"IL FUOCO E LA LIBERTA'
In breve
Credo sia giusto spendere qualche parola su quanto sta accadendo in Iran, e anche fuori dai suoi confini, agli oppositori dell'attuale regime. Forse noi occidentali siamo troppo presi dai nostri piccoli e grandi problemi per renderci conto che è in gioco la libertà di un popolo. Qui non si tratta più di scegliere tra un dittatore sanguinario e la nazione più potente della terra, per ciascun iraniano è in gioco la propria vita e il diritto di viverla liberamente. Eppure nessuna manifestazione di solidarietà, nessun cartello, nemmeno un cero acceso per esprimere solidarietà a chi si dà fuoco in nome di un sogno sempre più lontano. Eppure questi uomini e queste donne sacrificano se stessi per i propri ideali senza fare vittime: già, non sono vigliacchi come i kamikaze, non usano i corpi di persone innocenti per esprimere la loro rabbia e la loro frustrazione. Ma la loro forza è anche la loro debolezza: finché le vittime rimangono solo gli iraniani, e per mano loro, nessuno si muoverà. Senza un nemico comune da combattere, che sia quello americano o quello dell'ingiustizia incarnata da qualche temibile tiranno nostrano, nessun "no-global" o pacifista occidentale combatterà in difesa dei diritti degli iraniani. La loro battaglia si consuma nell'ombra della nostra indifferenza, lontano dai movimenti di piazza che inseguono grandi ideali talvolta vanificati dalla mancanza di rigore morale. Non si può lottare solo dalla parte di chi ci fa comodo: o crediamo davvero nella libertà, oppure smettiamola di nominarla a vanvera."


Rispondi Citando


