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Discussione: Abba.

  1. #1
    Franciscu Pala
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    La Regione decentra ai Comuni

    I sindaci sardi e i signori delle acque


    di Lucio Salis


    Coincidenza sicuramente casuale: mentre si sta per votare una mozione sull’acqua, presentata dal centro-sinistra, la Giunta regionale prende due decisioni potenzialmente rivoluzionarie: tutto il potere ai sindaci per eliminare le reti colabrodo e via all’elezione dell’Autorità d’ambito.
    Iniziative in grado di risolvere il problema della grande sete dell’isola, a patto che si consideri l’acqua solo un servizio da rendere ai cittadini, all’insegna dell’equilibrio tra costi e ricavi. Gli orientamenti espressi dall’esecutivo regionale sembrano andare in questa direzione, ma bisognerà vedere come i sindaci sapranno tradurli in azioni concrete.
    In pratica, il presidente Pili ha attribuito ai primi cittadini di 245 comuni (sotto i 50 mila abitanti) la possibilità di ottenere in tempi brevissimi i finanziamenti necessari per eliminare le perdite nella rete distributiva, stimate in 54 milioni di metri cubi all’anno. Per capire, è più di quanto consuma Cagliari nello stesso periodo.
    Se i Comuni sapranno interpretare correttamente il loro ruolo (e se la Regione manterrà le promesse) sarà un’occasione pressoché unica per rimettere ordine nello scassatissimo sistema idrico isolano.
    Certo, è difficile cacciare i brutti presentimenti, se si pensa che, in tempi brevissimi, si dovranno affidare progettazioni e appalti per 90 milioni di euro. Ma, in casi del genere, la fiducia è d’obbligo. Soprattutto se si pensa all’altra grande responsabilità affidata dalla Regione ai sindaci: l’elezione dell’Autorità d’ambito (espressione delle amministrazioni locali), che avrà il compito di gestire l’intero sistema idropotabile. Una riforma (prevista dalla legge Galli) attuata in Sardegna con grave ritardo, proprio perché incide profondamente sul potere dei “signori delle acque”, i rappresentanti di quella cinquantina di enti che sinora hanno difeso con le unghie e coi denti il privilegio di aprire e chiudere i rubinetti, di far pagare (e soprattutto di non far pagare) l’acqua. Una lobby capace (sinora) di bloccare qualsiasi tentativo di incidere sui colossali interessi legati alle forniture idropotabili, ma anche industriali e agricole. Una fabbrica di voti sulla quale si sono costruite carriere politiche, in grado di mobilitare anche la piazza per difendere lo status quo.
    Ora i sindaci dovranno decidere se smantellare tutto questo e puntare su una gestione dell’acqua finalmente improntata a criteri di economicità ed efficienza, secondo gli indirizzi previsti dalle legge Galli e dall’Unione europea. Oppure se cedere alle pressioni già esplose nei mesi scorsi, quando la paura del ricorso a una gara internazionale per individuare il nuovo gestore delle risorse idriche ha scatenato autentiche crisi di panico e la controffensiva dei gattopardi. Ovviamente paludata dietro la difesa dei sacrosanti principi dell’autonomia.

  2. #2
    Franciscu Pala
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    Il presidente della Regione ha firmato un’ordinanza per ridurre le perdite idriche

    Acqua, 90 milioni per i Comuni
    Più poteri ai sindaci. Autorità: si vota a fine agosto

    Una cascata di soldi per tappare i buchi delle reti, poteri straordinari ai sindaci, uno sprint a finanziamenti, progetti e lavori e, finalmente, tempi certi per la creazione dell’Autorità d’ambito. Mauro Pili ha giocato d’anticipo annunciando «interventi concreti che risolveranno rapidamente le emergenze idriche dell’Isola» ventiquattr’ore prima della discussione e votazione in Consiglio di una durissima mozione dell’opposizione in merito al «gravissimo comportamento del presidente della Regione» sul tema.
    L’ordinanza Per le perdite idriche dei piccoli Comuni sardi ci sono 90 milioni di euro. Uno stanziamento (fondi comunitari) che si aggiunge ai 45 milioni già assegnati dall’assessorato ai Lavori pubblici a dicembre. Il provvedimento straordinario (l’ordinanza intitolata “Piano strategico: risparmio idrico e riqualificazione delle reti idriche dei centri abitati” è stata firmata lunedì) ha avuto il via libera del ministero dell’Economia e affida (non d’ufficio) i poteri commissariali agli amministratori locali che chiederanno i finanziamenti per il territorio che governano. «Per la prima volta i sindaci potranno avere la delega dei poteri straordinari per le nuove procedure e l’accelerazione degli interventi», ha spiegato Pili. «È una scommessa per tutti, il tentativo di dare regole al sistema di distribuzione, modernizzandolo e mettendo in piedi una gestione trasparente della risorsa acqua». I sindaci interessati (in tutto 192 Comuni sotto i 5000 abitanti; ventinove tra i 5mila e i 10mila e ventiquattro tra i 10mila e i 50mila) dovranno fare domanda (su modelli pronti) entro 15 giorni dalla pubblicazione dell’ordinanza. Nei successivi 15 giorni sarà approvata la graduatoria e, entro ulteriori 30 giorni, le amministrazioni dovranno avviare le procedure di gara. Il Commissario, a differenza di quanto accadeva in passato, darà un anticipo del 70% del finanziamento concesso, il resto al termine dei lavori. Una serie di obblighi - come ad esempio la mappatura informatizzata e i bilanci per distretto - sarà imposta in nome di una maggiore efficienza. «Abbiamo anticipato di quasi quattro anni la pianificazione», ha sottolineato Pili, «stanziando finanziamenti imponenti che ci consentiranno di recuperare i 54 milioni di metri cubi d’acqua che si perdono ogni anno».
    L’autorità d’ambito Ieri la Giunta, che si è riunita subito dopo la conferenza stampa del presidente, ha risolto l’impasse sulle elezioni del “cervello” che sovrintenderà al governo dell’acqua in Sardegna. Pili diceva che il compito spettava a Ladu, Ladu diceva che toccava a Pili. In realtà né la presidenza né l’assessorato erano in grado di mettere in moto la macchina. Ora, con una modifica al regolamento apposito, l’esecutivo regionale ha stabilito che la competenza a indire le elezioni è dei Lavori pubblici. «Entro 90 giorni dalla pubblicazione dell’atto, si andrà alle urne. Presumibilmente i sindaci saranno chiamati a esprimersi nell’ultima settimana di agosto, o al più tardi all’inizio di settembre», sottolinea l’assessore, Silvestro Ladu. I Comuni dovranno presentare le liste dal 10° al 30° giorno dopo la pubblicazione, poi partirà la campagna elettorale, quindi sarà eletta l’assemblea dell’Autorità d’ambito (36 componenti per i Comuni e 4 per le “vecchie” Province) che nominerà un presidente e un consiglio d’amministrazione, rimarrà in carica 5 anni e gestirà il servizio idrico integrato. «È l’atto finale del processo di riforma del settore idrico-potabile nell’Isola», spiega Ladu. «La nuova istituzione, che subentrerà al Commissario per l’emergenza, opererà per la razionalizzazione di uno dei sistemi più strategici per il nostro futuro, con i criteri di economicità, efficacia ed efficienza previsti dalla legge Galli».
    La mozione del centrosinistra Questa mattina in aula sarà discussa e votata la mozione firmata da Giacomo Spissu (Ds), Paolo Fadda (Margherita), Giacomo Sanna (Psd’Az), Peppino Balia (Sdi), Luigi Cogodi (Rifondazione) e Piersandro Scano (Democratzia). L’opposizione ricorda che un ordine del giorno impegnava il presidente e la Giunta regionale «a indire le elezioni dell’Autorità d’ambito entro il 30 novembre 2002; a sospendere, nell’attesa, l’adozione di atti di competenza dell’Autorità e in particolare l’adozione della convenzione per l’affidamento del servizio idrico integrato; a predisporre una modifica del Piano d’ambito approvato con un’articolazione territoriale per subambiti gestionali e la revisione delle tariffe».
    I Comuni interessati Sono 192 i Comuni con una popolazione inferiore ai 5mila abitanti che potranno accedere ai finanziamenti stanziati con l’ordinanza. Ventinove quelli con un numero di abitanti compreso tra i 5mila e i 10 mila: Arbus, Arzachena, Cabras, Carloforte, Castelsardo, Decimomannu, Dolianova, Dorgali, Gonnosfanadiga, Ittiri, Lanusei, Mogoro, Oliena, Orosei, Ossi, Portoscuso, Pula, San Giovanni Suergiu, Samassi, San Sperate, Sanluri, Sennori, Serramanna, Serrenti, Tortolì, Uta, Villaputzu e Villasor. Ventiquattro quelli con una popolazione tra i 10mila e i 50 mila: Alghero, Assemini, Capoterra, Carbonia, Guspini, Iglesias, La Maddalena, Macomer, Monserrato, Nuoro, Olbia, Oristano, Ozieri, Portotorres, Sant’Antioco, San Gavino Monreale, Selargius, Sestu, Siniscola, Sinnai, Sorso, Terralba e Villacidro.

    Cristina Cossu

 

 

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