ANCORA UN MOSTRO IN PRIMA PAGINA
Ancora una volta sia costretti ad assistere ad una montatuira giudiziaria messa in atto da una Procura delle Repubblica, in questo caso quella di Napoli, che si inserisce appieno in quel clima di maccartismo berlusconiano che si e' venuto a creare nel nostro paese. L'inchiesta della procura di Napoli che ha indagato alcuni esponenti dei Carc della nostra citta' ha dell'incredibile. Lo diciamo perche' , seppur nelle grandi differenze politiche che ci distinguono, sappiamo bene come i Carc abbiano agito da sempre alla luce del sole all'interno dei movimenti sociali, e spesso come movimento studentesco ci siamo trovati nelle stesse piazze, quindi, vederli accusati di clandestinita' ci sembra un assurdo giuridico. Troppo spesso quelle organizzazioni di categoria che si definiscono "democratiche" finiscono per assumere i toni del giustizialismo e partecipare a pieno titolo alla berlusconiana "caccia al terrorista". La maggior parte delle inchieste messe su dalle questure e procure italiane su possibili collusioni tra il movimento dei movimenti e ambienti legati alla lotta aramata sono fini con un enorme buco nell'acqua. Dall'inchiesta di Cosenza con l'arresto di Francesco Caruso, all'arresto show di Michele Pegna , passando per l'arresto dei 20 pakistani a Forcella fino ad arrivare a questa inchiesta sui Carc. Tutti buchi nell'acqua nella esasperata caccia a chi "arresta per primo il terrorista" che vede impegnati in una appassionata "gara" Polizia, Carabinieri e Procure di tutta Italia.
Ci tocca sentire nuovamente le dichiarazioni di chi come la Confederazione degli Studenti sostiene di far parte del movimento studentesco, mentre e' risaputamente una confederazione di affaristi e segretari particolari dell'estabilishment amministrativo cittadino, che gridano allo scandalo leggendo di una iniziativa di solidarieta' che si terra' domani presso l'Istituto Universitario Orientale per discutere di questa inchiesta. La Confederazione degli Studenti parla di "clima esplosivo" e di usare il "buon senso", forse il buon senso doveva essere usato da chi come il rettore dell'Orientale Ciriello ha chiuso gli spazi degli studenti all'interno dell'univerista' come le aule R5 e Cipc blindate dopo l'occupazione.
Rinnoviamo la nostra solidarieta' agli attivisti colpiti da questa assurda inchiesta, e cominciamo a preoccuparci di chi sara' il prossimo mostro sbattuto in prima pagina?
Rete Campana Studenti in Movimento
Assemblea delle scuole disobbedienti di Napoli e Provincia




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