dal quotidiano di Alleanza Nazionale
" Secolo d'Italia del 28/05/2003
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Fini riunisce in via della Scrofa i ministri e i capigruppo di Camera e Senato per analizzare i risultati elettorali
An: nella Cdl serve una verifica politica
"Dopo i ballottaggi si apra il confronto: il dato di Roma è politico, e non riguarda solo la Destra"
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ROMA. Una verifica politica e programmatica sulla azione del governo dopo i ballottaggi. E' quello che i vertici di Alleanza nazionale chiederanno agli alleati della Casa delle Libertà dopo l'8 giugno. Alla riunione indetta ieri da Gianfranco Fini in via della Scrofa, i ministri di An Gianni Alemanno, Maurizio Gasparri e Altero Matteoli, il viceministro Adolfo Urso, il presidente della Regione Lazio Francesco Storace e i capigruppo di Camera e Senato Ignazio La Russa e Domenico Nania, hanno discusso a lungo dei risultati delle consultazioni amministrative, analizzando il voto città per città, anche in quelle dove la Destra italiana ha confermato i suoi voti, soffermandosi in particolare sul risultato penalizzante di Roma, che per An ha un particolare significato.
La conclusione che ne e conseguita è racchiusa in un comunicato, diffuso al termine del vertice: " Il voto amministrativo - è scritto nella nota - ha evidenziato la capacità della Cdl, in particolare laddove si è presentata unita, di mantenere il consenso necessario per continuare a governare e, in alcuni casi, per avviare nuove esperienze di Centrodestra. L'unità della coalizione si conferma quindi come un valore aggiunto per sconfiggere le Sinistre e confidiamo che i ballottaggi e le regionali friulane dell'8 giugno, cui An dedicherà il massimo impegno, ribadiranno che non c'è stata alcuna sostanziale rivincita del Centrosinistra ".
Questo senza ignorare il caso Roma, dove " il risultato negativo della provincia, per il numero dei votanti e per le motivazioni del voto espresso in città rappresenta un dato politico, più che amministrativo, di cui però deve tener conto tutta la coalizione e non solo An. Per questa ragione - conclude la
nota - An ritiene necessario che la coalizione dia luogo, all'indomani dell'8 giugno, ad una verifica politica e programmatica sulla azione di governo ".
Insomma: per An un problema politico c'è e il risultato non va certo guardato solo ed esclusivamente dall'interno, anche se il problema organizzativo del partito - hanno sostenuto quasi tutti i partecipanti alla riunione - dovrà essere affrontato quanto prima. Non c'è stato però, come riportano alcune agenzie, nessun toto-coordinatore nel corso del vertice. Non è tempo di nomi, questo. Nella riunione di ieri si è puntata, piuttosto, l'attenzione soprattutto sull'eccessiva competizione tra forze alleate in alcuni collegi che, come in alcune città dove ad esempio la Lega ha corso da sola, ha determinato il vantaggio e in alcuni casi la vittoria del Centrosinistra. Per questo adesso la Casa delle Libertà deve marciare unita: ci sono ancora alcune partite importanti in gioco e la Destra italiana ne è ben consapevole. E del resto, a dimostrazione di ciò, ci sono anche alcune analisi di dirigenti regionali dei partiti del Centrodestra che provano che le cose stanno proprio in questi termini: in Campania, ad esempio, i capigruppo alla Regione di An e Forza Italia hanno ammesso di aver pagato, in termini elettorali, proprio per l'eccessiva litigiosità a livello locale nella coalizione .
Anche dentro An, ad ogni modo, avrà inizio una fase di riflessione.
A chi vorrebbe, però, un partito dilaniato da guerra interne, a chi sostiene - come ad esempio Teodoro Buontempo - che il risultato di Roma è stato determinato dalle guerre tra componenti , la risposta arriva da Ignazio La Russa: "Non ci sono accuse nei confronti di nessuno, non abbiamo fatto nessun processo. Solo una riunione per analizzare cause ed effetti del voto amministrativo. Il resto sono favole".
Opinione, questa, del tutto condivisa da Silvano Moffa, che è tornato ieri a commentare il risultato elettorale nella Capitale: " Prima di sparare o aprire una caccia alle streghe con reciproche accuse sulla responsabilità dell'uno o dell'altro bisogna riflettere e capire il dato nella sua pienezza. Quando si perde in maniera così consistente è chiaro che non c'è mai un solo motivo. É un insieme di ragioni". Riflettere, dunque. E ripartire dalla sconfitta, come è già accaduto in passato. Anche se pure Moffa non ha dubbi sul fatto che "il partito ha bisogno di essere organizzato e rilanciato in maniera seria ed ha bisogno di enucleare classi dirigenti all'altezza delle nuove sfide. Ed in questo - sostiene - il correntismo non aiuta ".
An, insomma, non ha intenzione di ignorare tutta una serie di cause e conseguenze del voto amministrativo: al di là dei risultati di queste consultazioni dentro il partito si discuteva già da qualche tempo della necessità di riorganizzarsi per incidere di più territorialmente. Ma tutti, nel corso del vertice di via della Scrofa, hanno riconosciuto che in questo momento l'attenzione va puntata esclusivamente ai ballottaggi nelle province e nei comuni e alle elezioni regionali del Friuli Venezia Giulia e di alcune città come Udine, dove pure si voterà l'8 e 9 giugno prossimi. Tra l'altro c'è chi, nel partito, vede proprio quella del Friuli - dove la leghista Alessandra Guerra sfiderà il diessino Riccardo Illy - coma una delle partite decisive da spendere nel vicinissimo futuro per dimostrare che il Centrosinistra non è affatto in rimonta. E poi a Udine è candidato a sindaco un uomo di An, Daniele Franz. Bisognerà dunque concentrarsi sulla prossima e decisiva tornata elettorale anzitutto.
Solo dopo, quando sarà anche possibile fare un quadro globale dei risultati elettorali, ci sarà un confronto interno, ma, soprattutto all'interno della coalizione: una verifica programmatica e politica nella Casa delle Libertà. Una condizione, questa, sulla quale An non ha nessuna intenzione di recedere. Tant'è che ieri sera, al termine di una serie di dichiarazioni di esponenti di Forza Italia che ritenevano la verifica "non necessaria"; il portavoce di An, Mario Landolfi, ha replicato loro, ribadendo il concetto con molta forza: "Gli onorevoli Scajola e Bondi si mettano l'anima in pace, anche se la parola verifica a loro non piace, ci sarà. Del resto ci sono tante cose che fa Forza Italia che a noi non piacciono". Tant'è che successivamente Scajola, che si era detto convinto che nella maggioranza non ci sono stati atteggiamenti che hanno determinato la sconfitta nella Capitale, ha poi chiarito che la richiesta di An è del tutto legittima e che; "ogni alleato, ha il diritto, se lo ritiene necessario, di chiedere un approfondimento".
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Cordiali saluti




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