTITI da quell'insieme eterogeneo di Leggi che sono oggi al contrario per lo più imposte ed usate per definire ed aumentare l'infelicità dell'intera società.
Francesco Martin, cittadino europeo
http://www.legnostorto.com/node.php?id=6401
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