PENA DI MORTE: NTC, SUL NO DELL'UE ALLA MORATORIA
(RadioRadicale.it, 21Lug - 19.07) - Sul 'no' dell'UE alla moratoria Onu delle esecuzioni capitali, il Segretario di Nessuno tocchi Caino Sergio D'Elia ha dichiarato:
"Ringraziamo il Ministro Franco Frattini per aver portato, come aveva promesso, all'attenzione dei suoi colleghi dell'Unione Europea la proposta di una risoluzione sulla moratoria universale delle esecuzioni capitali da presentare alla prossima Assemblea Generale dell'Onu.
Non avevamo dubbi sul tipo di accoglienza che avrebbe avuto la proposta in sede UE, visti soprattutto i precedenti del 1994, quando i duri e puri dell'Europa si astennero su una risoluzione presentata dal governo italiano che per questo fu sconfitta per soli otto voti e del 1999 quando dopo averla presentata, l'UE ritirò la risoluzione sulla moratoria. Per paura di perdere, i Quindici, a parte l'Italia dell'Ambasciatore Paolo Fulci, si arresero senza combattere.
Ora ci risiamo, ma al governo italiano chiediamo di fare di più. La risposta ' non ci sono i numeri' non può essere considerata soddisfacente. Ai partner europei occorre chiedere quali sono i loro dati, la lista dei prevedibili favorevoli e contrari, in modo che si possano fare i conti. Per noi i numeri a favore della moratoria ci sono e sono i seguenti: i paesi membri dell'Onu sono 191; 89 sono quelli che dal 1997 a oggi hanno già cosponsorizzato una risoluzione per la moratoria, 72 dei quali lo hanno fatto già in Assemblea Generale nel '99 (quando la situazione era meno favorevole di quanto lo sia oggi); a questi 89 stati vanno aggiunti almeno altri 6 stati che hanno già votato ripetutamente per la moratoria in sede Onu, alla Commissione diritti umani, e siamo a 95; altri 5 stati, dopo i cambiamenti politici avvenuti di recente, potrebbero votare a favore, il Kenya, ad esempio, che lo ha già annunciato. Saremmo a 100, la maggioranza assoluta dei paesi ONU, una maggioranza che non potrà mai essere intaccata dai 'no' se si considera che ci saranno almeno una ventina di paesi indecisi, i quali si asterranno. A conferma di una situazione totalmente cambiata e a favore della moratoria, basti ricordare un dato: nel '94, quando perdemmo per otto voti, i paesi Onu mantenitori della pena di morte erano 97, 33 in più rispetto a oggi.
Le battaglie per i diritti umani si fanno anche quando non si è certi di vincerle, ma questa non è una causa a perdere, è un caso semmai da avvocati delle cause vinte. A meno che non si voglia per conto terzi far fallire l'unica iniziativa ragionevolmente pragmatica e, quindi, veramente rigorosa contro la pena di morte: la moratoria delle esecuzioni in vista dell'abolizione."
Wolare
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