I geologi e gli scienziati di tutto il mondo (e dalle ultime dichiarazioni anche lo gnurantün Jean) invece dicono che le miniere dismesse della Sardegna sono DEL TUTTO INADATTE.In Origine Postato da Manuel
Non solo. Secondo Jean la creazione di un deposito nazionale "sono praticamente nulli per la popolazione e per l'ambiente, mentre i rischi dell'attuale situazione sono elevati". Jean ha quindi parlato dei criteri scelti per individuare il sito, che sorgerà su un'area di 100 ettari se superficiale e di 50 se sub-superficiale. Quanto al costo, sarà di 400 milioni di euro nel primo caso e di 500 milioni nel secondo. "Si è valutato - ha spiegato il commissario - che in futuro si potrà pervenire all' individuazione di 3-8 siti potenziali, classificati in ordine di preferenza per consentire una preliminare scelta politica e prospezioni geologiche particolareggiate. Si prevede che la Conferenza delle Regioni esprimerà il suo avviso sui criteri di selezione entro 1 o 2 mesi e che l' adeguamento dello studio sulle modalità richiederà altri 1-2 mesi. Si dovrebbe quindi essere in condizione di avere una decisione politica nel prossimo autunno, allorquando dovrebbe essere stato approvato il ddl sull' energia".
In breve ciò è dovuto al fatto che le rocce sarde sono permeabili. Le miniere dismesse sono soggette a continui allagamenti e attualmente la maggior parte sono sommerse (quando funzionavano bisognava continuare a pompare acqua senza mai risolvere il problema dell'allagamento). Le miniere non perennemente allagate sono soggette a continuo stillicidio (ovvero continua infiltrazione di acqua), la stessa acqua che produce, col suo stillicidio, meravigliose formazioni calcaree nei centinaia di chilometri di grotte sotterranee della Sardegna. (Alcune grotte sono visitabili, alcune, come le Grotte di Nettuno di Alghero e le Grotte del Bue Marino di Cala Gonone sono sul mare, visitatele!) Questo continuo passaggio di acqua è deletereo per qualsiasi struttura destinata a durare, specialmente per il centemillenario "sarcofago" delle scorie. Essa infatti è altamente erosiva, anche a breve termine, e un "grattacielo" sotterraneo di scorie non è facile da monitorare in questo senso.
Per la provenienza, è tutto su articoli presenti su questo thread, comunque riassumo in breve: provengono dalle due centrali nucleari italiane in seguito chiuse, e una parte da una centrale francese. Queste centrali sono funzionate in continuo per molti anni e hanno prodotto quasi tutte le scorie da stoccare. Una minuscola parte deriva da scarti dovuti a processi ricollegati al nucleare provenienti da ospedali e industrie. E' ragionevole che questi scarti (peraltro di minore pericolosità) sono quantitativamente trascurabili.
Per quanto mi riguarda la Sardegna i suoi due metri cubidi scorie prodotti dai 3 o 4 ospedali realmente all'avanguardia (gli altri non so nemmeno se si possono definire ospedali) isolani, per me se li può giustamente tenere. Si dice che a Porto Rotondo/Portu Idundu, sotto la villa di Berlüsca c'è molto spazio...
Adiosu.
Cristianu




di scorie prodotti dai 3 o 4 ospedali realmente all'avanguardia (gli altri non so nemmeno se si possono definire ospedali) isolani, per me se li può giustamente tenere. Si dice che a Porto Rotondo/Portu Idundu, sotto la villa di Berlüsca c'è molto spazio...
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CHE PALLE 'STO BAGAROZZO!
