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Risultati da 1 a 10 di 44
  1. #1
    sacher.tonino
    Ospite

    Question Concedere la grazia ad Adriano Sofri?

    in seguito ad un editoriale apparso sul Corsera, si riaccende in Italia il dibattito intorno alla possibilità o meno di concedere la grazia ad Adriano Sofri.
    Parliamone

    p.s.In merito non ho nessuna opinione, in quanto non conosco la storia di Adriano Sofri.Sarei lieto che qualche forumista volenteroso facesse la cronostoria delgli eventi con un editing ben fatto su questo 3d.Grazie.

    Nella foto, un immagine di Adriano Sofri.


  2. #2
    memoria storica di PoL
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    Predefinito

    caro tonino
    come ho già asserito in tante altre occasioni la concessione della grazia a Sofri mi vede certmante d'accordo, e questo per un motivo assai semplice: egli, colpevole o innocente che sia, ha di fatto ripudiato l'ideologia della lotta armata e pertanto tenerlo in carcere raprresenta un evidente contrasto col principio secondo il quale la pena deve tendere in primo luogo al recupero del condannato e al suo reoiderimento nella società.

    Quello che trovo assai stonato semmai è che lo stesso impegno a favore di Sofri non si è manifestato per esempio nei confronti della grazia per Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, per non parlare poi della vergognosa persecuzione scatenata dalla giustizia italiana nei confronti di Erik Priebke a cinquant'anni di distanza dai fatti contestatigli. Non valeva forse per lui il principio, tanto ribadito per Sofri, che, colpevole o innocente, in ogni caso aveva completamente cambiato vita?...

    Mah... comunque caro tonino ti darò da leggere l'articolo uscito oggi sul Corriere della Sera...

    ... buona lettura!...


    Avrebbe potuto scappare, come altri. Invece ha preferito espiare

    La grazia ad Adriano Sofri [31 anni dopo]

    L'editoriale del direttore del Corriere della Sera Stefano Folli: 'Oggi il detenuto di Pisa è senza dubbio un uomo diverso'




    Milano - Nel carcere di Pisa vive e lavora un uomo che sta pagando il suo debito verso la giustizia. Lo fa con estrema dignità ormai da anni. Il suo nome è Adriano Sofri e con sobria civiltà pubblica da anni libri e articoli sui maggiori giornali. Le sue riflessioni sul nostro tempo costituiscono un punto di vista impossibile da ignorare. Sono testimonianze proposte con attenzione scrupolosa verso la realtà di un Paese decifrato in tutte le sue complessità.

    Tragedie d'Italia - Forse nessuno come Sofri ha saputo leggere attraverso la tragedia vissuta dalla comunità civile italiana nell'ultimo scorcio del novecento: il terrorismo, le sue conseguenze, la frattura di una quasi guerra civile che ha rischiato di distruggere la Repubblica. Nessuno come Sofri ha saputo alimentare un dibattito autentico, e non di maniera, sull'identità collettiva e sul destino di due generazioni. Anche per questo, soprattutto per questo, possiamo affermare senza enfasi che Adriano Sofri è oggi uno dei maggiori intellettuali italiani.

    Delitto Calabresi - Eppure non stiamo parlando di un profeta o di un santo. Al contrario, Sofri è stato condannato in via definitiva come mandante di un delitto odioso e crudele: l'omicidio del commissario di Pubblica Sicurezza Luigi Calabresi, avvenuto a Milano il 17 maggio 1972. Non è il caso qui di riaprire alcun dossier. Basti ricordare che i processi a Sofri [a lui, a Bompressi e a Pietrostefani] sono stati nel corso degli anni ben otto. E l'iter si è concluso con la conferma delle condanne. La magistratura, dopo vari gradi di giudizio, ha accolto la tesi dell'accusa, sulla base delle prove fornite dagli investigatori. Il fatto che Adriano Sofri si sia costantemente dichiarato innocente, come era suo diritto, non toglie nulla alla verità processuale. Altrettanto rilevante, tuttavia, è la circostanza che Sofri non si è mai sottratto alla pena. Avrebbe potuto farlo con un certo agio, come tanti altri, ma ha preferito espiare.

    Prima della condanna - In precedenza, prima che la condanna fosse definitiva, ha cercato una propria personale redenzione nell'orrore della Bosnia in guerra e anche di quell'esperienza ha reso una testimonianza in cui si avverte l'eco sofferta della grande cultura europea, con la sua sostanza tollerante e liberale. Pur consapevoli che si tratta di un tema che turba [a ragione] l'opinione pubblica, crediamo sia giunto il momento di affrontare il caso attraverso lo strumento della grazia. Lo scriviamo con il rispetto dovuto alle vittime del terrorismo, alle loro famiglie, ai magistrati e alle forze di polizia. Liberare Sofri non significa dare un tardivo riconoscimento alla tesi innocentista. O incoraggiare il lassismo. O riaprire ferite mai veramente chiuse. Oggi il punto è un altro. Si tratta di prendere atto che il detenuto di Pisa è un uomo diverso, 31 anni dopo l'omicidio Calabresi. Della sua trasformazione ha offerto e offre prove evidenti e quotidiane.

    Cattivo maestro - Se Sofri è stato un cattivo maestro, oggi non lo è più. Lo ha capito buona parte della società italiana, nelle sue espressioni culturali e politiche. Ha ancora un senso tenerlo in carcere?... A quale funzione emblematica corrisponde la sua prigionia?... Il presidente del Consiglio [che mesi fa ha manifestato con chiarezza il suo pensiero] e il ministro di Grazia e Giustizia possono, se vogliono, rispondere a queste domande. Del resto, l'avvio del semestre europeo è un'occasione propizia per riflettere: lo ha detto un altro personaggio simbolo di una stagione drammatica e lontana, Cohn Bendit, e forse non ha torto. Il presidente della Repubblica ha il potere di firmare il provvedimento di grazia. Ma deve essergli sottoposto dall'autorità di governo. Se quest'ultima decidesse che è ora di compiere tale piccolo passo, non si potrebbe biasimarla.

    Stefano Folli

    16 luglio 2003



    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  3. #3
    sacher.tonino
    Ospite

    Predefinito

    Ringrazio il Comandante Fecia per i Suoi interventi sempre precisi e dettagliati.
    Da antonio mi aspettavo un'apertura più democratica, ma ognuno è libero di esprimere il suo parere, questa è la bellezza e la ricchezza della democrazia.

  4. #4
    Iterum rudit leo
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    Predefinito

    Io sono contrario alla grazia per Sofri, perchè credo sia giusto affermare la certezza della pena, già disattesa in moltissimi altri casi. Che l'assassino del commissario Calabresi sia oggi una persona diversa è argomento irrilevante, poichè finalità del carcere non dovrebbe essere solo la riabilitazione del condannato, ma anche l'espiazione della colpa. La grazia, in questo caso, avrebbe oltretutto l'aggravante di apparire come un'assoluzione.

  5. #5
    email non funzionante
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    Predefinito Sofri non chiede la grazia ma i suoi amici

    [QUOTE]In origine postato da sacher.tonino

    Signor Sacher,
    Adriano Sofri,ha dichiarato in passato che non avrebbe chiesto mai la grazia;significa che si riconosce colpevole o innocente?
    La giustizia sembra che gli uomini l'abbiano costituita secondo delle regole "erga omnes"(per tutti) ma soprattutto perchè gli uomini riconoscono a se stessi l'incapacità di vivere eticamente come piace alla sinistra e in generale ai giustizialisti che hanno sempre uno scopo politico da mandare ad effetto.
    Se tutti noi fossimo giusti non avremmo bisogno dei magistrati nè delle pene che essi irrogano molto spesso non secondo giustizia ma secondo il loro potere discrezionale.
    Adriano Sofri sarà anche cambiato,ma chi può assicuralo,?Tuttavia la sua pena potrebbe essere ridotta o trasformata dal Legislatore nell'ambito della sua rieducazione.
    Lo manderei a lavorare in una comunità di tossicodipendenti dove potrebbe essere utili ad altri disgraziati che hanno buttato la loro vita.

  6. #6
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    In origine postato da Fecia di Cossato
    Quello che trovo assai stonato semmai è che lo stesso impegno a favore di Sofri non si è manifestato per esempio nei confronti della grazia per Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, per non parlare poi della vergognosa persecuzione scatenata dalla giustizia italiana nei confronti di Erik Priebke a cinquant'anni di distanza dai fatti contestatigli. Non valeva forse per lui il principio, tanto ribadito per Sofri, che, colpevole o innocente, in ogni caso aveva completamente cambiato vita?...
    la mambro e fioravanti sono liberi mi pare? o hanno avuto un permesso x il gay pride?

    Priebke si nascondeva...si sarebbe dovuto costituire ed espiare almeno una parte della pena...

    Sofri....secondo me è d'accordo coi suoi carcerieri, eseguì un delitto di stato, e proprio non è il caso di perdere tempo x una grazia-farsa.

  7. #7
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    originally posted by Pasquettino l'imbecillino:

    ... la Mambro e Fioravanti sono liberi mi pare?...

    Priebke si nascondeva...si sarebbe dovuto costituire... ed espiare almeno una parte della pena...

    Sofri....secondo me è d'accordo coi suoi carcerieri, eseguì un delitto di stato...


    caro amico... complimenti!...

    ... tre frasi, tutte da figurare nel Guiness dei primati, sezione imbecillità!...

    a) Valerio Fiorvanti e Francresca Mambro non sono affatto liberi ed usufruiscono di permessi speciali. Il primo di norma di giorno si reca presso l'organizzazione contro la pena di morte 'nessuno tocchi Caino' ed ogni sera deve far ritorno in carcere. La seconda ha usufruito di un periodo di libertà unica,mente quando ha dovuto allattare la figlia, diversamente anche per lei solo permessi speciali...

    b) Pribke era talmente intenzionato a nascondersi che, contrariamante alla magguior parte delle ex-SS, aveva copnservato nome e cognome. Quanto poi ad 'espiare almeno parte della pena' non si capisce assolutamente quale pena dovesse scontare, dal momento che nel processo del 1948 non solo non era stata condannato [semplicemente perchè non figurava tra gli imputati], ma gli altri subordinati di Kappler di grado pari al suo o inferiore erano stati assolti...

    c) Adriano Sofri è stato condannato come mandante, e non già come esecutore, dell'omicidio Calabresi...

    Caro mio, sei proprio sulla buona strada per competere anche tu al Nobel all'Imbecillità... coraggio che tifiamo per te!!!...


    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  8. #8
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    In origine postato da Fecia di Cossato
    originally posted by Pasquettino l'imbecillino:

    ... la Mambro e Fioravanti sono liberi mi pare?...

    Priebke si nascondeva...si sarebbe dovuto costituire... ed espiare almeno una parte della pena...

    Sofri....secondo me è d'accordo coi suoi carcerieri, eseguì un delitto di stato...


    caro amico... complimenti!...

    ... tre frasi, tutte da figurare nel Guiness dei primati, sezione imbecillità!...

    a) Valerio Fiorvanti e Francresca Mambro non sono affatto liberi ed usufruiscono di permessi speciali. Il primo di norma di giorno si reca presso l'organizzazione contro la pena di morte 'nessuno tocchi Caino' ed ogni sera deve far ritorno in carcere. La seconda ha usufruito di un periodo di libertà unica,mente quando ha dovuto allattare la figlia, diversamente anche per lei solo permessi speciali...

    b) Pribke era talmente intenzionato a nascondersi che, contrariamante alla magguior parte delle ex-SS, aveva copnservato nome e cognome. Quanto poi ad 'espiare almeno parte della pena' non si capisce assolutamente quale pena dovesse scontare, dal momento che nel processo del 1948 non solo non era stata condannato [semplicemente perchè non figurava tra gli imputati], ma gli altri subordinati di Kappler di grado pari al suo o inferiore erano stati assolti...

    c) Adriano Sofri è stato condannato come mandante, e non già come esecutore, dell'omicidio Calabresi...

    Caro mio, sei proprio sulla buona strada per competere anche tu al Nobel all'Imbecillità... coraggio che tifiamo per te!!!...
    perchè non riporti tutto? "la mambro e fioravanti sono liberi mi pare? o hanno avuto un permesso...."

    chissà perchè Priebke non viveva in germania? la sua posizione e quella del capitano Schultz erano differenti da quelle degli altri subordinati di Kappler, e oltre al fatto delle ardeatine c'erano per lui anche i fatti di via tasso.
    Inoltre le stragi naziste e un omicidio politico degli anni 70 non sono in alcun modo correlati.

    poi evidentemente nell'esecuzione di un progetto delittuoso rientra la progettazione di questo

  9. #9
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    In origine postato da Fecia di Cossato
    Adriano Sofri è stato condannato come mandante, e non già come esecutore, dell'omicidio Calabresi...

    Caro mio, sei proprio sulla buona strada per competere anche tu al Nobel all'Imbecillità...
    Caro Comandante, per una volta, insieme a Pasquino, voglio concorrere anch'io al Nobel dell'Imbecillità.

    Giacché non vedo distinzione fra l'esecutore e il mandante. Anzi, forse il secondo ha una responsabilità morale maggiore. Inestinguibile.

    Cosa ci va a fare, secondo Lei, un assassino a "Nessuno tocchi Caino"? Non Le sembra ridicolo?

  10. #10
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    Unhappy ... questa proprio non me l'aspettavo...

    originally posted by Free Flag:

    ... non vedo distinzione fra l'esecutore e il mandante. Anzi, forse il secondo ha una responsabilità morale maggiore. Inestinguibile...

    ... cosa ci va a fare... un assassino a 'nessuno tocchi Caino?... non è ridicolo?...


    caro Free Flag
    ero certo che dietro la nick si nascondessse un caro amico di vecchia data che un tempo si faceva chiamare Kobra ma , con grande dispiacere sono costretto a ricredermi. Se fosse lui mai e poi mai avrebbe potuto darmi una delusione più grande...

    Sul primo punto è evidente che una distinzione tra esevcutore e mandante esiste ma non nel senso che solo ad uno spetti la colpevolezza. Il mio appunto nei confronti di Pasquettino voleva in primo luogo sottolineare la sua scarsa conoscenza dell'argomento, pari solo all'arroganza da lui dimostrrata nel voler emettere sentenze. Se poi vogliamo tra noi approfondire la questione quello che più desta sconcerto in questa vicenda è che il solo a pagare con il carcere sia stato, per quanto possa sembrare incredibile, non già chi ha commesso matrerialmente l'omicidio di Calabresi bensì colui che, senza ombra di prova e solo sulla base della testimonianza del solito pentito, è stato condannato per essere stato il 'mandante' [o forse più esattamente in questo caso si dovrebbe usare la parola 'ispiratore'...]. Tutto normale questo?... forse per qualcuno sì, ma per chi ha un minimo di buon senso non credo...

    Riguardo al secondo punto parlare da parte mia di sconcerto è veramante troppo poco... Valerio Fioravanti è stato condannato senza uno straccio di prova di un delitto orrendo e ha il sacrosanto diritto di proclamarsi innocente e che gli sia data la possibilità che un giorno la sua innocenza sia dimostrata [e il sottoscritto lavora da tempo in prima linea per realizzare questo...]. E' evidente che la pena di morte rappresenta la negazione assoluta di questo diritto elementare di ogni essere umano e quindi come si può ragionevolmente sostenere che la battaglia sostenuta da Valerio Fioravanti sia [questa è la parola che ho sentito...] ridicola?...

    A questo punto non posso che augurarmi di cuore che questa persona non sia Kobra... troppo dispiacere avrei se così fosse...


    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

 

 
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