Chi teme la preannunciata riforma in tema di guarentige dei parlamentari e delle più alte cariche dello Stato relativa alla immunità, notevolmente ampliata, con sospensione del giudizio fin tanto che dura la carica ricoperta, si pone il problema della differenza che sicuro intercorrerà tra semplice cittadino e carica dello Stato. Il primo, subito a giudizio. Il secondo, in un limbo più o meno lungo, fin tanto che dura il suo mandato. Immaginiamo per un momento che siamo già nel futuro e che questa riforma sia stata fatta e che sia la migliore normativa in tema di immunità che si conosca al mondo. Verrebbe da dire che poco importa se il cittadino viene giudicato subito ed il politico di professione dopo, sempre giudizio è, anche se sicuro il secondo se ne è stato molto più tranquillo del primo durante questo tempo trascorso nel limbo. Il pericolo più grosso per il cittadino non sarà il tempo, ma sarà dato dalla stessa magistratura. Siamo sicuri che dopo che l'onorevole Tizio non sarà più nessuno quegli stessi magistrati che hanno chiesto l'autorizzazione a procedere vogliano poi proseguire nonostante la sua perdita di potere? Ma figuriamoci se senza titoloni dei quotidiani e senza interviste eccellenti il magistrato alla Di Pietro, tanto per intenderci, continuerà a fare ciò che deve fare. Questo secondo me è il vero pericolo di una riforma simile, il pericolo dell'oblio della condotta illecita, vera o presunta che sia. E sarà questo e non la nuova legge a creare una discriminazione tra semplice cittadino e politico professionista.


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