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  1. #21
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    Predefinito tratto da www.pri.it

    Scarface all'italiana

    Per contrastare gli accessi dei clandestini, inevitabili misure severe e rigorose

    Piena solidarietà e sostegno al ministro Pisanu che vediamo impegnato con la necessaria determinazione nel fronteggiare gli sbarchi di immigrati clandestini sulle nostre coste. Se un decennio e passa di lassismo nella cultura di governo del Paese, non avesse prodotto una situazione ingestibile come l'attuale, il governo ed il suo ministro degli Interni non sarebbero costretti alle attuali misure di severità. Confidiamo che esse si applichino in tempo ancora utile per evitare danni ulteriori al nostro Paese.

    L'Onu e l'opposizione si preoccupano, e giustamente, per i possibili diritti violati, cominciando con quelli fondamentali relativi di asilo politico. Capiamo bene. In particolare capiamo le Nazioni Unite. Dopo aver scoperto i razzi destinati a colpire i civili israeliani trasportati sulle autoambulanze di Kofi Annan in Palestina, ora al Palazzo di Vetro temono anche il dramma dei perseguitati politici respinti alle nostre frontiere. Chissà. Magari un impegno più proficuo delle Nazioni Unite nelle principali aree di crisi africane, sarebbe servito ad evitare quanto sta succedendo. Lo stesso vale per la nostra opposizione. Se il centrosinistra avesse davvero applicato le normative della Turco - Napolitano per il respingimento alle frontiere dei clandestini, oggi la situazione sarebbe meno grave.

    In condizioni eccezionali garantire i diritti dei più deboli diventa molto difficile, ed è chiaro che l'Italia, incapace negli anni passati di regolare gli accessi, si trova assediata da questa emergenza, tanto da reagire drasticamente.

    Purtroppo ci sono dei precedenti nella storia dell'umanità sui rifugiati politici. Ad esempio quando Cuba espulse tutta la feccia delle sue carceri, riversandola sulla costa degli Stati Uniti nella prima metà degli anni ‘70, buona parte di quei criminali si definì "perseguitato politico". In questo modo riuscì ad essere accolta, e specializzò e potenziò le sue capacità di delinquere. Vi è persino uno storico film di Brian De Palma con Al Pacino su queste vicende, "Scarface".

    Crediamo che Pisanu ed il governo in queste ore stiano impedendo uno Scarface italiano. Senza ripristinare una doverosa severità, tale da scoraggiare gli accessi nel nostro Paese, non saremo in grado di aiutare proprio nessuno. Nemmeno chi ne ha davvero bisogno.

    Roma, 5 ottobre 2004
    [mid]http://utenti.lycos.it/NUVOLA_ROSSA/ZERONIGHTMARE.mid[/mid]

  2. #22
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    Predefinito Immigrati, di Davide Giacalone

    Immigrati

    Sono 2.194.000 gli immigrati con regolare permesso di soggiorno, in Italia. Lo ha detto il ministro degli Interni, nel mentre il Senato approvava la conversione del decreto legge (manca ora il voto della Camera) con le modifiche alla legge che regola la materia. Due i punti più importanti. A convalidare il decreto d’espulsione saranno, entro quarantotto ore, i giudici di pace; la pena per gli espulsi, che rimangano clandestini in Italia, sale fino a quattro anni di detenzione.
    Ma l’occasione è stata colta dal ministro per dire che l’immigrazione è utile e non dobbiamo averne paura. Giusto. Gli immigrati vengono in Italia a lavorare, e per farlo affrontano sacrifici enormi, sia per il costo che per le condizioni del viaggio, sia per l’inevitabile rottura degli affetti familiari. Lavorando creano ricchezza, e si calcola che già il sei per cento del nostro pil lo si debba a loro.
    E’ un nostro interesse (oltre che cosa giusta in sé) regolarizzarli: chi ha una prospettiva di vita in Italia non solo ci lavorerà, ma c’investirà. Gli immigrati hanno un’età media di gran lunga inferiore a quella degli italiani, e la loro aspirazione alla regolarità si traduce in importanti contributi al nostro sistema previdenziale. Naturalmente fra di loro vi sono anche dei delinquenti, come fra noi, del resto. Ai criminali deve provvedere la legge, senza per questo far ricadere su una collettività il peso di ciò che non la riguarda.
    La soglia economica di accesso al mercato del lavoro è, per gli immigrati, bassa, il che significa che è conveniente assumerli. Chiunque conosca le economie familiari sa bene che sugli immigrati punta la stabilità di gran parte delle famiglie a reddito medio. La regolarizzazione, a quel punto, diventa un problema più con lo Stato che con l’immigrato. Come sempre, l’eccesso di vincoli e garanzie si traduce in sollecitazione al mercato nero o grigio (tipo le regolarizzazioni parziali). E’ un problema nostro, non loro.
    Gli italiani non sono razzisti, non sono affetti neanche da diffidenza. Credo siano pochi gli italiani che sentono di avere problemi verso gli immigrati, intesi come persone fisiche. Sono molti, invece, gli italiani che guardano con sospetto, o con paura, al fenomeno. Siamo un paese di piccoli ricchi che si sentono sempre più insicuri, che talora credono siano altri a venirci a sottrarre la ricchezza. Naturalmente non è così, e dei nostri guai economici siamo responsabili solo noi. Soffiare sul fuoco della paura è, questo sì, da irresponsabili.

    Davide Giacalone

    http://www.davidegiacalone.it

    tratto dalla pagina web ...
    http://it.groups.yahoo.com/group/Rep...i/message/1124

  3. #23
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    Predefinito tratto da www.pri.it

    Rigettati i dubbi di costituzionalità sugli Statuti dell’Emilia Romagna e dell’Umbria/Le dichiarazioni del presidente Vasco Errani e di Luisa Babini del Pri sulle decisioni della Consulta

    A rischio l’applicazione della nuova legge elettorale

    di Pino Vita*

    La Corte costituzionale ha dichiarato infondate le questioni di legittimità, sollevate dal Governo, sulle norme relative al voto degli immigrati e alle coppie di fatto e contenute negli Statuti delle regioni Emilia Romagna ed Umbria.

    Una norma, comune agli Statuti delle due Regioni, riguardava il diritto di voto, i referendum e le altre forme di consultazione popolare a favore degli immigrati residenti: una decisione che aveva suscitato le maggiori riserve, in quanto legata alle polemiche sull’immigrazione e alla definizione dei criteri di garanzia che debbono essere applicati nel disciplinare i diritti individuali degli immigrati e nell’affrontare i problemi che ne derivano.

    A tale proposito la Consulta ha dichiarato che la disposizione della regione Emilia Romagna "manifesta con chiarezza l’insussistenza di un’attuale pretesa della Regione di intervenire nella materia di elezioni statali, regionali e locali, riconoscendo il diritto di voto a soggetti estranei a quelli definiti dalla legislazione statale o inserendo soggetti di questo tipo in procedure che incidono sulla composizione delle assemblee rappresentative. Resta nell’area delle possibili determinazioni delle Regioni la scelta di coinvolgere in altre forme di consultazione o di partecipazione soggetti che comunque prendano parte consapevolmente alla vita associata, anche a prescindere dalla titolarità del diritto di voto e anche dalla cittadinanza italiana." In base al pronunciamento dei "giudici delle leggi" i cittadini immigrati hanno, pertanto, diritto di proposta per i referendum consultivi. Analoga decisione era stata presa una settimana fa dalla Consulta nella vertenza tra il governo e la regione Toscana, mentre le decisioni attuali hanno convalidato altre norme dello stesso Statuto, tra cui quella che prevedeva che la regione Emilia Romagna , nelle materie di propria competenza, provvedesse direttamente all’esecuzione degli accordi internazionali stipulati dallo Stato, pur nel rispetto delle norme di procedura previste dalla legge. La Corte ha anche giudicato legittima quella parte dello Statuto riguardante l’area metropolitana di Bologna che era uno dei punti da sciogliere ed a proposito è stato riconosciuto che la competenza che lo Statuto ha fissato è subordinata al rispetto delle leggi dello Stato.

    Ad eccezione della norma sull’incompatibilità tra consigliere e assessore gli altri punti dello Statuto sono stati dichiarati costituzionalmente ammissibili, per cui il presidente della regione Vasco Errani ha potuto dichiarare che "la sentenza evidenzia la strumentalità delle critiche rivolte alla riforma del 2001 e il carattere burocratico delle obiezioni del governo che nulla hanno a vedere con i principi costituzionali che la Regione ha sempre inteso rispettare".

    La norma sulle coppie di fatto riguardava specificamente la regione Umbria e la Consulta ha deciso che tale disposizione "non comporta né alcuna violazione né alcuna rivendicazione di competenze costituzionalmente attribuite allo Stato."

    Non è stato, pertanto, rimosso l’articolo che riconosceva rilevanza giuridica delle forme di convivenza diverse da quelle della famiglia tradizionale e che aveva suscitato grandi polemiche e dubbi. Inoltre la Consulta, intervenendo sempre sullo Statuto dell’Umbria, ha considerato ammissibile l’articolo che prevedeva che la Giunta regionale possa, previa autorizzazione da parte di apposita legge regionale, adottare regolamenti di delegificazione ed anche quello che attribuisce alla Commissione di garanzia la funzione di esprimere pareri sulla conformità allo Statuto delle leggi e dei regolamenti regionali.

    Le uniche due disposizioni giudicate illegittime dalla Consulta sono state quelle relative all’incompatibilità della carica di assessore con quella di consigliere regionale e queste riguardavano entrambi gli Statuti. La Corte ha motivato questa decisione specificando che si tratta di disposizioni che, in sostanza, esulano dalla sfera degli Statuti e devono essere invece previste e disciplinate dalla legge regionale.

    La consigliera regionale del Pri dell’Emilia Romagna Luisa Babini ha dichiarato: "La sentenza della Corte costituzionale ha dato ragione all’Emilia Romagna giudicando "non fondate" le questioni di illegittimità sullo Statuto sollevate dal Governo. La decisione della Corte è la prova dell’impostazione prettamente ideologica che il governo ha adottato nei confronti di uno Statuto fortemente condiviso, votato da maggioranza e opposizione e frutto di un lungo lavoro di concertazione. Luisa Babini teme, inoltre, che l’impugnativa del governo e la conseguente sospensione dello statuto " rischiano di risultare fatali per la Regione, la quale potrebbe non avere più il tempo per fare entrare in vigore il nuovo Statuto e la legge elettorale ad esso collegata."

    Ci sembra che la preoccupazione della rappresentante del Pri sull’impossibilità di applicare alle prossime elezioni la nuova legge elettorale sia più che fondata, soprattutto se si tiene conto dell’ipotesi che considera il 3 aprile la data più probabile per lo svolgimento delle elezioni regionali e amministrative.

    Ma della prossima scadenza elettorale e dei problemi che questa comporta ne parleremo in altra occasione.

    *Responsabile nazionale Partito Repubblicano - Enti locali

    tratto da http://www.pri.it/html/Home%20pri.html

  4. #24
    Evoliano di sinistra
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    Prossimo al nulla, laggiu' nell'abisso io conduco da solo la mia lotta.......In ogni caso nessun rimorso
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    Predefinito L'immigrazione ed i suoi paradossi

    Viviamo in un tempo ove il pensiero unico rappresentato in Italia ed in Europa dalla destra borghese e conservatrice e dalla sinistra vuole imporre ad ogni costo alle genti europee la societa' multirazziale (realta' ormai affermata e fallimentare in molti paesi quali ad es Francia ed U.K.); Non intendo soffermarmi sulla drammaticita' dell'evento, in quanto si tende ad affermare con l'avvento della societa' multirazziale (di americana memoria) un tipo umano indefferenziato senza particolarismi culturali ed etnici, senza tradizioni, soggiogato dallo strapotere del grande capitale, dei centri di potere occulto e delle multinazionali...Intendo invece parlare di qull'ipocrita ed utopico concetto di cui si pienano la bocca in molti sia a dx che a sx che si chiama integrazione.
    A dx gli industriali ed il gande capitale vogliono nuovi immigrati (massa utilizzabile in molti casi per ricattare la manodopera nazionale) dietro la condizione che ci sia rispetto della legislazione nazionale e delle sue regole: questa non e' integrazione bensi' assimilazione...
    a sx nel nome dell'egualitarismo piu' ipocrita ci si batte per la (cosa che in assoluto ritengo giusta e sacrosanta) salvaguardia delle tradizioni, delle peculiarita' culturali (concetto che cmq e' in contrasto col poco sopra citato egualitarismo) del migrante: risultato si creano le c.d. comunita' incapsulate (esempi le comunita' zingare, la comunita' cinese ecc.) totalmente avulse dalla vita nazionale e quindi niente INTEGRAZIONE;
    Attendo i vs. commenti.
    P.s.: una reale lotta alla globalizzazione non puo' prescindere da una ferma opposizione agli attuali flussi immigratori e soprattutto dal rigetto dell'abominevole societa' multiarazziale (che poi multi non e' in quanto tendente a creare abbattendo tutte le differenze un unico tipo umano)

  5. #25
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    Predefinito

    .... il problema dell'immigrazione non e' un problema di poco conto perche' non e' facile riuscire a conciliare lo spirito repubblicano solidaristico con la pragmatica analisi, che i repubblicani sempre fanno, della realta' dei cittadini, in special modo dei giovani e degli anziani delle zone periferiche piu popolose delle grandi citta', cui dare risposta in termini di sicurezza ed integrazione.
    Comunque la lente con cui guardiamo i fenomeni migratori dei popoli sono quelle dell'immediato o del futuro prossimo ... ma se analizziamo questi fenomeni guardando molto lontano nel passato siamo in grado di vedere che la cosiddetta integrazione di razze e culture diverse si e' sempre verificata .... ovviamente in tempi secolari ....
    Il problema quindi non e' contrastare "ideologicamente" l''immigrazione .... ma di renderla possibile in modo graduale e non traumatico per le societa' che la subiscono ...

    Ti informo che questo post sara' accodato ad un thread gia' esistente su questi argomenti, che potrai confrontare e vagliare con quanto da te scritto.


  6. #26
    Evoliano di sinistra
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    Predefinito Re: Immigrati, di Davide Giacalone

    Viviamo in un tempo ove il pensiero unico rappresentato in Italia ed in Europa dalla destra borghese e conservatrice e dalla sinistra vuole imporre ad ogni costo alle genti europee la societa' multirazziale (realta' ormai affermata e fallimentare in molti paesi quali ad es Francia ed U.K.); Non intendo soffermarmi sulla drammaticita' dell'evento, in quanto si tende ad affermare con l'avvento della societa' multirazziale (di americana memoria) un tipo umano indefferenziato senza particolarismi culturali ed etnici, senza tradizioni, soggiogato dallo strapotere del grande capitale, dei centri di potere occulto e delle multinazionali...Intendo invece parlare di qull'ipocrita ed utopico concetto di cui si pienano la bocca in molti sia a dx che a sx che si chiama integrazione.
    A dx gli industriali ed il gande capitale vogliono nuovi immigrati (massa utilizzabile in molti casi per ricattare la manodopera nazionale) dietro la condizione che ci sia rispetto della legislazione nazionale e delle sue regole: questa non e' integrazione bensi' assimilazione...
    a sx nel nome dell'egualitarismo piu' ipocrita ci si batte per la (cosa che in assoluto ritengo giusta e sacrosanta) salvaguardia delle tradizioni, delle peculiarita' culturali (concetto che cmq e' in contrasto col poco sopra citato egualitarismo) del migrante: risultato si creano le c.d. comunita' incapsulate (esempi le comunita' zingare, la comunita' cinese ecc.) totalmente avulse dalla vita nazionale e quindi niente INTEGRAZIONE;
    Attendo i vs. commenti.
    P.s.: una reale lotta alla globalizzazione non puo' prescindere da una ferma opposizione agli attuali flussi immigratori e soprattutto dal rigetto dell'abominevole societa' multiarazziale (che poi multi non e' in quanto tendente a creare abbattendo tutte le differenze un unico tipo umano)

  7. #27
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    Predefinito tratto da LA VOCE REPUBBLICANA 8 ottobre 2005

    Analisi e commenti

    Che dobbiamo dire agli amici del "Manifesto" una volta che si sono accorto dei mezzi usati da Zapatero contro gli immigrati marocchini? Intanto li consiglieremmo di lasciar perdere almeno le affermazioni generiche contenute nell’editoriale di Tommaso di Francesco quando scrive “parlano di terrorismo e fanno guerra ovunque. Intanto ammazzano i dannati della terra”. E no, scusate perché a Ceuta e Melilla ad aver sparato sui dannati è stato, per l’appunto, l’esercito del prode Zapatero, il socialista che la guerra al terrorismo, se mai la fa, non la fa ovunque, non la fa in Iraq. Non eravate entusiasti per aver visto ritirarsi le truppe spagnole? Bene, ora sapete che Zapatero preferisce impiegarle contro gli immigrati clandestini. Meglio restare in Iraq, no? Perché, vedete, le due cose si tengono. Chi rifiuta di assumere un ruolo attivo e diretto contro il terrorismo colpendo dove esso è annidato, conta poi di proteggere le sue frontiere con i cannoni come Drogo la fortezza Bastiani nel "Deserto dei Tartari". E’ c’è una consequenzialità diretta fra le due scelte, che salta all’occhio. Ci chiediamo piuttosto quanto tempo occorrerà al "Manifesto" perché se ne accorgano.

  8. #28
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    Predefinito Ferrero Roche'


  9. #29
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    Predefinito Quando distruggere e' piu' facile che costruire ...


  10. #30
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    New landing place in the island of Lampedusa


 

 
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