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Discussione: La Verifica

  1. #21
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    Predefinito Bossi.....

    ....all'attacco.

    Roma. La sconfitta di Alessandra Guerra nelle elezioni friulane è diventata, per la Lega, un casus belli. Umberto Bossi ha rilasciato
    una lunga intervista sulla Padania in cui sostiene che “quando il candidatopresidente della Cdl è della Lega, si innescano polemiche per farlo perdere”. Nel suo mirino ci sono gli esponenti di Forza Italia, “speriamo solo locale”, per i quali “è meglio vinca la sinistra con cui è più facile fare accordi per gli affari”. Insomma si parla di una specie di complotto, forse anche per cancellare il fatto che il sindaco leghista di Udine, Sergio Cecotti, non ripresentato, si è fatto rieleggere in alleanza col centrosinistra, fornendo a Riccardo Illy un sostegno friulano forse più decisivo delle latitanze di Forza Italia. Ma la Lega non vuole in nessun modo essere messa sul banco degli accusati, e quindi contrattacca. L’argomento principe, naturalmente, è la devolution, la riforma federalista per eccellenza, che dopo essere stata
    approvata in prima lettura è ferma in attesa di essere accompagnata da una più ampia revisione del testo costituzionale, che viene considerata una manovra dilatoria.
    Per far capire che non scherza, la Lega ha deciso di riunire il suo stato maggiore venerdì per verificare le condizioni per la permanenza al governo, e di non far partecipare i suoi ministri al del Consiglio dei ministri convocato per quel giorno.
    In termini più pacati Roberto Maroni ha spiegato (e un po’ interpretato) la situazione. La Lega “è al governo perché si facciano le riforme, non c’è altro motivo. Finora – ha detto – le condizioni ci sono state. Oggi, mi pare che il progetto riformista
    sia rallentato, non mi pare che ci sia grande entusiasmo per portare a compimento nei tempi che noi avevamo ipotizzato queste riforme”. Mi sembra, ha continuato, “che una delle più importante riforme che abbiamo fatto, cioè la Bossi-Fini, si sia fermata nella sua applicazione: allora se fare le riforme non è possibile o se le riforme fatte a grande fatica rimangono bloccate,
    noi dobbiamo porci il problema se questa esperienza meriti di essere continuata”. Quindi, avverte, “se venisse meno la possibilità di fare le riforme non ci sarebbe motivo per cui la Lega continui a rimanere al governo”. La conclusione del ragionamento
    di Maroni è però che, in ogni caso, le condizioni “sembrano esserci”.

    La difesa di Tremonti
    Un altro punto sul quale l’irritazione della Lega è generalizzata sono gli attacchi rivolti al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che è accusato, non solo dall’opposizione, di sostenere un asse preferenziale con Bossi. Su questo la Lega non farà fatica a ottenere soddisfazione, visto che sia Marco Follini sia Gianfranco Fini hanno messo molta acqua nell’aceto della polemica, e si limitano ora a chiedere un po’ più di “collegialità”, merce che, almeno a parole, non si nega a nessuno. A ogni buon conto la Lega ha aperto una polemica con altri ministri, Beppe Pisanu agli Interni e Antonio Martino alla Difesa, che vengono accusati di aver interpretato in modo troppo morbido la normativa per il controllo e l’espulsone degli immigrati clandestini.
    Con Pisanu, poi, i leghisti hanno il dente avvelenato anche per un’altra ragione, quelli che Bossi chiama “gli spot del Viminale sul voto disgiunto” che, diffusi dalle tv locali in Friuli, avrebbero contribuito alla vittoria di Illy. Su questo argomento, però,
    dimenticano l’errore compiuto dalla maggioranza friulana, che aveva modificato la legge elettorale regionale in senso anti presidenzialista e si era poi vista bocciare in un referendum le nuove norme. E’ proprio capeggiando quel referendum che Illy si è
    lanciato sulla scena regionale, guadagnando consensi che poi gli sono stati preziosi.
    Non è comunque chiaro come Bossi voglia uscire dalla verifica. Le intemerate di ieri lasciano aperta sia la possibilità del recupero
    di un accordo sia l’uscita clamorosa dal governo, anche se non dalla maggioranza. Quest’ultima mossa, che costringerebbe
    Silvio Berlusconi a contrattare ogni singolo provvedimento, viene considerata propagandisticamante utile per il confronto elettorale
    delle Europee, dove si vota col proporzionale, ma che sono ancora lontane. Sull’altro piatto della bilancia ci sono però
    le realizzazioni che si possono ottenere stando al governo, e che hanno anch’esse i loro fan, e non solo tra i ministri in carica. La Lega verificherà le condizioni per restare al governo, che però “sembrano esserci”.


    saluti

  2. #22
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    Predefinito Fini in....

    ...trincea.

    Roma. Ieri mattina Alessandra Mussolini è entrata nell’aula di Montecitorio, e con metodo ha cominciato a mirare ogni leghista
    che incrociava sul suo cammino. A ognuno metteva le mani all’altezza del petto, poi spingeva giù, con vigore, il fazzolettone
    verde che ogni bossiano devotamente ostenta: “E ficcatelo in tasca!”. Finita l’opera è tornata al suo posto, lo stesso pochissimo
    soddisfatta. Perché, se gli alleati nordisti – sfottuti sulle pagine del Secolo – sono stati così sistemati, più difficile appare prendere adeguate contromisure per quanto riguarda An. “Vorrei dire a Fini:
    basta fare il pompiere, cominciamo anche noi a fare dei fuochi”, sospira la Mussolini. Sopra, nella sala del gruppo parlamentare, l’esecutivo del partito è riunito. Raccontano, i deputati in Transatlantico, che per il coordinatore unico è ormai cosa fatta, che toccherà, come si mormorava da giorni, a Ignazio La Russa. Racconta invece Gianfranco Fini, due piani sopra, che del coordinatore loro non hanno parlato, “esistono delle priorità, al momento la priorità è costituita dalla verifica di governo”. La quale verifica, il leader di An vuole portare a casa entro la fine
    del mese – “inizia oggi”, tanto per capirci – prima dell’inizio del semestre europeo. “Sennò poi – ridacchia un dirigente – Berlusconi comincia a scappare per il mondo, e chi lo riprende più”.
    E per scansare il rischio, ventilato nei giorni scorsi, dei “tarallucci e vino”, Fini ha messo giù un comunicato dove elenca: a) le sue aspettative; b) le tre priorità (“e tra queste non c’è la giustizia”,
    si fa notare maliziosamente) sulle quali il governo deve impegnarsi. Nel primo caso, un tentativo di rispondere, anche dentro il partito, alle accuse di “appannamento” di An, oltre che “dell’azione di governo”. E dunque l’esecutivo chiede che venga data “centralità alla presidenza e alla vicepresidenza del Consiglio”, tanto al premier e tanto al vicepremier. Le priorità, invece, riguardano “una nuova fase di sviluppo economico”,
    sostegno alla famiglia, “riforme istituzionali”. Ha timore, Fini, che del brutto risultato delle Amministrative resti niente.
    E carica parlando di “impressione di frantumazione”, di “contraccolpo sul piano del consenso”, di “voto che non può non avere anche un significato politico”. Fin dove si spingerà nessuno sa dirlo, anche se il vicepremier ha persino ventilato con i suoi l’ipotesi, in caso di risposte insoddisfacenti, nientemeno di lasciare il governo per tornare “a tempo pieno” a via della Scrofa.

    Durante la riunione, molto si è parlato di rimpasto, invocato da dirigenti come Storace, Landolfi, Menia, e ministri come Alemanno
    e Matteoli. E Adolfo Urso, che spera, si racconta, nel dicastero delle Infrastrutture. Fini pubblicamente sistema in questo modo
    la questione: “Se si ravvisasse la necessità, An non la considererebbe nefasta…”. Così ironizza, alla fine della riunione, Francesco Storace: “Tra poco saremo al governo”.

    Ascierto vuol rapinare Tremonti
    Fini sa bene che il partito è percorso da un sostanzioso malcontento. Per esempio, se lui difende il ministro Tremonti, “ha fatto molto bene”, ecco che in Transatlantico Filippo Ascierto, parlamentare in politica e maresciallo dei Cc nella vita, confida:
    “Noi abbiamo senso dello Stato, lealtà, onore. Ma a volte bisogna fare i banditi, magari qualche rapina a Tremonti. Ecco l’unica illegalità che farei”. E Marco Zacchera: “Bisogna avere il coraggio di andare in fondo alle cose, guardare al territorio, dove a volte
    il partito è in coma. Si è rotto il rapporto tra elettori ed eletti, ci vuole più umiltà”. Sospira Teodoro Buontempo: “Ancora una
    volta vogliono percorrere la strada di una verifica nel club dei capocorrente del partito”. E un antico dirigente come Giulio Maceratini allarga le braccia: “Assisto a quello che fanno gli altri con amarezza, sperando che le cose si raddrizzino”. La vicenda
    del coordinatore è a suo modo illuminante. A via della Scrofa, martedì Fini ne ha parlato, fino alle due del mattino, con i big del
    partito, per arrivare alla designazione “ufficiosa” di La Russa. Designazione che nessuno nega – e nessuno formalmente contrasta – ma che pure incontra qualche perplessità, non legate al nome. Intanto perché La Russa avrebbe intenzione di mantenere l’incarico di capogruppo (che piacerebbe molto a Pasquale Viespoli), e questo non entusiasma dirigenti come Gasparri, Matteoli e Nania. C’è pure chi giura che a Fini l’idea del coordinatore unico non piaccia più di tanto. “Non è vero – nega il leader con i suoi – non mi piace quello plurimo, di coordinatore”. Ma racconta Gustavo Selva: “Quando si accenna a questa cosa qui, Fini dice sempre che lui non è obbligato a fare il vicepremier”. Il rischio, è anche quello di uno stallo determinato dai veti delle varie correnti. “Se finora è stato positivo avere nel partito tre aree, senza che una prevalesse sull’altra – avverte Zacchera – adesso si rischia di ingessare tutto”.


    saluti

  3. #23
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    Originally posted by pensiero
    Io invece non lo trovo interessante x niente....ha accusato anche lui la lega, senza xrò dimostrare dove la lega abbia ricattato e cosa abbia ottenuto con i suoi ricatti, come non ha evidenziato per niente che la coalizione è stata creata per fare delle riforme che soprattutto la lega vuole e che invece non si fanno per uno o per l'altro.....è una delle poche volte che mi trovo in disaccordo con lui........io credo invece che sto casino se si vogliono salvare le prossime politiche è un bene sia arrivato, navigare a vista non serve a nessuno tantomeno al paese che ha bisogno di risposte....perchè il caro Romano non va a sentire l'umore della gente....ti dicono che per quanto riguarda le tasse è peggio di prima, per quanto riguarda la sicurezza poi, non ne parliamo, per quanto riguarda l'immigrazione clandestina, ne sono sbarcati 1000 anche l'altro giorno.....queste sono le cose che la gente ti dice in giro caro Romano altro che ricatti

    L'articolo resta, a mio avviso interessante, indipendentemente dal fatto che sia condivisibile in toto in parte o in nulla. Quello che la Lega ha ottenuto è relativo alla situazione generale e alle aspettative. Certo per chi sogna secessioni e altre utopie antistoriche già la partecipazione al governo con partiti che si denominato FORZA ITALIA e ALLEANZA NAZIONALE è un mezzo tradimento..... ma ragionando realisticamente Bossi ha influenzato quanto più ha potuto la politica dei primi due anni di governo. Circa le riforme sono perfettamente d'accordo con te cara Pensiero, anche se sono sicuro che l'ordine di priorità che ho in testa io per le riforme è molto diverso dal tuo....non c'è dubbio che siamo molto in ritardo e siamo molto timidi. Se la lega fa la voce grossa per spingere al riformismo allora sto con la Lega, ma temo che Maroni non voglia, ad esempio, una vera riforma delle pensioni che porti finalmente l'Italia (e la Padania) in Europa garantendo alle prossime generazioni che anche a loro sarà liquidato il dovuto assegno mensile.....magari non ricchissimo, ma sicuro. Circa la devoluzione si devono trovare i giusti equilibri e l'unica soluzione possibile sarebbe quella di un Forte Presidenzialismo più un forte Federalismo. Ma purtroppo non credo che esistano le condizioni per arrivare a tanto. Anche grazie al fatto che la Lega non ha liquidato i suoi secessionisti, che poi sarebbero la zavorra di ogni progetto di settentrionalismo intelligente che tuteli davvero il nord come locomotiva d'Italia. Tanto per essere chiari.

    Shalom!!!!

  4. #24
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    Predefinito La verifica...

    ...dei magistrati.

    Il palazzo di giustizia di Milano è infallibile. Si muove da dieci anni sulla scena politica come un attor giovane. Fa e disfa in base a chiare convenienze di parte travestite da cavillo giurisdizionale.
    Il presidente del Consiglio deve sottostare alla sua legge, perché il processo politico si difende dalla politica almeno quanto la politica ha (finalmente) scelto di difendersi dal processo politico. La posizione dell’imputato Silvio Berlusconi si stralci, il dibattimento vada avanti senza di lui: e ne inventeranno altre, magari un anticipo della sentenza, in gara con le decisioni del Parlamento in materia di immunità delle alte cariche dello Stato, o una motivazione assassina della certa condanna nel processo parallelo ai coimputati per dare un contributo alla campagna di delegittimazione del premier nel corso della presidenza europea. Non è più nemmeno un complotto, è un riflesso condizionato, un’autodifesa del partito preso, una esplicitazione ferrea della solidarietà corporativa, un tentativo di tutelarsi dalle riforme e dalla separazione delle carriere, insomma un modo giurisdizionale di cambiare il corso delle cose politiche stabilito da quegli sciagurati milioni di italiani che hanno determinato la vittoria alle elezioni di una coalizione che ha posizioni sgradite ai togati.

    Su questa via non esistono più scrupoli. Le Camere sono alla vigilia dell’approvazione del lodo Maccanico, un marchingegno su cui si è realizzata una forte convergenza istituzionale, che
    comprende informalmente anche il capo dello Stato, e che è stato inventato allo scopo di sanare parzialmente il vulnus del ’93, quando la magistratura si tenne il suo assetto di guerra costruito negli anni, con tutte le sue garanzie e mani libere, ma spogliò la classe dirigente eletta delle sue garanzie fissate in Costituzione per proteggere la politica dalla persecuzione giudiziaria nel 1947 e per dare un senso alla divisione dei poteri. Anche i bambini hanno capito che la fiducia nell’imparzialità della giustizia è bassa, che il riordino legislativo della materia delle immunità e
    dell’assetto del potere giudiziario è impellente, che un nuovo ribaltone deciso in un’aula di giustizia suonerebbe scandalo e rovina per questo paese: anche i bambini, ma non i magistrati di Milano, per i quali l’obiettivo di fare giustizia politica deve essere raggiunto, caschi il mondo.
    Di fronte a questa dura verità, ci sono due sole ipotesi: le istituzioni democratiche reagiscono oppure il paese viene riconsegnato alla pratica avvelenata del golpismo politico-giudiziario.
    Altro che verifica.

    Saluti

    dal Il Foglio di giovedì 12 giugno 2003

  5. #25
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    Originally posted by mustang
    ----------------------------
    I tuoi son ricordi da vecchietto rimbambito: Ciampi lasciò il governo di BankItalia per fare il ministro nel centrosinistra; le opposizioni lo vedevano più utile al suo delicatissimo posto.


    La storia secondo Mustang.

  6. #26
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    Certo per chi sogna secessioni e altre utopie antistoriche già la partecipazione al governo con partiti che si denominato FORZA ITALIA e ALLEANZA NAZIONALE è un mezzo tradimento.....

    non mi pare di aver mai parlato di secessione, anche se penso che a sognare non sia proibito a nessuno, visto poi l'andazzo e la difficoltà di riformare questo paese, è un sogno e un'aspirazione più che legittima


    l'ordine di priorità che ho in testa io per le riforme è molto diverso dal tuo....una vera riforma delle pensioni che porti finalmente l'Italia (e la Padania) in Europa garantendo alle prossime generazioni che anche a loro sarà liquidato il dovuto assegno mensile

    vedi pieffebi, a me non me ne frega un tubo in questo momento della riforma delle pensioni, a me ora come ora interessa più la mia sopravvivenza come persona che da generazioni vive in Veneto, avanti di questo passo con l'immigrazione costante e continua che c'è della pensione futura mi interesserà ben poco xchè non mi servirà più te lo assicuro.....a me serve prima che vengano fatti i decreti da parte del min.dell'interno, della legge bossi-fini, e poi si potrà anche parlare di riforma delle pensioni che sicuramente serve.......ma prima di tutto la salvaguardia della nostra civiltà e cultura altrimenti, mi ripeto non serve la riforma delle pensioni.....


    l'unica soluzione possibile sarebbe quella di un Forte Presidenzialismo più un forte
    d'accordissimo e credo anche la lega lo sia

  7. #27
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    Sì anche i comunisti parlano di sogni e aspirazioni legittime quando parlano delle loro utopie antistoriche. La realtà umana, sociale e politica è...però ben altra cosa. Noi andiamo verso alla costruzione per quanto faticosa e contraddittoria, di un'Europa comune in un mondo globalizzato...altro che piccole patrie. Certo il Federalismo è importante, proprio inq questo contesto per ragioni che non è il caso di ripetere..... ma oltre non si può mica andare, e tra l'altro non ha neppure molto senso, ormai.
    In ogni caso la storia della secessione poteva essere utile per spronare, quando la lega era isolata all'Opposizione, verso una direzione determinata. Ora la Lega è al governo di un paese che si chiama ITALIA, e che bene o male esiste da 150 e fischia anni.
    Nel Nord-Ovest per decenni gli stessi "settentrionalisti" convinti, che esistevano ben prima che il signor Bossi fondasse la La Lega Lombarda, si sono sempre definiti orgogliosamente italiani. Semmai negavano, con l'avallo di qualche intellettuale meridionale positivista della fine del secolo XIX, la piena italianità alle genti del Sud Italia........ e tanto di moda era la battuta un po' rozza ma chiarisce la situazione: "Garibaldi non ha unito l'Italia ma diviso l'Africa".
    Quindi il secessionismo padanista qui nel nord-ovest non riesce neppure fare il pieno dei consensi settentrionalisti, giacchè la storia non è acqua....e.....il Piemonte non ha mai avuto austriacanti ma è la regione che, a suo tempo, ha unificato la Nazione. Certo questo non vuole dire che non ci sia una forte presenza leghista. Qui ad Acqui abbiamo anche il sindaco..... e non da ieri.....
    Per quanto riguarda il resto...beh.....le riforme economico-sociali, IN QUESTO MOMENTO, sono fondamentali, più di qualsiasi altra. Per filosofeggiare bisogna prima mangiare. E a panza vuota anche l'identità culturale.......va a farsi benedire.
    Anche perchè sensa risorse non si finanzia un ben nulla, non si può attuare la diminuzione della pressione fiscale esistente che è terribile, e che colpisce cittadini e imprese..... non si può fare niente di niente, neppure nel campo della difesa dell'ordine pubblico. I poliziotti vanno pagati in modo dignitoso e le strutture necessarie per controllare e gestire i flussi migratori in modo compatibile con la nostra economia e la nostra società....costano...

    Ciao.

  8. #28
    Veneta sempre itagliana mai
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    Originally posted by Pieffebi
    Sì anche i comunisti parlano di sogni e aspirazioni legittime quando parlano delle loro utopie antistoriche. La realtà umana, sociale e politica è...però ben altra cosa. Noi andiamo verso alla costruzione per quanto faticosa e contraddittoria, di un'Europa comune in un mondo globalizzato...altro che piccole patrie. Certo il Federalismo è importante, proprio inq questo contesto per ragioni che non è il caso di ripetere..... ma oltre non si può mica andare, e tra l'altro non ha neppure molto senso, ormai.
    In ogni caso la storia della secessione poteva essere utile per spronare, quando la lega era isolata all'Opposizione, verso una direzione determinata. Ora la Lega è al governo di un paese che si chiama ITALIA, e che bene o male esiste da 150 e fischia anni.
    Nel Nord-Ovest per decenni gli stessi "settentrionalisti" convinti, che esistevano ben prima che il signor Bossi fondasse la La Lega Lombarda, si sono sempre definiti orgogliosamente italiani. Semmai negavano, con l'avallo di qualche intellettuale meridionale positivista della fine del secolo XIX, la piena italianità alle genti del Sud Italia........ e tanto di moda era la battuta un po' rozza ma chiarisce la situazione: "Garibaldi non ha unito l'Italia ma diviso l'Africa".
    Quindi il secessionismo padanista qui nel nord-ovest non riesce neppure fare il pieno dei consensi settentrionalisti, giacchè la storia non è acqua....e.....il Piemonte non ha mai avuto austriacanti ma è la regione che, a suo tempo, ha unificato la Nazione. Certo questo non vuole dire che non ci sia una forte presenza leghista. Qui ad Acqui abbiamo anche il sindaco..... e non da ieri.....
    Per quanto riguarda il resto...beh.....le riforme economico-sociali, IN QUESTO MOMENTO, sono fondamentali, più di qualsiasi altra. Per filosofeggiare bisogna prima mangiare. E a panza vuota anche l'identità culturale.......va a farsi benedire.
    Anche perchè sensa risorse non si finanzia un ben nulla, non si può attuare la diminuzione della pressione fiscale esistente che è terribile, e che colpisce cittadini e imprese..... non si può fare niente di niente, neppure nel campo della difesa dell'ordine pubblico. I poliziotti vanno pagati in modo dignitoso e le strutture necessarie per controllare e gestire i flussi migratori in modo compatibile con la nostra economia e la nostra società....costano...

    Ciao.
    Non capisco xchè continui ad insistere sulla secessione, che ti ripeto, può essere un'aspirazione e un sogno ma oramai come ha detto anche il buzzurro di Bossi irrealizzabile in quanto entrati in Europa......cmq vabbè....per il resto tutto giusto e tutto sacrosanto, con una piccola postilla......leggiti l'articolo che ho ripreso oggi dalla Tribuna di Treviso, e dopo dimmi se la gente preferisce venga fatta prima la riforma delle pensioni o garantito loro il quieto vivere come gli era stato promesso.....leggi bene pieffebi 77 anni c'aveva quella vecchietta ed è stata violentata....roba da far accapponare la pelle e vergognarci di vivere in questo paese......mi fa meno meraviglia la ragazza che è stata anche lei violentata da dei magrebini l'altro ieri a Milano.....se non altro per l'età


    Treviso, venerdì 13 giugno 2003, S. Antonio di Padova

    L'ira di Valdobbiadene: ora ci armiamo
    Choc per l'anziana violentata. Il parroco: «Ci vogliono terrorizzare»

    Michele Modesto


    --------------------------------------------------------------------------------
    VALDOBBIADENE. Quello di ieri mattina è stato un risveglio angosciante per la città. La notizia che una donna di 77 anni mercoledì notte è stata rapinata e violentata in casa da due banditi ha provocato un profondo senso di smarrimento. Ma anche di rabbia. Più d'uno parla di paura, più d'uno dice che è venuto il momento di avere una pistola in casa, per l'autodifesa. I due rapinatori - pare slavi - mercoledì notte sono piombati nella casa dell'ex insegnante, tra le colline, immobilizzandola assieme al marito e consumando la violenza.
    Il marito, 80 anni, shoccato e minacciato con un bastone, non ha potuto difenderla.
    I carabinieri di Valdobbiadene, coordinati dalla Compagnia di Vittorio, stanno indagando sull'accaduto e su altre rapine accadute nella Sinistra Piave di recente.
    La donna ieri ha ricevuto la visita del suo parroco, che le ha portato conforto. Anche il sindaco di Valdobbiadene, Pietro Giorgio Davì, si sta interessando al caso. «Il Comune è pronto a mettere a disposizione dell'anziana un'assistente sociale che l'aiuti a superare il momento difficile - dice Pietro Giorgio Davì - Qui non siamo in presenza di criminali, ma delle peggiori bestie. Ci deve dare una mano anche lo Stato, con pene severissime: la legislazione attuale è troppo permissiva».
    La sfiducia nelle istituzioni è palpabile nei cittadini, che non vedono misure idonee a fronteggiare l'immigrazione clandestina. A Valdobbiadene, su 10.660 abitanti, gli stranieri regolari sono 463. «Devono concedere a tutti noi il porto d'armi, perché ormai siamo costretti a difenderci così - sostiene Giovanni Minute - Pensare che qualcuno potrebbe violentarti la moglie o la figlia è spaventoso. Noi genitori ora abbiamo due preoccupazioni: gli incidenti stradali e le violenze alla persona. In paese sono pochi gli immigrati che si sono inseriti: gli altri come vivono?».
    «Sono decine i furti messi a segno nelle nostre abitazioni - afferma Vittorio Dall'Armi - Quanto è successo all'anziana mi addolora e posso confermare che in un caso ho assistito ai pesanti approcci fatti da un immigrato a una ragazza locale».
    Qualcuno dice di vivere ormai in un bunker. «Di notte preferisco soffocare dal caldo che tenere le finestre aperte - spiega Rita Minute - Spesso passano per la mia strada auto sospette. Dopo ciò che è successo sono davvero terrorizzata».
    «Ho spedito una lettera al sindaco per fargli notare la situazione che c'è in via Foro Boario - dice Angelica Balliana - Gli stranieri che frequentano la birreria del posto appena usciti fanno i loro bisogni fisiologici in mezzo alla strada. Noi residenti siamo al limite della sopportazione». «Le forze dell'ordine locali non possono fare più di tanto - conclude Anna Piccolo - E' il Governo che deve adottare misure appropriate sia per l'immigrazione, sia dal lato delle pene».

  9. #29
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    Predefinito solo per dirvi

    che per una volta concordo con i gusti di Drugo!

  10. #30
    Veneta sempre itagliana mai
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    Predefinito Re: solo per dirvi

    Originally posted by calvin
    che per una volta concordo con i gusti di Drugo!



    ciao Calvin......non ci siamo più sentiti dopo quella sera maledetta....volevo dirti che "drugo" c'ha l'idea fissa per "quella cosa"' pare che gli vada spesso e volentieri buca.....parole sue

 

 
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