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  1. #1
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    Predefinito Probabilmente è dai tempi di Giuseppe...

    ....Pella che un uomo con le palle non siede a Palazzo Chigi.



    Silvio Berlusconi ha respinto le critiche del ministro degli Esteri francese, che lo aveva accusato di non interpretare lo spirito europeo perché non aveva incontrato Yasser Arafat durante il suo viaggio in Medio Oriente.
    La visita è stata compiuta in qualità di capo del governo italiano – ha risposto Berlusconi – invitato da quello di Israele, e quindi non aveva alcun carattere di rappresentanza europea.
    D’altra parte, Ariel Sharon rifiuta di incontrare leader politici che, contemporaneamente, rendano visita al vecchio rais palestinese. L’Italia ha invitato il premier palestinese Abu Mazen a Roma, confermando la volontà di contribuire all’accordo fra le parti.

    Al termine della sua analisi Berlusconi ha detto che Dominique dVillepin ha perso una buona occasione per tacere. La formula, che può apparire un po’ cruda, non è però originale.
    E’ infatti la stessa impiegata dal presidente francese Jacques Chirac, nell’imminenza dell’intervento anglo-americano in Iraq, nei confronti dei paesi dell’Europa orientale, Polonia in testa, che avevano espresso solidarietà alle posizioni americane, fortemente contestate da Francia e Germania nel Consiglio i sicurezza dell’Onu.
    In questo modo, oltre ad affermare la piena sovranità italiana nei rapporti bilaterali con altri paesi – la base dell’indipendenza, cioè – Berlusconi ha lanciato un chiaro segnale ai paesi dell’Europa dell’Est, che ormai aderiscono all’Unione europea.

    Nell’Unione, la pretesa francese di una sorta di alto patronato sulla politica altrui, in nome di un europeismo unilaterale, troverà pane per i suoi denti. La fase della minorità politica italiana, della sostanziale subalternità all’asse franco-tedesco, è finita, e con essa lo squilibrio nei rapporti fra i partner europei. Ed è un principio costituzionale quello che consente all’Italia di limitare la propria autonomia nell’ambito degli organismi internazionali cui aderisce “in condizione di parità”.

    Sarebbe bene che quelli che citano la Costituzione a ogni piè sospinto lo ricordassero.

    saluti

  2. #2
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    Predefinito

    Ah....la grandeur de la France!!!! Costoro sono così pieni di sè, da pensare che l'Europa non sia che una Francia......più grande. La politica Europea per Parigi, è la politica allargata della Francia stessa. L'aiuto che stanno portando al regime degli ayatollah, dopo quello prestato a Saddam, per non dire del filo-arabismo spinto nella questione palestino-israeliana.....al di là dei roghi umani, che non impressionano certo i nostri pacifisti pseudo-cristiani e veri cretini (giuoco di parole ....da tradurre in lingua francese per essere inteso), rappresenta al meglio quale modello di politica estera ci vogliono indurre a sposare.
    Meglio restare coglioni coi coglioni che diventare i cagnolini cretini e castrati di Parigi...

    Saluti liberali

  3. #3
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    Predefinito Certo che quando meni...

    ...ci vai giù duro!

    saluti

  4. #4
    Alessandra
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    Predefinito

    Psicologicamente parlando Berlusconi ha il complesso dell'affascinatore (chissà se esiste) e per il semestre europeo non potrà che avere effetti positivi. In sostanza dà il meglio di sè quando deve conquistare gli altri. Una volta conquistati, inizia il declino. Prevedo quindi che in Europa lascerà un ottimo ricordo di sè proprio perchè il tutto durerà solo sei mesi. Da noi la cosa si fa un tantino più difficile, cinque anni sono tanti.

  5. #5
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    Predefinito

    In origine postato da Alessandra
    Psicologicamente parlando Berlusconi ha il complesso dell'affascinatore (chissà se esiste) e per il semestre europeo non potrà che avere effetti positivi. In sostanza dà il meglio di sè quando deve conquistare gli altri. Una volta conquistati, inizia il declino. Prevedo quindi che in Europa lascerà un ottimo ricordo di sè proprio perchè il tutto durerà solo sei mesi. Da noi la cosa si fa un tantino più difficile, cinque anni sono tanti.
    ---------------------------------

    Affascinare è facile, avendolo in dote dalla natura; più difficile è governare, a capo di una coalizione.
    Ed è qui che casca l'asino.
    Mussolini, Hitler, Stalin, Castro, Franco, Saddam, per prendere una decisione mica riunivano il Consiglio dei ministro per discutere cosa e quando agire, facciamo così punto e basta...mentre le democrazie, fisiologicamente, sono più lente e macchinose, arrivano sempre dopo, ma quando arrivano generalmente portano pace e benessere.
    Berlusconi è a capo di una coalizione dove:
    un gruppo vuole la secessione; un altro si accontenta del federalismo; per entrambi il loro capo ce l'ha con Roma ladrona.
    Un altro gruppo vuole la supremazia del centro, inteso come motore sociale e politico e religioso; un altro si accontenta di essere centro di una maggioranza moderata, e senza legami religiosi. Entrambi non amano il federalismo e sono ancorati "storicamente" alla "Roma ladrona" dei primi.
    Un altro gruppo, neo liberista, è per drastiche riforme del Lavoro, delle Pensioni e della Sanità; un altro è rimasto ancorato ai rispettabilissimi ma costosissimi principi sociali e quest'ultimo vuol contare più dell'altro e non ama quelli del federalismo.
    Un altro gruppo, i liberisti liberali ma non libertari che poi sarebbero la maggioranza, sono anche i meno motivati per motivi ideologici e fisiologici, essendo tra i più aperti alla discussione.
    Quest'ultimi non amano essere inquadrati in partiti o movimenti, ma si "attivano" fortemente quando chiamati a difendere i loro principi.
    Governare oggi, cioè riformare drasticamente il nostro Paese, sarebbe difficile anche per un "dittatore umano", ammesso che esistano, con una larga maggioranza.

    Pensa alle difficoltà che quotidianamente affronta e risolve il buon Berlusca.

    Non smetterò mai di ringraziarlo....e non prenderò mai la tessera del suo partito.

    Capito dove stanno le difficoltà?

    saluti

 

 

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