I preti in cattedra (11)
di Luigi Rodelli
Se un principio pedagogico esce avvalorato dai metodi attivi è quello legato al concetto di “interesse”. Il fanciullo può trovare interesse , ad esempio, nello studio della storia solo in quanto s’accorge che la storia ha fatto nel passato quello che egli stesso farebbe per la trasformazione e il miglioramento delle cose che egli conosce (case, mobili, mezzi di trasporto). Per il fanciullo – ha osservato il Claparède – apprendere la storia è in qualche modo collaborare col tempo nell’edificazione di questo stato presente in mezzo al quale egli vive e che egli conosce: questa collaborazione sarebbe fittizia se fosse sottomessa a un insegnamento. All’“insegnamento storico” bisogna perciò sostituire il “lavoro storico”: non “informare” il fanciullo, ma fare in modo che in lui sorga il bisogno di “informarsi” della storia delle cose, cominciando da quelle che sono più vicine alla sua diretta esperienza e lasciando libero il fanciullo di condurre le sue ricerche nelle più diverse direzioni. Il lavoro di ricostruzione storica sarà completo per il grado di maturità del fanciullo se avrà soddisfatto quegli interessi che in lui si erano manifestati spontaneamente. Ma se si fissasse in anticipo il punto da dove il fanciullo deve cominciare le sue ricerche e quello al quale si vuole che mettano a capo, si svuoterebbero i metodi attivi del loro valore pedagogico e si ricadrebbe in una nuova forma di indottrinamento autoritario. Questa involuzione si è rapidamente compiuta nelle scuole tenute da enti religiosi, le quali, per non rinunciare ad una patina di modernità, hanno adottato la terminologia dei metodi attivi lasciando immutata la sostanza del più gretto e retrivo insegnamento.
Nei sussidiari adottati nelle nostre scuole vi sono alcune parti dedicate espressamente alla “ricerca” del mondo circostante, che dovrebbe gradualmente allargarsi dal presente al passato, dal villaggio o dal quartiere alla regione, all’Italia, all’Europa e al mondo. Vengono proposti alcuni temi. Ma le ricerche e la conversazione devono stare entro il binario imposto. Tema: “La famiglia e la casa”; ricerca, domande. Primo punto: “A Nazareth, Gesù fanciullo viveva in una piccola casa ordinata, amava i suoi genitori, li aiutava, li obbediva. Tu come vivi nella tua famiglia?”. Tema: “Vita nel paese”; ricerca, domande. Primo punto: “Padre nostro…Siamo dunque tutti fratelli. Paese e quartiere devono essere i luoghi dove la gente si conosce, si comprende, si aiuta”. Tema: “Vita nella città”, ricerca, domande. Primo punto: “Santuari nel cuore della città o in luoghi sperduti, dove la tua gente confida al Signore le sue speranze. Ecco un primo aspetto della tua provincia; un piccolo proposito di ricerca per te”. Tema: “Chi lavora per te”; ricerca, domande. Primo punto: “Il lavoro, redento da Gesù, che lavorò per trent’anni fra gli uomini, è il mezzo più nobile per dimostrare l’amore a Dio e al prossimo”. Tema: “Terra madre”; ricerca, domande. Primo punto: “Sia fatta la Terra…Da quel giorno cominciò la storia, in gran parte misteriosa, della terra che noi abitiamo: anche di quel lembo di terra, sulla quale vivi e che i tuoi avi hanno reso abitabile e feconda”. Tema: “Erbe, piante, fiori, frutta”; ricerca, domande. Primo punto: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano…La storia di Giuseppe Ebreo”; anche nella storia sacra, i prodotti dei campi sono presenti come beni necessari”. Secondo punto: “Questo è il mio corpo…: scende Iddio nel mistero del pane e del vino, del grano e della vite; io ti ungo con l’olio…; e l’ulivo partecipa del divino mistero di grazia; Tema: “Gli animali”; ricerca, domande. Primo punto: “La colomba dell’arca di Noé, il bue e l’asinello di Betlemme, la colomba mistica del Giordano, gli uccelletti che ascoltavano tacendo, S.Francesco d’Assisi; molte volte, vero o simbolico, l’animale è presente nella storia sacra”. Tema: “Storia e vita della mia terra”; ricerca, domande. Primo punto: “Cattedrale, basiliche, santuari, monasteri, chiese della tua parrocchia; sono le case del Signore. Sai forse chi le ha costruite? Di qualcuna potresti facilmente conoscere la storia”.
Per i maestri che non vogliano sentir parlare di metodi attivi (dato e non concesso che il formulario sopra citato abbia a che fare con i metodi attivi), c’è poi la narrazione storica condotta secondo il metodo tradizionale dell’opposizione diretta. Qui i fanciulli imparano a confondere nuovamente i fatti storici,cioè i fatti accertabili per mezzo di documenti storici, con le verità della fede. La resurrezione di Cristo, l’ascensione al cielo, l’invio di un angelo da parte di Dio a liberare S.Pietro dal carcere entrano nella storia allo stesso titolo con cui vi entrano Garibaldi e Mazzini. Allo stesso titolo entra nella realtà della vita quotidiana del bambino la guida dell’angelo custode e l’attesa dei miracoli, che i santi sacerdoti possono fare per delegazione di Gesù. Se i santi possono fare miracoli oggi, nulla di più logico che li facessero anche in passato. Per imparare “l’arte di documentarsi” di cui parlano i programmi, basterà che gli alunni chiedano notizie e immaginette al parroco, come abbiam visto essere ormai abituati a fare nelle loro ricerche. Così, in nome dei metodi attivi, si è tornati tranquillamente all’ipse dixit!
11) Segue




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