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Discussione: Castro....

  1. #1
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    Predefinito Castro....

    ...incavolato?

    Nuove e grandi battaglie ci aspettano”, aveva annunciato sabato scorso Fidel Castro, minacciando “la mafia alleata dell’imperialismo americano” di recente “aggiuntasi agli yankee” per “cospirare contro Cuba”. Cioè l’Unione europea, rea di aver deciso sanzioni politiche contro di lui in seguito
    all’ultima ondata di repressioni contro i dissidenti. Ma quale potesse essere lo strumento dell’annunciata rappresaglia da parte di un’isola che 44 anni di malgoverno personalista hanno ridotto a un reddito pro capite di 150 dollari l’anno, era materia di un’aspettativa tra l’intrigato e il divertito.
    Mettere la cintura di castità ai turisti caccia- jineteras in entrata? Contingentare l’export di sigari Avana e Havana Club? Così veramente dai 150 dollari si sarebbe potuti precipitare ai 50 o anche meno. Infine, il rebus si è sciolto. “Come prima risposta del nostro popolo alla vergognosa e traditrice posizione dell’Unione europea, in aperta complicità con la scalata aggressiva del governo degli Stati Uniti, oltre un milione di habaneros divisi in due colonne marceranno rispettivamente di fronte alle ambasciate di Spagna e Italia all’Avana”, ha annunciato un comunicato ufficiale letto dalla televisione cubana. Nessuna sorpresa per il numero: un milione è la proporzione di tutte le manifestazioni indette nella capitale. Corrisponde evidentemente all’esatta manodopera cittadina in un’economia dove tutto è in mano allo Stato, e certi annunci tv vanno letti come da noi l’arrivo delle cartoline precetto al tempo della Grande guerra. Nessuna sorpresa neanche per il fatto che la colonna principale, quella in testa alla quale si è mosso lo stesso Fidel, si sia diretta verso l’ambasciata spagnola.

    Uniti alla Spagna da profondi vincoli di sangue e cultura e divisi dal ricordo di un’interminabile guerra d’indipendenza, le cui ferite non si sono ancora del tutto cicatrizzate, i cubani guardano da sempre all’ex madrepatria come un controverso punto di riferimento. E Madrid è ormai la seconda capitale dell’esilio dopo Miami. Ma la terza è Parigi, non certo Roma. E il partner privilegiato dell’“interventismo” di George W. Bush è il premier britannico, Tony Blair, più del pur volenteroso Cav. Eppure, la colonna numero due si è diretta ieri verso l’ambasciata italiana, guidata nientemeno che dal “fratellissimo” ed erede al trono, Raúl Castro. Anche lui nella divisa verde olivo dei barbudos, come il líder máximo.

    La fama di puttanieri di cui godono i nostri turisti negli ultimi anni e le interviste di Gianni Minà ci meritano davvero tanto onore? Fidel crede davvero a quel che dice, quando accusa il “fascista e bandito” Silvio Berlusconi di essere stato assieme al premier spagnolo, José María Aznar, il vero regista dell’ultima svolta europea? In realtà, la schizzinosa Ue ha reagito nello stesso modo in cui reagisce sempre quando un suo partner del Terzo mondo è preso in castagna in materia di diritti umani. Continua però a essere contraria all’embargo americano, e d’altronde tutti i dittatori da lei bacchettati sanno benissimo che basta far finta di niente per qualche mese perché le sanzioni siano poi inghiottite dalla grande pattumiera dell’oblio. A meno, appunto, di non essere tanto stupidi da ricordare il fattaccio in continuazione, come Fidel sta facendo nel modo più controproducente. Ci
    potrebbe essere un’altra chiave di lettura: aggregarsi alle battaglie girotondine contro i leader del centrodestra spagnolo e italiano, proprio per creare imbarazzo a quella vasta area di intellettuali di sinistra loro avversari, che però si sono mobilitati anche contro le ultime prodezze forcaiole di Fidel. Ma forse è un ragionamento troppo sofisticato per l’élite al potere a Cuba.
    Alla fine, dunque, sembra che la ragione vera dell’arrabbiatura stia proprio nei soldi: i 40 milioni di euro in progetti di cooperazione allo sviluppo che Berlusconi ha deciso di sospendere unilateralmente, in rappresaglia alle tre fucilazioni e ai 1.454 anni di carcere per 75 dissidenti. Soldi dei contribuenti italiani, si badi bene. Ma che Fidel pretende di estorcere dalle nostre tasche senza sottostare a nessuna condizione. Con la sola minaccia che in caso contrario continuerà a mandare i suoi statali a fare girotondi attorno ai nostri diplomatici.

    saluti

    da Il Foglio

  2. #2
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    Predefinito Silvio Berlusconi, tra i leader europei più influenti e autorevoli

    E' quanto ritiene Fidel Castro, ennesima carica istituzionale di un Paese a conferire la patente di leader influente in ambito internazionale al nostro presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Per fortuna, a differenza delle guide dei paesi più rispettabili e degni della comunità internazionale, l'ignobile dittatore cubano gli ha dedicato addirittura una marcia di protesta (da condividere con Aznar, l'altro fascista spagnolo), una sorta di grande girotondo internazionale. Immaginiamo l'orgoglio e gli occhi lucidi per la commozione dei morettiani e i vari movimentisti, nel vedere un milione di cubani assediare la nostra ambasciata gridando slogan contro l'odiato nemico. Certo, Fidel Castro ha una certa età, il crollo sempre più prossimo del suo regime lo spinge ad iniziative inconsulte, ad accentuare la violenza repressiva, ma è inequivocabile il messaggio che ha lanciato: Silvio Berlusconi ha un ruolo centrale nella politica estera dell'Unione Europea e va combattuto. Si attende la risposta della chiamata alle armi di Diliberto&C: non possono certo lasciare isolato il loro eroico dittatore latinoamericano.

  3. #3
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    Predefinito Re: Silvio Berlusconi, tra i leader europei più influenti e autorevoli

    Originally posted by Österreicher
    E' quanto ritiene Fidel Castro, ennesima carica istituzionale di un Paese a conferire la patente di leader influente in ambito internazionale al nostro presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Per fortuna, a differenza delle guide dei paesi più rispettabili e degni della comunità internazionale, l'ignobile dittatore cubano gli ha dedicato addirittura una marcia di protesta (da condividere con Aznar, l'altro fascista spagnolo), una sorta di grande girotondo internazionale. Immaginiamo l'orgoglio e gli occhi lucidi per la commozione dei morettiani e i vari movimentisti, nel vedere un milione di cubani assediare la nostra ambasciata gridando slogan contro l'odiato nemico. Certo, Fidel Castro ha una certa età, il crollo sempre più prossimo del suo regime lo spinge ad iniziative inconsulte, ad accentuare la violenza repressiva, ma è inequivocabile il messaggio che ha lanciato: Silvio Berlusconi ha un ruolo centrale nella politica estera dell'Unione Europea e va combattuto. Si attende la risposta della chiamata alle armi di Diliberto&C: non possono certo lasciare isolato il loro eroico dittatore latinoamericano.
    --------------------------

    E il suo amatissimo (anche dal popolo felice e libero cubano) fratello Raul.

    saluti

  4. #4
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    Predefinito Da sottolineare la rapidità...

    ...con la quale Castro ed il suo liberalissimo regime stanno risolvendo i problemi della bella isola di Cuba.

    Pensa, son lì da 44 anni, il doppio del tempo dell'abominevole regime fascista di Benito Mussolini, eroe del giovanissimo Fidel.

    saluti

  5. #5
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    Predefinito Re: Da sottolineare la rapidità...

    Originally posted by mustang
    ...con la quale Castro ed il suo liberalissimo regime stanno risolvendo i problemi della bella isola di Cuba.

    Pensa, son lì da 44 anni, il doppio del tempo dell'abominevole regime fascista di Benito Mussolini, eroe del giovanissimo Fidel.

    saluti
    Sono contro Berlusconi, credo che sia al governo per fare più i suoi personali interessi dei miei e però affermo con convinzione che Castro, tiranno dittatore, deve solo stare zitto. Berlusconi è stato eletto (purtroppo ma è legittimo) democraticamente. Lui no. Questo dunque basterebbe a tacitare il tirannello caraibico.
    In Italia la democrazia conosce tante anomalie - tra cui un gigantesco conflitto d'interessi - ma il fatto che io sia qua a scrivere certe cose dimostra che per quanto inadeguata una democrazia è superiore ad un sistema che fa di un'isola una galera.
    Ciò detto, .... RESISTERE RESISTERE, RESISTERE
    GIUSTIZIA E LIBERTA'

  6. #6
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    Predefinito

    Castro è stato pagato dai governi Spagnolo e italiano per attaccarli e farli sembrare dalla parte della ragione.

  7. #7
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    Predefinito Perchè nascondersi sempre...

    ...dietro al dito?

    Castro pagherà o sarà pagato per i suoi motivi, cvhe poco interessano chi, come me, lo considera uno sporco e sanguinario dittatore alla pari di Ceausescu, Mussolini, Saddam, Tito.
    Tralascio i peggiori, Stalin, Hitler e Mao.
    Se poi volete negare la realtà, son cavolicchi vostri.

    saluti

  8. #8
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    Predefinito

    a) Cuba e' uno dei pochi paesi al mondo che, minacciati, ha sempre risposto all'niterno della legalita' internazionale

    b) mustang puo' fare lo spiritoso, ma non gli tocca il fatto che i Cubani soffrano per colpa degli Stati Uniti

    Abajo El fascismo! Cuba Libre!

  9. #9
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito Re: Re: Da sottolineare la rapidità...

    Originally posted by willy
    Sono contro Berlusconi, credo che sia al governo per fare più i suoi personali interessi dei miei e però affermo con convinzione che Castro, tiranno dittatore, deve solo stare zitto. Berlusconi è stato eletto (purtroppo ma è legittimo) democraticamente. Lui no. Questo dunque basterebbe a tacitare il tirannello caraibico.
    In Italia la democrazia conosce tante anomalie - tra cui un gigantesco conflitto d'interessi - ma il fatto che io sia qua a scrivere certe cose dimostra che per quanto inadeguata una democrazia è superiore ad un sistema che fa di un'isola una galera.
    Ciò detto, .... RESISTERE RESISTERE, RESISTERE
    GIUSTIZIA E LIBERTA'
    Se tu credi a Powell e Blair, la cosa non mi sorprende.

    A volte i boccaloni si vedono da come guardano il Tg5.

  10. #10
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito

    Per gli ignoranti, che vivono solo in funzione di un nemico e incapaci di discutere delle questioni reali e complesse del mondo, si sta parlando si questo:

    Sono quattro le misure annunciate:

    Primo: Limitare le visite governative bilaterali ad alto livello.

    E’ necessario ricordare che negli ultimi cinque anni nessun Capo di Stato o
    di Governo dell’Unione Europea ha visitato Cuba.

    Nemmeno il Re di Spagna, Don Juan Carlos I, che per la sua naturale simpatia
    e semplicità si è guadagnato il rispetto del popolo e del governo cubano, è
    riuscito a compiere la sua visita ufficiale; il Capo del Governo spagnolo,
    José María Aznar –che costituzionalmente deve autorizzare la visita--, è
    stato concludente: "Il Re andrà a Cuba quando sarà l’ora".

    Da parte loro, soltanto due Ministri degli Esteri dei Quindici hanno
    viaggiato a Cuba dal 1998: il signore Louis Michel del Belgio, nel 2001 –il
    quale ha fatto un genuino sforzo per sviluppare i rapporti— e la signora
    Lydie Polfer, del Lussemburgo, nel 2003.

    Nessun altro ha voluto in Europa –e oggi ancora meno— provocare dei
    dispiaceri a Washington. Invece, soltanto nel 2002, visitarono Cuba 663
    delegazioni di alto livello del resto del mondo, di cui 24 Capi di Stato o
    di Governo e 17 Ministri degli Esteri.

    Secondo: Ridurre il livello della partecipazione degli Stati Membri in
    avvenimenti culturali.

    Su questa insolita decisione dell’Europa colta e civile diremo che dovrebbe
    almeno far vergognare i suoi autori.

    Convertire gli intellettuali e artisti, europei e cubani, e i nostri popoli
    che si beneficiano dello scambio culturale, in vittime speciali
    dell’aggressione è una misura tanto reazionaria che risulta inconcepibile
    nel XXI secolo.

    Il primo segnale di questa politica assurda era stato fornito dal governo
    spagnolo, che nello scorso aprile ha vietato la partecipazione della
    delegazione spagnola al festival "La Huella de España" (L’Impronta della
    Spagna; N.d.T.), dedicato proprio a rendere omaggio alla cultura del
    suddetto popolo fratello. A ciò si aggiunge il fatto che il Centro Culturale
    Spagnolo all’Avana, lungi dal promuovere la cultura spagnola a Cuba,
    obiettivo per il quale fu creato, ha mantenuto un programma di attività non
    riferite alla sua funzione originale, in aperta sfida alle leggi e alle
    istituzioni cubane, e in flagrante trasgressione della lettera dell’accordo
    che gli diede origine.

    Nei prossimi giorni le autorità cubane adotteranno le misure pertinenti
    affinché il centro venga trasformato in un’istituzione che compia in realtà
    il nobile proposito di diffondere la Stato o di Governo e 17 Ministri degli
    Esteri.

    Secondo: Ridurre il livello della partecipazione degli Stati Membri in
    avvenimenti culturali.

    Su questa insolita decisione dell’Europa colta e civile diremo che dovrebbe
    almeno far vergognare i suoi autori.

    Convertire gli intellettuali e artisti, europei e cubani, e i nostri popoli
    che si beneficiano dello scambio culturale, in vittime speciali
    dell’aggressione è una misura tanto reazionaria che risulta inconcepibile
    nel XXI secolo.

    Il primo segnale di questa politica assurda era stato fornito dal governo
    spagnolo, che nello scorso aprile ha vietato la partecipazione della
    delegazione spagnola al festival "La Huella de España" (L’Impronta della
    Spagna; N.d.T.), dedicato proprio a rendere omaggio alla cultura del
    suddetto popolo fratello. A ciò si aggiunge il fatto che il Centro Culturale
    Spagnolo all’Avana, lungi dal promuovere la cultura spagnola a Cuba,
    obiettivo per il quale fu creato, ha mantenuto un programma di attività non
    riferite alla sua funzione originale, in aperta sfida alle leggi e alle
    istituzioni cubane, e in flagrante trasgressione della lettera dell’accordo
    che gli diede origine.

    Nei prossimi giorni le autorità cubane adotteranno le misure pertinenti
    affinché il centro venga trasformato in un’istituzione che compia in realtà
    il nobile proposito di diffondere la cultura spagnola nel nostro paese.

    Terzo: Invitare i dissidenti cubani alle celebrazioni di feste nazionali.

    Con questa decisione, che convertirebbe gli ambasciatori europei all’Avana
    in impiegati del signor Cason, e che metterebbe le ambasciate dei paesi
    membri dell’Unione Europea al servizio del lavoro sovversivo della Sezione
    di Interessi nordamericana –il che fino adesso soltanto veniva fatto in modo
    aperto dall’Ambasciata spagnola--, l’Unione Europea formalizza l’intenzione
    di sfidare il popolo cubano, le sue leggi e istituzioni.

    Cuba avverte, in modo sereno ma deciso, alle ambasciate europee e ai
    mercenari locali del governo nordamericano che non tollererà provocazioni né
    ricatti. I mercenari che tentino di trasformare le ambasciate europee
    all’Avana in centri di cospirazione contro la Rivoluzione, devono sapere che
    il popolo cubano saprà esigere che si applichino con rigore le nostre leggi.
    Le ambasciate europee devono essere coscienti che mancherebbero ai propri
    obblighi, stabiliti nella Convenzione di Vienna sui Rapporti Diplomatici, se
    si prestano al lavoro sovversivo contro Cuba.

    Le misure che Cuba deva adottare per difendere la propria sovranità e le
    conseguenze che ne derivino saranno responsabilità esclusiva dell’Unione
    Europea, che con assoluta arroganza ha adottato una decisione che offende
    profondamente la sensibilità e la dig cultura spagnola nel nostro paese.

    Terzo: Invitare i dissidenti cubani alle celebrazioni di feste nazionali.

    Con questa decisione, che convertirebbe gli ambasciatori europei all’Avana
    in impiegati del signor Cason, e che metterebbe le ambasciate dei paesi
    membri dell’Unione Europea al servizio del lavoro sovversivo della Sezione
    di Interessi nordamericana –il che fino adesso soltanto veniva fatto in modo
    aperto dall’Ambasciata spagnola--, l’Unione Europea formalizza l’intenzione
    di sfidare il popolo cubano, le sue leggi e istituzioni.

    Cuba avverte, in modo sereno ma deciso, alle ambasciate europee e ai
    mercenari locali del governo nordamericano che non tollererà provocazioni né
    ricatti. I mercenari che tentino di trasformare le ambasciate europee
    all’Avana in centri di cospirazione contro la Rivoluzione, devono sapere che
    il popolo cubano saprà esigere che si applichino con rigore le nostre leggi.
    Le ambasciate europee devono essere coscienti che mancherebbero ai propri
    obblighi, stabiliti nella Convenzione di Vienna sui Rapporti Diplomatici, se
    si prestano al lavoro sovversivo contro Cuba.

    Le misure che Cuba deva adottare per difendere la propria sovranità e le
    conseguenze che ne derivino saranno responsabilità esclusiva dell’Unione
    Europea, che con assoluta arroganza ha adottato una decisione che offende
    profondamente la sensibilità e la dignità del popolo cubano.

    Quarto: Riesaminare la Posizione Comune dell’Unione Europea su Cuba.

    Con quest’ultima formulazione, il signore Aznar e il governo spagnolo
    annunciano sin da adesso che intendono inasprire il testo della cosiddetta
    Posizione Comune su Cuba che, --vale la pena di ricordarlo— la Spagna impose
    al resto dell’Unione Europea nel 1996.

    Il 13 novembre di quell’anno il giornale spagnolo El País, sotto il titolo:
    "La Spagna propone all’Unione Europea di interrompere il credito e la
    cooperazione con l’Avana", annunciava che:

    "Il governo spagnolo proporrà domani a Bruxelles ai suoi soci dell’Unione
    Europea una strategia di persecuzione economica del regime di Fidel Castro
    (...) Il pacchetto che propone Aznar è strettamente in linea con l’attuale
    politica nordamericana. L’iniziativa che pretende portare avanti l’Esecutivo
    di Aznar suppone chiudere gli accessi alla cooperazione e ai crediti dei
    Quindici ed elevare il livello del dialogo con l’opposizione anticastrista.

    "(...) Le misure carezzate da Aznar (...) presuppongono una rottura completa
    della politica spagnola con Cuba..."

    Tra le misure annunciate dal giornale quel giorno c’era, oltre al tentativo
    di Aznar di sospendere la cooperazione dei quindici paesi europei con Cuba,
    alla revoca degli accordi imprenditoriali e alla chiusura deinità del popolo
    cubano.

    Quarto: Riesaminare la Posizione Comune dell’Unione Europea su Cuba.

    Con quest’ultima formulazione, il signore Aznar e il governo spagnolo
    annunciano sin da adesso che intendono inasprire il testo della cosiddetta
    Posizione Comune su Cuba che, --vale la pena di ricordarlo— la Spagna impose
    al resto dell’Unione Europea nel 1996.

    Il 13 novembre di quell’anno il giornale spagnolo El País, sotto il titolo:
    "La Spagna propone all’Unione Europea di interrompere il credito e la
    cooperazione con l’Avana", annunciava che:

    "Il governo spagnolo proporrà domani a Bruxelles ai suoi soci dell’Unione
    Europea una strategia di persecuzione economica del regime di Fidel Castro
    (...) Il pacchetto che propone Aznar è strettamente in linea con l’attuale
    politica nordamericana. L’iniziativa che pretende portare avanti l’Esecutivo
    di Aznar suppone chiudere gli accessi alla cooperazione e ai crediti dei
    Quindici ed elevare il livello del dialogo con l’opposizione anticastrista.

    "(...) Le misure carezzate da Aznar (...) presuppongono una rottura completa
    della politica spagnola con Cuba..."

    Tra le misure annunciate dal giornale quel giorno c’era, oltre al tentativo
    di Aznar di sospendere la cooperazione dei quindici paesi europei con Cuba,
    alla revoca degli accordi imprenditoriali e alla chiusura dei crediti
    scarsi, costosi e a breve termine che Cuba riceveva in quel critico momento
    del periodo speciale, il seguente proposito:

    "Dialogo con l’opposizione. Ognuno dei quindici ambasciatori europei
    all’Avana designerebbe un diplomatico specializzato nello stabilimento di un
    dialogo ad alto livello con i gruppi d’opposizione a Castro. I governi
    europei inviterebbero questi gruppi a un contatto permanente ad alto
    livello.

    "Questo pacchetto si formalizzerebbe mediante una "posizione comune"
    dell’Unione Europea e si ispira direttamente alla strategia nordamericana di
    persecuzione proclamata dall’Ambasciatore itinerante statunitense, Stuart
    Eizenstadt."

    Secondo il giornale El País, e la realtà lo ha confermato dopo: "Questo
    diplomatico statunitense ha insistito presso le cancellerie europee sulla
    necessità che l’Unione Europea abbandoni la sua attuale strategia..." nei
    confronti di Cuba.

    "Ha anche promesso all’ambasciatore itinerante che se i quindici paesi
    comunitari aderiscono all’approccio nordamericano, Washington "conferirà" ai
    suoi soci successivi delle proroghe semestrali nell’applicazione della Legge
    Helms Burton, che inasprisce l’embargo a Cuba e punisce gli investimenti
    europei nell’isola."

    "Spagna, che è stato il pilastro dell’approccio autonomo, diventerebbe così,
    se l’iniziativa fosse accolt crediti scarsi, costosi e a breve termine che
    Cuba riceveva in quel critico momento del periodo speciale, il seguente
    proposito:

    "Dialogo con l’opposizione. Ognuno dei quindici ambasciatori europei
    all’Avana designerebbe un diplomatico specializzato nello stabilimento di un
    dialogo ad alto livello con i gruppi d’opposizione a Castro. I governi
    europei inviterebbero questi gruppi a un contatto permanente ad alto
    livello.

    "Questo pacchetto si formalizzerebbe mediante una "posizione comune"
    dell’Unione Europea e si ispira direttamente alla strategia nordamericana di
    persecuzione proclamata dall’Ambasciatore itinerante statunitense, Stuart
    Eizenstadt."

    Secondo il giornale El País, e la realtà lo ha confermato dopo: "Questo
    diplomatico statunitense ha insistito presso le cancellerie europee sulla
    necessità che l’Unione Europea abbandoni la sua attuale strategia..." nei
    confronti di Cuba.

    "Ha anche promesso all’ambasciatore itinerante che se i quindici paesi
    comunitari aderiscono all’approccio nordamericano, Washington "conferirà" ai
    suoi soci successivi delle proroghe semestrali nell’applicazione della Legge
    Helms Burton, che inasprisce l’embargo a Cuba e punisce gli investimenti
    europei nell’isola."

    "Spagna, che è stato il pilastro dell’approccio autonomo, diventerebbe così,
    se l’iniziativa fosse accolta, la punta di lancia del movimento inverso"
    –concludeva il giornale El País .

    E così l’iniziativa del signore Aznar è stata accolta. Da essa è nata la
    Posizione Comune e, più tardi, la vergognosa Intesa dell’Unione Europea con
    gli Stati Uniti sulla Legge Helms Burton, in cui i governi europei hanno
    accettato di sottomettersi alle condizioni imposte dagli Stati Uniti, a
    cambio della promessa nordamericana di non castigare le imprese europee. Da
    essa nasce anche questa nuova campagna dei governi europei contro Cuba.

 

 
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