Dossier a cura di "Winston Smith"



“LA GUERRA è PACE
LA LIBERTA’ è SCHIAVITU’
L’IGNORANZA è FORZA”
(George Orwell, 1984)



Premessa

Ci sentiamo ripetere continuamente che siamo nati liberi, quando ogni minuto della nostra vita è potenzialmente “spiabile”. Ci riempiono la testa con le loro farneticazioni sulle infinite possibilità di questo sistema “liberalmondialista” che invece di garantire la crescita individuale in fin dei conti non fa altro che controllarla.

Nel giro di sei anni la nostra città, Milano, è stata disseminata di centinaia di occhi elettronici finalizzati al controllo di aree cosiddette “a rischio microcriminalità”.

Luoghi che da sempre sono stati fulcro dell’aggregazione giovanile stanno progressivamente diventando set di show in cui i protagonisti inconsapevoli siamo noi e i produttori, più che consapevoli, sono quelli che vogliono “mantenere l’ordine”, ammesso che ragazzi che vogliono divertirsi una sera senza chiudersi in un locale, pagando consumazioni a “botte” di cinque euro a birra, possano rappresentare disordine o, come lo chiamano loro, “allarme sociale”.

Era il 1949, e George Orwell scriveva 1984, la storia di un mondo schiavo dei pochi che governavano la tecnologia: al tempo il libro era definito di fantascienza, ma basta guardarsi intorno per capire quanto sia terribilmente attuale.

Spaventati dall'odierna situazione abbiamo deciso di compilare questo dossier con alcune informazioni sulla videosorveglianza a Milano, prendendo atto che questo problema riguarda anche città come Roma, Brescia, Napoli, Verona, Pisa, e chissà quante altre.



Sistemi di telesorveglianza
- telecamere centralizzate, ricezione, trasmissione... -
I sistemi di videosorveglianza, nelle loro linee essenziali, sono composti da un certo numero di telecamere che trasmettono il proprio girato ad una centralina la quale si occupa di riceverlo e ritrasmetterlo ad uno o piu' monitor collegati. Le telecamere sono coordinate per lavorare simultaneamente oppure in tempi e modi diversi. Esistono tanti sistemi quante sono le varie esigenze: la videosorveglianza di una casa o di un ingresso evidentemente non necessita di un complesso sistema che invii immagini 24 ore su 24, ma e' sufficiente un apparato che si attivi solo al momento di una reale intrusione. Al contrario la videosorveglianza di strade e piazze ha come obiettivo la "sicurezza e l'ordine pubblico", obiettivo dai confini cosi' vasti e fumosi da giustificare un controllo il piu' continuo e invadente possibile. Quindi, sintetizzando, i sistemi di videosorveglianza usati piu' frequentemente si servono di collegamenti via cavo oppure via radio, registrano in maniera continuativa oppure scattano a partire da un allarme.

Sistemi via cavo: Un cavo coassiale o di altro tipo collega la telecamera ad un pc, ad un semplice monitor o a qualche altro apparato di riproduzione. Il tragitto dell'immagine solitamente non termina qui, ma per mezzo di altri apparati trasmissivi giunge in luoghi dove l'immagine viene conservata. I sistemi piu' banali e piu' comuni si servono di un semplice modem 56k, ISDN, ADSL, ma esistono progetti piu'sofisticati che prevedono il cablaggio in fibra ottica di intere zone della citta' (ad esempio a Firenze). Tutti gli esempi da noi analizzati sono in grado di acquisire, comprimere e trasmettere le immagini in tempo reale. Tra le prestazioni base si hanno la creazione di foto campioni dei siti monitorati, la chiamata automatica su rilevazione di allarme su uno dei sensori, la rilevazione del taglio del cavo o della sconnessione delle telecamere, un circuito di rilevazione di manomissione della meccanica, contatti rele' attivabili manualmente da remoto, o in automatico, in seguito alla rilevazione allarme. Non tutti i sistemi pero' hanno bisogno per trasmettere di computer e modem che facciano da tramite. Ne esistono in commercio anche alcuni che utilizzano telecamere in grado di provvedere autonomamente alla trasmissione dei dati, che hanno cioe' al loro interno l'hardware necessario. Ad esempio telecamere che integrano un server http che, senza l'ausilio di PC, trasportano il segnale video con protocollo TCP/IP e che sono compatibili con la rete Ethernet locale e con la rete Internet utilizzando connessioni ADSL, HDSL, ISDN. L'esempio considerato consta di un http server integrato per il colloquio con l'utente ed il trasferimento delle immagini, configurazioni per l'uso interno e per l'uso esterno, segnali in ingresso ed uscita per la gestione degli allarmi e per il comando automatizzato di interruttori di circuiti elettrici. Questi ultimi sono probabilmente presenti in gran parte dei sistemi di video sorveglianza del trafico nelle proprie citta'. In qualche luogo probabilmente presso il c.e.d.(centro elaborazione dati) della ditta appaltatrice del servizio vi sono uno o piu' computer adibiti al controllo delle immagini in tempo reale. A questi apparecchi viene infatti assegnato un indirizzo IP(gli indirizzi usati in internet). Il software di gestione e' in grado di monitorare i singoli video server contattandoli ed identifiandoli attraverso quest'indirizzo. Sfruttando dunque le potenzialita' offerte da Internet vengono sviluppati sistemi interconnessi con un'unita' di controllo centrale, anche se in realta' sfruttando appunto l'estensione di Internet, il controllo potrebbe avvenire praticamente ovunque.

Sistemi via radio: Per la trasmissione delle immagini via radio vengono sovente utilizzate le frequenze intorno ai 2,4 GHz, o intorno ai 433 MHz, che sono libere attualmente per questi scopi, ovvero utilizzabili senza pagare alcuna tassa. L'apparato trasmissivo puo' essere o meno inserito nell'apparato di videosorveglianza.
In generale si compone di un trasmettitore ed un ricevitore. Gli strumenti di una certa qualita' provvedono anche a qualche forma di cifratura del traffico, infatti con un normale scanner di radio frequenze (nel caso dei 2,4GHz in realta' si tratta di strumenti un poco piu' costosi) e' possibile intercettare i segnali intorno agli edifici videosorvegliati. E' anche possibile che siano utilizzati dei normali pcs per registrare le immagini in qualche formato digitale e solo a questo punto entrino in gioco apparati wireless per trasmetterle. Anche in questo caso pero' la scarsa sicurezza offerta dagli standards in uso per questo tipo di trasmissioni (in particolare dal protocollo WEP, che dovrebbe fornire i servizi necessari a rendere sicura una trasmissione wireless) rende il sistema piuttosto vulnerabile. Il prezzo di un simile apparato, con quattro telecamere, e' di circa 500 euro.

Indipendentemente dal tipo di trasmissione, via cavo o via radio, si trovano in commercio sistemi che non riprendono di continuo, ma si attivano in caso un certo evento stimoli il sensore di cui sono dotati.

Sistemi con rilevatore: potrebbe trattarsi di un illuminatore all'infrarosso per la visione notturna o di un sensore all'infrarosso passivo per la rivelazione del movimento. Sono dei sistemi che lavorano in modo automatico e permettono di controllare, tramite il rilevatore all'infrarosso passivo posto sul corpo della telecamera, un'area interna o esterna all'ambiente da proteggere: una volta attivato, il rivelatore, invia il relativo allarme alla centralina di controllo, la quale immediatamente commuta il canale televisivo che si sta guardando in quello proveniente dalla telecamera dando visione (con audio) di quello che accade senza che nessun altro si accorga di nulla. L'attivazione automatica appena descritta puo' avvenire anche attraverso il microfono della telecamera, quando la soglia del rumore superi quella predeterminata. Un sistema del genere, completo di tutto cio' che occorre per l'installazione,costa, tanto per dare un'idea, circa 110 euro.



Telecamere
- a raggio fisso o a raggio mobile -
Le videocamere piu spesso utilizzate, quelle che vediamo disseminate nelle nostre citta', vengono in genere classificate dai produttori e dai distributori in tre grandi classi: in bianco e nero, a colori, speed dome (i cosiddetti lampioncini). In seguito viene applicata l'ulteriore distinzione tra le dimensioni delle varie telecamere e le loro prestazioni tecniche qualitativamente piu' o meno alte. In realta' l'iniziale distinzione tra colori e bianco e nero e' piuttosto fittizia: le due categorie potrebbero benissimo essere accorpate in un'unica contrapposta a quella degli speed dome. Piu' semplice e chiaro sarebbe parlare di telecamere a raggio fisso o telecamere a raggio mobile. Resta evidente che in certi casi puo' essere molto utile sapere se una telecamera trasmette immagini a colori (molto piu' atte ad esempio a riconoscere o delineare i connotati di una persona) oppure no. Tuttavia e'una distinzione piuttosto inutile se ci si ferma all'analisi piu' generale delle caratteristiche tecniche delle telecamere usate nei sistemi tvcc. Pertanto per maggiore chiarezza (e per evitare inutili ripetizioni di caratteristiche in realta' uguali), parliamo di: a) telecamere a raggio fisso b) telecamere a raggio mobile -speed dome-

a) Telecamere a raggio fisso: Questa e' la scheda d'esempio di una telecamera (in bianco e nero) ad alta risoluzione, per il videocontrollo tvcc. - E' un modello base che non ha ancora applicati altri accessori che invece generalmente si trovano nelle telecamere delle nostre citta'.

Sensore a 1/3" a trasferimento d'interlinea.
Microlenti su ogni pixel per aumentarne la sensitivita'.
Funzione monitor out (doppia uscita video).
Predisposta per obiettivi auto-iris con e senza amplificatore (video/DC).
Posizione sensore regolabile per una messa a fuoco precisa.
Super controllo automatico del guadagno (36 dB).
Sistema di controllo digitale dell'esposizione automatico e manuale per applicazioni industriali.
Compensazione del controluce digitale a finestre e ad istogrammi.
Pixel 795 (H) x 596 (V).
Scansione 625 linee 50 Hz, interlacciata 2:1 .
Risoluzione TV 600 linee(H) .
Rapporto S/N 50 dB min.
Minima illuminazione 0.02 lux con f=1.2 .
Uscita video 1Vp-p video composito, 75 ohm.
Guadagno Super AGC(36dB)/AGC/MGC.
Autoiris Video/DC (con/senza amplificatore).
Sistema di esposizione automatico .
Otturatore automatico: 1/50-1/100.000 sec.
Flickerless: 1/120 sec.
Otturatore fisso + autoiris: 1/50 sec.
Diaframma + otturatore automatici.
Sistema di esposizione manuale.
Velocita' otturatore: 1/50, 1/125, 1/250, 1/500, 1/1.000, 1/2.000, 1/4.000, 1/10.000
Guadagno: 0, 6, 12, 18 dB.
Compensazione controluce a istogrammi e a finestra centrale pesata con 225 areole.
Gamma 0.45/1 .
Attacco obiettivo C/CS.
Temperatura di funzionamento -10 C° a 50 C° .
Consumo 3.5W .
Dimensioni (P x A x L) 57mm x 52mm x 110mm.

b) Telecamere a raggio mobile: Il lampioncino (speed dome, o telecamera a cupola) completo degli accessori, cosi' come lo vediamo nelle citta' e' una telecamera a colori o in b/n contenuta in una semisfera da esterno infrangibile. Ha un brandeggio proporzionale con una velocita' max di 300° al secondo, con un movimento orizzontale senza fine (360°) e uno verticale di 90° o 180°, con l'inversione digitale dell'immagine attivata. Un modello non particolarmente sofisticato ha: una risoluzione di 480 linee e una sensitivita' di 0.5 lux se a colori, una risoluzione di 570 linee e una sensitivita' di 0.03 lux se in B/N. Questo comporta una notevole nitidezza d'immagine, anche al buio. Uno zoom autoiris (cioe'con messa a fuoco automatica), motorizzato, di 3.8-84 mm (22x) con autofocus e zoom elettronico a 10x. Riceve i comandi attraverso il cavo video, oppure con ingresso dati RS485. Ha la possibilita' di programmare 64 posizioni di preset (per ogni posizione e' possibile impostare bilanciamento del bianco, shutter, auto focus, guadagno sensitivita', motion detector) e un tour programmabile di 30 secondi. Ha compensazione automatica o manuale del controluce, mascheratura di zone riservate (per la privacy ovviamente concessa solo a pochi!), 4 ingressi e 2 uscite d'allarme, sincronizzazione interna, a rete o VD2, alimentazione 220V.

Gli accessori:

Custodia: In genere di alluminio, serve all'isolamento elettrico della telecamera e dei cavi ad essa annessi e a proteggerla da agenti chimici o atmosferici esterni. Spesso e' dotata di un sistema interno di termoregolazione che rende la telecamera servibile anche in condizioni climatiche piu' critiche di quelle previste dai normali standard





Brandeggio: E' il braccio metallico che sostiene la telecamera, puo' essere regolato manualmente, ma spesso prevede anche un sistema di regolazione a distanza tramite un telecomando collegato.




Faro ad infrarossi: Faretto di varie dimensioni che serve ad ampliare l'area di copertura di una normale telecamera ad infrarossi.


Distribuzione:

Mappatura http://www.corriere.it/vivimilano/sp...lecamere.shtml

Qui di seguito ci proponiamo di riportare, al fine di una rapida consultazione, una serie di tabelle e grafici inerenti alla distribuzione urbana dei nostri occhi elettronici.













Distribuzione delle telecamere per grado di visibilità

Grado di visibilità
V.A.
%

Basso
5
2.4

Medio
6
2.9

Alto
198
94.7

Totale
209*
100.0



Distribuzione delle telecamere per luogo di collocazione

Collocazione
V.A.
%

Abitazioni
14
6.6

Aziende private
35
16.4

Banche
83
39.0

Caserme
2
0.9

Enti Pubblici
9
4.2

Enti Privati
4
1.9

Parcheggi
1
0.5

Supermercati/G. Magazzini
5
2.3

Uffici Pubblici
5
2.3

Università
1
0.5

Collocazione non identificabile
12
5.6

Gioiellerie
4
1.9

Ristoranti/Pizzerie/F. Food
2
0.9

Tribunali
10
4.7

Hotel
7
3.3

Bar/Gelaterie
2
0.9

Solarium/Centri estetici
2
0.9

Stazioni
1
0.5

Altro
14
6.6

Totale
213
100.0






Fonte: Ipermedia


Nella voce "altro" sono rientrate le seguenti categorie: museo, collegio, biblioteca, tipografia del Senato, Presidenza del Consiglio dei Ministri, agenzia di viaggi, studio fotografico, sede Nunziatura Apostolica, studio legale, Corte dei Conti, parco.


Distribuzione delle telecamere in alcune vie e piazze di Milano

Ubicazione
V.A.
%

Piazza Duomo
1
0.5

Corso Vittorio Emanuele II
5
2.3

Piazza S. Babila
1
0.5

Corso G. Matteotti
1
0.5

Piazza F. L. Meda
2
0.9

Via P. Verri
2
0.9

Via Monte Napoleone
3
1.4

Via A. Manzoni
3
1.4

Piazza della Scala
1
0.5

Via S. Margherita
9
4.2

Via G. Negri
4
1.9

Piazza degli Affari
8
3.8

Corso Magenta
2
0.9

Largo Cairoli
1
0.5

Via Cusani
3
1.4

Piazza della Vetra
1
0.5

Corso Italia
5
2.3

Piazza S. Eufemia
1
0.5

Piazza G. Missori
2
0.9

Via G. Mazzini
5
2.3

Via S. Marta
1
0.5

Via Verziere
1
0.5

Via della Signora
3
1.4

Via S. Bernardino
1
0.5

Corso di Porta Romana
10
4.7

Corso di Porta Vittoria
12
5.6

Piazza S. P. in Gessate
1
0.5

Via C. Freguglia
6
2.8

Piazza cinque Giornate
2
0.9

Viale Regina Margherita
1
0.5

Via Fogazzaro
4
1.9

Via A. Maffei
3
1.4

Via A. Sciesa
2
0.9

Via E. Morosini
1
0.5

Corso di Porta Vigentina
1
0.5

Via Quadronno
1
0.5

Via L. Anelli
1
0.5

Via B. di Savoia
1
0.5

Piazza A. Ferrari
1
0.5

Via G. Mercalli
4
1.9

Via Calatafimi
1
0.5

Via A. Solari
2
0.9

Via Bergognone
4
1.9

Via Tortona
6
2.8

Piazza Vesuvio
2
0.9

Piazza Piemonte
1
0.5

Via M. Buonarroti
5
2.3

Via Monte Rosa
9
4.2

Corso Sempione
19
8.9

Via L. Cagnola
1
0.5

Via G. Battista Niccolini
2
0.9

Piazza SS. Trinità
1
0.5

Piazza Duca D’Aosta
5
2.3

Via G. B. Sammartini
2
0.9

Piazza Luigi di Savoia
1
0.5

Via G. Battista Pergolesi
3
1.4

Piazza Caiazzo
1
0.5

Via A. Doria
1
0.5

Corso Buenos Aires
4
1.9

Viale Tunisia
4
1.9

Via B. Eustachi
1
0.5

Corso Indipendenza
7
3.3

Via Archimede
3
1.4

Via Bergamo
2
0.9

Viale Lazio
3
1.4

Via Tiraboschi
3
1.4

Via L. Muratori
2
0.9

Via P. Colletta
1
0.5

Totale
213
100.0


Fonte: Ipermedia


Distribuzione percentuale delle videocamere
rilevate nelle due zone di Milano







Videosorveglianza

I dati personali possono essere presenti anche in suoni ed immagini. L’utilizzo di videocamere in ambito pubblico e privato è pertanto soggetto a limiti e garanzie previste dalla disciplina sul trattamento dei dati personali. Un recente documento delle autorità garanti dei Paesi dell’Unione europea, riunite nel Gruppo istituito dall’articolo 29 della direttiva 95/46/CE attualmente presieduto dal Garante italiano, individua vari principi e regole applicabili. Il documento è oggetto di una consultazione pubblica sul sito dell’Unione europea ed è disponibile, anche in versione italiana, ai seguenti indirizzi:
http://www.europa.eu.int/yourvoice/c...s/index_it.htm
http://www.europa.eu.int/comm/intern...02/wp67_it.pdf
Anche il Consiglio d’Europa si è occupato di videosorveglianza con alcuni recenti Guiding Principles. Testo e connesso Rapporto predisposto dall’Autorità italiana sono disponibili all’indirizzo
http://www.coe.int/T/E/Legal_affairs...uments/Reports



Fa effetto vedere quanta scientificità vi sia dietro a questi sistemi di "controllo", come fa effetto vedere quante energie e denaro abbia speso la giunta comunale per attuare nel più breve tempo possibile questo progetto. Viene facile, osservando il Parco delle Basiliche, piuttosto che la zona adiacente alle Colonne di San Lorenzo, pensare che grazie a questi provvedimenti "si sia estremamente ridotto", ad esempio, il problema della tossicodipendenza. Purtroppo si capisce che il problema, invece di essere stato affrontato "a monte", è stato semplicemente spostato; adesso gli eroinomani che bazzicavano da quelle parti non hanno certo smesso di fare uso di sostanze grazie all'istallazione di 10-20-30 telecamere, ma si sono semplicemente spostati in zone ai margini della città nelle quali possono rimanere soli con loro stessi nel momento in cui si trovano in situazioni di emergenza come può essere l'overdose; ma che importa alla giunta comunale? Gli eroinomani sono individui di "serie b" che non fanno altro che infastidire i cittadini di "serie a", i problemi dei quali sono "gli unici da risolvere". Francamente è molto turbante la prospettiva che la giunta debba affrontare le varie problematiche urbane attuando discriminazioni a priori nei confronti della gente. E' disarmante vedere che lo stesso problema che poniamo noi sia già stato sollevato da un organo istituzionale quale il garante della privacy; nella sua relazione di presentazione dell'indagine esplorativa: "occhi elettronici" per conto del garante, l'ing. Claudio Manganelli (Componente dell'Autorità Garante) il 12 Luglio 2000, quindi già quasi tre anni fa, scriveva: "Molti sviluppi tecnologici hanno la capacità, se mal utilizzati, di interferire con la sfera personale della riservatezza, dalla telefonia cellulare al tracciamento delle navigazioni in Internet, dal monitoraggio dell'utilizzo delle carte di pagamento alla correlazione delle informazioni relative al singolo e contenute nelle diverse banche dati pubbliche e private disseminate nel Paese. Oggi ci preoccupiamo di una tecnologia che presenta le caratteristiche fortemente invasive della moderna società umana: quella rivolta all'intercettazione acustica e visiva dei nostri movimenti, dei nostri spostamenti, dei nostri incontri quotidiani, a volte dei nostri gesti o atteggiamenti inconsapevoli ma implacabilmente colti da una telecamera ben dissimulata Le informazioni audiovisive, digitali e non, acquisite da sistemi di controllo come l'autovelox, dai dispositivi di localizzazione della telefonia mobile, dalle telecamere dei varchi Telepass autostradali o di accesso ai centri storici, da quelle adibite alla sicurezza in luoghi pubblici o di pubblico accesso come tratti autostradali, vie e piazze, stazioni e filiali bancarie, non possono essere messe a disposizione di chiunque e per qualunque fine." Quanto leggiamo sopra non è il frutto di un dossier "non istituzionale" come può essere il nostro ma è il risultato di un'inchiesta di un organo "di stato". Ora, viene immediata una domanda: per quale motivo questa indagine ha lasciato il tempo che ha trovato? Purtroppo risulta immediata anche la risposta.



Le specifiche tecniche:

Principali termini tecnici:

Sensore: Chip elettronico (CCD o CMOS) che risulta sensibile alla luce che lo colpisce, in maniera analoga alla pellicola nelle macchine fotografiche tradizionali. Il sensore è alla base della registrazione delle immagini prodotte dalle fotocamere digitali e dagli scanner. Uno dei parametri più caratteristici di un sensore è rappresentato dal numero di pixel che possiede, abbastanza strettamente collegato alla qualità finale dell'immagine. I sensori sono di diversi tipi quanto a funzionamento, disposizione dei pixel, trattamento del colore, sensibilità e via discorrendo.

Formato del sensore: Vi sono 4 formati principali usati nei sensori CCD delle telecamere: 1", 2/3", 1/2", 1/3" (misura della diagonale del sensore). Inoltre sono apparsi recentemente anche sensori da 1/4" e 1/5".

Pixels: Sono gli elementi sensibili della matrice del sensore. Il loro numero varia con il tipo di sensore ed e' in stretta relazione con la risoluzione della telecamera. Normalmente il numero di pixels di una telecamera puo' essere espresso in due modi diversi: a) N. di pixels totali E' il numero totale di elementi del sensore CCD. Alcuni elementi tuttavia non sono usabili.b) N. di pixels attivi E' il numero effettivo di pixels attivi; e' sempre inferiore al numero di pixels totali, ma e' il solo valore su cui fare affidamento.

Tempi di otturazione: I tempi di otturazione (detti anche tempi di esposizione, tempi di posa o tempi di scatto) che gli otturatori presenti sui diversi tipi di macchine fotografiche sono in grado di realizzare rispettano una scala standardizzata:
B 1 1/2 1/4 1/8 ... 1/250 1/500 1/1000 1/2000 ...
Con la lettera B viene indicata la cosiddetta posa, che si ha quando l'otturatore rimane aperto fino a che non si impartisce il comando per la chiusura. Tutti i numeri successivi sono espressi in frazioni di secondo, partendo dal valore 1 secondo e dimezzando la durata del tempo per ogni valore successivo (a meno di qualche arrotondamento di comodo): mezzo secondo (1/2), un quarto di secondo (1/4), un ottavo (1/8) e così via, fino al tempo più breve che l'otturatore può realizzare. In alcune fotocamere digitali può succedere che il tempo più breve sia, ad esempio, limitato a 1/750. La quantità di luce necessaria per una esposizione corretta dell'elemento sensibile (pellicola o sensore digitale) viene regolata per mezzo del tempo di otturazione e del diaframma.

Diaframma: Apertura formata da una serie di lamelle che si sovrappongono. Consente una regolazione continua del diametro dell'apertura di un obiettivo.

Diaframma a scatti: Spesso la ghiera dei diaframmi è provvista di piccoli scatti in corrispondenza di ciascun valore (stop). Pertanto la regolazione del diaframma può essere effettuata, oltre che osservando direttamente la scala incisa sulla ghiera, anche "sentendo" gli scatti.

Sensitivita': La sensitivita' puo' essere espressa in due modi diversi. a) Valore usabile (detto anche minima illuminazione). Questo valore e' una semplice indicazione del minimo valore di luce al quale la telecamera comincia a produrre un segnale video in uscita. b) Full video. Questo e' il valore reale da prendere in considerazione; e' il piu' basso livello di luce al quale la telecamera produce un reale segnale video "1 Volt picco-picco". Questo valore e' anche un parametro importante per sistema di TVCC in quanto molti dispositivi richiedono un segnale "pieno" per funzionare correttamente. Essa puo' essere misurata:
a) a livello del sensore. In questo modo si misura il funzionamento della telecamera, quando tutta la luce cade direttamente sulla superficie del sensore. Pur essendo una misura tecnicamente corretta, in realta' cio' non accade mai, in quanto per avere un'immagine bisogna usare un obiettivo ed esso riduce in qualche modo l'ammontare di luce che raggiunge la superficie del sensore. b) Con l'obiettivo. Questa e' una misura piu' reale dell'effettiva sensitivita' del sistema telecamera + obiettivo. Ovviamente il piu' basso valore di F da' un migliore risultato. Esempio: Una telecamera che dichiara un valore di 0.1 lux (full video) con un obiettivo con f 1.4 ha una maggiore sensitivita' di una telecamera che dichiara lo stesso valore (0.1 lux) con un obiettivo con f 1.2. Infatti se alla 1a telecamera si applica un obiettivo con f 1.2 il suo valore di sensitivita' sarebbe probabilmente intorno a 0.08 lux. Un altro valore da prendere in considerazione e' il valore di riflettanza della scena (l'ammontare della luce riflessa dalla scena espressa in percentuale). Piu' alto e' il valore di riflettanza piu' elevata e' la quantita' di luce disponibile per la telecamera. Normalmente il valore di riflettanza e' compreso fra il 65% ed il 90%. Esempio: Una telecamera che dichiara una sensitivita' di 0.1 lux (full video) con un obiettivo f 1.2 con un valore di riflettanza del 70% e' piu' sensibile di una telecamera che dichiara la stessa sensitivita' (full video) con lo stesso obiettivo, ma al 90%. Il valore di sensitivita' e' normalmente specificato in lux. Alcuni costruttori americani tuttavia, la esprimono in footcandles (fc). 1 lux = 10 fc.

Risoluzione: E' la capacita' di una telecamera di mostrare il dettaglio. Piu' elevata e' la risoluzione piu' l'immagine apparira' nitida nei suoi dettagli. Le telecamere a risoluzione piu' alta sono tuttavia piu' costose. Il valore di risoluzione generalmente usato nelle specifiche e' la risoluzione orizzontale misurata in linee TV. La risoluzione orizzontale puo' essere migliorata aumentando il numero di pixels sul sensore.

Rapporto segnaleumore: E' una misura dell'ammontare dell'interferenza causata dal rumore. Il suo valore e' importante specialmente a bassi valori di illuminazione. Piu' alto e' il suo valore, migliore sara' la qualita' di un immagine con scarsa illuminazione. Normalmente e' significativo il suo valore con l'AGC in posizione ON. Controllo automatico di guadagno (AGC) E' un circuito per amplificare il segnale video in basse condizioni di illuminazione. Tuttavia amplifica egualmente l'eventuale rumore presente. In alcune telecamere il livello di amplificazione puo' essere controllato manualmente (MGC = manual gain control).

Gamma: E' un coefficiente di compensazione sulla telecamera per tenere conto della non linearita' nella riproduzione dell'immagine da parte del monitor. Generalmente esso viene regolato al valore 0.45. Tuttavia in alcune applicazioni industriali si preferisce regolarlo al valore 1. Cambiando il valore del gamma si varia il contrasto dell'immagine.

Risposta spettrale: Indica il rendimento della telecamera al variare della lunghezza d'onda della luce incidente.

Sincronizzazione: La maggior parte delle telecamere ha un generatore interno di sincronismi che genera sia il segnale di lettura del sensore sia gli impulsi di sincronizzazione usati dal monitor per scandire l'immagine. Tuttavia nel caso in cui il sistema comprenda piu' di una telecamera, cio' non e' piu' sufficiente. E' necessario provvedere quindi ad una sincronizzazione esterna della telecamera. Vi sono attualmente due metodi principali di sincronizzazione esterna:
a) gen-lock. Consiste nel sincronizzare piu' telecamere mediante un segnale di sincronismo esterno. Spesso viene usato il segnale video composito di una telecamera che contiene la componente di sincronismo (da qui deriva la denominazione di segnale composito).
b) line-lock. Consiste nell'utilizzare la frequenza di alimentazione per agganciare la sincronizzazione della telecamera. Questo metodo richiede normalmente una messa in fase del segnale video con la frequenza di alimentazione. Ovviamente questo metodo non puo' essere utilizzato se la telecamera e' alimentata in continua.

Rilevatori ad infrarossi: Il componente elettronico utilizzato dai sensori ad infrarosso si chiama piroelettrico: "reagisce" alle repentine variazioni di temperatura o meglio, alla radiazione infrarossa emessa da un corpo.Il corpo umano emette una frequenza compresa nella gamma 7000 - 14000 nanometri. L'unico raggio infrarosso generato dal circuito è orientato verso una particolare lente di Fresnell che lo suddivide in un fascio, creando un'area di protezione sensibile alle variazioni termiche, raffigurabile come muri tridimensionali; il tentativo d'intrusione all'interno del lobo di copertura del sensore crea un improvviso aumento della temperatura, che genera una condizione di allarme. La rilevazione puo' talvolta essere danneggiata quando viene a contatto con vetro, luci fluorescenti (anche se in realta'esistono particolari filtri antiaccecamento per questo tipo di luci), schiume, spray, lacche, fogli di carta opachi o trasparenti, legno. Vi sono infrarossi di tipo:
Passivo - Suddivide l'unico raggio infrarosso prodotto in fasci creando una protezione volumetrica. Attivo - Composto da trasmettitore e ricevitore crea una protezione raffigurabile come un "filo". Analogico - Con questo termine si indica il modo in cui il sensore interpreta (rileva) la condizione d'allarme. Digitale - Con questo termine si indica la modalità di rilevazione del sensore che si avvale di un microprocessore per analizzare il segnale proveniente dall'elemento piroelettrico.

Compensazione del controluce: Con questo termine si indica un intervento nell'esposizione del fotogramma, reso necessario per ottenere una esposizione corretta in situazioni particolarmente critiche di illuminazione. Ad esempio, un caso tipico in cui è necessario compensare si ha col soggetto in controluce: per non averlo troppo scuro, bisogna correggere le indicazioni dell'esposimetro compensando con una sovraesposizione di 2 o 3 valori EV.

Exposure Values: Si tratta di un sistema costituito da numeri che vanno da -4 a 20; ogni numero rappresenta un gruppo di diverse coppie diaframmi/tempi di otturazione, tali da fornire la medesima esposizione. Il sistema di valori EV è concepito in modo che ogni numero rappresenta una esposizione che fa arrivare sulla pellicola (o al sensore) una quantità di luce che vale il doppio (o la metà) di quella lasciata passare dal valore-luce successivo (o precedente). Ad esempio, il valore-luce 13 indica una esposizione che è il doppio del valore-luce 14 e la metà del valore-luce 12. Ad un valore esposimetrico EV prefissato corrispondono tutte le combinazioni diaframma-tempo di posa che forniscono la medesima esposizione in termini di quantità di luce che raggiunge la pellicola (o il sensore). Nel caso di EV=13 si hanno le seguenti coppie di valori, ciascuna delle quali fornisce una esposizione corretta:
32-1/8 22-1/15 16-1/30 11-1/60 8-1/125
5.6-1/250 4-1/500 2.8-1/1000 2-1/2000

Scanner di radio frequenze: Apparecchio in grado di captare i segnali su una certa gamma di frequenza radio.

Wireless: Trasmissione di dati senza l'utilizzo di cavi, per quanto riguarda la videosorveglianza si tratta spesso delle frequenze radio intorno ai 2.4 GHz o i 433 MHz.



Fonti di riferimento:
Per ottenere ulteriori informazioni si consiglia di visitare il sito
www.spialaspia.org
http://www.corriere.it/vivimilano/sp...lecamere.shtml
www.garanteprivacy.it