....Pella che un uomo con le palle non siede a Palazzo Chigi.
Silvio Berlusconi ha respinto le critiche del ministro degli Esteri francese, che lo aveva accusato di non interpretare lo spirito europeo perché non aveva incontrato Yasser Arafat durante il suo viaggio in Medio Oriente.
La visita è stata compiuta in qualità di capo del governo italiano – ha risposto Berlusconi – invitato da quello di Israele, e quindi non aveva alcun carattere di rappresentanza europea.
D’altra parte, Ariel Sharon rifiuta di incontrare leader politici che, contemporaneamente, rendano visita al vecchio rais palestinese. L’Italia ha invitato il premier palestinese Abu Mazen a Roma, confermando la volontà di contribuire all’accordo fra le parti.
Al termine della sua analisi Berlusconi ha detto che Dominique dVillepin ha perso una buona occasione per tacere. La formula, che può apparire un po’ cruda, non è però originale.
E’ infatti la stessa impiegata dal presidente francese Jacques Chirac, nell’imminenza dell’intervento anglo-americano in Iraq, nei confronti dei paesi dell’Europa orientale, Polonia in testa, che avevano espresso solidarietà alle posizioni americane, fortemente contestate da Francia e Germania nel Consiglio i sicurezza dell’Onu.
In questo modo, oltre ad affermare la piena sovranità italiana nei rapporti bilaterali con altri paesi – la base dell’indipendenza, cioè – Berlusconi ha lanciato un chiaro segnale ai paesi dell’Europa dell’Est, che ormai aderiscono all’Unione europea.
Nell’Unione, la pretesa francese di una sorta di alto patronato sulla politica altrui, in nome di un europeismo unilaterale, troverà pane per i suoi denti. La fase della minorità politica italiana, della sostanziale subalternità all’asse franco-tedesco, è finita, e con essa lo squilibrio nei rapporti fra i partner europei. Ed è un principio costituzionale quello che consente all’Italia di limitare la propria autonomia nell’ambito degli organismi internazionali cui aderisce “in condizione di parità”.
Sarebbe bene che quelli che citano la Costituzione a ogni piè sospinto lo ricordassero.
saluti




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) e per il semestre europeo non potrà che avere effetti positivi. In sostanza dà il meglio di sè quando deve conquistare gli altri. Una volta conquistati, inizia il declino. Prevedo quindi che in Europa lascerà un ottimo ricordo di sè proprio perchè il tutto durerà solo sei mesi. Da noi la cosa si fa un tantino più difficile, cinque anni sono tanti.
