Mi ha sempre affascinato il gioco dialettico dei "moderati" che con il sistema bipolare giocano ad autocelebrarsi centristi.
I centristi del polo, non avendo, in fondo nessuna visione particolare della politica, se non quella di conservare potere, si limitano a frenare qualche sfuriata della lega, o a porre veti per far sembrare all'opinione pubblica che loro sono buoni.
Ad esempio, fanno tutti i baciapile e bigottini chirichetti, dimenticando che Berlusconi è già divorziato con la sua prima moglie, e Casini, mi sembra che conviva felicemente con la sua compagna.
I cattolici del "centro" sventolano la bandiera dell'antiabortismo, dimenticando che in Italia si è votato sull'aborto e la sinistra li ha travolti come un fiume in piena, quando il PCI negli anni settanta aveva il 34percento.
Dicono che sono per una immigrazione equilibrata, cioè, spiegatemi che significa?
Sull'altra sponda abbiamo la Margherita, moderati che da sempre hanno guardato a sinistra e l'UDEUR del neoSindaco di Ceppaloni.
Anche loro, in fondo contano poco, perchè mi sembra che le scelte strategiche della coalizione siano da sempre egemonizzate dalla quercia.
Il mio giudizio è un pò massimalista, ma mi chiedo: Esiste ancora un centro politico? Quale peso politico ha il centro in un sistema bipolare? Soprattutto, quale seguito hanno le idee centriste nella realtà.
Mi sento abbastanza cattivello stamattina, per affermare che il centro, attualmente è una chimera.Parlare di centro ed autodefinirsi di centro, mi sembra più un astuto equilibrismo e manierismo dialettico, per nascondere la voglia di poltrone.
sacher.tonino


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