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  1. #1
    memoria storica di PoL
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    Predefinito Chi dobbiamo ringraziare?...

    cari amici
    questo il laconico comunicato rilasciato ieri dal ministero delle attività produttive...

    ... per ogni aumento di 1 grado della temperatura la domanda elettrica cresce di circa 500 megawatt. Le alte temperature di questi giorni impattano con diversi fattori sull'equilibrio domanda-offerta di energia, traducendosi in una vera e propria congiura pro-emergenza. Infatti se il caldo spinge i consumi per combattere l'afa, le alte temperature compromettono il rendimento delle centrali e la capacita' delle reti...

    Non è necessario aggiungere altro per far comprendere il tipo di emergenza che stiamo vivendo. La domanda a questo punto che si impone è assai semplice: chi sono i responsabili di questo stato di cose?...

    Il seguente articolo di Libero fornisce una risposta che assolutamente non soprende: colpevoli di questo sono le forze politiche che, più che altro per faziosa mistura di ignoranza e imbecillità, per interi lustri hanno ostacolato la creazione di infrastrutture per la generazione di energia elettrica adequate ai nostri bisogni. E chi sono?... ovvio, le scimmie più idiote presenti nel nostro parlamento, vale a dire la sinistra, con i Verdi in prima fila, e... gurda caso... la Lega Nord... e chi altri mai!...




    Ambientalisti scatenati. Da quindici anni in Italia non si costruisce un impianto strategicamente importante

    Verdi e Ds ci hanno lasciato senza energia

    Manifestazioni e campagne stampa contro ogni progetto. Anche la Lega ha fatto la sua parte. E il decreto ‘sblocca centrali’ è fermo alla Camera.

    di GianCristiano Desiderio

    Roma – Il nucleare?… assolutamente no!… Il carbone?… neanche a parlarne!… Il turbogas o il gas metano?… meno che mai!… Su tutte le possibili fonti di energia i Verdi italiani [‘i più retrive d’Europa’, come dice Stefano Saglia di An…] sanno dire sempre e soltanto no. Sono ormai ben quindici anni che in Italia non si costruisce più una centrale elettrica di qualche entità. La lobby dei Verdi, molto più forte di quanto non si immagini dal peso del suo elettorato, è stata capace di bloccare qualunque tipo di progetto o politica di energia. Un esempio?… eccolo!… ‘… è strumentale il dibattito sul farbisogno energetico che si sta conducendo in questi giorni, perché nella realtà non si vuole veramente risolvere il problema, ma solo usarlo per costruire nuove centrali che, utilizzando combustibili fossili, non faranno altro che peggiorare l’inquinamento, aumentare l’effetto serra e le ondate di caldo…’. Firmato: Wwf. Paolo Cento, deputato verde, non ha alcun dubbio: è tutto un caso montato ad arte. Perche?… ‘… la realtà è che tutto questo è stato creato realizzare nuove centrali termoelettriche e riportare il nostro paese al nucleare…’. La verità chiaramente è un’altra. In Italia perfino realizzare centrali che utilizzano fonti rinnovabili. ‘… le centrali a turbogas o gas metano sono quelle che hanno il minor impatto ambientale – spiega Stefano Saglia – ma ai Verdi italiani anche questa soluzione non và bene e sono pronti a fare le solite campagne stampa strumentali sui singoli casi, creando questo o quel comitato. Le conseguenze sono quelle che registriamo in queste ore…’. Dal metano al vento. Non esiste energia più pulita di questa. Eppure anche sui pali eolici i Verdi sono pronti a scatenare sempre e comunque un quarantotto. Perchè?… non è tutto pulito e la natura rispettata?… si, però si rovina il paesaggio!…
    Più che una cultura in Italia sembra dominare una sottocultura ambientale. ‘… nel dibattito suo referendum sugli elettrodotti – diceva ieri il ministro Marzano – ho sentito dire che gli elettrodotti ormai non servono più perché starebbe per arrivare l’energia all’idrogeno. Vi rendete conto?… Qui non si sa neanche di cosa si parla. Senza gli impianti e gli elettrodotti come la si distribuisce l’energia all’idrogeno?…’. La realtà è più o meno questa. Non solo non si costruisce ormai da tre lustri una centrale strategicamente importante ma addirittura non si rinnovano quelle esistenti. C’è poi un paradosso. Il danno maggiore infatti non è per la produzione, bensì proprio per l’ambiente che si vorrebbe tutelare. Le centrali non si aggiornano, non vengono convertite e così il 20 per cento della produzione di energia italiana si deve all’olio combustibile, la soluzione più inquinante. Non a caso i Verdi e gli ambientalisti europei, coma ad esempio in Germani dove i Verdi sono una componente essenziale del governo, non si sono opposti al nucleare. La situazione di immobilismo, grazie ai Verdi e a una sinistra pre-moderna, si registra soltanto in Italia.
    Anche la Lega fa poi la sua parte. Il disegno di legge del ministro Marzano è bloccato alla Camera perché i deputati leghisti chiedono di ripristinare tutte le compensazioni per comuni e territori dove sorgeranno eventualmente le nuove centrali. Il ministro per le attività produttive proprio ieri si è augurato che il disegno di legge sia approvato il più presto possibile. Quella del ministro è però una speranza. Di questo passo i tempi sono destinati ad allungarsi, e non di poco. La Lega si oppone anche alla proroga delle concessioni idroelettriche al 2019: ’… siamo contrari alla proroga delle concessioni – ha detto Massimo Polledri, capogruppo leghista in commissione – perché incorreremmo in una procedura di infrazione Ue e perché ne beneficerebbero i soliti noti a scapito dei comuni…’. Eppure proprio con la proroga Enel e privati avrebbero scadenze identiche, rileva Saglia. La Federelettrica invece taglia corto: ‘… quelle della Lega sono posizioni miope e grossolane…’.
    La soluzione del problema del farbisogno energetico non è a portata di mano. Per risolverlo in tempi brevi c’è una sola strada da seguire, la razionalizzazione delle fonti di energia esistenti. Quanto alla produzione i tempi si allungano, non meno di tre anni… ambientalisti permettendo.



    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  2. #2
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Predefinito Re: Chi dobbiamo ringraziare?...

    In origine postato da Fecia di Cossato
    cari amici
    questo il laconico comunicato rilasciato ieri dal ministero delle attività produttive...

    ... per ogni aumento di 1 grado della temperatura la domanda elettrica cresce di circa 500 megawatt. Le alte temperature di questi giorni impattano con diversi fattori sull'equilibrio domanda-offerta di energia, traducendosi in una vera e propria congiura pro-emergenza. Infatti se il caldo spinge i consumi per combattere l'afa, le alte temperature compromettono il rendimento delle centrali e la capacita' delle reti...

    Non è necessario aggiungere altro per far comprendere il tipo di emergenza che stiamo vivendo. La domanda a questo punto che si impone è assai semplice: chi sono i responsabili di questo stato di cose?...

    Il seguente articolo di Libero fornisce una risposta che assolutamente non soprende: colpevoli di questo sono le forze politiche che, più che altro per faziosa mistura di ignoranza e imbecillità, per interi lustri hanno ostacolato la creazione di infrastrutture per la generazione di energia elettrica adequate ai nostri bisogni. E chi sono?... ovvio, le scimmie più idiote presenti nel nostro parlamento, vale a dire la sinistra, con i Verdi in prima fila, e... gurda caso... la Lega Nord... e chi altri mai!...




    Ambientalisti scatenati. Da quindici anni in Italia non si costruisce un impianto strategicamente importante

    Verdi e Ds ci hanno lasciato senza energia

    Manifestazioni e campagne stampa contro ogni progetto. Anche la Lega ha fatto la sua parte. E il decreto ‘sblocca centrali’ è fermo alla Camera.

    di GianCristiano Desiderio

    Roma – Il nucleare?… assolutamente no!… Il carbone?… neanche a parlarne!… Il turbogas o il gas metano?… meno che mai!… Su tutte le possibili fonti di energia i Verdi italiani [‘i più retrive d’Europa’, come dice Stefano Saglia di An…] sanno dire sempre e soltanto no. Sono ormai ben quindici anni che in Italia non si costruisce più una centrale elettrica di qualche entità. La lobby dei Verdi, molto più forte di quanto non si immagini dal peso del suo elettorato, è stata capace di bloccare qualunque tipo di progetto o politica di energia. Un esempio?… eccolo!… ‘… è strumentale il dibattito sul farbisogno energetico che si sta conducendo in questi giorni, perché nella realtà non si vuole veramente risolvere il problema, ma solo usarlo per costruire nuove centrali che, utilizzando combustibili fossili, non faranno altro che peggiorare l’inquinamento, aumentare l’effetto serra e le ondate di caldo…’. Firmato: Wwf. Paolo Cento, deputato verde, non ha alcun dubbio: è tutto un caso montato ad arte. Perche?… ‘… la realtà è che tutto questo è stato creato realizzare nuove centrali termoelettriche e riportare il nostro paese al nucleare…’. La verità chiaramente è un’altra. In Italia perfino realizzare centrali che utilizzano fonti rinnovabili. ‘… le centrali a turbogas o gas metano sono quelle che hanno il minor impatto ambientale – spiega Stefano Saglia – ma ai Verdi italiani anche questa soluzione non và bene e sono pronti a fare le solite campagne stampa strumentali sui singoli casi, creando questo o quel comitato. Le conseguenze sono quelle che registriamo in queste ore…’. Dal metano al vento. Non esiste energia più pulita di questa. Eppure anche sui pali eolici i Verdi sono pronti a scatenare sempre e comunque un quarantotto. Perchè?… non è tutto pulito e la natura rispettata?… si, però si rovina il paesaggio!…
    Più che una cultura in Italia sembra dominare una sottocultura ambientale. ‘… nel dibattito suo referendum sugli elettrodotti – diceva ieri il ministro Marzano – ho sentito dire che gli elettrodotti ormai non servono più perché starebbe per arrivare l’energia all’idrogeno. Vi rendete conto?… Qui non si sa neanche di cosa si parla. Senza gli impianti e gli elettrodotti come la si distribuisce l’energia all’idrogeno?…’. La realtà è più o meno questa. Non solo non si costruisce ormai da tre lustri una centrale strategicamente importante ma addirittura non si rinnovano quelle esistenti. C’è poi un paradosso. Il danno maggiore infatti non è per la produzione, bensì proprio per l’ambiente che si vorrebbe tutelare. Le centrali non si aggiornano, non vengono convertite e così il 20 per cento della produzione di energia italiana si deve all’olio combustibile, la soluzione più inquinante. Non a caso i Verdi e gli ambientalisti europei, coma ad esempio in Germani dove i Verdi sono una componente essenziale del governo, non si sono opposti al nucleare. La situazione di immobilismo, grazie ai Verdi e a una sinistra pre-moderna, si registra soltanto in Italia.
    Anche la Lega fa poi la sua parte. Il disegno di legge del ministro Marzano è bloccato alla Camera perché i deputati leghisti chiedono di ripristinare tutte le compensazioni per comuni e territori dove sorgeranno eventualmente le nuove centrali. Il ministro per le attività produttive proprio ieri si è augurato che il disegno di legge sia approvato il più presto possibile. Quella del ministro è però una speranza. Di questo passo i tempi sono destinati ad allungarsi, e non di poco. La Lega si oppone anche alla proroga delle concessioni idroelettriche al 2019: ’… siamo contrari alla proroga delle concessioni – ha detto Massimo Polledri, capogruppo leghista in commissione – perché incorreremmo in una procedura di infrazione Ue e perché ne beneficerebbero i soliti noti a scapito dei comuni…’. Eppure proprio con la proroga Enel e privati avrebbero scadenze identiche, rileva Saglia. La Federelettrica invece taglia corto: ‘… quelle della Lega sono posizioni miope e grossolane…’.
    La soluzione del problema del farbisogno energetico non è a portata di mano. Per risolverlo in tempi brevi c’è una sola strada da seguire, la razionalizzazione delle fonti di energia esistenti. Quanto alla produzione i tempi si allungano, non meno di tre anni… ambientalisti permettendo.



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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

    C'è da osservare cmq una cosa che non è di poco conto, l'ostruzionismo della lega non ha niente a che fare con quello dei verdi e dei Ds, ma che vuoi fare chi ragiona itaglianamente e statalisticamente non c'arriva...........

  3. #3
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    Predefinito

    dal quotidiano di Confindustria

    " Il Sole 24 ore del 27/06/2003


    --------------------------------------------------------------------------------
    Il Gestore di rete: strutture impossibilitate a produrre,bacini idroelettrici a secco, eletrodotti ormai sovraccarichi

    Inutilizzato il 30% delle centrali

    --------------------------------------------------------------------------------

    MILANO a Le centrali di carta. Il 30% della capacità di produzione di chilowattora è inutilizzabile: è riportato sulla carta dei bilanci aziendali, è censito nei rapporti del Gestore di rete come capacità istallata. Ma al momento di produrre non produce. Megawatt di carta. Dei 24 progetti di nuove centrali già autorizzate, se ne costruiscono ora solamente tre; le altre 21 sono sulla carta da lucido degli ingegneri e in molti casi non arriveranno nemmeno al progetto esecutivo. Ufficialmente nel 2002 c'erano in Italia centrali pari a 76.950 megawatt di potenza efficiente, in leggero incremento (+1%) rispetto al 2001. Ma la potenza oggi disponibile è pari a circa 49 mila megawatt, escluso 1'import. Impianti in avaria, centrali ferme per lavori in un momento poco opportuno. Ma anche problemi tecnici. E problemi ben più gravi: strutturali. Le centrali che non ci sono. Ci sono impianti definiti di "riserva". Sono di scorta, pronti a entrare in servizio in caso di black-out: ieri sono stati avviati tutti. Ma ci sono anche altri impianti. Una dozzina per 4 mila megawatt. Una vecchia centrale a carbone in mezzo al porto di Genova, tra le case. Un'altra nella rada di Napoli. Questi rottami sono censiti, messi a bilancio. Sulla carta. Ma non partiranno mai.
    I progetti fermi. Fino al 25 giugno il ministero delle Attività produttive aveva autorizzato 24 progetti di nuove centrali elettriche per complessivi 11.837 megawatt. Di queste 24 centrali, solamente tre sono in costruzione: due dell'Eni e una del monopolista belga Electrabel. Aziende con le spalle finanziariamente larghe. Gran parte degli altri impianti sono ancora fogli di carta sulle scrivanie degli ingegneri. Altre centrali, pur autorizzate, sono lontane dal metanodotto o dalla linea ad alta tensione, e ora sono in corso le interminabili trafile burocratiche e le noiose attese nelle anticamere dei sindaci per strappare il consenso alla posa delle condotte = al montaggio dei tralicci. Finanziamenti. Per tutti i nuovi progetti resta però la più grande incertezza su un aspetto essenziale: i soldi. Il denaro disponibile oggi per costruire l'impianto, e il denaro futuro prodotto dalla vendita di chilowattora. Nell'incertezza .dovuta alla mancanza di una politica energetica, gli investitori non hanno chiara la redditività dell'investimento. Né le banche riescono a calcolare un project financing.
    La siccità. I bacini idroelettrici sono penalizzati dalla siccità e non riescono a produrre quanto dichiarato. Un produttore idroelettrico piemontese, Flavio Sarasino, osserva che le sue centrali ad acqua fluente (cioè senza diga) lavorano a mezzo servizio. Un'altra conferma viene dall'Enel: la grande centrale di Is=la Serafini, che attraversa il Po ora in secca fra Piacenza e Cremona, ieri funzionava a un terzo dei 76 megawatt di capacità. Anche questa è indisponibilità. Ma in molti casi sono proprio i black-out che lasciano fuori servizio le centrali: "In mattinata protesta l'associazione Federpern - parecchi impianti in perfetta efficienza sono stati disconnessi dalla rete nazionale, e non si potevano riversare i chilowattora".
    Acque calde. Le centrali termoelettriche in questi giorni sono meno efficienti perché il loro rendimento dipende anche dalla temperatura delle acque di raffreddamento. I fiumi sono tiepidi, l'acqua del mare è un brodo. Lo stesso accade per l'alta tensione: con il caldo, per effetto della dilatazione termica, i cavi fra i tralicci sfiorano alberi e case. Quando poi sono stracariche di energia d'importazione, le linee di alta tensione sfrigolano nell'aria immobile e calda. Il Gestore di rete non riesce a caricare queste linee quanto vorrebbe. Anche questa è indisponibilità.
    "

    Saluti liberali

  4. #4
    memoria storica di PoL
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    Predefinito ... Polo qui, Ulivo lì...

    originally posted by pensiero:

    ... c'è da osservare cmq una cosa che non è di poco conto, l'ostruzionismo della Lega non ha niente a che fare con quello dei verdi e dei Ds, ma che vuoi fare chi ragiona itaglianamente e statalisticamente non c'arriva...

    cara pensiero
    hai fatto bene ad intervenire nella discussione così parliamo un poco del deputato ‘ostruzionista’ della Lega Nord Massimo Polledri, capogruppo alla commissione parlamentare per le ‘attività produttive’ …
    Devi sapere che costui è stato eletto due anni fa deputato nel collegio elettorale di Piacenza2, ovvero nel mio collegio elettorale. Si dà il caso che io lo conosca da parecchi anni e questa è la ragione per la quale io non l’ho votato e ho preferito ‘gettar via’ il mio voto ponendo la x sul nome del candidato radicale. In verità in tutta la mia vita raramente ho avuto il piacere di conoscere individui che sapessero combinare così bene imbecillità e viscidume come costui. Tu stessa potrai renderti conto di che tipo sia questo mon+++ pagli+++ del circo di ‘celoduro’ leggendo il piccolo trafiletto che segue, preso da http://www.ilriformista.it/rubriche/...sp?id_doc=2322

    … salutandoti affettuosamente ti auguro, come sempre… buona lettura!…

    I salti mortali di Polledri

    Ulivo qui, Polo di là

    Massimo Polledri, deputato piacentino della Lega Nord, ottenne la candidatura solo in extremis. I militanti della zona volevano infatti destinarla a un altro. Le ragioni del blitz verticistico in suo favore sarebbero state motivate dalla sua abilità nel gestire le alleanze locali con l'Ulivo. Infatti, a differenza di Palazzo Chigi, alla Provincia di Piacenza la Lega governa insieme al centrosinistra. E siccome Polledri, regista dell'operazione, è uno ‘coerente’ pare non abbia mai votato una sola fiducia al governo Berlusconi.



    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  5. #5
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    Predefinito Re: ... Polo qui, Ulivo lì...

    In origine postato da Fecia di Cossato






    Infatti, a differenza di Palazzo Chigi, alla Provincia di Piacenza la Lega governa insieme al centrosinistra [/color]


    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

    vorrai scherzare spero!!!! se così fosse non ho parole per esprimere il mio disprezzo, ma sei sicuro che questo stia succedendo ora .....mah
    cmq ritornando al discorso delle centrali, volevo anche dirti che mi pare logico e anche giusto che i comuni che sacrificano il territorio che è di tutti i cittadini, ne abbiano poi un tornaconto, la stessa cosa succede per le discariche, te lo dico xchè ne ho avuto a che fare.....se un comune accetta la discarica nel suo territorio, poi deve averne un tornaconto come diciamo, contropartita per il disagio, dalle mie parti son state fatte numerose opere pubbliche grazie a questo eccellente compromesso....salutoni

  6. #6
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    Predefinito ... la triste vicenda della centrale di Caorso...

    originally posted by pensiero:

    ... ritornando al discorso delle centrali, volevo anche dirti che mi pare logico e anche giusto che i comuni che sacrificano il territorio che è di tutti i cittadini, ne abbiano poi un tornaconto, la stessa cosa succede per le discariche, te lo dico xchè ne ho avuto a che fare... se un comune accetta la discarica nel suo territorio, poi deve averne un tornaconto come diciamo, contropartita per il disagio, dalle mie parti son state fatte numerose opere pubbliche grazie a questo eccellente compromesso...

    cara pensiero
    non riterrei molto appropiato l'accostamento delle centrali elletriche con le discariche. Queste ultime qiasi sempre hanno favorito moltissimo l'economia locale, creando in primo luogo posti di lavoro. Nel caso del nostro deputato Polledri in realtà si tratta del più puro clientelismo. Essendo egli amico dell'amministrazione di Caorso, il paese del Piacentino dove esiste tuttora anche se 'dismessa' l'unica centrale nucleare non sperimentale costruita in Italia, la sua tattica 'ostruzionistica' serve in realtà ad assicurare benifici ai suoi compari...

    Già però che siamo in argomento non mi pare superfluo ricordare la triste storia della centrale di Caorso. Costata più di trecento miliardi dell'epoca, interamente realizzata dall'industria italiana, entra in servizio nel 1981 e in cinque anni produce circa 30 miliardi di kW/h. Dopo l’incidente di Chernobyl del 1986, ed in seguito al referendum popolare del 1987, il governo italiano decide una moratoria di cinque anni per la costruzione di nuovi impianti nucleari. Impone inoltre la sospensione della costruzione delle nuove centrali di Trino Vercellese 2 ed Alto Lazio e la chiusura della centrale di Latina. Caorso viene definitivamente chiusa con delibera del Cipe il 26 luglio 1990...

    Credo che il seguente articolo abbastanza recente chiarisca bene la serie di errori clamorosi operati dai precedenti governi in materia...

    ... al solito... buona lettura!...




    sabato 6 luglio 2002

    Lo smantellamento della centrale di Caorso. Una storia kafkiana

    di Paolo Fornaciari

    In un articolo dal titolo ‘Morte di una centrale nucleare’ [Corriere della Sera del 20 Gennaio 1999], Franco Foresta Martin, riferendo il pensiero dell'ingegner Raffaello De Felice, mio successore come direttore delle attività nucleari dell'Enel, scriveva: ‘Quando l'esito del referendum decretò la moratoria - racconta l'ingegner De Felice - l'impianto fu fermato, ma si decise di tenere tutto in ordine per un eventuale riavviamento. Oltre 200 persone continuarono a lavorare: controlli, ispezioni e manutenzioni. L'unica differenza con una centrale attiva era che non veniva erogata energia. D'altra parte, una centrale nucleare non è un apparecchio che si possa spegnere da un giorno all'altro e andarsene via. La condizione di coma profondo di Caorso si è protratta per un tempo incredibile, 12 anni interi. Lo stesso De Felice ammette una resistenza della vecchia dirigenza Enel a tagliare i fili. Risultato 30 miliardi all'anno di spese’.Il riferimento alla ‘vecchia dirigenza Enel’ - della quale mi onoro di aver fatto parte - e sopra tutto alla larvata accusa di aver fatto spendere all'Enel inutilmente 30 miliardi di spese, mi indussero a rispondere con una nota di precisazioni inviata al giornalista e pubblicatami dalla Staffetta Quotidiana del 28 gennaio successivo. Sostenevo, nella nota, che ‘il differimento dell'inizio delle operazioni di smantellamento di Caorso [e di Trino Vercellese], oltre ad essere necessario per la mancata disponibilità di siti in cui sistemare il combustibile nucleare irraggiato ed i rifiuti a bassa e media radioattività, è stato un vantaggio per l'Enel e per il paese sia in termini finanziari [per il differimento degli oneri] che di radioprotezione [per le più basse dosi al personale]’.

    Ricapitoliamo brevemente la storia di Caorso. La centrale nucleare di Caorso, entrata in servizio commerciale nel dicembre 1981 e rimaneva in servizio fino all'Ottobre del 1986, quando, dopo la fermata ordinaria per il ricambio del combustibile, fu ordinato un programma straordinario di prove su richiesta del ministero dell'industria a seguito dell'incidente di Chernobyl. Nonostante il parere positivo dell'Enea-Disp sui risultati della verifica straordinaria, il giudizio favorevole sullo stato dell'impianto espresso dalla commissione di esperti della Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica [IAEA] di Vienna - gruppo OSART - in data 7 Marzo 1989 - e il parere positivo del ministro all'industria Valerio Zanone - ma non con l'avvallo [non necessario ma richiesto] del presidente Craxi, la centrale di Caorso veniva mesa fuori servizio definitivamente con delibera Cipre - governo Andreotti - il 26 luglio 1990.

    La delibera del Cipe recita: ‘… non è fuori luogo ricordare che la citata delibera Cipe nel disporre la chiusura definitiva delle centrali elettronucleari di Caorso e di Trino Vercellese deliberava per le due centrali la messa in ‘custodia protettiva passiva’, mentre per lo smantellamento si limitava a richiedere di predisporre i piani di decommissioning senza disporne, anzi rinviandone l'attuazione. Lo stesso presidente del consiglio Giulio Andreotti, neppure due mesi da quella infausta delibera, parlando del nucleare auspicava ‘scelte coraggiose, senza paura della impopolarità’ ed ancora, intervenendo alla rassegna internazionale Elettronica, Spazio ed Energia di Roma, il 5 novembre di quell'anno, dichiarava: se oggi andiamo a rileggere gli atti delle polemiche parlamentari attorno a questo problema, c'è da arrossire collettivamente non solo per la mancanza di senso scientifico di alcune posizioni di allora, ma anche per la miopia delle decisioni prese…’.

    Ma intanto le decisioni erano state prese, un'intera generazione di tecnici distrutta, sperperati 120.000 miliardi di lire con l'industria nucleare nazionale messa in ginocchio. Il Sole-24 Ore del 27 novembre dello scorso anno riportava, tra le notizie in breve, l'avvenuto accordo, tra governo ed Enel, nella riunione del giorno prima, per la ‘dismissione accelerata’ della centrale nucleare di Caorso al posto di quella ‘differita’ , fino ad allora sostenuta da Enel. Come ho già avuto modo di chiarire in passato ‘il differimento delle operazioni di smantellamento di Caorso [e di Trino Vercellese], oltre che ad essere necessario per la mancata disponibilità di siti in cui sistemare il combustibile nucleare irraggiato ed i rifiuti a bassa e media radioattività, è stato un vantaggio per l'Enel e per il paese sia in termini finanziari [per il differimento degli oneri] che di radioprotezione [per le più basse dosi al personale]’.

    Con il prezzo del petrolio che permane attorno ai 30 $ al barile, si preannunciano per il nostro paese nuovi aumenti del prezzo della benzina e delle bollette di elettricità e gas, con il rischio di veder ripartire l'inflazione. In questa situazione un paese serio si porrebbe il problema del ‘riavviamento rapido’ e non della ‘dismissione accelerata’ di Caorso, proposta dall'allora ministro dell'industria Bersani, la cui fermata è già costata all'Italia oltre 4000 miliardi di lire, senza contare i 446 miliardi di lire per la ‘dismissione accelerata’. E' avvenuto anche in altri paesi [es. Stati Uniti ed Armenia] di riavviare centrali nucleari dopo diversi anni dalla fermata. Forse gli italiani non sanno che mentre noi teniamo ferma la centrale di Caorso, nostri tecnici hanno lavorato in Armenia per rimettere in funzione, dopo diversi anni, la centrale nucleare di Medzamor, di progettazione sovietica, nell'ambito di un programma finanziato dalla Unione Europea.

    Dopo 9 anni di attesa, il ministro Bersani, forse per farsi perdonare lo scivolone commesso il 25 novembre 1998 alla inaugurazione della conferenza organizzata dall'Enea su Energia e Ambiente assieme al ministro della ricerca Zecchino, con dichiarazioni favorevoli al nucleare, o forse, essendo nativo di Piacenza, per compiacere alle pressioni del sindaco del comune di Caorso, ‘inventava’ la ‘dismissione accelerata’ della centrale nucleare. Il ministero dell'industria ne dava comunicazione il 14 dicembre con un ponderoso documento di 58 pagine sugli ‘indirizzi strategici per la gestione - con una infelice espressione - degli esiti del nucleare’ alla camera dei deputati, definendo gli obiettivi da perseguire ‘dopo la decisione di rinunciare definitivamente al nucleare’, decisione che non risulta presa. Lo stesso giorno, in una affollata conferenza stampa [v. Staffetta Quotidiana n° 229 del 16 dicembre 1999], alla quale erano presenti i massimi responsabili della direzione energia del dicastero, il ministro spiega che ci vorranno ancora una ventina d'anni e un investimento di circa 7000 miliardi di lire prima che la pietra tombale possa definitivamente calare sulla triste storia del nucleare italiano. Il ponderoso documento contiene alcune affermazioni gratuite e sorprendenti:

    - che l'Italia, dopo aver intrapreso negli anni passati un impegnativo programma nucleare, ha deciso di interromperlo e non più proseguirlo

    -che l'obiettivo da perseguire è quello della disattivazione accelerata di tutti gli impianti nucleari dismessi, saltando la messa in custodia protettiva passiva, in base al principio etico di non trasferire sulle future generazioni gli effetti onerosi delle scelte effettuate

    - che sia riformulata la normativa relativa all'iter autorizzativo delle istanze di disattivazione degli impianti nucleari, ricorrendo eventualmente anche allo strumento della conferenza dei servizi

    - che per reperire i fondi necessari [indicati in 7000 miliardi in 20anni] si attingerà a ‘due salvadanai’, lo specifico fondo accantonato dall'Enel [1300 miliardi] e il sovrapprezzo, che secondo Bersani sarà nell'ordine di una lira per kWh.

    Affermazioni sorprendenti, sopra tutto per un rappresentante di un governo giunto a fine legislatura - il primo governo D'Alema darà le dimissioni tre giorni dopo - e lo stesso ministro verrà sostituito nel giro di una settimana dal giovane ministro Enrico Letta nel governo D'Alema 2. Sorprendenti per gli oneri inutili e rilevanti che ne deriverebbero : ove l'importo di 7000 miliardi dovesse, come probabile, essere scaricato essenzialmente sulla utenza domestica [60 TWh/anno], esonerando i grandi consumatori e la fascia sociale, l'aumento della bolletta sarebbe più vicino a 10 lire che a 1 lira per kWh. E le nostre tariffe sono già doppie di quelle di altri paesi europei. Ma chi avrebbe deciso l'uscita dell'Italia dal nucleare?… e chi ha autorizzato una inutile spesa?…

    A conferma della situazione kafkiana in cui si assumono decisioni di spesa rilevanti, non autorizzate, tecnicamente errate ed inutili, citiamo il fatto che per iniziativa di alcuni senatori della opposizione [Baldini, Basini ed altri] in data 5 gennaio 2000 veniva presentato al parlamento un disegno di legge [n°3735] per ‘la messa in servizio delle centrali di Caorso e di Trino Vercellese 2’ e che il successivo decreto interministeriale industria/tesoro fa riferimento agli oneri per la disattivazione delle centrali nucleari senza peraltro indicarne tempi e modalità. Per una legge, dice la nostra Costituzione, occorre la copertura finanziaria. Qui non c'è la legge e neppure la copertura finanziaria , che dovrebbe essere assunta dagli utenti. E cosa ne pensano l'autorità per l'energia elettrica e il gas e la Corte dei Conti ?… che cosa ne pensano sopra tutto i cittadini?…



    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC carlo Fecia di Cossato

  7. #7
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    Predefinito ... diavoli ed acque sante...

    originally posted by pensiero:

    ... vorrai scherzare spero!!!... ... se così fosse non ho parole per esprimere il mio disprezzo... ma sei sicuro che questo stia succedendo ora?...

    cara pensiero
    ho capito che di piacciono le favole... purtroppo la cruda realtà è assai diversa...

    ... no, non sto affatto scherzando!... e non è solo in provincia che questa bella accoppiata comanda, coalizioni Lega + Ulivo amministrano non meno di una dozzina di comuni del Piacentino e tra questi c'è, purtroppo, anche il mio bel borgo [quello qui sotto]. Qui una bella accoppiata lega-catto-comunista fà il bello e cattivo tempo da otto anni a questa parte...



    ... un affettuoso saluto!...


    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  8. #8
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    Predefinito Re: Chi dobbiamo ringraziare?...

    [QUOTE]In origine postato da Fecia di Cossato
    [B]cari amici
    questo il laconico comunicato rilasciato ieri dal ministero delle attività produttive... ( argomenti inconferenti)!

    signor Fecia dC,

    nessuno,dico nessuno,ha posto sul piatto delle ipotesi, che la causa stia nel regime monopolistico della produzione elettrica.
    Come sanno bene coloro che abbiano alcune nozioni sui meccanismi di mercato, il Monopolio garantisce alti prezzi ma non l'espansione del mercato e quindi della produzione.
    Tutto qui,il resto appartiene alle fantasie ideologiche dell'esercito permanente destro e sinistro.

  9. #9
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    Predefinito

    oh.....madonna e questo da dove arriva?

  10. #10
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    Predefinito

    Chi dobbiamo ringraziare ?

    Bisogna ricordare che il referendum contro il nucleare del 1975 fu promosso e sostenuto dal PCI di Enrico Berlinguer e avvenne come prova di forza nei confronti della DC in vista delle vicine elezioni amministrative.

    Questo è ciò che palesemento fu scritto nei giornali d'allora, quando i comunisti si beavano d'aver messo alle strette il governo agitando anche manifestazioni operaie presso la FIAT.

    Se non ricordo male (ero piccolino), allora il referendum aveva anche l'obbiettivo - penosamente raggiunto - che recitavava più o meno in questo modo: "L'Italia si dovrà astenere da investimenti nella ricerca scientifica in questo campo e da relazioni internzionali che possano dar adito a ciò".

    La ricerca scientifica fu piegata dall'ottusità dei sinistri e adesso l'Italia non solo paga lo scotto di una disastrasa prova di forza del PCI in campo energetico, in quanto tale fonte nergetica è risultata persino più pulita di tante altre che hanno devastato il suolo italiano (idrica per esempio e quella termo-elettrica a Nafta o Carbon fossile),
    ma persino le Università hanno visto ridotte le proprie entrate.

    Quello che ancora bisogna dire è anche il peso di questa devastante campagna sul bilancio statale: infatti il hucleare pesa mediamente 1/4 rispetto a tutte le altre fonti energetiche,
    bé fatevi i conti da soli.

    Voglio aggiungere una cosa notissima: quelle centrali così dannose per l'Italia, a detta dei comunisti di Berlinguer, sono tutte lì a pochi passi dai nostri confini !
    Saluti Liberali
    Giorgio

 

 
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