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Discussione: Referendum: si, no,...

  1. #1
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    Predefinito Referendum: si, no,...

    ...tutti al mare.

    Roma. Quando un giuslavorista comincia a parlare di normativa sul lavoro è finita. E’ un gergo per iniziati. Ma sul referendum di domenica ci si deve far capire da tutti. “I pochi che andranno a votare ‘no’ avranno l’unico effetto di concorrere al difficile conseguimento del quorum”, dice Maurizio Sacconi, sottosegretario al Welfare.

    L’articolo 18 (ritorna il gergo) “non rappresenta un diritto dei lavoratori, ma una tutela. E come tale va modulata alle condizioni del lavoratore e dell’azienda”. Insomma non si può pretendere che una impresa con meno di 16 dipendenti debba comportarsi in materia di licenziamento come la Fiat. “E’ una pura e semplice ipocrisia. Come si può pensare – si chiede retoricamente Sacconi – che, in un microambiente di lavoro, si possa andare oltre a una seria rottura del rapporto di fiducia?”. Ecco perché i trentasei sottoscrittori del Patto per l’Italia sono tutti per l’astensione: dalla Confindustria alla Cisl, dalla Confartigianato alla Uil. A proposito di ipocrisie il numero due di Maroni si chiede perché nessuno si preoccupi piuttosto dei due milioni e mezzo di collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co, evviva il gergo) che non godono di alcuna tutela. Per la verità un ex sindacalista doc, come Piero Ichino, qualche riflessione sui co.co.co l’ha fatta poche settimane fa sul Corriere della Sera. La tesi di Ichino è semplice e più o meno questa: il governo ha sbandierato la recente riforma del lavoro, impostata da Marco Biagi, come la più avanzata d’Europa. Non è così. Sui co.co.co., ad esempio, si opera un passo indietro in termini di flessibilità del mercato. “La riforma Biagi e l’astensione al referendum di domenica – dice Sacconi – sono figlie di un progetto unico di ristrutturazione del nostro mercato del lavoro. Vogliamo costruire un mercato complessivamente flessibile ed eliminare le flessibilità improprie”. I co.co.co pagano contributi sociali pari a circa il 14 per cento della retribuzione. I lavoratori dipendenti hanno una contribuzione del 33 per cento. “Si deve – insiste Sacconi – ampliare la base contributiva (ecco perché è necessario che i collaboratori versino di più all’Inps) e abbassare per tutti le aliquote contributive. E’ insostenibile la nostra situazione: solo un italiano su due in età di lavoro contribuisce al sistema previdenziale. E tra quelli che lo fanno ci sono due milioni e mezzo di collaboratori che versano solo con il 14 per cento della retribuzione”.

    La riforma Biagi e l’astensione al referendum sono i passaggi necessari, pensa Sacconi, di una riforma complessiva del nostro sistema economico: non solo occupazione, ma anche riforma della previdenza, degli ammortizzatori sociali e della scuola. Un pacchetto completo. “Dagli anni Settanta ereditiamo un impianto di diritti e di tutele. Dobbiamo verificare che siano sostanziali.
    Oggi il mondo del lavoro è diverso. La fabbrica fordista ha fatto il suo tempo. E’ necessaria maggiore responsabilità e le norme si devono adeguare. Il capitale digitale ha rivoluzionato i modelli organizzativi”.
    Sono due, per Sacconi, i passi fatti recentemente dal governo per adeguarsi alla nuova società. “Decolleranno gli uffici di collocamento privati che renderanno l’attuale suk del lavoro un vero e proprio mercato del lavoro.
    La passata riforma Treu li aveva banditi in omaggio a una vecchia concezione cattosindacale. In Italia solo il 4 per cento dei rapporti di lavoro è intermediato, il resto avviene per rapporti informali, amicali. E poi abbiamo reso più flessibile l’utilizzo del lavoro a tempo parziale. E’ fermo in Italia al 9 per cento, contro una media del 18 per cento in Europa. Il vecchio part-time dell’Ulivo non è stato bevuto dal mercato, nonostante alcuni incentivi finanziari, per le sue rigidità normative. Le abbiamo cancellate. Più part-time, vuole anche dire più donne nel mondo del lavoro. Oggi siamo il paese europeo con più basso tasso di impiego femminile”.

    Saluti

    da il Foglio

  2. #2
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    Io invece "adempirò" al mio diritto di astenermi, giacchè il dovere di andare a votare..............soprattutto in un referendum, ma del resto in ogni genere di elezione, NON esiste. Non esiste come dovere giuridico, non esiste come dovere civico, ne' come dovere morale.

    Saluti liberali

  3. #3
    SENATORE di POL
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    I doveri civici sono ben altri....... e lei è libero di farsela con chi vuole.....persino con il compagno Giovanni Berlinguer, cugino del presidente emerito della Repubblica Senatore a vita Francesco Cossiga....se crede.

    Shalom!!!

  4. #4
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    Io non voterò, o meglio, non posso votare.

    Come italiano residente all'estero non ho questo diritto. Non vi dirò se e cosa avrei votato vi dirò solo che il Ministero degli Interni non è stato in grado di aggiornare la lista degli iscritti Aire di moltissimi consolati, e che molti altri consolati non sono stati in grado di confrontare la lista in loro possesso con quella fornita loro dal ministero.

    Qui in Germania è stato così un po' dappertutto visto che miei colleghi di Berlino, di Bochum e di Bonn, come me, non hanno potuto votare.

    Io non ero favorevole al voto degli italiani all'estero per varie ragioni (io voto alle amministrative tedesche essendo residente qui), e credo che gli italiani che vivono in Italia debbano decidere le regole del loro mercato del lavoro (io rispetto quelle tedesche), ma visto che un populista da tre soldi che fa il ministro (per caritá un vecchio per bene) aveva sbandierato questa "grande riforma"...

    Questo referendum è chiaramente nullo visto che un numero elevatissimo di "aventi diritto" (solo tra i consolati inadempienti di Amburgo e Berlino abbiamo quasi 100000 potenziali votanti) non ha potuto assolvere a quanto gli è dovuto.

    Come si dice a Ginevra... "et voila, a l'italienne!"

  5. #5
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    ho rifiutato la scheda sull'art.18 e ho votato si a quello sugli eletrofdotti

  6. #6
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    Predefinito è fatta,la sinistra vera ha nuovamente perso.

    Originally posted by antonio
    che per voi i doveri civici non esistano e' cosa risaputa...
    cionondimeno è diritto di ciascuno anche non andare a votare, ci mancherebbe...
    vorra' dire che godro' della gradita compagnia dell'ex presidente Cossiga, mio concittadino.
    Si consoli,caro Antonio!

    mio figlio,segretario ad un seggio, alle 17,30 circa mi ha detto che sono a mala pena al 10%;verosimilmente domani si arriverà al 20%.
    Cosa significa?
    Gli italiani hanno dimosatrato con il voto e con la diserzione dal voto che vedono più chiaro di una parte politica che li vuole rappresentare.
    L'80% dell'elettorato ora sa che i duri e puri della sinistra sono il 20% e che non devono più sanzionare il popolo con le loro utopie.
    Vedo dunque,da domani sera un nuovo gioco politico.
    Sottotraccia ci si muoverà per una grossa coalizione(i numeri ci sono)e si metteranno fuori gli estremi e si metterà in atto il sacrificio di Berlusconi.
    Una soluzione,insomma all'italiana: i comunisti si prendono la testa di Berlusconi e il centro metterà finalmente un po' d'ordine fra i due poteri dello Stato(Legislatore e Magistratura).Il potere esecutivo si sa che è sempre un non potere,un ostaggio degli altri due.I comunisti di tutte le specie si dovranno adattare agli esiti delle poliche dei loro Machiavelli.
    Era ora
    Chi partecipa all'ipotesi?

  7. #7
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    fantapolitica

  8. #8
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    Predefinito Affascinante, l'ipotesi...

    ...di tucidide....ma dimentica l'amore, o meglio, l'attaccamento al bipolarismo espresso da sempre dal Presidente Ciampi.
    Credo che voglia, giustamente, passare alla Storia, come colui che, mai eletto direttamente in una competizione elettorale popolare, mai stato noto quale dirigente politico di alcun partito, ha portato il suo Paese ad accettare una "democrazia compiuta".

    Fatta, cioè, da una maggioranza e da una Opposizione alternative, democraticamente alternative.

    Tucidide, vuoi forse tornare alla "dittatura del centro?".

    saluti

  9. #9
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    Predefinito

    Mettiamola in questi termini, Tucidide:
    il centro riconquista la sua posizione e
    la sinistra rilancia le inquisizioni contro voi,
    e poi ?

    Non regge, non regge.
    Saluti Liberali
    Giorgio

  10. #10
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito

    Aero: si sa che sono degli imbroglioni, ma nessun Pfb o mustang ti rispondera'.

    Non provano vergogna per gli intrallazzi.

 

 
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