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Risultati da 1 a 10 di 87

Discussione: comunisti

  1. #1
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    Predefinito comunisti

    Finalmente in questo Paese qualcuno si ricorda che ci sono i comunisti, mai denuncia fu più opportuna e se veemente come quella del Premier tanto meglio!
    Come, si dice, la grande vittoria del Maligno sia stato il farci dubitare della sua esistenza, così l’ultima chance dei bolsceviki è quella d’infondere la certezza che non siano mai esistiti: è stato uno scherzo con 70 milioni di suicidî.
    I benpensanti l’hanno detto a chiare lettere i comunisti non esistono e semmai ci furono erano simili agli atlantidi, una razza mitica foriera di preziosi e benefici insegnamenti; leggendari visitatori alieni che ci donarono la democrazia e poi sparirono lasciandosi però alle spalle una casta sacerdotale che dai media e dalle scuole vigila sulla conservazione della liturgia e dell’ortodossia resistenziale.
    Tutto procede come aveva vaticinato Orwel nel romanzo «1984»: manipolano la storia, la letteratura e per sopramercato anche la scienza giuridica.
    Tanto per parlare d’una cosa sulla bocca di tutti non è che i magistrati siano tutti rossi, è che dalle facoltà di giurisprudenza escono tanti giovini a modo, magari votano anche la CdL, ma l’unico criterio che hanno per interpretare la legge è quello del sociologismo marxista-cretinista.
    Non è tragico che vi siano giuristi di sinistra, è drammatico che quelli di destra dicano pressappoco le stesse cose!
    Così con la storia, non tanto quella recente perché lì a porre un freno vi sono ancora i ricordi di famiglia che raramente coincidono con la vulgata resistenziale, quanto quella più antica ormai valutata solo sui criteri della lotta di classe o simili farneticanti parametri che portano ad una inappellabile condanna di tutte le classi dirigenti del passato.
    In realtà è quella proletario-comunista ad essersi rivelata la peggiore della storia umana, battendo per incapacità ed infamia qualsiasi altra.
    Il comunismo fu e resta l’esperienza politica più devastante di tutti i tempi per durata ed estensione (ed ancora domina su più d’un miliardo di uomini), senza attenuanti, scusanti né conquiste che in qualche modo ne compensino i danni.
    L’impero dello Zar era un paese in via di sviluppo con più prospettive di altri, oggi è senza speranza, non meno importante.
    La Russia ottocentesca era una superpotenza dello Spirito oggi arte, musica e letteratura vi agonizzano.
    Un fallimento inappellabile costato milioni di vittime immolate prima che sull’altare della ideologia su quello della stupidità.
    Milioni di cadaveri per coprire gli errori d’omuncoli da poco ma decisi a non mollare l’osso ghermito con la violenza e l’assassinio.
    La grande carestia degli anni ’30, di cui qualche mese fa pubblicammo una testimonianza, ne è un esempio.
    La collettivizzazione agricola doveva essere l’apporto originale che il grande pensatore Giuseppe Baffone Stalin voleva donare alla dottrina marxista-leninista.
    6-8 milioni di morti servirono allo sviluppo del suo teorema, le grandi purghe di 5 anni dopo ad eliminare i carnefici.
    Quello fu, per decenni, l’unico cemento dell’allegra brigata Stalin, Beria, Molotov, Cruschev & C: celare il fallimento e l’eccidio sterminando i testimoni del primo e di esecutori materiali del secondo.
    Alla fine della banda ne rimase uno solo e riuscirono pure caricandolo sulla troika con Kennedy e Papa Giovanni e a vendercelo come il Babbo Natale della steppa.
    Nel comunismo v’è qualcosa di profondamente folle che lo differenzia da tutti i regimi basati sulla violenza e sul terrore (ma ha tratti comuni con l’Inquisizione): sterminare un popolo per il bene del popolo, tormentare qualcuno per il suo vantaggio ultimo, tecnicamente si chiama eterogenesi dei fini, praticamente delazione, fame, tortura e morte.
    Anche la storia del comunismo italiano non ci risparmia simili nefandezze solo, grazie a Dio ed agli Alleati, quantitativamente più modeste.
    Tralasciando i fatti degli anni ’40 salvo ricordare una verità banale: furono applicazione pratica, programmata, intenzionale, scientifica, della lotta di classe (così come fu questione di classe e non di nazionalità o appartenenza politica la persecuzione titina, almeno fino al 1948); soffermiamoci invece sui favolosi anni di piombo.
    Ci raccontano, con una faccia tosta ed un’autoreferenzialità sconcertanti, che allora il PCI fu il bersaglio delle BR e tenace bastione della democrazia.
    A parte il fatto che entrambe le entità citate erano due delle molte pedine con cui l’URSS giocava la sua partita per il predominio mondiale, di sicuro c’è che il PCI negò l’esistenza stessa delle BR fin oltre i limiti del ridicolo.
    Troppo al lungo fu detto che erano provocatori fascisti e sedicenti comunisti, del resto ancor oggi il militonto interrogato risponde: «Le BR sono un complotto della CIA».
    Per anni botteghe oscure negò il problema impedendo di fatto la ricerca di soluzioni, poi offrì un tardivo contributo quando la situazione divenne insostenibile, ma in cosa constò poi ‘sto contributo? Nel dissuadere i propri uomini dal fiancheggiare i terroristi! Bella gente avevano tra gli iscritti!
    Certo non dovette essere stato facile convincere i proprî a non gettarsi a capofitto nella rivoluzione, quella rivoluzione di cui avevano discusso e fantasticato per decenni delle riunioni di cellula, quella rivoluzione di cui ogni iscritto sapeva di dover essere l’avanguardia.
    Ed alla fine resta il dubbio che ai BR non abbino rimproveravano la violenza ma l’aver violato il monopolio della violenza rivoluzionaria detenuto dal PCUS e da questi girato al proprio mandatario di zona.
    La storia del comunismo è stupefacente, un sublimato di morte, stupidità, fanatismo e brutalità.
    C’è in essa qualcosa di diabolico: la volontà di ricreare un mondo nuovo, un uomo nuovo è chiaramente luciferina, è una tragica parodia della Creazione che porta all’inversione dell’ordine naturale delle cose.
    Ma a parte tutto una cosa dev’esser chiara: la lotta di classe è crimine contro l’umanità che non differisce in nulla dal genocidio a motivo razziale.
    Anzi, nella realtà dell’Europa Centro-Orientale, dove etnia e classe coincidono, questa può diventare una chiave di lettura per spiegare tanto l’antisemitismo hitleriano (in fondo il suo era pur sempre il Partito Nazional Socialista dei Lavoratori Tedeschi), quanto il più recente yugo-macello.
    Oggi, non è persone rispettabile (anzi è penalmente perseguibile in molti Paesi) chiunque neghi i campi di sterminio, si diletti di svastiche e parli bene di Adolf.
    Giusto, nulla da eccepire, ma non può essere persona rispettabile che neghi o abbozzi su gulag, foibe e collettivizzazioni forzate, chi esacri una condanna a morte inflitta da un tribunale d’uno Stato di diritto per punire un crimine e giustifichi quella pronunciata da un tribunale del popolo per difendere un regime; chi ami Castro e in fondo in fondo trovi qualcosa di buono anche in Stalin.
    Questi dovrebbero divenire paria sociali, non v’è differenza tra lo skin ed il comunista, bene fa Berlusconi a ricordarlo.
    Ricordiamolo e diciamolo, senza temere il sarcasmo e la sufficienza dei moderati, degli intellettualoidi, degli utili idioti, di quelli che «non c’è più il Muro di Berlino», di quelli che: «Guerra Fredda è finita».
    Si, il Muro è crollato e le macerie hanno seppellito loro!
    Si, la Guerra Fredda è finita e l’abbiamo vinta noi!

  2. #2
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    Predefinito Re: comunisti

    La tua "critica" non tiene conto di cose che la contraddicano. Che fine ha fatto il caso gladio? Che fine ha fatto la guerra del Vietnam? Che fine ha fatto il principio secondo cui un popolo ha la libertà di decidere il proprio governo? Ai posteri...

    AUGURI

    PS Probabilmente PIEFFEBI mi censurera' cosi' come sta facendo da un po', ma fa niente. Egli decide per tutti voi.

  3. #3
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    bravo Ulan! rinnovo qui i complimenti per l'ottimo post già fatti sul principale.
    Bisogna dirlo, riperterlo fino allo sfinimento: il comunismo è stato (ed è in parte ancora) un'aberrazione (dis)umana, una lugubre cavalcata dell'apocalisse che ha seminato morte e distruzione nel XX secolo.
    Finchè ci sia ancora in giro della gente folle o imbecille che sventola bandiere rosse ed esibisce falci e martelli incrociati, non potremo mai stare tranquilli. Rischiamo di ricadere un giorno o l'altro nell'abisso del terrore scavato dal demone rosso evocato da carlo marx.

    saluti anticomunisti

  4. #4
    sacher.tonino
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  5. #5
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    Io pensavo fosse uno scherzo!

    Hai ragione, il vero pericolo per il nostro pianeta è il comunismo, quindi, fuori i comunisti da Nettuno!


  6. #6
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    Predefinito Inconsapevolmente....

    ....(forse) aeroplanino dà ragione a Ulan, che ringrazio per il post.

    Che dovrebbe essere un "ricercatore" e quindi "sapere" che nascondere un pericolo è pericoloso quanto il sopravalutarlo.

    Su una cosa vorrei puntualizzare.
    Ulan scrive, riferendosi a alcuni magistrati:"sociologismo marxista-cretinista."

    Leggendo le motivazioni che hanno indotto il pm Alfonso Sabelli a concedere i "domiciliari" a Enzo Brusca, più che un giudizio di fatto quello è un "giudizio di valore, un esercizio greve e banale del moralismo al posto del rigoroso governo dei codici".
    In effetti il giudice manda o non manda a casa secondo la sua scala di individuazione e interpretazione etica.
    Più che una sentenza da "magistrato" è un "torna a casa e prega" detto da un sacerdote.

    Preferisco leggere codicilli e articoli di legge piuttosto che simili referti.

    Quindi non solo "sociologismo marxista" ma pure cattolico.

    Sul "cretino" lascio decidere agli altri.

    saluti

  7. #7
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    Mustang, al di là della fede, nel mondo ci sono mille e mille pericoli. Ci sono mille e mille problemi.

    Il comunismo, un po' come la calvizie femminile, o il fatto che spesso i bimbi pronuncino monosillabi prima di parole di senso compiuto, non credo sia tra quelli più impellenti.

    Poi certo, ognuno si occupa di ciò in cui riesce meglio, e se Berlusconi e di riflesso-genuflesso tu e Ulan vi trovate bene nel "combattere il comunismo", prego, fate pure.
    Diciamo che se Berlusconi impegnasse tutto il suo tempo in questa nobile causa, mi farebbe addirittura felice perché non toccherebbe (lui ed i suoi compari) campi in cui, non capendoci nulla, fa solo enormi disastri.

    Avanti popolo!

  8. #8
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    Predefinito

    Il fatto è che da 55 anni in Italia si va al potere solo gridando "dagli al comunista". Cosa vuoi farci, non hanno argomenti più seri e più validi su cui giocare. E purtroppo ci sono ancora milioni di italiani che sono spaventati dai cosacchi in Piazza San Pietro. E' così che si vince in Italia!! Speriamo ancora per poco.
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  9. #9
    sacher.tonino
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    Adda venì Baffone!

  10. #10
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    Il problema del comunismo viene liquidato dai comunisti, che si vergognano ormai molto spesso di chiamarsi tali ( tanto è vero che candidano sempre a premier ex democristiani o ex pannelliani ambientalisti pentiti) , dicendo che il comunismo non costituisce più un problema. Che furbastri, eh?
    Il comunismo non è più un pericolo, dunque non serve l'anticomunismo, mentre, ovviamente, il fascismo continua a minacciare le società democratiche dell'occidente (vedi Bush, Aznar, Berlusconi.... .) e occorre quindi una costante e militante "vigilanza antifascista" permanente.

    E' la vecchia asimmetria strabica, che ha origini storiche chiare, e che ha infettato tanti "intellettuali", e tramite loro le società occidentali, quando l'Unione Sovietica era ancora una superpotenza totalitaria armata fino ai denti e diffondeva il suo veleno ideologico, tramite i suoi servi occidentali (partiti comunisti, "movimenti per la pace", sindacati rossi, circoli "culturali" e movimenti "di massa progressisti"...) in tutto il mondo.
    B. Russel , un intellettuale libertario progressista che tanto ha polemizzato contro gli eccessi dell'anticomunismo "maccartista", ha tuttavia fortemente affermato che, dal punto di vista politico, l'adesione di tanti intellettuali al marxismo e al radicalismo politico di sinsitra (di matrice socialcomunista o similare ) si poteva spiegare solo.... con il divorzio fra intellettuali e intelligenza. Mai fu detto di meglio sugli spocchiosi intellettuali di sinistra con malcelato e malriposto complesso di superiorità....intellettivo. E fu detto da un intellettuale non pentito di sinistra, fortemente...indisciplinato.

    Ora...quegli stessi che ci spiegavano, fino a non molti anni or sono che, nonostante le loro contraddizioni, le società del "campo socialista" rappresentavano un notevole progresso rispetto a lo squallido mondo capitalistico e democratico-borghese con le sue "insanabilili contraddizioni e ingiustizie", ora pretendono di dichiarare scaduto il termine dell'anticomunismo.

    Dunque esattamente come 50 anni fa: antifascismo sì, anticomunismo no.

    Spiacenti ma le cose non sono così semplici. Il comunismo non era solo la potenza militare dell'Unione Sovietica e del suo blocco militare, che in effetti è implosa facendo crollare il muro di Berlino addosso alla ritardataria e presuntuosa sinistretta italiana e su i suoi squallidi miti ideologici.
    Il comunismo rappresentava una visione del mondo, una concezione della storia e della società, profondamente errata e profondamente accattivante. Un'ideologia criminogena che ...faceva quel che faceva....per il bene dell'umanità, per liberarla, emanciparla, condurla verso una società più libera a giusta. La MISTIFICAZIONE del BENE l'ha chiamata qualcuno.
    Ora non è pensabile che quella visione del mondo, quella concezione della storia, quella tendenza innata alla mistificazione sistematica partigiana e alla demonizzazione dell'altro e del diverso da se' (e persino del simile disobbediente...l'eretico) sia svanita all'improvviso. E infatti persiste. Come persiste la spocchiosa supponenza di quella classe di "intellettuali organici" che guardavano l'inferno e lo chiamavano paradiso in corso di edificazione ( certo...magari...con qualche contraddizione purgatoriale....) e che ora persistono a definire imbecilli e ignoranti tutti coloro che non si allineano alle loro magistrali analisi scientifiche della società capitalistica e delle sue contraddizioni.

    Ma il post di Ulan concludeva diversamente, dicendo che se il comunismo è finito ed è finita la guerra fredda, siamo noi anticomunisti i vincitori. Almeno che se ne prenda atto e prima di salire in cattedra a dare lezioni, visto il curriculum di 70 anni di errori tragici a ripetizione......
    si vadano quindi a sciacquare i panni nel Volga.

    Saluti liberali

 

 
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