In quella citazione non si parlava di totalitarismo, ma di cristiani "sociali", e per giunta in modo non lusinghiero.In origine postato da david777
Strurzo aveva ragione e come per lui non è la libertà che disturba ma i totalitarismi. Ad ogni modo la democrazia cristiana non dovrebbe considerare Don Sturzo (fallibile strumento umano) la fonte dell'autorità e della legittimità etica in economia e politica. Don Sturzo sembra essere andato molto vicino alla visione di una società cristiana che possa dirsi libera e civile, ma la fonte prima della Civitas è per i cristiani "la Città di Dio".
Quanto alla città di Dio forse val la pena ricordare che gente come Gioacchino da Fiore non è un grande esempio di cristianità.
Nessun utopista lo è.




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i tuoi accostamenti tra politica e citazioni bibliche a volte sono inaccettabili, mi ricordano l'integralismo di qualche chiesa protestante americana.
Non perché non piace anche a me citare qualche Parola, l'importante che non viene sfruttata per condannare un avversario politico si raggiunge l'orlo del ridicolo. se proprio bisogna risponderti ti ricordo che Gesù diceva: beati i poveri in SPIRITO...e non per forza poveri materialmente. anche un ricco può vivere in modo distaccato dalle sue ricchezze, che ne farebbe anche a meno, così come un povero può anche essere avido e invidioso. Infine ti ricordo per l'ennesima volta che sarebbe meglio distinguere "Cesare" da Dio, le questioni private, intime e personali da quelle dell'attività pubblica. Don Sturzo sapeva bene distinguere i due campi, era sacerdote cattolico e affidava la sua anima a Dio ma si impegnava in politica come laico, tantoché definì il PPI come partito d'ispirazione cristiana ma Aconfessionale, si ispirava ai valori cristiani nella loro sostanza ma non si è MAI permesso di presentare il programma del Vaticano. sarebbe stato ridicolo e assurdo.
il credente che si impegna politica SI ISPIRA al proprio credo ma non ricopia mai punto per punto il programma della Chiesa.
