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Risultati da 31 a 40 di 44
  1. #31
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    Predefinito Re: Re: ... ok, materiale probatorio eneccepibile...

    In origine postato da krentak
    Riguardo a Marino, il copione è lo stesso utilizzato con Calabresi, pappa buona per fanatici eversivi come quelli di Lc o della sinistra extraparlamentare ....
    dicasi anche "spie della polizia"...... e vale anche per le brigate "rosse"

  2. #32
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    Predefinito ... non c'è solo Sofri, ricordiamolo bene!...

    cari amici
    oggi su Libero Valerio Fioravanti e Francesca Mambro hanno fatto saperela loro opinione sulla proposta del ministro Castelli di estendere l'amnistia a tutti i condannati all'ergatolo per crimini a sfondo 'politico'...



    Francesca Mambro e Valerio Fioravanti: ‘…l’dea di Castelli è così ragionevole da sembrare eversiva…’

    ’… bravo ministro, serve perdono reciproco!…’

    La soluzione proposta dai due detenuti: chi si ritiene punito ingiustamente non deve chiedere la grazia, basta un atto di sottomissione allo stato.

    Francesca Mambro e Valerio Fioravanti sono in auto con Arianna, la loro bambina. Sono ergastolani, ‘fine pena mai’ dicono le carte di Rebibbia. Hanno dei permessi, lei di maternità lui di lavoro [la notte torna in cella]. Usano un istante di libertà per far prendere il sole alla loro piccolina, ’serve a fissare il calcio nelle ossa’. Insomma si và al mare. In coda verso il litorale laziale su una utilitaria. Dall’alto nelle riprese di un elicottero sono un puntolino nel sabato borghese. Hanno visto di prima mattina il loro nome sui giornali. Lo sanno di essere nel mazzo dei simboli. Se la grazia dovesse servire ad una pacificazione generale loro sono dentro, anzi meglio fuori, liberi. I ragazzi di destra li amano tanto. Francesca e Valerio sono stati decisivi per fa chiudere l’epoca del terrorismo nero. Sono visti come esempio, gente che ha ripudiato amaramente la violenza senza abdicare da ideali pur serviti in malo modo.
    Ci sentiamo spesso al telefono. Collaborano con [Libero proprio sul tema delle carceri in Italia e nel mondo. Chiamano al telefono e ringraziano. Loro sono così. Ne è venuta questa intervista non autorizzata, forse un po’ rubata. Proprio per questo vale di più. Dice la verità dei loro pensieri senza il calcolo di connivenze. Può esporli a vendette di sinistra, ad una campagna stampa contro di loro del genere: da destra si tira su Sofri e noi ci vendichiamo contro di loro. Non ci aspettiamo di meglio. Questa è esattamente l’Italia che ha bisogno di pacificazione. Loro qui testimoniano una forza di pensiero che non deve essere tenuta sotto chiave.

    Avete letto l’articolo del ministro Castelli su La Padania?…

    Mambro [d’ora in poi M.]: qui a Roma non si trova facilmente. Ce lo leggi tu?…

    Il titolo è L’unica soluzione da portare avanti. Una proposta seria e coraggiosa. Consiste in questo: un atto di pacificazione grandioso, inteso come amnistia, cui si aggiungono provvedimenti di grazia [leggo tutto]…

    Fioravanti [F.]: se chiedi al Fioravanti carcerato di esprimere un parere sul suo ministro, il ministro della giustizia, stò zitto perché trovo ridicolo lo sport italiano di voler sempre insegnare agli altri quello che devono fare e ancor più ridicolo che sia un carcerato a farlo. Se invece in una conversazione tra amici fai una domanda al Fioravanti che lavora nel campo dei diritti umani allora ti rispondo che la provocazione di Castelli mi piace. Mi pare una posizione molto equilibrata la sua. Giornali e radio di sinistra stamattina lo trattano come un pazzo, uno che vuol mercanteggiare sulla sofferenza umana. Invece ha fatto bene a non essere facilone sulla grazia a questo o a quello…

    Anche se ci rimettete voi. Su, non fate finta…

    F.: noi non ci rimettiamo niente perché questo è un fuoco di paglia estivo e alla fine non succederà niente, anzi Sofri uscirà e sarà per tutti gli altri che non è cambiato niente... A parte questo è logico che se la sera quando mia figlia si avvicina alla porta di casa e chiede ‘gelato’ mi piacerebbe poter scendere in strada e comprarglielo e invece non posso. E se un giorno mi portassero a casa un foglio che mi autorizzasse a farlo, ossia la grazia, ne sarei felicissimo. Questo però non significa che io lo consideri giusto o addirittura io pretenda di ottenere la grazia. Secondo me a danneggiare Sofri è proprio il modo prepotente con cui la sinistra, o una parte della sinistra, pretenda che lui e solo lui sia liberato. Anche in questo ritengo che Castelli abbia fatto una mossa politica abile anche se in parte obbligata. Molti elettori del centrodestra sarebbero enormemente delusi dalla grazia [a Sofri] e la interpreterebbero come un cedimento nei confronti della sinistra. Feltri non la pensa così e nemmeno noi. Un politico però non può non preoccuparsi anche di quello che pensano i suoi elettori, anche se non sono intellettualmente fini e un poco vendicativi…

    Una grazia che comprendesse anche i vostri nomi però forse ammorbidirebbe le tensioni…

    M.: no. Appena hanno fatto il nostro nome sono insorti da Bologna. C’è una parte della sinistra che è assolutamente primitiva e ripete all’infinito lo stesso ridicolo ritornello: solo noi e quelli del nostro colore meritano premi, tutti gli altri sono essere cattivi e inferiori e meritano l’inferno. Se continuiamo con discriminazioni di questo genere non si andrà lontano…

    L’anniversario della strage di Bologna cade il 2 agosto. Siete stati condannati all’ergastolo anche per questa. Avete chiesto la grazia?…

    M.: no. Non siamo ancora all’ultima spiaggia. Il codice penale ci consente di chiedere la ripetizione del processo ed è quello che abbiamo in mente, seppure non subito. E’ una procedura tortuosa, difficile e costosa. Ci vorrà tempo…

    Scrive Castelli: non si puiò dare la grazia a uno che non la chiede e non si riconosce colpevole…

    F.: l’argomento va scisso in due parti. La prima parte ci costringe a ricordare che il centrodestra ha approvato cinque leggi per evitare che alcuni suoi uomini di punta siano processati. Ci hanno convinto che questo era indispensabile perché non tutti i magistrati sono persone equilibrate. Sé così allora dobbiamo mettere in preventivo non solo i capi del centrodestra ma anche altri cittadini, tra i quali Sofri, i quali rivendicano la propria innocenza nonostante che i processi siano terminati con una condanna. La seconda parte è più profonda. Esiste lo stato. Lo stato è rappresentato anche da leggi e persone imperfette. Ciò non toglie che noi tutti, indipendentemente dal sentirci più o meno innocenti, più o meno perseguitati, dobbiamo rispettare le regole principali della convivenza civile. Quindi è giusto che il condannato, anche se si sente intimamente innocente, dopo un po’ si rassegni e comprenda che l’imperfezione si annida in tutte le cose umane e se ne faccia una ragione. E faccia quindi pace con lo stato che lo ha condannato e viceversa…

    In che senso?…

    M.: il sistema della grazia o dell’amnistia tutto sommato è comodo, ragionevole. Lo stato non è obbligato a rinnegare i propri poliziotti o i propri giudici. Si limita a dire che da un certo momento in poi che da un certo momento in poi non serve più tenere una persona in carcere. Dall’altro lato il condannato non è costretto a rinnegare la sua rivendicazione di innocenza e può continuare a credere in cuor suo che forse non aveva tutti i torti a ribellarsi al sistema…

    Dunque grazia senza chiederla…

    M.: in America e in Inghilterra questa è una prassi diffusa. Da noi la macchina della democrazia è meno progredita e diamo ancora molta importanza ai simboli, alle apparenze. Sofri ai più appare superbo e antipatico. E alla fine è da anni che stiamo discutendo di questo, ovvero se Sofri sia un genio 8incompreso o sia invece un gran presuntuoso…

    Non è anche il vostro caso?…

    F.: oh sì. Noi però ci siamo almeno sforzati di essere chiari su alcuni punti fondamentali. Riconosciamo in tutta trasparenza di aver fatto del male, di essere stati nemici di questo stato. Eravamo giovani e ci sembrava di avere diritto alla ribellione. Abbiamo fatto del male. Lo stato ci ha condannato per quello che abbiamo fatto, ma poi alcini suoi rappresentanti ritengono di poterci condannare anche per una cosa che non abbiamo fatto, la strage alla stazione di Bologna. Sono passati tanti anni e dobbiamo trovare un accordo. La pacificazione richiede un passo avanti reciproco. La Repubblica mi perdona e io accetto questo perdono, perdonando a mia volta quandio ritengo di aver subito un torto. Tutti i cittadini subiscono a vario titolo vessazioni vere o presunte dallo stato. Capirebbero questo discorso. Sofri rende tutto più difficile, si comporta come a suo tempo fece Reanato Curcio. Non chiede sconti e ha rinunciato a usare le leggi dello stato quasi per farlo sentire in colpa…

    Ora resta la strada dell’amnistia, con la grazia in aggiunta per i casi più simbolici…

    F.: l’idea di Castelli è talmente ragionevole da risultare quasi eversiva in un paese dove tutto viene aggiustato sottobanco. Stavo ripensando a questa cosa di chiedere esplicitamente di essere graziati. In effetti i politici potrebbero lavorare ad una cosa intermedia. Ricordi la vecchia legge sulla dissociazione, quella che ha fatto uscire tanti terroristi dopo che pochi anni di carcere solo perché avevano formato una specie di abiura?… Oggi si potrebbe fare una legge simile. Amnistia per chiunque dopo aver scontato venti e passa anni di carcere. Si riconosce formalmente cittadino di questo stato accettandolo in tutto, imperfezioni comprese…

    Valerio dimmi. E se la grazia fosse per Francesca e non per te?…

    F.: a me andrebbe bene. La nostra bambina avrebbe almeno uno dei genitori a tempo pieno….

    M.: a me no. Fammi spegnere, ci è caduto un auricolare del telefonino, tolgono cinque punti a Valerio e la grazia non gliela danno più…


    Ok, benissimo così!... Tuttavia non bisogna dimenticare l'inumano trattamento che l'orrenda macchina della giustizia italiana ha riservato alla persona ritratta nella foto seguente...



    ... le considerazioni per la concesssione della grazia non varrebbero a maggior ragione anche per lui?... o è meglio guardarsi bene dall'urtare la sensibilità dell'eletto popolo ebraico signor Fini?...


    --------------

    Nobis ardua

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  3. #33
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    Predefinito Re: ... non c'è solo Sofri, ricordiamolo bene!...

    In origine postato da Fecia di Cossato
    ... le considerazioni per la concesssione della grazia non varrebbero a maggior ragione anche per lui?...
    Le considerazioni sulla grazia valgono solo per Priebke ed esclusivamente per ragioni umanitarie. Relegare agli arresti domiciliari (mi risulta non sia in carcere) un uomo di 90 anni, pur per crimini particolarmente odiosi, mi sembra un atto esclusivamente vendicativo e dettato da esigenze politiche.

    Tornando all'articolo, apprezzo il tono pacato con cui la Mambro e Fioravanti affrontano l'argomento della grazia. Comprendo umanamente la loro speranza di condurre una vita normale. Ma più forte della pietà per delle persone condannate al carcere a vita è la compassione per le loro numerose vittime (anche ammettendo che la coppia non sia responsabile della strage di Bologna). Pertanto sono contrario a provvedimenti di clemenza nei confronti di qualsiasi terrorista si sia macchiato di fatti di sangue, compresi la Mambro e Fioravanti.

  4. #34
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    Predefinito ... come sempre il migliore!...

    Storace, Cdl non esiti a dire no a clemenza individuale



    Non possiamo dividerci su di lui, và chiusa un'intera pagina

    Roma, 21 lug. [Adnkronos] - 'Il centrodestra sul caso Sofri non deve avere esitazioni. Dopo due anni di governo e' intollerabile che si debba ballare sulle vicende personali di un illustre compagno detenuto e rinunciare a porre nella agenda politica la verita' sulla strage di Bologna, su quella di Ustica e piu' in generale sugli anni di piombo. Un atto di generosita' non puo' riguardare uno e uno solo dei protagonisti di quegli anni. Vorrebbe dire che si continua a sancire l'egemonia culturale, politica e civile della sinistra'.

    Lo afferma il presidente della Regione Lazio Francesco Storace, dirigente di An.


    ... da condividere... al 101%!!!...


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    Nobis ardua

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  5. #35
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    Predefinito Re: Re: ... non c'è solo Sofri, ricordiamolo bene!...

    In origine postato da krentak
    Le considerazioni sulla grazia valgono solo per Priebke ed esclusivamente per ragioni umanitarie. Relegare agli arresti domiciliari (mi risulta non sia in carcere) un uomo di 90 anni, pur per crimini particolarmente odiosi, mi sembra un atto esclusivamente vendicativo e dettato da esigenze politiche.

    Tornando all'articolo, apprezzo il tono pacato con cui la Mambro e Fioravanti affrontano l'argomento della grazia. Comprendo umanamente la loro speranza di condurre una vita normale. Ma più forte della pietà per delle persone condannate al carcere a vita è la compassione per le loro numerose vittime (anche ammettendo che la coppia non sia responsabile della strage di Bologna). Pertanto sono contrario a provvedimenti di clemenza nei confronti di qualsiasi terrorista si sia macchiato di fatti di sangue, compresi la Mambro e Fioravanti.
    Personalmente non sono mai stato convinto della colpevolezza di Fioravanti riguardo alla strage di Bologna. Anzi non sono neppure convinto che possa definirsi senz'altro una ......"strage fascista" a differenza di altre. E' pero da ricordare che anche ammessa l'estraneità di Fioravanti e della consorte rispetto a questo specifico fatto criminoso, nessuno dei due ha mai negato le proprie responsabilità per tutta una serie, piuttosto lunghetta, di delitti assai gravi.
    Dunque occorrerebbe quanto meno avere il parere dei familiari delle vittime di questi ultimi fatti criminosi prima di attivare nei loro confronti un provvedimento di clemenza.
    Riguardo al signor Priebke, vista anche l'età, e visto che numerosi suoi camerati furono assolti pur non avendo una responsabilità di molto inferiore, al processo che vide la condanna di Kappler, senza che questo suscitasse alcun particolare scandalo, mi sembrerebbe opportuno pensare a fare in modo che il suddetto possa riabbracciare la moglie da uomo libero prima di doversi presentare ad un Tribunale .....più Alto.

    Shalom!!!!
    Shalom!!!

  6. #36
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    Predefinito ... ultima uscita della scimmia...



    Roma [CNN] - La grazia in cambio del federalismo. Dopo le dichiarazioni di Roberto Castelli è il leader della Lega Umberto Bossi a infiammare la polemica sul caso Sofri. Il problema della grazia all'ex leader di Lotta Continua potrà essere risolto ‘dopo il federalismo, quando ci sarà il battesimo del nuovo sistema, di una Italia nuova’. Altrimenti ‘la gente non lo capirebbe’ ha detto al quotidiano La Repubblica.


    --------------

    Nobis ardua

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  7. #37
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    Predefinito ... per quelli dalla memoria corta...

    originally posted by rag. PierFrancesco:

    ... anche ammessa l'estraneità di Fioravanti e della consorte rispetto a questo specifico fatto criminoso [la strage alla stazione di Bologna...], nessuno dei due ha mai negato le proprie responsabilità per tutta una serie, piuttosto lunghetta, di delitti assai gravi. Dunque occorrerebbe quanto meno avere il parere dei familiari delle vittime di questi ultimi fatti criminosi prima di attivare nei loro confronti un provvedimento di clemenza...

    Il miglior modo per commentare l'insensatezza di quest'ultima affermazione stà certamente nel domandarsi se per caso Togliatti, allorchè nel '47 decise di amnistiare gli omicidi commessi durante e dopo la guerra civile, si sia ricordato di chiedere il 'parere' ai famigliari delle decine di migliaia di persone ['fascisti' o 'presunti tali'] massacrate dai partigiani comunisti anche ben oltre il termine del periodo in questione...

    Sia come sia, anche se certi paragoni sono decisamente odiosi, è utile fare un raffronto fra i lutti causati negli 'anni di piombo' dalle due principali organizzazioni terroristiche che hanno operato in quel periodo, i Nar e le Brigate Rosse. Per quanto riguarda i Nar escludiamo la strage alla stazione di Bologna...

    Nuclei Armati Rivoluzionari

    28 febbraio 1978. In piazza Don Bosco, a Roma, Fioravanti ed altri ingaggiano una colluttazione con elementi identificati come appartenenti alla sinistra. Roberto Scialabba, 24 anni, cade a terra ferito e morirà poco dopo

    17 dicembre 1979. Scambiato per l'avvocato Giorgio Arcangeli, ritenuto responsabile della cattura di Pierluigi Concutelli, perde la vita in una agguato organizzato da Valerio Fioravanti il geometra di 24 anni Antonio Leandri

    6 febbraio 1980. E’ ucciso da Fioravanti il poliziotto Maurizio Arnesano, 19 anni, allo scopo di impadronirsi del suo mitra M.12

    23 giugno 1980. Fioravanti, la Mambro e Cavallini uccidono a Roma il sostituto procuratore Mario Amato, da due anni impegnato nelle principali inchieste sui movimenti eversivi di destra

    9 settembre 1980. La Mambro, Valerio Fioravanti, Soderini, Vale e Cristiano Fioravanti uccidono Francesco Mangiameli, dirigente di Terza Posizione in Sicilia

    5 febbraio 1981. Mambro e Fioravanti tendono un agguato a due carabinieri. Sono uccisi Enea Codotto, 25 anni e Luigi Maronese, 23 anni.

    31 luglio 1981. Nell'ambito di un regolamento di conti all'interno della destra eversiva viene ucciso Giuseppe De Luca. All'omicidio partecipa la Mambro.

    30 settembre 1981. Viene ucciso il ventitreenne Marco Pizzari, estremista di destra e intimo amico di Luigi Ciavardini Del commando fa parte la Mambro.

    21 ottobre 1981. Alcuni Nar, tra cui Mambro, tendono a Roma un agguato mortale al capitano della Digos Francesco Straullu e all'agente Ciriaco Di Roma.

    Totale delle vittime: 11



    Brigate Rosse

    17 giugno 1974. A Padova, nel corso di un'incursione nella sede missina di via Zabarella, restano uccisi Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola

    5 giugno 1975. Vittima del primo sequestro di 'autofinanziamento' è l'industriale Vallarino Gancia. Nel corso di questa operazione in un conflitto a fuoco viene ferito mortalmente l'appuntato dei carabinieri Giovanni d'Alfonso, mentre resta uccisa Margherita Cagol Curcio ‘Mara’.

    Tra il 1974 ed il 1976, in conflitti a fuoco tra militanti e forze dell'ordine perdono la vita tre militari:

    15 orrobre 1974. Il maresciallo dei carabinieri Felice Maritano, a Robbiano di Mediglia [MI]

    4 settembre 1975. L'appuntato di polizia Antonio Niedda, a Ponte di Brenta [PD]

    11 settembre 1976. Il vice questore Francesco Cusano, a Biella [VC]

    8 giugno 1976. A Genova le BR colpiscono mortalmente il procuratore generale Francesco Coco e i due militari della sua scorta [Antioco Dejana e Giovanni Saponara].

    15 dicembre 1976. Intercettato da forze di polizia durante una visita alla famiglia Walter Alasia, militante clandestino della colonna di Milano, ingaggia un conflitto a fuoco con la polizia. Muoiono, oltre ad Alasia, due sottufficiali, Sergio Bazzega e Vittorio Padovani.

    28 aprile 1977. Le BR uccidono Fulvio Croce, presidente del consiglio dell'Ordine degli avvocati di Torino.

    16 novembre 1977. A Torino viene colpito mortalmente Carlo Casalegno, giornalista del quotidiano La Stampa.

    L'iniziativa contro il trattamento carcerario dei prigionieri politici, duramente irrigidito nel luglio del 1977 con l'apertura del circuito delle carceri di massima sicurezza sotto il controllo del generale Carlo Alberto Della Chiesa, si sviluppa con attentati mortali.

    14 febbraio 1978. A Roma è ucciso Riccardo Palma, magistrato addetto alla direzione generale degli istituti di prevenzione e pena

    11 aprile 1978. E' ucciso a Torino Lorenzo Cotugno, agente di custodia presso il carcere Le Nuove

    20 aprile 1978. E' ucciso a Milano Francesco Di Cataldo, maresciallo degli agenti di custodia presso il carcere S. Vittore

    10 marzo 1978. Le BR colpiscono mortalmente Rosario Berardi, maresciallo della Polizia, sezione antiterrorismo, in relazione alla riapertura del processone a Torino.

    16 marzo 1978. Le BR sequestrano a Roma l'onorevole Aldo Moro, presidente della DC e candidato alla formazione del nuovo governo ‘aperto al PCI’. Cinque militari della scorta restano uccisi: Oreste Leonardi, Raffaele lozzino, Domenico Ricci, Giulio Rivera e Francesco Zizzi.

    21 giugno 1978. A Genova le BR colpiscono mortalmente Antonio Esposito, funzionario dell'antiterrorismo.

    Tra ottobre e dicembre del 1978, le BR continuano la campagna contro il trattamento carcerario dei prigionieri.

    10 ottobre 1978. A Roma viene ucciso Girolamo Tartaglione, direttore generale degli affari penali del ministero della giustizia

    15 ottobre 1978. A torino sono uccisi Salvatore Lanza e Salvatore Porceddu, agenti di polizia addetti alla sorveglianza esterna del carcere Le Nuove

    Per tutto il 1978 la presenza delle BR nelle grandi fabbriche di Torino, Milano, Genova e del Veneto è scandita da diverse azioni contro le gerarchie ed i dirigenti industriali.

    28 settembre 1978. Nel corso di questa campagna viene ucciso Pietro Coggiola, capofficina Fiat. L’azione contro di lui, nelle intenzioni dell’organizzazione, doveva essere solo un ferimento

    19 gennaio 1980. E’ invece intenzionale l'attentato mortale contro Sergio Gori a Mestre, il 19 gennaio 1980

    24 gennaio 1979. A Genova il sindacalista della CGIL Guido Rossa, ritenuto responsabile dell'arresto dell'operaio dell'Italsider Francesco Berardi viene colpito mortalmente

    Nei primi mesi del 1979, a Roma, vengono effettuati due interventi contro la Democrazia Cristiana

    29 marzo 1979. Viene colpito mortalmente il consigliere provinciale Italo Schettini

    3 maggio 1979. Viene attaccata la sede della Dc di piazza Nicosia, dove perdono la vita intervenendo di pattuglia gli agenti Antonio Mea e Pietro Ollanu

    Tra il giugno del 1978 e la primavera del 1980 viene condotta una campagna contro gli apparati dell'antiterrorismo. In complesso, tra carabinieri e polizia, vengono colpiti mortalmente 12 militari di vario grado.

    21 giugno 1978. A Genova Antonio Esposito

    21 novembre 1978. A Genova Vittorio Battaglini e Mario Tosa

    15 luglio 1979. A Roma Antonio Varisco

    9 novembre 1979. A Roma Michele Granato

    27 novembre 1979. a Roma Domenico Taverna

    7 dicembre 1979. A Roma Mariano Romiti

    8 gennnaio 1980. A Milano Antonio Cestari, Rocco Santoro e Michele Tatulli

    25 gennaio 1980. A Genova Antonino Casu ed Emanuele Tuttobene

    Nei primi mesi 1980 viene colpita la magistratura con due attentati mortali.

    12 febbraio 1980. A Roma Vittorio Bachelet, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura

    18 marzo 1980. A Roma Girolamo Minervini, in procinto di essere nominato direttore generale degli istituti di prevenzione e pena

    12 maggio 1980. A Mestre, in relazione alla riunione dei capi di stato dei paesi più industrializzati, in programma per il mese di giugno, le BR intervengono colpendo mortalmente il dirigente della Digos Alfredo Albanese

    19 maggio 1980. Con l'attentato mortale all'assessore regionale al bilancio e alla programmazione Pino Amato, della Dc, nasce ufficialmente la colonna di Napoli

    2 novembre 1980. La colonna Walter Alasia gestisce autonomamente una propria azione con un attentato mortale al dirigente industriale Renato Briano.

    31 dicembre 1980. La campagna per la chiusura del carcere dell'Asinara si sviluppa con l'attentato mortale al generale dei carabinieri Enrico Galvaligi, responsabile del coordinamento delle misure di sicurezza nelle carceri speciali.

    Totale delle vittime: 47


    Non vi è nulla di meglio delle cifre nude e crude per illustrare quali dei due terrorismi, quello 'rosso' e quello 'nero' sia stato il più pericoloso nonchè per comprendere la ragione per la quale a sinistra si è fatto e si sta facendo di tutto pur di dimostrare la colpevolezza dei 'neri' dell'orrenda strage alla stazione di Bologna. Le 85 vittime di Bologna infatti fanno pendere la bilancia da una parte o dall'altra...

    cordiali saluti!...


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    Nobis ardua

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  8. #38
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    Predefinito ... un dettaglio importante trascurato...

    originally posted by antonio:

    ... ecco, bravi!... stiano in galera Sofri, Fioravanti, la Mambro e quant'altri si siano macchiati di tali nefandezze...

    caro amico
    un particolare che non ho riportato è che, tra i vari 'autori di nefandezze', quelli che sino ad ora hanno ricevuto i maggiori [per non dire gli unici...] benefici e indulti sono, guarda caso, quelli che hanno ammazzato più gente, vale a dire le Brigate Rosse. A quanto mi risulta oggi il solo Renato Curcio è in regime di 'semilibertà', tutti gli altri essendo fuori ormai da lungo tempo...

    Certo nel loro caso si è trattato di 'compagni che hanno ammesso di aver sbagliato' ed è ovvio che tale loro presa di posizione è stata considerata specialmente meritoria di perdono...

    A questo proposito mi piacerebbe tanto chieder all'illustre ragionier Pierfrancesco se a lui risulta che prima di concedere il 'perdono' a costoro si sia chiesto il 'parere' ai famigliari delle numerose vittime...

    ... saluti a tutti!...


    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  9. #39
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    Predefinito Re: ... per quelli dalla memoria corta...

    In origine postato da Fecia di Cossato
    originally posted by rag. PierFrancesco:

    ... anche ammessa l'estraneità di Fioravanti e della consorte rispetto a questo specifico fatto criminoso [la strage alla stazione di Bologna...], nessuno dei due ha mai negato le proprie responsabilità per tutta una serie, piuttosto lunghetta, di delitti assai gravi. Dunque occorrerebbe quanto meno avere il parere dei familiari delle vittime di questi ultimi fatti criminosi prima di attivare nei loro confronti un provvedimento di clemenza...

    Il miglior modo per commentare l'insensatezza di quest'ultima affermazione stà certamente nel domandarsi se per caso Togliatti, allorchè nel '47 decise di amnistiare gli omicidi commessi durante e dopo la guerra civile, si sia ricordato di chiedere il 'parere' ai famigliari delle decine di migliaia di persone ['fascisti' o 'presunti tali'] massacrate dai partigiani comunisti anche ben oltre il termine del periodo in questione...

    Sia come sia, anche se certi paragoni sono decisamente odiosi, è utile fare un raffronto fra i lutti causati negli 'anni di piombo' dalle due principali organizzazioni terroristiche che hanno operato in quel periodo, i Nar e le Brigate Rosse. Per quanto riguarda i Nar escludiamo la strage alla stazione di Bologna...

    Nuclei Armati Rivoluzionari

    28 febbraio 1978. In piazza Don Bosco, a Roma, Fioravanti ed altri ingaggiano una colluttazione con elementi identificati come appartenenti alla sinistra. Roberto Scialabba, 24 anni, cade a terra ferito e morirà poco dopo

    17 dicembre 1979. Scambiato per l'avvocato Giorgio Arcangeli, ritenuto responsabile della cattura di Pierluigi Concutelli, perde la vita in una agguato organizzato da Valerio Fioravanti il geometra di 24 anni Antonio Leandri

    6 febbraio 1980. E’ ucciso da Fioravanti il poliziotto Maurizio Arnesano, 19 anni, allo scopo di impadronirsi del suo mitra M.12

    23 giugno 1980. Fioravanti, la Mambro e Cavallini uccidono a Roma il sostituto procuratore Mario Amato, da due anni impegnato nelle principali inchieste sui movimenti eversivi di destra

    9 settembre 1980. La Mambro, Valerio Fioravanti, Soderini, Vale e Cristiano Fioravanti uccidono Francesco Mangiameli, dirigente di Terza Posizione in Sicilia

    5 febbraio 1981. Mambro e Fioravanti tendono un agguato a due carabinieri. Sono uccisi Enea Codotto, 25 anni e Luigi Maronese, 23 anni.

    31 luglio 1981. Nell'ambito di un regolamento di conti all'interno della destra eversiva viene ucciso Giuseppe De Luca. All'omicidio partecipa la Mambro.

    30 settembre 1981. Viene ucciso il ventitreenne Marco Pizzari, estremista di destra e intimo amico di Luigi Ciavardini Del commando fa parte la Mambro.

    21 ottobre 1981. Alcuni Nar, tra cui Mambro, tendono a Roma un agguato mortale al capitano della Digos Francesco Straullu e all'agente Ciriaco Di Roma.

    Totale delle vittime: 11



    Brigate Rosse

    17 giugno 1974. A Padova, nel corso di un'incursione nella sede missina di via Zabarella, restano uccisi Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola

    5 giugno 1975. Vittima del primo sequestro di 'autofinanziamento' è l'industriale Vallarino Gancia. Nel corso di questa operazione in un conflitto a fuoco viene ferito mortalmente l'appuntato dei carabinieri Giovanni d'Alfonso, mentre resta uccisa Margherita Cagol Curcio ‘Mara’.

    Tra il 1974 ed il 1976, in conflitti a fuoco tra militanti e forze dell'ordine perdono la vita tre militari:

    15 orrobre 1974. Il maresciallo dei carabinieri Felice Maritano, a Robbiano di Mediglia [MI]

    4 settembre 1975. L'appuntato di polizia Antonio Niedda, a Ponte di Brenta [PD]

    11 settembre 1976. Il vice questore Francesco Cusano, a Biella [VC]

    8 giugno 1976. A Genova le BR colpiscono mortalmente il procuratore generale Francesco Coco e i due militari della sua scorta [Antioco Dejana e Giovanni Saponara].

    15 dicembre 1976. Intercettato da forze di polizia durante una visita alla famiglia Walter Alasia, militante clandestino della colonna di Milano, ingaggia un conflitto a fuoco con la polizia. Muoiono, oltre ad Alasia, due sottufficiali, Sergio Bazzega e Vittorio Padovani.

    28 aprile 1977. Le BR uccidono Fulvio Croce, presidente del consiglio dell'Ordine degli avvocati di Torino.

    16 novembre 1977. A Torino viene colpito mortalmente Carlo Casalegno, giornalista del quotidiano La Stampa.

    L'iniziativa contro il trattamento carcerario dei prigionieri politici, duramente irrigidito nel luglio del 1977 con l'apertura del circuito delle carceri di massima sicurezza sotto il controllo del generale Carlo Alberto Della Chiesa, si sviluppa con attentati mortali.

    14 febbraio 1978. A Roma è ucciso Riccardo Palma, magistrato addetto alla direzione generale degli istituti di prevenzione e pena

    11 aprile 1978. E' ucciso a Torino Lorenzo Cotugno, agente di custodia presso il carcere Le Nuove

    20 aprile 1978. E' ucciso a Milano Francesco Di Cataldo, maresciallo degli agenti di custodia presso il carcere S. Vittore

    10 marzo 1978. Le BR colpiscono mortalmente Rosario Berardi, maresciallo della Polizia, sezione antiterrorismo, in relazione alla riapertura del processone a Torino.

    16 marzo 1978. Le BR sequestrano a Roma l'onorevole Aldo Moro, presidente della DC e candidato alla formazione del nuovo governo ‘aperto al PCI’. Cinque militari della scorta restano uccisi: Oreste Leonardi, Raffaele lozzino, Domenico Ricci, Giulio Rivera e Francesco Zizzi.

    21 giugno 1978. A Genova le BR colpiscono mortalmente Antonio Esposito, funzionario dell'antiterrorismo.

    Tra ottobre e dicembre del 1978, le BR continuano la campagna contro il trattamento carcerario dei prigionieri.

    10 ottobre 1978. A Roma viene ucciso Girolamo Tartaglione, direttore generale degli affari penali del ministero della giustizia

    15 ottobre 1978. A torino sono uccisi Salvatore Lanza e Salvatore Porceddu, agenti di polizia addetti alla sorveglianza esterna del carcere Le Nuove

    Per tutto il 1978 la presenza delle BR nelle grandi fabbriche di Torino, Milano, Genova e del Veneto è scandita da diverse azioni contro le gerarchie ed i dirigenti industriali.

    28 settembre 1978. Nel corso di questa campagna viene ucciso Pietro Coggiola, capofficina Fiat. L’azione contro di lui, nelle intenzioni dell’organizzazione, doveva essere solo un ferimento

    19 gennaio 1980. E’ invece intenzionale l'attentato mortale contro Sergio Gori a Mestre, il 19 gennaio 1980

    24 gennaio 1979. A Genova il sindacalista della CGIL Guido Rossa, ritenuto responsabile dell'arresto dell'operaio dell'Italsider Francesco Berardi viene colpito mortalmente

    Nei primi mesi del 1979, a Roma, vengono effettuati due interventi contro la Democrazia Cristiana

    29 marzo 1979. Viene colpito mortalmente il consigliere provinciale Italo Schettini

    3 maggio 1979. Viene attaccata la sede della Dc di piazza Nicosia, dove perdono la vita intervenendo di pattuglia gli agenti Antonio Mea e Pietro Ollanu

    Tra il giugno del 1978 e la primavera del 1980 viene condotta una campagna contro gli apparati dell'antiterrorismo. In complesso, tra carabinieri e polizia, vengono colpiti mortalmente 12 militari di vario grado.

    21 giugno 1978. A Genova Antonio Esposito

    21 novembre 1978. A Genova Vittorio Battaglini e Mario Tosa

    15 luglio 1979. A Roma Antonio Varisco

    9 novembre 1979. A Roma Michele Granato

    27 novembre 1979. a Roma Domenico Taverna

    7 dicembre 1979. A Roma Mariano Romiti

    8 gennnaio 1980. A Milano Antonio Cestari, Rocco Santoro e Michele Tatulli

    25 gennaio 1980. A Genova Antonino Casu ed Emanuele Tuttobene

    Nei primi mesi 1980 viene colpita la magistratura con due attentati mortali.

    12 febbraio 1980. A Roma Vittorio Bachelet, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura

    18 marzo 1980. A Roma Girolamo Minervini, in procinto di essere nominato direttore generale degli istituti di prevenzione e pena

    12 maggio 1980. A Mestre, in relazione alla riunione dei capi di stato dei paesi più industrializzati, in programma per il mese di giugno, le BR intervengono colpendo mortalmente il dirigente della Digos Alfredo Albanese

    19 maggio 1980. Con l'attentato mortale all'assessore regionale al bilancio e alla programmazione Pino Amato, della Dc, nasce ufficialmente la colonna di Napoli

    2 novembre 1980. La colonna Walter Alasia gestisce autonomamente una propria azione con un attentato mortale al dirigente industriale Renato Briano.

    31 dicembre 1980. La campagna per la chiusura del carcere dell'Asinara si sviluppa con l'attentato mortale al generale dei carabinieri Enrico Galvaligi, responsabile del coordinamento delle misure di sicurezza nelle carceri speciali.

    Totale delle vittime: 47


    Non vi è nulla di meglio delle cifre nude e crude per illustrare quali dei due terrorismi, quello 'rosso' e quello 'nero' sia stato il più pericoloso nonchè per comprendere la ragione per la quale a sinistra si è fatto e si sta facendo di tutto pur di dimostrare la colpevolezza dei 'neri' dell'orrenda strage alla stazione di Bologna. Le 85 vittime di Bologna infatti fanno pendere la bilancia da una parte o dall'altra...

    cordiali saluti!...


    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

    Insensato è questo genere di paragoni, teso tra l'altro a mettere in relazione i crimini commessi da una coppia di assassini fascisti a quelli commessi da un'intera organizzazione criminale ultra-comunista con gruppo di fuoco di parecchi militanti, apparato logistico valutato in centinaia di persone, sfera d'influenza e complicità.....di migliaia di persone.
    Insensato è il paragone con la situazione del secondo dopo guerra (e allora si trattò di una guerra civile vera all'interno di una guerra vera, non di una serie di violenze e omicidi scatenati da gruppetti di esagitati fuori dalla storia e di testa). Insensato è mettere in relazione grazie e amnistie o indulti e indultini.... con istituti come la semi-libertà, la riduzione della pena e altri benefici previsti dalle leggi, tra l'altro distribuiti generosamente in questo paese anche a criminali del tutto estranei alla politica e al terrorismo.
    La tua manifesta passione per la causa di camerati [che sbagliano] che assassinan poliziotti per impadronirsi della loro arma....... qualifica a sufficienza la tua....sensatezza e intelligenza e ammirevole sensibilità umana. Se fossi la vedova di quel poliziotto o suo padre avrei parole più appropriate da dirti......

    Shalom!!!

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    Predefinito Sofri e Castelli

    articolo di Rinascita

    Che Pannella richieda il premio Nobel per Sofri non è sorprendente. Gli riconosce il ruolo di controrivoluzionario degli anni caldi; egli, come lui, è infatti intervenuto a spingere la flotta pirata della gioventù ribelle contro le scogliere del naufragio e del riflusso.
    Pannella è da sempre un frequentatore delle oligarchie che contano ed uno scodinzolante servitore delle centrali sioniste e americane. Sofri non perde occasione per lodare i bombardamenti umanitari degli yankees e contemporaneamente alcune rivolte autonomiste, solo ed esclusivamente quelle sostenute da Usa ed Israele però. Cane non mangia cane: abbaiano insieme.
    Molto probabilmente non passerà la domanda di grazia per colui che il Corriere della Sera ha definito “il più grande intellettuale del secolo” (!) e che conta oltre trecento firme di deputati (cane non mangia cane, di solito si riconoscono). L’ha arenata Castelli e con lui la Lega che hanno via via alzato la posta fino a subordinarla alla riforma federale. Prima di orientarsi su di una tardiva ma pur sempre giusta amnistia, Castelli ha però proposto qualcosa di autenticamente ignobile: un pacchetto di grazie individuali, pacchetto nel quale – tranne un nome – sono finiti tutti i voltagabbana degli anni di piombo, gli attuali lacché del partito atlantico.
    E questo non fa che rafforzare il senso di profonda ingiustizia che impera nelle carceri e nei tribunali d’Italia.
    Come si può pensare di graziare Sofri dopo solo tre anni di carcerazione inflitti per una condanna di omicidio, quando si trovano dentro da decenni molti dei suoi compagni dalle mani non insanguinate ?
    Tutti hanno dimenticato il brigatista Paolo Ferrari, detenuto dal 1974 senza accuse di omicidio ma murato vivo perché troppo dignitoso. Come troppo dignitoso è Andrea Fosso che continua a rivendicare gli omicidi delle BR pur essendone estraneo ma che, evidentemente, a differenza di altri non è un pagliaccio. Come non lo è Renato Curcio, anch’egli mai coinvolto in omicidi, che ha affermato più volte che “le responsabilità sono collettive”. E così ben prima di lui è uscito il pluriomicida Mario Moretti (catturato del resto sette anni dopo Curcio, arrestato nel 74). La giustizia si sa è equanime…
    Si ribatterà che la condanna a Sofri & Co. è molto discutibile e che, non potendo riaprire il processo, si sta cercando una soluzione all’italiana.
    Ma chi si ricorda le centinaia di casi ancor più eclatanti ? Come di quel brigatista coinvolto in una sanguinosa rivolta carceraria e che, pur senza aver partecipato agli omicidi contestati, ha subito due condanne separate per il medesimo reato e non ha beneficiato, per ragioni incomprensibili, del computo del cumulo ? O della brigatista infermiera che, all’oscuro dei piani, fu convocata per eventuali cure nel giorno in cui era stato inizialmente previsto il rapimento Moro. Il rapimento fu rinviato e quando fu realmente compiuto l’infermiera non era in organico ma ciò non le impedì di essere ugualmente condannata all’ergastolo in primo grado …
    Tutta questa gente, che non conta, che non è intellettuale e che non gode di popolarità tra i media, è però scomparsa, seppellita viva. Per loro nessuno richiede la grazia.
    Al di qua dello schieramento le cose non vanno meglio.
    Vengono citati Fioravanti e la Mambro perché sono conosciutissimi. E perché da anni si battono a favore di Israele e degli stati Uniti, perché applaudono ai massacri in Afghanistan e in Iraq, attenti però a richiedere le garanzie umanitarie in casa nostra. Ma solo per grazie mirate, come ebbero a sostenere nel 98 quando si opposero all’ultima proposta di amnistia nella quale il reato di strage, ovviamente non rientrava. Così come è escluso dall’applicazione dei benefici carcerari; ma essi, non si sa bene perché, li hanno ottenuti lo stesso e sono semiliberi quando altri che non hanno neppure commesso omicidi, come Dario Perdetti, si trovano al ventiquattresimo anno di carcerazione. Stefano Procopio, per semplice concorso morale, ha già scontato quanto i Bonny & Clide del terrorismo “nero” (nel senso di senza colore ?). Luigi Ciavardini, scandalosamente condannato di recente a trent’anni per la strage di Bologna senza alcun serio elemento a carico, e che pure ha subito una detenzione lunga quanto la coppia, non è stato ovviamente inserito tra i graziandi.
    Lo stesso dicasi per Mario Tuti (ventotto anni di carcere) e Pierluigi Concutelli (ventisette).
    Né si sono chieste liberatorie per gli altri neri (stavolta senza virgolette) carcerati da oltre vent’anni e da poco semiliberi, come Roberto Nistri o Fabrizio Zani, che pure sono stati in prigione ben più a lungo delle due stars e senza condanne per strage…
    La lista delle ingiustizie si allunga se prendiamo in considerazione i detenuti comuni.
    Paradigmatica e assurda è la condanna di Graziano Mesina che da oltre quarant’anni sconta un ergastolo comminatogli per un computo perverso in sede di cumulo. Né alcuno si è mai sognato di rendere onore al gesto che compì negli anni sessanta quando, essendo evaso, si riconsegnò al carcere per evitare che il guardiano perdesse il posto per causa sua.
    Il signor Castelli verosimilmente tutto questo non lo sa e perciò la sua boutade si è rivelata così iniqua e fuori posto. Ma da quanti decenni i ministri hanno smesso di conoscere la materia che viene loro affidata ? Castelli ignora come è costume e anziché documentarsi, che costa lavoro e fatica, spara a vanvera i nomi più noti. Nella società dello spettacolo la notorietà è così assurta anche a sinonimo di grazia plenaria.
    Ma tra le vedettes per le quali si è pronunciato il ministro, una tantum è stato incluso un uomo normale. Si tratta del Serenissimo Faccia che Castelli ha evidentemente inserito nel novero per “amor di campanile”. E questo Faccia gli ha dato - e ci ha dato - la giusta lezione dichiarando di rifiutare il provvedimento. Faccia, come Mesina, come Curcio, come Fosso, come Ferrari, come Tuti, come Perdetti, come Nistri, come Belsito è uomo d’un pezzo, quindi schivo e silenzioso.
    Potranno mai capirlo gli uomini politici, così sensibili alla spettacolarità e alla gran cassa ?
    O si continuerà a tenere in piedi così com’è il ministero di grazia e ingiustizia, laddove la legge è uguale sì ma solo per Tuti ?

 

 
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