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  1. #51
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    In Origine Postato da GEORGE
    MA INSOMMA KUESTE SKORIE DOVE LE DOVREMMO METTERE,DA KUALKE PARTE ANDRANNO PUR SEPPELLITE
    Chi dice che le dobbiamo produrre per forza?
    E se secondo te le dobbiamo produrre per forza seppelliscile a casa tua.

  2. #52
    .....
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    In Origine Postato da GEORGE
    MA INSOMMA KUESTE SKORIE DOVE LE DOVREMMO METTERE,DA KUALKE PARTE ANDRANNO PUR SEPPELLITE
    Noi non ne abbiamo mai prodotto quindi...caro George, che ognuno se le smaltisca a casa sua!!!

  3. #53
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    Parla Luciano Otelli, geologo ed ex direttore di Carbosulcis, Progemisa e Igea

    «I rifiuti radioattivi nelle miniere? Una follia dettata dall’ignoranza»


    Dal nostro inviato
    Giancarlo Ghirra
    Iglesias «Chi pensa alle miniere del Sulcis-Iglesiente o del Guspinese come deposito di rifiuti radioattivi è in malafede. Oppure è un ignorante, e anche un po’ matto, perché è follia pensare alle aree minerarie dismesse come pattumiera nucleare». Luciano Otelli, iglesiente, 61 anni, geologo con esperienze da direttore della Carbosulcis, della Progemisa, e per due anni e mezzo, di quell’Igea che governa ciò che resta delle miniere dell’Isola, è letteralmente scandalizzato all’idea che qualcuno possa aver pensato alla Sardegna come zona di stoccaggio di rifiuti pericolosissimi.
    Gli esperti vicini alla Sogin dicono che l’Isola con le sue miniere dismesse sarebbe un sito ideale: zero rischi di terremoto, gallerie abbandonate. Non hanno forse ragione?
    «Neanche per sogno. Il Sulcis Iglesiente è una delle zone più vulnerabili, ma tutta la Sardegna è inutilizzabile per stoccare rifiuti. Intanto perché non è affatto un’area asismica. È vero che l’Isola non si trova lungo le grandi linee di movimento dei Continenti, ma è una terra di assestamento recente, come dimostrano ad esempio alcune sorgenti di acque calde. Qualche bottarella ogni tanto la prendiamo. Ai più distratti ricordo la lapide nella cattedrale di Cagliari, che ricorda (“terremotus factus est”) il terremoto del 4 giugno del 1616. Da allora si sono registrati altri sette, otto episodi, per fortuna non drammatici, ma comunque rilevanti».
    C’è dunque qualche rischio sismico. Ma per quanto riguarda l’impermeabilizzazione, evidentemente le miniere che per sessanta chilometri corrono sotto l’Iglesiente sono assolutamente idonee. O non avrebbero una tenuta supergarantita, a prova di perdita?
    «Da Monteponi a San Giovanni, da Nebida a Buggerru, tutto il bacino del piombo e dello zinco è invaso dalle acque. Nel 1870 il livello dell’acqua era di 70 metri sul mare, con uno straordinario sistema di pompaggio venne abbassato fino al 1990 a 200 metri sotto il livello del mare. Con la chiusura dei pozzi, l’acqua è risalita a quaranta metri sul mare. Ciò dimostra che le rocce carbonatiche sulle quali erano e sono incassati i minerali di piombo e zinco sono incredibilmente permeabili».
    Sarà però possibile controllare il flusso delle acque. O no?
    «No, perché non si conosce esattamente il tipo di circolazione idrica. Anche miniere assai lontane e non collegate fra loro da gallerie sono invase dalle acque: è il caso di Barega, Monte Onixeddu, Monteponi, Nebida. L’acqua le ha invase tutte allo stesso livello, ed è la stessa acqua utilizzata per l’irrigazione e per gli usi potabili».
    Lei sostiene che eventuali scorie radioattive sotto quelle miniere contaminerebbero l’acqua che si beve nelle case?
    «Non è una mia idea, bensì la realtà. Mi pare dunque impensabile persino l’ipotesi dello stoccaggio nell’Iglesiente».
    E il Sulcis? Forse nel bacino carbonifero le cose andrebbero meglio?
    «Macché. Lì la situazione è ancora più delicata, perché le aree carbonifere dismesse non consentono neppure l’accesso al sottosuolo: sono tutte chiuse, ricche di frane, e piene d’acqua sino a 50 metri sul livello del mare. Carbonia non ha molta acqua nelle case, ma sotto è ricchissima di risorse idriche. c’è acqua dappertutto».
    Se lei ha ragione, sono proprio un po’ matti questi presunti tecnici che hanno ipotizzato aree minerarie dismesse in Sardegna...
    «Sono pseudo tecnici che hanno evidentemente confuso la Sardegna con alcune miniere di sale abbandonate della Germania dove non c’è alcuna presenza d’acqua né comunicazione con gallerie o altri siti. In Sardegna, e penso anche al Sarrabus Gerrei e all’Argentiera, l’acqua passa dappertutto».
    A meno che qualche testa d’uovo non pensi alla miniera in attività, quella di Nuraxi Figus.
    «A parte l’attività industriale, lì c’è acqua, abbassata con sistema di pompe a 400 metri sotto il livello del mare, ma pronta a risalire, come successe quando, nel 1963, la miniera fu fermata, a -57 metri».
    E se l’idea riguardasse il filone che da Montevecchio arriva a Ingurtosu, visto che in quel caso piombo e zinco erano insediati scisti impermeabili e non dolomie e calcari come nell’Igleisente?
    «Purtroppo anche qui l’acqua ha invaso tutto, perché il filone è stato tagliato per un’altezza di settecento metri, e questa enorme ferita ha fatto e fa da diga alle acque sotterranee che cadono dalla montagna. La miniera è totalmente allagata, e nuovi apporti escono attraverso le gallerie e strade che si sono create addirittura a Piscinas, un po’ più a monte delle dune, vicino al Pozzo Fais».
    Sembra di capire che sia da ignoranti, e anche da irresponsabili, pensare alle miniere della Sardegna come sedi di stoccaggio di scorie radioattive. Ma si fa anche l’ipotesi di usare quei siti misteriosi e segreti chiamati basi militari. Le pare un’idea migliore?
    «Per ovvie ragioni, conosco poco, anzi niente, i siti delle basi militari. Ma il problema dell’acqua esiste sicuramente anche lì, e dunque mi pare stolto e un po’ folle parlare di scorie radioattive in Sardegna. È una questione troppo delicata perché si possa gestire con la superficialità sin qui manifestata dalle cosidette autorità competenti».

  4. #54
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    In Origine Postato da GEORGE
    MA INSOMMA KUESTE SKORIE DOVE LE DOVREMMO METTERE,DA KUALKE PARTE ANDRANNO PUR SEPPELLITE

    1.600.000 sardi hanno risposto.....non sono cazzi nostri! chi le ha prodotte, chi ha tratto vantaggio dalla corrente a basso costo (ovvero non noi che abbiamo sempre pagato il 50% in più rispetto alla penisola...), adesso si prende anche le scorie radioattive, quì non facciamo sbarcare niente!

  5. #55
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    Predefinito CAZZATA!

    In Origine Postato da Shaytan
    La seconda che hai detto è la più probabile tutto ciò mette molta tristezza.
    I SARDI SONO AL PRIMO POSTO TRA I LETTORI DI QUOTIDIANI, QUINDI FACCAMO DISTINZIONI, I RESIDENTI SARDI LO SANNO, QUELLI CHE NON LO SANNO SONO QUELLI DELLA DIASPORA, ....PERCHè NON SE NE PARLA NEI QUOTIDIANI ITALIANI

  6. #56
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    Purtroppo nei paesi delle montagne, dove vivono gli autentici sardi 100% sardofoni, c'è il pregio-difetto di farsi totalmente i fatti propri e di isolarsi dal resto della Sardegna e del mondo. Ciò ha consentito loro di mantenere intatta la loro sardità, ma conferisce loro spesso una profonda ignoranza. Ciò è un peccato poichè sono proprio questi sardi "barbarici" i sardi di classeA. Per quelli che ha incontrato Shaytan in chat penso sia un caso, io conosco gente che non guarda mai nessun telegiornale e sa poco o niente di attualità. La cosa che mi stupisce è che non lo abbiano sentito per caso magari dal barbiere o dal salumiere... In Sardegna sta davvero avvenendo un "casino", persino i miei parenti "de is bidhas de is muntangias" sono al corrente di tutta la questione, il popolo sardo è stranamente unito e partecipe a un evento collettivo.

    RIMANGANO IN ITALIA LE SCORIE ITALIANE GHERRA A SA PREPOTENTZIA

  7. #57
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    Gianni Filippini


    Della mobilitazione dei Sardi contro lo sbarco nell’Isola delle scorie nucleari il governo ha capito poco o nulla. O fa finta, magari sperando che il tempo finisca per stancare una comunità che, sinora, si è dimostrata compatta nel rifiutare la drammatica ipotesi. In ogni caso il governo mostra, come gli ha gridato il deputato Antonello Soro alla Camera, una devastante superficialità.
    Ripetiamolo. L’unica risposta che i Sardi esigono è questa: l’esclusione dell’Isola, adesso e per sempre, da un qualsiasi rapporto con le scorie radioattive. Il governo, invece, da un lato avverte che niente è stato ancora deciso e dall’altro precisa che tutto, forse, sarà coperto dal segreto militare. E ai Sardi viene così concessa la possibilità di sentirsi o presi in giro o destinatari dell’ennesima prepotenza. “State calmi - ci vien detto - perché il governo non ha ancora fatto le sue scelte”. Poi, come se l’affermazione valesse a tacitarci, si prospetta l’eventualità che sulla faccenda possa scattare - con il relativo amor di patria - il segreto militare.
    Quindi, senza essere nemmeno avvertiti, potremmo vederci scaricare addosso 55 mila metri cubi di scorie di seconda e terza generazione ad alta radioattività e a lunghissima vita media. E non è tutto: una volta trasformata ufficialmente in pattumiera, l’Isola sarebbe condannata a ricevere ogni anno almeno 500 tonnellate di rifiuti nucleari.
    L’ultimo esponente del governo ad affermare che l’inaccettabile ipotesi resta in piedi, è stato il ministro Giovanardi (che pure ha avanzato qualche riserva personale). Duramente criticato per il suo intervento, il ministro ha reagito con accuse a dir poco offensive persino contro la Chiesa sarda che si è ufficialmente schierata sul fronte del “No alle scorie”.
    Anche nella scorsa settimana la mobilitazione si è rivelata così massiccia da non avere precedenti. Malgrado qualche inquietante silenzio o indecifrabile balbettio, il netto rifiuto all’ipotesi di creare in Sardegna un deposito di rifiuti radioattivi è corale. Infatti non viene soltanto da istituzioni rappresentative come il Consiglio regionale, le Province, i Comuni. A protestare, con qualificati deputati e senatori, partiti, sindacati, associazioni imprenditoriali, culturali e ambientaliste, sono - usando tutti i possibili canali di esternazione (dal nostro giornale al forum on line attivato da Tiscali) - migliaia di cittadini allarmati. Il “No alle scorie” diventato anche una bandiera sventola in molti balconi.
    Si è anche allungato l’elenco dei sindaci che hanno emesso ordinanze per vietare il transito, la sosta e, ovviamente, lo stoccaggio di scorie nucleari. In Consiglio regionale, dopo la mozione, sarà sottoposta al voto una specifica legge. Sardigna Natzione prepara gli scudi umani, Gian Mario Selis ha scritto un appello da inviare a Ciampi e chiede che venga sottoscritto. Insomma, non sembra davvero lecito a nessuno definire strumentale, demagogica o, peggio, eversiva la protesta di un’intera comunità.

  8. #58
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    A carbonia

    Il sindaco mobilita tutto il Sulcis

    Ordinamento Antinucleare
    Incontro con Fadda
    Una delegazione dell’“Ordinamento Antinucleare, istituito da associazioni ambientaliste e pacifiste, incontrerà martedì prossimo a Cagliari il rappresentante del governo Giorgio Fadda. L’iniziativa è stata organizzata nell’ambito della mobilitazione contro la possibile realizzazione in Sardegna di un deposito di scorie radioattive.
    Alle 13 del 22 giugno
    Partono le scorie
    Il secondo viaggio di venti elementi di scorie nucleari partirà alle 13 di domenica 22 giugno dal deposito “Avogadro” di Saluggia (Vercelli), in direzione del laboratorio Thorp di Sellafield, in Cumbria (Inghilterra), per il ritrattamento. Lo ha comunicato la prefettura di Torino, che insieme con quella di Vercelli ha costituito un’apposita unità di crisi e disposto una serie di misure di sicurezza. Le scorie nucleari, racchiuse, in appositi cask corazzati, viaggerà su strada da Saluggia a Vercelli, in ferrovia da Vercelli a Dunkerque (via Modane), dove verranno presi in consegna dai ferrovieri francesi. Su una nave appositamente attrezzata supererà il Canale della Manica fino al porto di Barrow-in-Furness; da qui ancora su strada fino a Sellafield.

  9. #59
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    L'ITALIA DEI MISTERI E DEI SEGRETI MILITARI:


    Il reattore del centro Cisam non compare nell’ordinanza del premier Berlusconi

    Lo smaltimento segreto dei rifiuti radioattivi militari
    A Pisa, vicino alla base che nasconde i proiettili all’uranio, c’è una centrale nucleare sotto il controllo delle forze armate


    È una centrale atomica fantasma e nessuno sa dove siano finite o finiranno le scorie che ha prodotto prima dello spegnimento. Il suo nome compare en passant in alcuni documenti del Governo e dell’Enea, ma non è compresa tra gli impianti per i cui rifiuti Silvio Berlusconi ha incaricato il generale Carlo Jean di trovare una sistemazione. Si trova a Pisa, non lontana dunque da quel deposito toscano di munizioni nel quale - lo dimostra un documento militare in possesso dell’Unione Sarda - vengono stoccati e lavorati i proiettili radioattivi all’uranio sparati dalla Nato durante le guerre definite “umanitarie”. Il suo nome è Cisam (Centro interforze sviluppo applicazioni militari) e contiene un reattore nucleare di ricerca (il “Galilei”) di cui ben poco si sa. Il rapporto sullo “Stato della radioprotezione in Italia”, compilato da tecnici dell’ente statale Enea prima che la gestione del nucleare passasse in mano alla Sogin (del ministero del Tesoro), considera l’impianto del Cisam tra quelli da mettere in sicurezza, considerata la pericolosità del combustibile (plutonio) usato prima dello spegnimento e dei rifiuti radioattivi prodotti. Ma sul “Galilei” è da tempo stata distesa una cappa di segretezza.
    I militari e il nucleareUn documento del ministero dell’Industria datato 15 novembre 1999 (il dicastero era retto dal diessino Pierluigi Bersani) prevede, per la scelta del deposito nazionale delle scorie nucleari, un - testuale - «percorso partecipativo, trasparente e consensuale per arrivare ad individuare e selezionare un sito per la realizzazione di un deposito nazionale per i rifiuti radioattivi». E molto chiaro a questo punto che questo cammino non è così trasparente come affermato dai Governi: lo dimostra, tra le altre cose, la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale di una ordinanza del generale Jean con l’omissione di alcune parti relative alla sicurezza degli impianti atomici. Ne è conferma il fatto che ministri di ogni colore abbiano sempre negato la presenza di munizioni radioattive nelle basi italiane, mentre invece esistono documenti che ne provano la conservazione e il trattamento. Di scarsa trasparenza è prova anche il fatto che alla commissione di inchiesta sull’uranio impoverito (la Commissione Mandelli) negli anni passati siano stati chiamati a partecipare, sempre dal Governo, esperti militari che appartengono proprio al Cisam, centrale della quale si ignora la sorte delle scorie. Proprio il Cisam ha tra gli altri compiti quello delle analisi della radioattività sui campioni d’acqua del porto di La Spezia, una delle dodici basi - c’è anche Santo Stefano, in Sardegna - che secondo le fonti ufficiali offrono ricovero ai sottomarini nucleari degli Stati Uniti. Ma nella città ligure i risultati degli esami dei tecnici militari non sempre vengono resi noti.
    L’ordinanza Berlusconi. Nell’ordinanza di nomina del generale Jean a commissario con poteri speciali per il nucleare ((7 marzo 2003 numero 3267) il premier Silvio Berlusconi elenca gli impianti atomici che devono essere smantellati, con il successivo stoccaggio delle scorie in un deposito unico: ma nell’atto non si parla del reattore Galilei, né del Cisam e nemmeno viene elencata la Toscana tra le regioni in emergenza a causa della presenza di plutonio e altre sostanze radioattive. Il significato è chiaro: le scorie del Centro delle forze armate sono sottoposte a segreto militare oppure sono già state condotte altrove. Senza informare le popolazioni dei territori interessati dal passaggio dei convoglio radioattivi e dei luoghi nei quali i rifiuti dell’era atomica sono conservati.


    marco Mostallino

  10. #60
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    I commenti della gente inferocita

    14/06/2003
    marina, sassari
    caro ministro queste gravi conseguenze quali sarebbero? Che invece di farci morire avvelenati lentamente ci fucilate subito se oseremmo ancora dire che non vogliamo le scorie nucleari? Be forse sarebbe meglio,perchè lei secondo me non conosce le sofferente di una persona malata di tumore e della sua famiglia,io purtroppo la conosco. Se veramente esiste la giustizia a questo mondo spero che chiunque voglia mandarci le scorie abbia a che fare con le sofferenze di tutte le famiglie che hanno un malato di tumore,cosi tanto per capire un po la nostra ribellione.


    14/06/2003
    Pierluigi Carta, Iglesias
    Non siamo vocati neanche ad avere 0 Km di autostrade, 0 Km di ferrovia elettrificata e il carico di servitù militari tra le più alte d'Italia...eppure così siamo ridotti: fabbrica di disoccupati da esportare al Nord in cambio di ciò che nessuno accetterebbe mai. Persino il grande bluff dell'industria turistica propagandato dal Presidente Pili e dai suoi seguaci sarà un affare solo per i grandi imprenditori (non sardi) che, sfruttato il territorio a proprio piacimento, lo abbandoneranno ricoperto di cemento e di debiti... Possibile che i sardi non aprano gli occhi?


    14/06/2003
    Stefano, Carbonia
    Cari sardi, il ministro Giovanardi forse non sa in quali condizioni riversa la Sardegna, un grande parco ambientale che qualsiasi altro Stato invidierebbe, poi per non parlare della occupazione che man mano và sempre diminuendo. Un invito anche al presidente della Regione Pili, che vorrebbe trasformare la Sardegna in un bellissimo centro turistico che noi sardi non avremmo modo di utilizzare, in quanto non saremmo più padroni in futuro di farlo. “Se noi Sardi non ci svegliamo” partendo da noi cittadini, assessori, consiglieri, tutti con il loro contributo riusciremo a dare voce a tutto. Se permetteremo che tutto ciò accada anche noi dovremmo abbandonare la nostra terra dove siamo nati.


    14/06/2003
    Nando Ceruso, Lugano - Svizzera
    http://Prima pagina
    Scorie radioattive e affari sporchi. Parliamoci chiaro. La collocazione delle scorie radiottive rappresentano affari colossali che non possono lasciare indifferenti quei politici che certi affari, sporchi o meno che siano, sono chiamati a difendere. Aspettiamoci dunque delle forti crociate da parte di quei potentati (economici e politici) che voglione fare della nostra Sardegna una pattumiera di scorie radiottaive. Alla giusta e spontanea levata di scudi dei sardi, contro un deposito di scorie nucleari,il ministro Giovanardi ha avuto la sfrontatezza di scagliarsi persino contro la chiesa dell'Isola, rea di essersi pronuciata contro decisioni politiche scelerate in difesa dell'uomo e l'ambiente. Giovanardi, con cipiglio ducesco, vuole dunque imporre il silenzio anche alle autorità della nostra chiesa, pur di far passare un disegno politico imprudente e diabolico, che distruggerebbe la qualità della vita e la già debole economia della Sardegna. Se sono così convinti, Giovanardi e i suoi compari, della bontà e della sicurezza di una simile strategia (nazionale) perché non dirottano i rifiuti radioattivi verso le loro regioni?... Evidentemente si gurdano bene dal farlo perché sanno benissimo che farebbero subito i conti con i loro corregionali, che non sono certo così tolleranti come come dimostrano di essere,forse troppo, i sardi. Fatte queste premesse occorre però evidenziare che le strategie politiche nazionali da troppi anni danneggiano la Sardegna sul piano politico, economico, sociale e ambientale, mentre i poltici sardi(i salariati di lusso che siedono nei comodi scranni di Cagliari e di Roma) dormono alla grande. È chiaro, dunque, che ciò é potuto avvenire perché la sardegna esprime una politica debole e a rimorchio dei burattinai dal di fuori dei suoi confini. Oggi più che mai si evidenzia una scarsa attenzione da parte del Governo centrale sulle problematiche politiche di fondo che relegano la sardegna in una situazione di disagio economico e sociale, nonché di inaudita sudditanza rispetto a certi potentati che dominano i politici sardi. Per queste ragioni occorre che i sardi, ovunque residenti, si mobilitino per opporsi democraticamente, ma fermamente contro i tradimenti della politica, i continui soprusi ed in particolare per evitare di ricevere il pacco avvelenato di scorie radiottive che le lobby affaristiche della politica vogliono offrire alla Sardegna. Nando Ceruso - Esponente dall'altra Sardegna che vive e lavora in Europa e nel mondo.


    14/06/2003
    ELIO ASTE, NUORO
    Emerge dai forum (che questo giornale ha coraggiosamente aperto) l'orrore, l'incredulità, ma soprattutto l'indignazione per quanto l'attuale governo sta silenziosamente predisponendo in Sardegna. Sardi e non sardi, che amano visceralmente quest'isola, esprimono il loro sdegno e le loro giustificate preoccupazioni per un'iniziativa calata dall'alto, foriera non solo d'inauditi danni biologici ed ambientali, ma anche di esplosivi malesseri sociali e politici, che condurranno inevitabilmente alla formazione di movimenti irridentisti, quasi impossibile da controllare. Se si pensa al detto che "can che abbaia non morde" stavolta ci si sbaglia di grosso. A tale proposito non avremmo voluto essere profeti di sciagure, ma queste sono le prospettive, questa è l'amara verità! A tener a bada i prevedibili sviluppi non basteranno più le chiacchiere dei "locali imbonitori", senza coscienza e senza dignità, condizionati vergognosamente dalle segreterie di partito, vere e prorie marionette, che pur di rimanere abbarbicate alle loro poltrone venderebbero la loro misera anima al diavolo. Infine, è mai possibile che un ministro, delegato a discutere in Parlamento lo spinoso problema delle scorie nucleari dalla maggioranza che rappresenta, non si renda conto della nitroglicerina che sta maneggiando con tanta insipienza e sicumèra? Molto meglio tacere. Crede davvero che i Sardi accetteranno supinamente anche questo calcio nel sedere? Pensa che mettendo il silenziatore, sullo scomodo argomento, a tutte o quasi le televisioni, i quotidiani ed ogni altro organo d'informazione, si possa impunemente realizzare questo sporco progetto? I Sardi hanno già capito perfettamente la manovra e cercheranno con sistemi democratici di difendere la loro terra, il loro avvenire e quello dei loro figli. Tuttavia in Sardegna si palesa ormai l'evenienza che se non si arriverà in tal modo a fermare il disastro, prenderanno piede altri sistemi di lotta. L'Italia è già piagata da problemi di natura ideologica o separatista (Bossi isegna...); se a questi se ne vogliono aggiungeranno altri con motivazioni ben più profonde, giustificabili e pericolose dove si andrà a finire? Tutti ci auguriamo che ciò mai avvenga: sarebbe, infatti, un tragico errore ed una sciagura per tutti sottovalutare questa situazione!


    14/06/2003
    Massimo, Toscana
    Ma perchè il ministro non prova a depositare sotto casa sua le scorie nucleari? Vorrei proprio vedere se avesse poi il coraggio di dire le stesse cose che dice ora!


    14/06/2003
    tilloca , la Louviere Belgio
    http://pagina 1
    il ministro Giovanardi, che se le porti nella sua regione le scorie, perché la Sardegna a sempre pagato il suo contributo verso lo stato Italiano, più di tutte le altre regioni. sono un sardo molto addirato, dopo aver letto tutti questi articoli sulle scorie e se si deve arrivare a dover fare l'intifada, io ci partecipero di buon cuore per difendere la mia terra.I nostri nonni l'anno fatto per unire l'Italia, pagando con molto sangue Sardo questa riunificazione del'Italia. noi i Sardi, siamo sempre stati l'ultima ruota del carro e non solo, tutti vengono, prendono e se ne vanno e ti lasciano i rifiuti.Tutto questo succede perché i Sardi sono troppo gentili ed ospitali e tutti ci passano sopra ma questa volta é troppo sig ministro perché non ci lasceremo fare ancora una volta. Tilloca Angelo


    14/06/2003
    tilloca , la Louviere Belgio
    http://pagina 1
    il ministro Giovanardi, che se le porti nella sua regione le scorie, perché la Sardegna a sempre pagato il suo contributo verso lo stato Italiano, più di tutte le altre regioni. sono un sardo molto addirato, dopo aver letto tutti questi articoli sulle scorie e se si deve arrivare a dover fare l'intifada, io ci partecipero di buon cuore per difendere la mia terra.I nostri nonni l'anno fatto per unire l'Italia, pagando con molto sangue Sardo questa riunificazione del'Italia. noi i Sardi, siamo sempre stati l'ultima ruota del carro e non solo, tutti vengono, prendono e se ne vanno e ti lasciano i rifiuti.Tutto questo succede perché i Sardi sono troppo gentili ed ospitali e tutti ci passano sopra ma questa volta é troppo sig ministro perché non ci lasceremo fare ancora una volta.E, voi politici Sardi, fatte sentire una volta per tutte la voce che avete, al posto di passare solo alla cassa. tilloca Angelo


    15/06/2003
    jubanne, Iglesias
    1-A giudicare dal forum,l'on.Giovanardi, biancofiore doc, è il più straordinario reclutatore di Indipendentisti sardi della storia. 2- Siccome noi sardi siamo dei veri signori, non abbiamo ancora esplicitato il luogo angusto dove tutti pensiamo che Giovanardi possa introdurre forzatamente le scorie: da veri maestri del non dire, lo lasciamo immaginare. 3-A lato di tanti exploits verbali, che evidenziano e suscitano giusti sentimenti di orgoglio etnico(da utilizzare con molto raziocinio, si spera) si assiste al fragoroso silenzio di un ex-giornalista, ex-sindaco,tra poco ex-presidente del consiglio regionale,ormai tristemente spentosi come politico, del tutto inerte di fronte alla montagna di letame che i suoi amici stanno per riversare sull'isola. Mauro, che ne dice Romano? Cosa ti dirà di dire alla prossima intervista? Farai ancora finta di esistere? 4- So di rischiare una possibile apologia di reato se dico che il ministro Pisanu (notoriamente sardo di stirpe, meno di cervello) potrebbe trovarsi a dover fronteggiare una estate rovente di attentati, blocchi stradali, aggressioni: in confronto, ciò che si è visto sinora a Nuoro e dintorni sembreranno scherzi da buontemponi ubriachi. I fidi velinari dei vari TG estivi dovranno però parlare non di una minoranza criminale, ma di una maggioranza incazzatissima. 5- Direbbe il Manno "Cando si tene' su bentu est prezisu bentulare". Tando, si est ora, bentulamus.


    14/06/2003
    Alessandra, Cagliari
    NO! NO! NO! Non vogliamo che ci venga imposta una scelta così condizionante sulla qualità della nostra vita e sulle nostre aspettative di sviluppo del turismo. La Sardegna è una isola che tutti nel bacino del mediterraneo considerano come un piccolo paradiso, un sogno sospeso tra il mediterraneo e i grandi oceani. E molti di noi sardi credono a questo sogno. Diteci cosa possiamo fare per esprimere la nostra rabbia e contrarietà, saremo in tanti a sostenere la nostra realtà.

 

 
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