Il consiglio di Silvio sull'argomento proposto è questo:
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Il consiglio di Silvio sull'argomento proposto è questo:
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Belle parole. Solamente, vorrei buttare un paio di spunti di riflessione:
1) quando ci fu il referndum, SOLAMENTE IL PLI si schierò per il NO. Se non erro, tutti gli altri si schierarono per il SI (missini compresi);
2) la Danimarca, tra qualche anno, arriverà a produrre il 40% (quaranta per cento) dell'energia di cui ha bisogno DA FONTI RINNOVABILI. La Germania, al 10% (ed in Germania l'insolazione media è poco più della metà di quella in Italia ed il metano costa poco più della metà rispetto all'Italia). Noi siamo allo 0,4%.
3) I governi di sinistra avevano destinato 2 lire alle fonti rinnovabili. Questo, mi sembra neanche quelle.
P.S: finchè l'ENEL comprava l'energia dalla Francia a 40 Lire e la rivendeva a 120, mi sapete dire che gli fregava di investire in nuove centrali? Il problema è venuto fuori adesso perchè la Francia ha chiuso i rubinetti; altrimenti chi ne avrebbe parlato?


Produzione di energia nucleare rispetto al totale:
Belgio 57%
Olanda 4%
Francia 78%
Germania 30%
Regno Unito 22%
Svezia 46%
Finlandia 30%
Repubblica Ceca 25%
Ungheria 36%
Lituania 80%
Russia 16%
Slovenia 41%
Repubblica Slovacca 65%
Ucraina 46%
Svizzera 40%
Spagna 26%
Non producono energia nucleare
Portogallo
Irlanda
Lussemburgo
Danimarca
Italia
Grecia
Austria
La tabella sopra riportata spiega molte cose... come pure il breve articolo di Libero qui sotto...
Il referendum tradito
Il no degli italiani all’atomo. Sedici anni di falsificazioni
Siamo sicuri che gli italiani siano contrari alle centrali nucleari?… E soprattutto siamo veramente certi che al referendum del 1987 gli elettori votarono per l’abrograzione definitiva del nucleare in Italia?… Se quel referendum fosse stato semplicemente la scelta di avere o meno le centrali nucleari, avrebbe dovuto essere formulato più o meno nel seguente modo: volete voi che venga abrogata la legge che permette di costruire ed esercire centrali eleltronucleari in Italia? A una domanda del genere si può rispondere in piena coscienza ‘sì’ oppure ‘no’. Invece nel 1987 i quesiti posti agli elettori italiani erano ben altri. Ricordiamoli perché ne vale la pena:
1) volete che venga abrogata la norma che consente al Cipe di decidere sulla localizzazione delle centrali nel caso che le regioni non lo facessero nei tempimindicatidalla legge 363?
2) volete che venga abrogato il compenso ai comuni che ospitano centrali nuvcleari o a carbone?
3) volete che venga abrogata la norma che consente alll’Enel di pòartecipare ad accordi internazionali per la costruzione e la gestione di centrali nucleari?
A queste tre domande gli italiani risposero ‘sì’ con percentuali relativamante alte. I votanti però erano stati solo il 56% degli aventi diritto. Fu dunque un’interpretazione prettamente politica del referendum a decretare che gli italiani avrebbero voluto rinunciare definitivamante all’energia nucleare. C’è da aggiungere poi che un mese dopo il referendum il parlamanto votò una mozione che vietava la costruzione di nuove centrali nucleari per cinque anni. Ne son passati sedici.
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Nobis ardua
Comandante CC Carlo Fecia di Cossato


Più che ricordare male direi che non c'hai azzeccato per niente.In origine postato da GiorgioB
Chi dobbiamo ringraziare ?
Bisogna ricordare che il referendum contro il nucleare del 1975 fu promosso e sostenuto dal PCI di Enrico Berlinguer e avvenne come prova di forza nei confronti della DC in vista delle vicine elezioni amministrative.
Questo è ciò che palesemento fu scritto nei giornali d'allora, quando i comunisti si beavano d'aver messo alle strette il governo agitando anche manifestazioni operaie presso la FIAT.
Se non ricordo male (ero piccolino).......................
Nel 1975 non si tenne nessun referendum in Italia.
Probabilmente ti sarai confuso (..a dir poco..) con quello del 1987.
Ma nel 1987 il grande Enrico Berlinguer era già morto.
Ma di che parlavi ?
Tralascio il resto delle tue farneticazioni.....non voglio infierire.


Forse si confondeva col referendum del '74, quello sul divorzio.In origine postato da Crack!
Più che ricordare male direi che non c'hai azzeccato per niente.
Nel 1975 non si tenne nessun referendum in Italia.
Probabilmente ti sarai confuso (..a dir poco..) con quello del 1987.
Ma nel 1987 il grande Enrico Berlinguer era già morto.
Ma di che parlavi ?
Tralascio il resto delle tue farneticazioni.....non voglio infierire.
A Giorgetto spesso capita, di "sbagliarsi".


E daje con sto Libero. Oh, ma questi sono proprio accecati dal livore.In origine postato da Fecia di Cossato
Il seguente articolo di Libero fornisce una risposta che assolutamente non soprende: Verdi e Ds ci hanno lasciato senza energia
Cpom'è che quando c'erano i Verdi e i DS invece non c'erano mai black out?
Solo i pollisti potevano farcela, è ovvio. I nostri Grandi Ominidi del fare: dai black out alla recessione ai buchi di bilancio, la loro competenza nei casini è illimitata.


cari amici
ecco per voi da CNN-Italia la sintetica esposizione di quanto riferito in parlamento dal ministro Antonio Marzano...
... non sono necessari commenti...
Energia. Marzano, problemi nati con il no al nucleare. Rischio blackout anche per tutto il 2004
Ultimo aggiornamento 30 settembre 2003, 20:21 ora italiana [18:21 GMT]
ROMA [CNN] - I problemi energetici italiani sono iniziati con il no al nucleare. Questa la sintesi del ministro delle attività produttive Antonio Marzano, che è tornato sugli eventi dello scorso fine settimana nel corso del suo intervento, pronunciato martedì pomeriggio alla camera. Le attuali difficoltà, ha detto Marzano, ‘sono un'eredità lunga. Se volessimo risalire al punto critico iniziale, forse dovremmo riferirci al referendum che ha negato l'energia nucleare al nostro paese’. L'intervento di Marzano, dopo queste affermazioni, è stato interrotto dalle vivaci proteste dei deputati dell'opposizione. Dopo alcuni secondi il ministro è tornato a parlare, ribadendo che l'attuale maggioranza ha sì ‘ereditato questa situazione, ma altrettanto potrebbero dire i ministri che mi hanno preceduto in questa carica di governo’. In precedenza, nella mattinata di martedì, il ministro aveva parlato al senato mettendo in guardia che blackout potranno avvenire nel resto dell'anno e anche per il prossimo. ‘Fino alla fine del 2004, soprattutto in occasione dei periodi di punta della domanda invernale ed estiva, permane il rischio che la potenza di produzione non bilanci adeguatamente la crescita della domanda interna’ ha detto Marzano nell'aula del senato riferendo sul blackout di sabato notte.
In tal caso sarebbe necessario il ricorso a misure preventive quali distacchi programmati. Il ministro ha ricordato i provvedimenti strutturali varati dal governo, sottolineando tuttavia che c'è bisogno anche di ‘provvedimenti di immediato effetto’ e ha aggiunto che ‘potrebbero rendersi necessarie ulteriori azioni’. Secondo Marzano ci sono nuovi rischi fino alla fine del 2004 ‘che la potenza produttiva non bilanci adeguatamente la crescita della domanda interna’.
Marzano ha difeso la politica energetica del governo, affermando che sin dall'inizio ha iniziato a occuparsi della materia con ‘una vera rivoluzione’ con provvedimenti che hanno consentito l'utilizzo di 1.200 megawatt in più e un utilizzo più razionale dell'energia. Il ministro avverte in conclusione che solo la costruzione di nuove reti e centrali potrà porre termine al rischio di black out.
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Nobis ardua
Comandante CC Carlo Fecia di Cossato


Fatevi un bel reattore, prendeteci le scorie, buttatele nel vulcano di Stromboli, condonate il tutto e poi invitate Putin a vedere i fuochi artificiali sul Tirreno.
Facile no?


caro il mio bell'aspirante Nobel...
rispondere non richiede da parte mia eccessiva fatica cerebrale...
.... un semplice taglia-incolla...
Produzione di energia nucleare rispetto al totale:
Belgio 57%
Olanda 4%
Francia 78%
Germania 30%
Regno Unito 22%
Svezia 46%
Finlandia 30%
Repubblica Ceca 25%
Ungheria 36%
Lituania 80%
Russia 16%
Slovenia 41%
Repubblica Slovacca 65%
Ucraina 46%
Svizzera 40%
Spagna 26%
Non producono energia nucleare
Portogallo
Irlanda
Lussemburgo
Danimarca
Italia
Grecia
Austria
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Nobis ardua
Comandante CC Carlo Fecia di Cossato


Questi numeri (alcuni dei quali pure ben strani) non dicono nulla.
Ho già spiegato, esaurientemente credo, in altri post che la scelta di dotarsi di centrali nucleari richiederebbe (indipendentemente dalla volontà politica) almeno 6-8 anni. E poi resterebbe il problema delle scorie.
Che farebbe lievitare il costo di questa energia, visto che in Italia "siti" adatti allo stoccaggio, di fatto non esistono.
Per questo questo bailamme non ha alcun significato, non dico ecologico (non lo capirebbe), ma nemmeno economico.